martedì 13 gennaio 2015

Duomo di Carrara (MS)


L'Insigne Collegiata Abbazia Mitrata di Sant'Andrea Apostolo risale al secolo XI.
L'interno della chiesa è lungo quant'è alto il campanile. La pianta è composta da una navata centrale e da due navate laterali, coperte da volte a crociera. La chiesa è stata "restaurata", o meglio fortemente rimaneggiato, dopo la seconda guerra mondiale con l'eliminazione sia dei sontuosi altari barocchi che del soffitto a cassettoni, come pure di quanto non apparteneva all'impianto originale dell'opera.







All'esterno, in piazza Drent (cioè "piazza dentro", sul sito dell'ex vecchio cimitero della pieve) si trova la statua non finita del "Gigante" (ossia il genovese Andrea Doria nelle sembianze del dio del mare Nettuno, scolpito da Baccio Bandinelli).



Nella navata destra:

- resti di affreschi del XV e XVI secolo
- altare di San Ceccardo con tela seicentesca rappresentante il martirio del santo, e spoglie dello stesso sotto la mensa dell'altare. San Ceccardo, vescovo di Luni, è il patrono della città, del comune e del vicariato di Carrara (16 giugno)
- sarcofago di San Ceccardo, vuoto, probabile adattamento rinascimentale di un sarcofago lunense.
- gruppo in marmo dell'Annunciazione, noto come Le Cassanelle, tardo trecentesco, esempio di gotico cortese
- altare del Santissimo Sacramento, di Domenico del Sarto e Giovanni Battista del Mastro (1524), con statua centrale cinquecentesca di Clemente da Reggio.

Nella navata sinistra:

- altare della Madonna del Popolo, Regina e Patrona del popolo di Carrara (si festeggia la Seconda domenica di maggio, e la terza domenica di novembre), le cui corone, simbolo di devozione cittadino, vennero realizzate dal Maestro orafo Mario Bruno Rolla.
- Madonna col Bambino e santi, gruppo in marmo già sull'altare maggiore, firmato da Andrea Guardi nel 1460 e commissionata da Spinetta Fregoso, raffigurato con la moglie ai piedi della Vergine
- pulpito marmoreo di Domenico del Sarto e Mastro Nicodemo, cominciato nel 1541.
- altare dell'Assunta, con statua seicentesca dell'Assunta di Francesco Moschino e affreschi.




L'altare maggiore è sovrastato da un crocifisso su tavola trecentesco, solitamente attribuito al pittore lucchese Angelo Puccinelli.