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venerdì 17 aprile 2015

Santa Teresa di Lisieux - Pensieri



Per me la preghiera è uno slancio del cuore, è un semplice sguardo gettato verso il Cielo, è un grido di gratitudine e di amore nella prova come nella gioia, insomma è qualcosa di grande, di soprannaturale, che mi dilata l'anima e mi unisce a Gesù.

Il fuoco dell'amore è più santificante di quello del purgatorio.

O mio amato Gesù, come mi apparite mite ed umile di cuore sotto il velo dell'ostia candida. Non potete abbassarvi maggior­mente per insegnarmi l'umiltà.

E Gesù che vuole il nostro amore, che lo va mendicando. Si abbandona, per così dire, alla nostra mercé. Non vuole prendere nulla senza che glielo diamo e la più piccola cosa è preziosa ai suoi occhi divini.


Ah, se tu sapessi come il buon Dio è offe­so! La tua anima è fatta apposta per conso­larlo. Amalo fino alla follia per tutti quelli che non l'amano.


Quant'è grande la nostra anima! Eleviamoci al di sopra di ciò che passa, teniamoci a distanza dalla terra. Più in alto l'aria è pura. Gesù si nasconde, ma si sa che non è lontano.

Dio ti trova degna di soffrire per suo amore ed è questa la più grande prova di tenerezza che ti possa dare, poiché è la soffe­renza che ci rende simili a lui.

Se fosse necessario fare delle grandi cose, come saremmo da compiangere! Invece, siamo immensamente fortunate, perché Gesù si lascia conquistare dalle più piccole.

Facciamo della nostra vita un continuo sacrificio, un martirio d'amore, per consola­re Gesù. Egli non vuole che uno sguardo, un sospiro, ma uno sguardo e un sospiro che siano per lui solo! Che tutte le creature ci sfiorino appena.

E' grande la mia gioia di essere senza gioia, per far piacere a Gesù.

Il Signore mi ha sempre fatto desiderare ciò che voleva darmi.

Il mio cuore è calmo come un lago tran­quillo o come un cielo sereno; non ho rim­pianti per la vita di questo mondo; il mio cuore ha sete delle acque della vita eterna. Ancora un poco e l'anima mia lascerà la terra, finirà il suo esilio, terminerà il suo combattimento. Salgo al cielo, raggiungo la patria, colgo la palma della vittoria! Fra poco entrerò nel soggiorno degli eletti, con­templerò bellezze che l'occhio dell'uomo non ha veduto mai, udrò armonie che l'orecchio mai udì, godrò gioie che il cuore non ha gustato mai... Eccomi giunta a quell'ora... Sono un fiore primaverile che il Giardiniere coglie a suo piacere. Tutti siamo fiori pianta­ti su questa terra e che Dio coglie a suo tempo: un po' prima, un po' dopo. Un giorno ci ritroveremo in paradiso e godremo della vera felicità.



Non vorrei mai chiedere al Signore sofferenze più grandi. Se le accresce lui, le sop­porterò con gioia, perché mi verranno da lui. Ma se le chiedessi io, sarebbero sofferen­ze mie, le dovrei sopportare da sola; ed io da sola non ho saputo mai far nulla.

Non vi affliggete se io soffrirò molto e se non vedrete in me nessun segno di felicità nel momento della morte. Nostro Signore è ben vittima d'amore, eppure sapete quale è stata la sua agonia!


Offriamo tutte le nostre sofferenze a Gesù per salvare le anime. Povere anime! Esse hanno meno grazie di noi e tuttavia il sangue di un Dio è stato versato per salvarle. Gesù è disposto a far dipendere la loro sal­vezza da un sospiro del nostro cuore. Che mistero! Se un sospiro può salvare un'anima, che cosa non possono fare delle sofferenze come le nostre? Non rifiutiamo niente a Gesù!



mercoledì 30 aprile 2014


Per soffrire in pace basta volere quello che vuole Gesù.
{Santa Teresa del Bambin Gesù}

giovedì 16 gennaio 2014

Pensieri di Santa Teresa di Lisieux

I giorni più radiosi sono seguiti da tenebre; soltanto il giorno della prima, unica, eterna comunione del cielo sarà senza tramonto.


La vita non è che un sogno: presto ci sveglieremo con un grido di gioia!


