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martedì 21 ottobre 2014

"I dolori della Vergine Maria" da "La Passione" di Catalina Rivas

Molti profeti hanno parlato di Me, hanno visto in anticipo come Io avrei dovuto soffrire per giungere ad essere degna Madre di Dio. Mi fecero conoscere sulla terra anticipatamente, ma, come doveva essere, in modo molto velato. In seguito, parlarono di Me gli Evangelisti, specialmente Luca, il mio amato medico, medico più di anime che di corpi. Poi sono nate alcune devozioni che ebbero come base le pene e i dolori da Me sofferti. In questo modo, si è creduto e comunemente si pensa, ai sette dolori principali da Me vissuti.

Figli miei, vostra Madre ha premiato e premierà gli sforzi e l'amore che avete avuto per Me. Ma, come ha fatto Gesù, anche Io voglio parlarvi dei miei dolori in modo più esteso. Poi, voi li riferirete ad altri fratelli perché mi possono imitare. Per tutto quanto ho sofferto, sto continuamente lodando Gesù e non cerco niente, solo che Egli sia glorificato in Me. 

Figlioli miei, è triste parlare di queste cose ai propri figli, poiché ogni madre tiene i suoi dolori solo per sé. Questo io lo feci già in modo totale durante la mia vita mortale, e pertanto il mio desiderio di madre è già stato da Dio rispettato. Ora che mi trovo qui, dove il sorriso è eterno, e avendo già nascosto come tutte le madri i dolori che ho provato, devo parlare di essi, poiché, come figli miei, conosciate qualcosa della mia vita.

Conosco i frutti che se ne ricaveranno e come saranno graditi a Gesù, il mio Figlio adorato; ve ne parlerò nella misura in cui potrete comprendermi.

Il mio Gesù disse: colui che è primo si faccia ultimo; ed Egli veramente così fece: primo nella Casa di Dio, si abbassò all'ultimo gradino. Ora Io non Gli toglierò questo ultimo e primo posto che spetta a Lui in ragione dell'Amore. Ma piuttosto mi sforzerò di farvi comprendere questa verità, e la mia gioia sarà molto più grande quando accetterete questa convinzione, non per semplice conoscenza, ma per mezzo di una profonda e radicata convinzione. Sia Lui il primo, e noi tutti i veri ultimi.

Se Lui era il primo, ci doveva essere un secondo nella scala dell'amore e della gloria, e pertanto della bassezza e dell'umiliazione. L'avete già capito: quell'Essere dovevo essere Io. Figlioli lodate Dio che pur avendo stabilito una distanza immensa tra Gesù e Me, volle immediatamente collocarmi vicino a Lui.

Figlioli miei, non è ciò che appare al mondo che più conta davanti a Dio. L'essere stata eletta Madre di Dio, implicò per Me grossi sacrifici e rinunce. La prima fu questa: conoscere attraverso Gabriele, l'elezione a cui venivo ammessa nell'intimità di Dio. Io avrei preferito rimanere nello stato di umile conoscenza e nascondimento in Dio; desideravo questo più di ogni altra cosa, poiché la mia gioia era sapermi l'ultima in tutto.

Nel conoscere l'elezione di Dio, ho risposto come ben sapete; ma quanto mi costò salire alla dignità alla quale ero stata chiamata.

Figlioli: comprenderete voi, questa mia prima pena di cui vi parlo? Rifletteteci sopra, date a vostra Madre la grande gioia di apprezzare quell'umiltà che Io ho apprezzato molto più della mia verginità. Sì, Io ero e sono la schiava alla quale si può chiedere tutto, unicamente perché la mia offerta era dello stesso grado del mio amore.

Ti piacque, o Dio, elevarmi a Te e a Me fu gradito accettare, perché Ti era gradita la mia obbedienza. Ma Tu sai quale pena fu per Me e come quella pena sta ora davanti a Te, bisognosa di luce per questi figli che ami e che amo. Io sono la schiava; così ora, lasciate, figli miei, che come si è fatta in Me, si faccia ora in voi tutto ciò che Dio vorrà!

