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martedì 25 novembre 2014

Chiesa di San Montano - Roccaporena (PG)

Roccaporena è il paese natale di Santa Rita da Cascia.
Secondo la leggenda, nel luogo dove una sibilla profetizzò la nascita della santa venne eretta una grande croce.


Lo scoglio di S. Rita (XIV secolo), roccia ove secondo la tradizione la santa pregava intensamente, tanto da lasciare impresse le impronte delle ginocchia e dei gomiti. Lo scoglio si trova sulla sommità di uno sperone roccioso, a circa 120 m d'altezza rispetto alla base della valle. Nel 1919 la roccia venne inglobata in una cappellina, ricostruita nel 1979 in seguito ad un terremoto.



Nella Chiesa di San Montano (XIII secolo), S. Rita ebbe il primo approccio con la religione. Era la sua chiesa e qui sposò Paolo di Ferdinando. Sempre qui sono seppelliti il marito e i due figli della santa, morti di peste.
L'interno è a due navate, coperte da volte a crociera; l'abside è arricchito da alcuni affreschi del XV secolo.











Santuario di Santa Rita - Roccaporena (PG)


Il Santuario di S. Rita (1948) è stato progettato dall'architetto Oreste della Piana. L'ingresso è abbellito da un portico, l'interno è a tre navate, l'abside e le pareti sono adornate da mosaici. In due cappelle laterali vi sono sei vetrate istoriate realizzate nel 1966 dall'artista milanese Amalia Panigati. 



Nella chiesa si conserva anche il manto in pelle che, secondo la tradizione, appartenne a S. Rita.


Santuario di Santa Rita - Cascia


In origine il santuario era semplicemente composto da un monastero e da una piccola chiesa che ospitava l'urna con le spoglie di santa Rita; agli inizi del XIX secolo le strutture esistenti divennero inadeguate per il sempre maggior numero di pellegrini che arrivava a Cascia e fu così, grazie alla volontà di Madre Maria Teresa Fasce, che iniziò la costruzione di un santuario capace di rispondere alle esigenze dei fedeli: il complesso comprende due basiliche, un monastero, diverse sale polivalenti ed un ostello.
I lavori di costruzione iniziarono nel 1937 e fu solennemente consacrata nel 1947 dopo non poche difficoltà, soprattutto di natura economica.




Si presenta a forma di croce greca, caratterizzata da quattro absidi alle estremità: in una di queste si apre la cappella di Santa Rita che ospita il sarcofago della santa. Inglobata nella basilica è anche parte della vecchia chiesa, mentre gli elementi decorativi, per lo più opere pittoriche, sono stati eseguiti da artisti come Luigi Montanarini, Gisberto Ceracchini, Artemio Giovagnoni, Armando Marrocco e Ferruccio Ferrazzi.

Il monastero
Il monastero di Santa Rita da Cascia è il luogo dove la santa ha vissuto per più di quarant'anni la sua esperienza di vita monacale, fino alla sua morte: costruito nel XIII secolo, era intitolato originariamente a santa Maria Maddalena; venne ampliato durante il XVIII secolo ed ospita ancora suore della comunità agostiniana. Nel monastero è possibile osservare alcuni luoghi fondamentali della vita di santa Rita, come il cortile, con il pozzo, una vite e i caratteristici fori sul muro, tana delle api muraiole, il coro antico, che custodisce affreschi del XVI secolo e tele del XVII e XVIII secolo, l'oratorio nel quale santa Rita ricevette la stigmate, diverse celle, una delle quali appartenuta alla santa e altre che contengono oggetti ad essa appartenuti come la fede nuziale e diversi sarcofagi, ed il roseto, ricreato per ricordare il miracolo della rosa e dei fichi.

















Il rosario di Santa Rita
La fede nuziale





Così come la basilica anche la Casa degli Esercizi Spirituali e l'Hotel delle Rose furono voluti da Madre Fasce: nel primo vengono svolti raduni di gruppi di preghiera con la possibilità di pernottamento nelle sue cinquantacinque camere, mentre nel secondo, originariamente chiamato Casa del Pellegrino, viene data la possibilità al pellegrino di soggiornare a Cascia, in una struttura di centosessanta camere.