La croce m'ha seguita fin dalla culla, ma questa croce Gesù me l'ha fatta amare con passione. M'ha sempre fatto desiderare quanto voleva darmi.


Guardiamo la vita alla luce della realtà! È un attimo fra due eternità.


Gesù mi ha fatto capire che concede miracoli a coloro la cui fede uguaglia un granello di senape, e fa mutar di posto le montagne per rendere salda questa fede così piccola; ma per i suoi intimi, per sua Madre, non fa miracoli prima di avere messo a prova la loro fede.


Gesù, Gesù, se è tanto delizioso il desiderio di amarti, che sarà possederti, godere del tuo amore?


I martiri hanno sofferto con gioia e il Re dei martiri ha sofferto con tristezza.


Tutto, al di fuori di Dio, tutto è vanità.

martedì 7 gennaio 2014

La mia gioia

Vi sono delle anime sulla terra

Che cercano invano la felicità

Ma per me, è tutto il contrario

La gioia si trova nel mio cuore

Questa gioia non è effimera

La possiedo per sempre

Come una rosa primaverile

Mi sorride ogni giorno.



Veramente sono fin troppo felice,

Faccio sempre la mia volontà...

Potrei non essere lieta

E non mostrare la mia allegria ?...

Mia gioia, è amare la sofferenza,

Sorrido versando lacrime

Accetto con riconoscenza

Le spine miste ai fiori.



Quando il Cielo azzurro diventa scuro

E sembra abbandonarmi,

La mia gioia, è di restare nell'ombra

Di nascondermi, abbassarmi.



La mia gioia, e la Volontà Santa

Di Gesù mio unico amore

Così vivo senza alcun timore

Amo la notte quanto il giorno



Mia gioia, è restare piccola

Così quando cado nel cammino

Posso rialzarmi in fretta

E Gesù mi prende per mano

Allora colmandolo di carezze

Gli dico che Egli e tutto per me

E raddoppio di tenerezze

Quando si nasconde alla mia fede.



Se talvolta verso delle lacrime

La mia gioia è di nasconderle bene

Oh ! che fascino ha la sofferenza

Quando si sa velarla di fiori!

Voglio ben soffrire senza dirlo

Perché Gesù sia consolato

La mia gioia è di vederlo sorridere

Mentre il mio cuore è esiliato...



La mia gioia è di lottare senza sosta

Per generare degli eletti

E' col cuore ardente di tenerezza

Che spesso ripeto a Gesù:

"Per te, mio Divin Fratellino

Sono felice di soffrire

La mia sola gioia su questa terra

E' di poterti rallegrare.



Ancora a lungo accetto di vivere

Signore, se è questo il tuo desiderio

In Cielo vorrei seguirti

Se ciò ti facesse piacere.

L'amore, questo fuoco della Patria

Non cessa di consumarmi

Che mi fanno la morte o la vita?

Gesù, la mia gioia, è di amarti!".