L'accettazione portò a Dio quella risposta che darà poi agli uomini l'accesso alla Redenzione, e in questo si avverò quella mirabile frase: "Ecco la Vergine concepirà e darà alla luce un Figlio, che sarà chiamato l'Emmanuele".

L'aver accettato di farmi Madre dell'Emmanuele, implicava la mia donazione al Figlio di Dio, di modo che la Madre di Lui si donasse a Lui stesso, prima che l'umanità di Gesù si formasse in Me. Per questo, la mia donazione fu effetto della Grazia e benché si debba riconoscere la priorità della causa prima che è Dio, si deve senza dubbio affermare che la mia accettazione operò nel piano della Grazia come causa concomitante.

Mi chiamano Corredentrice per i dolori che ho sofferto; ma Io lo fui ancora prima, per la donazione fatta attraverso Gabriele. Oh, Figlio mio Divino! Quale onore hai voluto dare a tua Madre, compensandola della pena che soffrì nell'assurgere alla dignità di essere la Madre tua!

Voi, figlioli, siete nel mondo come ciechi, ma quando vedrete, delle cose stupende saranno incentivo al vostro giubilo per Me.
Vedrete quale unione di gloria e di umiltà esiste qui, dove Gesù è il Sole che mai si nasconde. Vedrete quale sapiente progetto viene portato a termine attraverso la mia rinuncia e la bassezza del nascondimento.

Ma ora, ascoltatemi: come la mia maternità avanzava, ne dovetti parlare con le persone care; lo feci nascondendo, quanto più potevo, l'onore che avevo ricevuto...Mi rammaricai di dover rinunciare al trionfo del segreto di Dio, perché lo Stesso Dio poteva essere glorificato in Me.

Allora ebbi subito la gioia di sapere che ero considerata come una donna fra tante. Si rallegrò la mia anima, poiché di fronte al mondo veniva umiliata la schiava di Dio, che anelava di essere umiliata come solo Io potevo desiderarlo. Quando Giuseppe si allontanò, Io non ho sofferto, ma ho veramente gioito; non dite che allora ho sofferto, perché non è vero.

In questo modo, Dio soddisfece il mio desiderio di umiliazione; è stata questa la contropartita richiesta dal Signore per essere giunta a diventare la Madre di Dio: essere considerata come una donna caduta. Figlia, impara la sapienza dell'amore, impara a stimare la santa umiltà e non temere, perché è questa virtù che brilla di una splendida luce.

Dopo che si concluse lo sposalizio, non ci fu alcuna contrarietà, Io sapevo come sarebbero andate le cose e non temevo nulla. Infatti, Dio dà a chi si abbandona interamente a Lui; una perfetta pace nelle situazioni più paradossali, come era la mia; dovermi sposare, forzata dal compromesso umano, con un uomo, pur sapendo che dovevo appartenere solo a Dio.

Quanti dolori ho vissuto sulla terra! Non è facile fare la Madre dell'Altissimo, ve lo assicuro. Ma nemmeno può dirsi difficile tutto quanto si fa per un fine purissimo e per compiacere a Dio. Ricordatelo!

Avete qualche volta pensato che cosa è stato a causarmi il più grande dolore, nella notte santa di Betlemme? Voi andate subito con la mente alla stalla, al presepe, alla povertà: Io invece vi dico che quella notte Io la passai nella completa estasi di mio Figlio, e, sebbene dovessi occuparmi di tutto ciò che una madre fa per il suo neonato, non mi distolsi dalla mia estasi, dal mio rapimento. L'unica cosa che mi causò dolore, in quella notte d'amore, è stato vedere la sofferenza del mio povero Giuseppe, mentre cercava per Me un luogo qualsiasi per ripararmi. Cosciente come era di quanto doveva accadere e di Chi doveva venire al mondo, il mio amato sposo, nel vedere come venivo mortificata, si angustiò, e questo mi diede molta pena. Poi, la gioia pervase entrambi e dimenticammo ogni altra angoscia.

Fuggimmo in Egitto, e di questo vi è già stato riferito quanto era possibile; alcuni hanno messo al centro più la fatica del viaggio, che il timore di una Madre che sapeva di possedere il tesoro del Cielo e della terra.