Basilica inferiore di Santa Rita - Cascia


La basilica inferiore di Santa Rita da Cascia è una basilica minore di Cascia, appartenente all'omonimo santuario: al suo interno vengono venerati i resti di Madre Maria Teresa Fasce e del beato Simone Fidati.


La basilica era originariamente la cripta della basilica di Santa Rita da Cascia, dalla quale era stata ricavata nelle sua fondamenta nel 1947: la trasformazione in chiesa avvenne solo successivamente. Fu inaugurata il 19 maggio 1988.

Internamente si presenta a croce greca, a navata unica: sull'altare maggiore è posta una tela di Luigi Filocamo, ritraente il Sacro Cuore di Gesù, mentre al di sotto della mensa è un pannello in marmo raffigurante l'Ultima Cena, opera di Eros Pellini; la zona si completa con una croce astile ed un ambone in marmi policromi realizzati da Armando Marrocco ed alcune statue sempre del Pellini. 

Sul lato destro del transetto si apre la cappella dedicata al beato Simone Fidati: al di sotto di un altare in pietra sono riposte le ossa del monaco, mentre un tabernacolo ospita il miracolo eucaristico; da questo lato si può inoltre accedere ad una sala che raccoglie gli ex voto. Lungo il lato sinistro della basilica si apre una piccola cappella dedicata all'adorazione eucaristica.

Beato Simone Fidati
Nacque a Cascia tra il 1280 e il 1290. Da giovane abbandonò la vita agiata per consacrarsi a Dio nell'ordine di Sant'Agostino, grande predicatore e famoso direttore spirituale. Ci ha lasciato preziosi scritti di spiritualità e teologia. Morì a Roma il 2 febbraio 1348. Fu lui a portare a Cascia la reliquia del Miracolo Eucaristico.

Storia del Miracolo Eucaristico
Nel 1330 a Siena un sacerdote, chiamato a portare la santa Comunione ad un malato, pose la particola nel suo breviario. Nell'aprire il libro vide che l'ostia era diventata sangue. Pentito per la propria leggerezza, il prete si recò allora al convento di Cascia, raccontando l'accaduto a padre Simone Fidati, che gli concesse l'assoluzione per la poca devozione dimostrata. Il santo strappò le due pagine del miracolo dal Breviario. 

Il beato Simone ripartì facendo ritorno al convento di Perugia dove era la sua comunità e delle due pagine del breviario intrise di sangue, una fu consegnata al suo convento di Perugia e l'altra, quella su cui era rimasta aderente le particella, fu data in dono al convento di Sant'Agostino a Cascia, sua città natale. Il 10 gennaio 1401 papa Bonifacio IX confermò l'autenticità di questo miracolo.


Miracolo eucaristico

Ossa del beato Simone Fidati

Beata Maria Teresa Fasce
Maria Teresa Fasce (Torriglia, 27 dicembre 1881 – Cascia, 18 gennaio 1947) è stata una religiosa italiana, monaca agostiniana e badessa del monastero di Cascia; è stata proclamata beata da Giovanni Paolo II nel 1997.
Sul lato sinistro del transetto si trova la cappella a lei dedicata: il corpo della beata riposa in una teca in vetro posta al centro della cappella ed alle sue spalle è possibile osservare alcune reliquie appartenute alla badessa.


La santa audacia suscitata da un'illimitata fiducia nella Provvidenza le permise di realizzare grandi opere: il nuovo tempio a S. Rita, l'orfanatrofio 'alveare S. Rita', il 'Bollettino dalle api alle rose'...
La Beata fu efficace e illuminata promotrice della devozione a S. Rita.
Come la "sua" santa fu un'eroina della sofferenza: non solo accettò le tante malattie, ma le amò e in particolare il suo 'tesoro', il tumore che la torturò per 27 anni e la condusse alla tomba il 18 gennaio 1947.



Cascia