{Santa Teresa di Lisieux}

Preghiera per ottenere l'umiltà

Gesù! Gesù, quando eravate pellegrino sulla terra avete detto: "Imparate da me che sono mite ed umile di cuore e troverete riposo alle anime vostre". O potente Sovrano dei cieli, sì, l'anima mia trova riposo nel vedervi, rivestito della forma e della natura di schiavo, abbassarvi fino a lavare i piedi dei vostri apostoli. Mi rammento allora delle parole che avete proferito per insegnarmi a praticare l'umiltà: "Vi ho dato l'esempio, affinché anche voi facciate come go fatto io. Il discepolo non è da più del Maestro... Se voi comprendete ciò, sarete beati mettendolo in pratica". Le comprendo, o Signore, queste parole uscite dal vostro Cuore mansueto ed umile, le voglio mettere in pratica con il soccorso della vostra grazia.
Voglio umilmente abbassarmi e sottomettere la mia volontà a quella delle mie consorelle, non contraddicendole in nulla e senza cercare se hanno o non hanno diritto di comandarmi. Nessuno, o mio Diletto, aveva tale diritto su di voi, e tuttavia avete obbedito, non soltanto alla santa Vergine e a san Giuseppe, ma anche ai vostri carnefici. Ora è nell'Ostia che vi vedo portare al colmo i vostri annientamenti. Quale umiltà, divino Re di gloria, nel sottomettervi a tutti i vostri sacerdoti senza fare alcuna distinzione tra coloro che vi amano e coloro che, ahimé, sono tiepidi o freddi nel vostro servizio! Alla loro chiamata voi discendete dal cielo; essi possono anticipare o ritardare il tempo del santo sacrificio: voi siete sempre pronto!
O mio Amato, come mi apparite mite ed umile di cuore sotto il velo dell'ostia candida! Non potete abbassarvi maggiormente per insegnarmi l'umiltà: per corrispondere all'amore vostro, voglio anch'io desiderare che le mie consorelle mi mettano ognora all'ultimo posto e persuadermi sinceramente che è questo che mi è dovuto.
Vi supplico, Gesù, di mandarmi una umiliazione ogni qualvolta cercherò di elevarmi al disopra delle altre. Lo so, o mio Dio, voi abbassate l'anima orgogliosa, ma donate una eternità di gloria a quella che si umilia, Io voglio perciò mettermi all'ultima fila, condividere le vostre umiliazioni per aver parte con voi nel regno dei cieli.
Voi però, o Signore, conoscete la mia debolezza: ogni mattino prendo la risoluzione di praticare l'umiltà e alla sera riconosco che ho commesso ancora ripetuti errori di orgoglio. A tale vista sono tentata di scoraggiamento; ma capisco, anche lo scoraggiamento è effetto d'orgoglio. Voglio quindi, mio Dio, fondare la mia speranza su voi solo: giacché tutto potete, degnatevi far nascere nell'anima mia la virtù che desidero. Per ottenere questa grazia dall'infinita vostra misericordia, vi ripeterò spesso: "Gesù, mite ed umile di cuore, fate il mio cuore simile al vostro!".

{Santa Teresa di Lisieux - 16 luglio 1897}

venerdì 15 novembre 2013

Il Purgatorio per Santa Teresa di Lisieux

Quali fiumi, o piuttosto quali oceani di grazie, inondarono 1‘anima mia...
Ah! Da quel giorno felice mi pare che l'amore mi compenetri e mi avvolga; mi pare che, ad ogni istante, questo amore misericordioso mi rinnovi, pur chi l'anima mia e non lasci alcuna traccia di peccato, perciò non posso temere il Purgatorio...
So che per me stessa non meriterei nemmeno di entrare in quel luogo di espiazione, poiché soltanto le anime sante possono trovare adito ad esso, ma so, altresì, che il fuoco dell'amore è più santificante di quello del Purgatorio, so che Gesù non può desiderare per noi sofferenze inutili, e ch‘Egli non m ‘ispirerebbe i desideri che sento, se non volesse colmarli...



Non tema il Purgatorio a causa della pena che vi si soffre, ma desideri di non andarvi per far piacere a Dio, il quale impone questa espiazione a malincuore. Dal momento che lei cerca di fargli piacere in ogni cosa, se ha la fiducia incrollabile che il Signore la pur ad ogni istante nel suo Amore e che non lascia in lei nessuna traccia di peccato, sia sicurissima che non andrà in Purgatorio.
Capisco che non tutte le anime possono somigliarsi, bisogna che ce ne siano di gruppi diversi per onorare in modo particolare ciascuna perfezione del Signore. A me ha dato la sua misericordia infinita, attraverso essa contemplo e adoro le altre perfezioni divine. Allora tutte mi appaiono raggianti di amore, la giustizia stessa (e forse ancor più che qualsiasi altra) mi sembra rivestita d‘amore. Quale gioia pensare che il buon Dio è giusto, cioè che tiene conto delle nostre debolezze, che conosce perfettamente la fragilità della nostra natura. Di che cosa dunque aver paura? Ah, il Dio infinitamente giusto che si degnò di perdonare con tanta bontà le colpe del figliuol prodigo, non deve essere giusto anche verso di me che sto sempre con lui? (Lc 15,31).