Vivemmo poi a Nazaret, dove il piccino cresceva vivace e senza causarci, in quel tempo, altro che minime preoccupazioni. Ogni madre sa che cosa significhi desiderare la salute del proprio figlio e come anche la più piccola sciocchezza viene vista come una grande nube nera. Il mio Piccino passò tutte le epidemie e tutti i disturbi infantili propri di quel periodo. Come tutte le madri, Io non potevo essere preservata da nessuna ansia, propria del mio cuore materno.

Ma giunse un giorno in cui la nube nera oscurò la luce festosa della Madre di Dio. Quella nube si chiama "Gesù smarrito"...Nessun poeta, nessun maestro di spirito potrebbe immaginare Maria quando si accorge di avere smarrito il suo adorato Bene, e per tre giorni non riesce ad avere sue notizie...Figlioli, non stupitevi delle mie parole: Io sperimentai il turbamento più grande della mia vita. Non avete sufficientemente riflettuto su quelle mie parole: "Figlio, io e tuo padre ti abbiamo cercato per tre giorni. Perché ci hai fatto questo?".

Dio mio, ora che parlo a questi amati figli, non posso fare a meno di lodare Te, che Ti eri nascosto per farci provare la delizia di incontrarti. Oh! Come si potrebbe in altro modo, conoscere la dolcezza che mette nell'anima un vaso pieno di miele, quando la stessa anima giunge ad abbracciare il suo Tutto?

Vedete io vi parlo anche delle mie gioie; ma non senza motivo unisco dolori e gioie. Traete profitto da tutti ciò che accade nel miglior modo possibile. Dio si nasconde per farsi trovare; alcuni questa verità la conoscono. Altri, pensando al terribile dolore di aver perso Gesù, fanno di tutto per trovarlo. Non dovete rimanere inerti e scoraggiati. 

Vostra Madre vorrebbe sottrarsi dal parlare di quel che resta ancora da dire. Primo, perché sono cose ancora mai dette e dunque non ancora valutate. Secondo, il conoscerle vi porterebbe a unirvi a Me nella sofferenza e in dolorose considerazioni.

Credete che la vita nella famiglia di Nazaret poté svolgersi tranquilla? E' stata tranquilla in virtù dell'uniformità al Volere di Dio, però, quanta guerra da parte delle creature!...

Veniva notato il modo singolare di cita che tenevamo, e come risultato ci furono le pubbliche critiche. Mi consideravano eccessiva per il solo fatto che tutte le volte che Gesù si allontanava da casa, Io non potevo trattenere le lacrime, e Gesù si allontanava spesso. Giuseppe era perseguitato come se fosse stato uno schiavo mio e di Gesù. Che cosa poteva comprendere il mondo? Noi mettevamo ogni attenzione a Colui che viveva con Noi, adorato in ogni sua manifestazione.

Che amore di Figlio quel ragazzetto più bello del mare, più sapiente di Salomone, più forte di Sansone! Tutte le madri Me lo avrebbero rubato, tanto era l'incanto che da Lui emanava. Ma quella povera gente emetteva salaci giudizi su di Me, e non risparmiava critiche all'instancabile padre, ritenuto sottomesso alla sua sposa fedele, ma gelosa. Tutti conoscevano la mia integrità, ma la ritenevano una volgare passione egoista.

Questo, figli miei, è quello che non si sa. Questo accadeva tra il mondo che non vedeva e non poteva comprendere la sua purissima Madre. Gesù rimaneva nel silenzio, non mi incoraggiava, poiché la Madre di Dio doveva passare attraverso il crogiuolo, una donna come tante, alla quale non vengono risparmiati i giudizi.

Ammirate in tutto questo la sapienza di Dio e sappiateci trovare quel significato divino che accoppia la più grande sublimità alle prove più dolorose rapportate a tale sublimità; perché ogni abisso chiama un altro abisso e ogni profondità chiama la sua profondità...

Giunse l'ora della separazione, l'ora della missione di Gesù. Giunse il giorno temuto della partenza da Nazaret.

