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venerdì 20 settembre 2013

Tutto avviene per volere di Dio

Ecco in che ho capito che consiste il bene dell'uomo: consiste nel mangiare, nel bere e nel vedere il successo di tutta la fatica con cui egli si affatica sotto il sole nei giorni contati della sua vita che Dio gli ha concesso; ché questo è ciò che gli tocca.
E c'è anche questo da dire, che se Dio concede all'uomo ricchezze abbondanti, di poterne godere, prenderne la propria parte e godere della propria fatica, questo è dono di Dio.
Così l'uomo non pensa troppo alla sua vita che passa, perché Dio lo tiene occupato con la gioia del suo cuore.
{Qohélet}

lunedì 2 settembre 2013

Capire l'opera di Dio

1. Meglio un buon nome che un buon profumo e il giorno della morte che quello della nascita.
2. Meglio andare in una casa dove si fa cordoglio che in una casa dove si fa baldoria; perché questa è la fine di tutti gli uomini e il vivo così ci riflette.
3. Meglio la tristezza del riso, perché davanti a un volto triste il cuore si fa migliore.
4. Il pensiero del sapiente è rivolto alla casa in cordoglio e il pensiero dello stolto alla casa in allegria.
5. Meglio ascoltare il rimprovero del sapiente piuttosto dell'adulazione degli stolti:
6. perché come lo scoppiettio degli sterpi sotto la pentola, così è il riso dello stolto.
Ma anche questo è vanità,
7. perché l'oppressione può rendere stolto il sapiente e un donativo può corrompere il cuore.
8. Meglio la fine di una cosa che il suo inizio;
meglio la longanimità che la superbia.
9. Non essere facile ad irritarti nell'intimo, perché l'irritazione ha sede nel seno degli stolti.
10. Non ti domandare com'è che il tempo passato è migliore di quello di oggi, perché questo problema non viene da saggezza.
11. E' bene avere oltre alla sapienza un patrimonio: è un vantaggio per quelli che vedono il sole;
12. perché si vive all'ombra della sapienza, si vive all'ombra del danaro; ma vale di più il sapere, perché la sapienza fa vivere chi la possiede.
13. Cerca di capire l'opera di Dio, perché nessuno può raddrizzare ciò che egli ha fatto curvo.
14. Nei giorni felici sii lieto, nel giorno del dolore rifletti:: gli uni come gli altri vengono per volere di Dio, perché l'uomo non possa sapere mai nulla del proprio futuro.
15. Tutto ho veduto nei giorni giorni miei vani: c'è il giusto che perisce nonostante la sua giustizia, e l'empio che vive a lungo l'empio nonostante la sua malvagità.
{Qoelet}





Tutto è vanità

Vanità delle vanità, dice Qoelet.
Vanità delle vanità: tutto è vanità.
Quale guadagno viene all’uomo
per tutta la fatica con cui si affanna sotto il sole?
Una generazione se ne va e un'altra arriva,
ma la terra resta sempre la stessa.
Il sole sorge, il sole tramonta
e si affretta a tornare là dove rinasce.
Il vento va verso sud e piega verso nord.
Gira e va e sui suoi giri ritorna il vento.

Tutti i fiumi scorrono verso il mare,
eppure il mare non è mai pieno:
al luogo dove i fiumi scorrono,
continuano a scorrere.
Tutte le parole si esauriscono
e nessuno è in grado di esprimersi a fondo.
Non si sazia l’occhio di guardare
né l’orecchio è mai sazio di udire.
Quel che è stato sarà
e quel che si è fatto si rifarà;
non c’è niente di nuovo sotto il sole.

C’è forse qualcosa di cui si possa dire:
“Ecco, questa è una novità”?
Proprio questa è già avvenuta
nei secoli che ci hanno preceduto.
Nessun ricordo resta degli antichi,
ma neppure di coloro che saranno
si conserverà memoria
presso quelli che verranno in seguito.
{Qoelet 1: 1,11}