Non c ‘è che un mezzo per costringere il Signore a non giudicarci affatto; e questo mezzo è di presentarsi a Lui con le mani vuote.
È semplicissimo; non faccia risparmio di nulla, e dia quello che di mano in mano acquista. Io per me, se campassi anche fino a ottanta anni, sarò sempre povera; non so fare economie; tutto quello che ho lo spendo subito per riscattare delle anime.
Se aspettassi il momento della morte per presentare le piccole mie monete e farle stimare per il loro giusto valore, il buon Dio non mancherebbe di scoprirvi della lega, di cui dovrei andarmi a liberare nel Purgatorio. Non si narra forse che alcuni grandi santi, giunti al tribunale di Dio colle mani piene di meriti, dovettero andare in quel luogo di espiazione, perché ogni giustizia è macchiata agli occhi del Signore?



Nostro Signore è la stessa Giustizia; se non giudica le nostre azioni buone, non giudicherà neppure le cattive. Per le vittime dell'amore, mi sembra che non avrà luogo giudizio, ma che piuttosto il buon Dio si affretterà a ricompensare con eterne delizie il suo proprio amore che vedrà ardere nel loro cuore.
Per essere veramente vittime d'amore, è necessario abbandonarsi interamente, perché dall'amore non siamo consumati che in proporzione di quanto ad esso ci abbandoniamo.



Senta dove deve giungere la sua fiducia. Deve farle credere che il Purgatorio non è per lei, ma solo per le anime che hanno disconosciuto 1‘Amore Misericordioso, che hanno dubitato della sua potenza pur con coloro che si sforzano di rispondere a questo amore, Gesù è ‘cieco' e ‘non calcola', o piuttosto non conta, per pur che sul fuoco di carità che ‘copre ogni colpa' e soprattutto sui frutti del suo Sacrificio perpetuo. Sì, nonostante le sue piccole infedeltà, può sperare di andare diritta in Cielo, giacché Dio lo desidera ancor più di lei e le darà certamente quanto avrà sperato dalla sua misericordia. Egli ricompenserò la confidenza e l'abbandono; la sua giustizia che sa quanto ella è fragile, si è divinamente sbrogliata per riuscirvi.
Badi soltanto, appoggiandosi a tale sicurezza, a che Egli non ne scapiti in amore!


Che forse un padre sgrida il suo bambino quando egli si accusa da se stesso, o gli infligge un castigo? No davvero, ma se lo stringe al cuore. A rinforzare questo concetto, mi rammentò una storia che avevamo letto nella nostra infanzia:
‘Un re in una partita di caccia inseguiva un coniglio bianco, che i suoi cani erano sul punto di raggiungere, quando la bestiola, sentendosi perduta, ritornò indietro rapidamente e saltò tra le braccia del cacciatore. Costui, commosso da tanta fiducia, non volle più separarsi dal coniglio bianco, e non permetteva a nessuno di toccarlo, riservandosi di nutrirlo. Così il buon Dio farò con noi, ‘se, inseguiti dalla giustizia figurata dai cani, cercheremo scampo nelle braccia stesse del nostro Giudice...'


Ho fatto l'esperienza ‘ mi confidò, ‘che dopo un ‘infedeltà, anche piccola, l'anima deve subire per qualche tempo un certo disagio. Allora mi dico: “Figlietta mia, è il riscatto della tua mancanza “, e sopporto pazientemente che il piccolo debito sia pagato.


Non lo so se andrò in Purgatorio, non me ne angustio affatto; ma se ci vado, non mi pentirò mai d'aver lavorato soltanto per salvare le anime. Come sono stata felice sapendo che Santa Teresa d'Avila la pensava così!.


Non avrei raccolto uno spillo per evitare il Purgatorio. Tutto quello che ho fatto, l'ho fatto per far piacere al buon Dio, per salvargli anime.


Si potrebbe credere che, proprio perché non ho peccato, io abbia una fiducia tanto grande nel Signore. Dica bene, Madre mia, che se avessi commesso tutti i crimini possibili, avrei sempre la stessa fiducia, sentirei che questa moltitudine di offese sarebbe come una goccia d ‘acqua gettata in un braciere ardente.


lunedì 30 settembre 2013

Citazioni su Santa Teresa di Lisieux

Al di là di tutte le possibili precisazioni, dunque Teresa doveva aver toccato, nel cuore dell'umanità, qualcosa di così profondo e segreto che soltanto ciò può spiegare come mai ella divenne così universale: assieme a san Francesco è l'unica santa occidentale che sia stata onorata anche dalle chiese d'oriente, e riscuote venerazione perfino nel mondo non cristiano.
{Antonio Maria Sicari}