Gesù mi aveva ampiamente parlato della sua missione e Me l'aveva fatta amare anticipatamente; mi aveva anche parlato dei frutti che ne avrebbe tratto, per Lui e per tutti. Ma fu necessaria la separazione, anche se per brevi periodi...Ci siamo salutati, baciati, e poi Egli partì verso la sua missione di Maestro dell'umanità. Ma il fatto non passò inosservato nel piccolo villaggio, dove Gesù era tanto amato.

Ci furono dimostrazioni di affetto e di benedizioni e, per quanto non sapessero che cosa Gesù andava a fare, era comunque una perdita per quella gente di ristretta mentalità, ma dal cuore generoso.

Ed Io, fra tante manifestazioni, come mi sentivo? Irrompevano in Me mille sentimenti; ma non ritardai di un minuto la sua partenza. Il mio Gesù conosceva quello che lo attendeva dopo la predicazione. Me lo aveva detto tante volte; mi aveva parlato a profusione della perfidia dei farisei e degli altri. E così, lo vidi partire; solo, senza di Me, per compiere il suo mandato. Senza di Me, che lo avevo fatto crescere al calore del mio Cuore. Senza di Me, che lo adoravo come nessuno mai lo potrebbe adorare!

In seguito, l'ho seguito, l'ho incontrato, ma circondato talmente da tanta gente che non mi era possibile vederlo. Ed Egli, vero Figlio di Dio, diede a sua Madre una risposta sublime come la sua sapienza, ma che trapassò questo Cuore materno da parte a parte. Sì, Io lo capivo pienamente, ma non per questo ero risparmiata dalle pene. All'umana parentela, Egli contrapponeva la divina, nella quale Io ero compresa, è vero, ma i commenti degli altri non cessarono di ferirmi.

Al colpo iniziale fece seguito la gioia di vedere la sua grandezza, nel vederlo onorato, venerato ed amato dalla gente, e così, anche questa ferita subito si cicatrizzò.

Percorsi le strade con Lui, estasiata dalla sua sapienza, confortata dai suoi insegnamenti, senza mai essere sazia di ammirarlo e di amarlo.

Poi ci furono i primi attriti con il Sinedrio, accadde il miracolo che suscitò tanto scalpore nella mente di Giuda e dei superbi Sacerdoti. Fu odiato, perseguitato, spiato, istigato. E Io? Io sapevo tutto e da allora, con le mani tese, ho offerto nelle mani del Padre l'olocausto del Figlio mio, la sua consegna, la sua spaventosa e ignominiosa morte. Già sapevo di Giuda, conoscevo già l'albero dal quale si sarebbe ricavato il legno per la croce del Figlio mio. 

Non potete immaginare l'intima tragedia che ho vissuto insieme al mio Gesù, perché la Redenzione giungesse a compimento.

Prima ho detto: "Corredentrice"; perché lo fossi non bastavano le solite pene. Ci voleva un'unione intima alla grande sofferenza di Lui, perché tutti gli uomini fossero redenti; così, mentre con Lui andavo da un posto all'altro, ero ogni volta di più al corrente del pianto sconsolato che mio Figlio versava in tante notti insonni, passate in preghiera e meditazione. Si rivelava a Me e metteva alla mia presenza ogni suo stato d'animo; cominciò allora il mio calvario e la mia croce.

Quanti pensieri appesantivano ogni giorno di più i miei dolori di Madre, Madre sua e Madre vostra! Tanti peccati, tutti i peccati! Tanta angoscia, tutte le angosce! Tante spine, tutte le spine! Non era solo Gesù. Egli lo sapeva, lo sentiva; vedeva che sua Madre era in unione continua con Lui. E si affliggeva per questo, e ancora di più, perché la mia sofferenza era per Lui una sofferenza più grande. 
Figlio mio, Figlio mio adorato, se questi figli sapessero quel che accadde, allora, fra Te e Me!...
E giunse l'ora dell'olocausto, giunse dopo la dolcezza della Cena di Pasqua. E da allora, ho dovuto di nuovo mescolarmi alla folla; io che l'amavo e lo adoravo in un modo unico, ho dovuto essere allontanata da Lui. Lo capite questo, figli miei?...