Ecco la più grande santa dei tempi moderni.
{Papa Pio X}

Grande fu Teresa di Lisieux per aver saputo, nella umiltà, nella semplicità, nell'abnegazione costante, cooperare alle imprese e al lavoro della grazia per il bene di innumerevoli fedeli.
{Papa Giovanni XXIII}

Ho scelto di prendere il nome di Teresa, ma non quello della grande Teresa d'Avila, ho scelto il nome della piccola Teresa: Teresa di Lisieux.
{Madre Teresa di Calcutta}

Piccolo tabernacolo di Dio vivente.
{Papa Pio XII}

Teresa è uno dei "piccoli" del Vangelo che si lasciano condurre da Dio nelle profondità del suo Mistero. Una guida per tutti, soprattutto per coloro che, nel Popolo di Dio, svolgono il ministero di teologi. Con l'umiltà e la carità, la fede e la speranza, Teresa entra continuamente nel cuore della Sacra Scrittura che racchiude il Mistero di Cristo.
{Papa Benedetto XVI}

Teresa fu come una parola vivente di Dio.
{Papa Pio XI}

Teresa ventitreenne fino allora sana e piena di vitalità – mi dissi – fu inondata di gioia e di speranza, quando sentì salire alla bocca la prima emottisi. Non solo, ma, attenuando il male, ottenne di portare a termine il digiuno con regime di pane secco e acqua, e tu vuoi metterti a tremare? Sei sacerdote, svegliati, non fare lo sciocco.
{Papa Giovanni Paolo I}

Tra i "Dottori della Chiesa" Teresa di Gesù Bambino e del Volto Santo è la più giovane, ma il suo cammino spirituale è così maturo ed ardito, le intuizioni di fede presenti nei suoi scritti sono così vaste e profonde, da meritarle un posto tra i grandi maestri dello spirito.
{Papa Giovanni Paolo II}

Frasi di Santa Teresa di Lisieux



Voglio davvero che il piccolo Gesù si trovi così bene nel mio cuore da non pensare più a ritornare in Cielo.

Io sono la Pallina di Gesù Bambino; se vuole rompere il suo giocattolo, è libero di farlo: sì, io voglio davvero tutto ciò che Egli vuole.

Solo ciò che è eterno può appagarci.

Le prove aiutano molto a staccarsi dalla terra, fanno guardare più in alto, al di là di questo mondo.

Gesù non guarda tanto alla grandezza delle azioni, e neppure alla loro difficoltà, ma all'amore che fa compiere questi atti.

Possa Gesù concedermi sempre di capire che solo lui è la felicità perfetta anche quando egli stesso sembra assente.

La santità non consiste nel dire cose belle, non consiste neppure nel pensarle o nel sentirle. La santità consiste nel soffrire e nel soffrire di tutto.

Quando il diavolo è riuscito ad allontanare un'anima dalla Santa Comunione ha ottenuto tutto! E Gesù piange.

Non temere di amare troppo la Madonna, non l'amerai mai abbastanza

La notte di Natale del 1886 fu, è vero, decisiva per la mia vocazione, ma per essere più esatta, devo chiamarla: la notte della mia conversione. In questa notte benedetta, della quale è scritto che rischiara le delizie stesse di Dio, Gesù che si faceva bambino per amor mio, si degnò di farmi uscire dalle fasce e dalle imperfezioni dell'infanzia, mi trasformò in modo tale da non riconoscermi più. Senza questo cambiamento, sarei dovuta restare ancora chissà quanti anni nel mondo.

I demoni non sono da temere più delle mosche.

O Maria, se io fossi la Regina del Cielo e tu fossi Teresa, vorrei essere Teresa perché tu fossi la Regina del Cielo.

Mi faccio un'idea così alta del Cielo, che talvolta mi domando come farà il buon Dio a sorprendermi, alla mia morte. (15 maggio 1897)

Non vi meravigliate se dopo la morte non vi appaio, e se non vedrete nessuna cosa straordinaria come segno della mia felicità. Vi ricorderete che fa parte della mia piccola via desiderare di non vedere niente. (4 giugno 1897)

La Santa Vergine non ha una Santa Vergine da amare, è meno fortunata di noi. (11 agosto 1897)

giovedì 5 settembre 2013

La prima comunione di Santa Teresa di Lisieux

Ma non voglio entrare nei particolari, ci sono cose che perdono il loro profumo appena esposte all'aria, ci sono pensieri dell'anima che non si possono tradurre in linguaggio terreno senza perdere il loro senso intimo e celeste; sono come quella "Pietra bianca che sarà data al vincitore, e sulla quale è scritto un nome che nessuno conosce se non colui che la riceve".
Ah, come fu dolce il primo bacio di Gesù all'anima mia!
Fu un bacio d'amore, mi sentivo amata, e dicevo anche: "Vi amo, mi do a Voi per sempre". Non ci furono domande, non lotte, non sacrifici; da lungo tempo Gesù e la povera piccola Teresa si erano guardati e si erano capiti...
Quel giorno non era più uno sguardo, ma una fusione, non erano più due, Teresa era scomparsa, come la goccia d'acqua nell'oceano.
Gesù restava solo, era il padrone, il re.
{Storia di un'anima}

La Santa Casa di Loreto per Santa Teresa

Che dirò della Santa Casa? La mia emozione era profonda mentre mi trovavo sotto il tetto medesimo della sacra Famiglia, contemplando i muri sui quali Gesù aveva posati i suoi sguardi divini, mentre camminavo sulla terra che San Giuseppe aveva bagnato col suo sudore, ove Maria aveva portato Gesù tra le braccia dopo averlo portato nel suo seno virginale. Ho visto la cameretta ove l'angelo discese presso la Vergine Santa...
Ho deposto il mio rosario nella scodella di Gesù Bambino... Come sono incantevoli questi ricordi!
Ma la nostra consolazione più grande fu di ricevere Gesù stesso nella sua casa ed essere il tempio vivo di lui nel luogo che egli aveva onorato con la sua presenza.
Secondo un'usanza italiana, il ciborio si conserva in ciascuna chiesa sopra un altare solo, e lì soltanto si può ricevere la Comunione; quell'altare era nella basilica stessa ove si trova la santa Casa, racchiusa come un diamante prezioso in uno scrigno di marmo bianco. Ciò non bastò per la nostra felicità.
Noi volevamo ricevere la Comunione nel diamante stesso e non già nello scrigno...(...)
Madre mia, quale fu il nostro rapimento di far tutte e due la santa Comunione in quella Casa benedetta! Fu una felicità celestiale che le parole non possono tradurre. Che sarà dunque quando riceveremo la Comunione nella dimora eterna del Re dei Cieli? Allora non vedremo più finire la gioia nostra, non ci sarà più la tristezza della partenza, e per portare via un ricordo non sarà necessario grattare furtivamente i muri santificati dalla presenza divina, poiché la casa sua sarà nostra per l'eternità. Egli non vuole darci la sua casa terrena, si contenta di mostracela per farci amare la povertà e la vita nascosta; quella che ci riserva è il suo Palazzo di gloria ove non lo vedremo più nascosto sotto l'apparenza di un bambino o di un'ostia bianca, ma tale quale è, nel suo splendore infinito.
{Storia di un'anima}




La nave di Santa Teresa


Talvolta mi sentivo sola, molto sola, come nei giorni della mia vita di collegio, quando passeggiavo triste e malata nel cortile grande, ripetevo le parole che mi facevano sempre rinascere nel cuore la pace e la forza: "La vita è la tua nave e non la tua dimora".(...) 
Anche la Sapienza dice che: "La vita è come la nave che rompe le acque agitate e non lascia dietro sé traccia del proprio passaggio". Quando penso a queste cose, l'anima mia si immerge nell'infinito, mi sembra già di toccare la riva eterna.
{Storia di un'anima}

lunedì 2 settembre 2013

Santa Teresa di Lisieux e i fiori

Ma Gesù mi ha istruita riguardo a questo mistero. Mi ha messo dinanzi agli occhi il libro della natura, e"d ho capito che tutti i fiori della creazione sono belli, le rose magnifiche e i gigli bianchissimi non rubano il profumo alla viola,  o la semplicità incantevole alla pratolina...Se tutti i fiori piccini volessero essere rose, la natura perderebbe la sua veste di primavera, i campi non sarebbero più smaltati di infiorescenze.
Così è nel mondo delle anime, che è il giardino di Gesù. Dio ha voluto creare i grandi Santi, che possono essere paragonati ai gigli ed alle rose; ma ne ha creati anche di più piccoli, e questi si debbano contentare di essere margherite o violette, destinate a rallegrar lo sguardo del Signore, quand'egli si degna di abbassarlo. La perfezione consiste nel fare la sua volontà, nell'essere come vuole lui."

"Il fiore che racconta qui la sua storia si rallegra perché farà conoscere le premure tutte gratuite di Gesù; non ha niente lui - e lo sa bene- che possa attrarre lo sguardo di Dio, ed anche sa che la sola misericordia divina ha fatto tutto il buono esistente in lui. L'ha fatto nascere in una terra santa, e quasi permeata da un profumo verginale. L'ha fatto precedere da otto gigli sfolgoranti di candore. Nel suo amore, ha voluto preservare il fiore umile dal soffio velenoso del mondo; stavano appena per aprirsi i petali, e il Salvatore l'ha trapiantato sulla montagna del Carmelo, ove già olezzavano due gigli: proprio quei due che l'avevano avvolto e cullato dolcemente al suo primo germogliare...
Sette anni sono trascorsi da quando il fiore si è radicato nel giardino dello Sposo dei vergini, ed ora vicine a lui ondulano tre corolle fragranti, non lontano un'altra si apre allo sguardo di Gesù, ed i due steli benedetti che le hanno prodotte sono riuniti per sempre nella Patria divina.
Là hanno ritrovato i quattro gigli che la terra non ha visti fiorire. Oh, che Gesù voglia non lasciare a lungo sulla riva straniera coloro che sono rimaste nell'esilio: che ben presto tutto il cespo bianco sia completo nel Cielo!"

"Le feste! Quanti ricordi in questa parola! Le feste, le amavo tanto! Lei mi sapeva spiegare così bene, Madre mia cara, tutti i misteri nascosti in ciascuna di esse, che diventavano davvero per me giorni di Cielo. Amavo soprattutto la processione del Santissimo. Che gioia spargere fiori sotto i passi del Signore! Ma prima di lasciarli cadere li lanciavo il più in alto possibile, e non ero mai tanto felice come vedendo le mie rose sfogliate che toccavano l'Ostensorio santo!"

"Tra le lacrime gli confidai che desideravo entrare nel Carmelo; allora le lacrime sue di unirono alle mie, ma non disse una parola per distogliermi dalla mia vocazione (...) Mi ricordo perfettamente l'azione simbolica che il mio re compì senza saperlo.  Si avvicinò ad un muricciolo, mi mostrò dei fiorellini bianchi che crescevano su di esso simili a gigli in miniatura, poi ne prese uno e me lo dette, spiegandomi con quanta cura il buon Dio l'aveva fatto nascere e l'aveva custodito fino a quel giorno; ascoltando, io credevo di udire la storia mia, tanta era la somiglianza tra quello che Gesù aveva fatto per il mughetto umile e per la piccola Teresa. Ricevetti quel fiore come una reliquia, e vidi che, cogliendolo, Papà aveva divelto tutte le radici esili senza spezzarle; quasi affinché vivesse ancora in un'altra terra più fertile del muschio tenero nel quale erano trascorsi i suoi primi giorni."

"Gesù si è compiaciuto di soddisfare anche altri miei desideri d'altro genere, desideri infantili, simili a quello della neve per la mia vestizione.
Lei sa, Madre cara, quanto io ami i fiori; facendomi prigioniera a quindici anni, rinunciai per sempre alla gioia di correre nelle campagne smaltate dai tesori della primavera; ebbene! mai ho avuto più fiori che quando sono entrata nel Carmelo. E' usanza che i fidanzati offrano spesso dei mazzi alle fidanzate; Gesù non lo dimenticò, mi mandò in gran numero mazzi di fiordalisi, margherite, papaveri, ecc. di tutti i fiori che mi piacciono di più. C'era perfino un fiorellino chiamato la nigella dei grani che non avevo trovato da quando stavamo a Lisieux, desideravo tanto rivederlo, questo fiore della mia infanzia che avevo colto nelle campagne di Alencon; proprio al Carmelo venne a sorridermi e mostrarmi che sia nelle cose piccole come nelle grandi il buon Dio dà il centuplo fin da questa vita alle anime che per amor suo hanno lasciato tutto."