Sapevo che Giuda stava facendo i suoi passi da traditore e io non potevo farci niente; sapevo che Gesù aveva versato sangue nell'Orto e nulla ho potuto fare per Lui. E poi lo presero, lo maltrattarono, lo insultarono e, in un modo iniquo, lo condannarono!

Non posso dirvi tutto. Vi dirò solo che il mio Cuore era un tumulto di ansie continue, la sede di continue amarezze e incertezze, un luogo di desolazione, di abbattimento e di sconforto. E le anime che in seguito si sarebbero perse? E tutte le simonie e i tradimenti sacrileghi? 

Oh, figli dei miei dolori! Se oggi vi viene concessa la grazia di soffrire per Me, benedite con fervore Colui che vi dà questa sofferenza e sacrificatevi senza timore.

Voi pensate alla mia grandezza, miei amati figli. Vi aiuta a rifletterci; ma ascoltatemi, non pensate a Me, quanto a Lui. Io vorrei, se possibile, essere dimenticata! Tutta la vostra compassione datela a Lui, al mio Gesù, al vostro Gesù, a Gesù, amore vostro e mio. 

Così, figlioli, la pena del mio cuore fu una continua spada che trapassava la mia anima e la mia vita da parte a parte. L'ho continuata a sentire fino a quando Gesù venne a consolarmi con la sua Risurrezione, quando quella mia immensa gioia venne a cicatrizzare di colpo tutte quelle ferite che sanguinavano dentro di Me.

"Figlio mio - andavo ripetendo -, perché tanta desolazione? Tua madre è vicino a Te. Non ti basta neppure il mio amore? Quante volte Ti ho consolato in tante tue afflizioni? E ora, perché non può, nemmeno tua Madre, darti alcun sollievo?...O, Padre del mio Gesù, non voglio altro se non ciò che Tu vuoi, e Tu lo sai; ma guarda se tante sofferenze possono ricevere qualche conforto; Te lo chiede la Madre del Figlio tuo".

E sul Calvario ho gridato "Mio Dio, restituisci a quegli occhi che adoro, la luce che in essi hai impresso quel giorno in cui Me lo hai dato! Padre Divino, guarda l'orrore di quel volto santo! Non puoi, Tu almeno, asciugare tutto quel copioso sangue? Oh,Padre del Figlio mio! Oh, Sposo amore mio! Oh, Tu Stesso, Verbo, che hai voluto avere da Me l'Umanità! Siano preghiera quelle braccia aperte al Cielo e alla terra, siano la supplica della sua e mia accettazione!

Guarda, o Dio, come si è ridotto Colui che Tu ami! E' sua Madre che Ti chiede un conforto in così grande tristezza. Fra poco, io resterò senza di Lui,così si compirà interamente la mia promessa, quando con il cuore lo offrii nel tempio; sì, rimarrò sola ma sarà meno pesante il suo dolore se non ascolterò il mio...".

mercoledì 6 novembre 2013

L'umiltà - Gesù e Maria a Catalina Rivas

L’umiliarsi davanti al prossimo è un mezzo efficace di avanzamento che produce vigorosi effetti nell’Amore Divino. Ma umiliarsi vuole dire conoscere la propria insignificanza, non con parole vuote ma per come essa è realmente.
Chi tenta di umiliarsi sentirà una grande resistenza a farlo e troverà mille ragioni per non farlo. La resistenza è una buona cosa, perché il valore dell’umiliazione consiste precisamente nel vincerla; sbagliato è al contrario ragionare sull’umiliazione. Si può dire che meno si ragiona su questo argomento, migliori sono i frutti derivanti dall’umiliazione che si raccolgono.
{Gesù}


Un cuore umile è quello che sempre vuole e accetta la Mia Volontà - ciò che è più accettabile per Me, quello che più Mi piace - con rassegnazione e abbandono totale.
{Gesù}



La preghiera è onnipotente e ottiene tutto. Io vi dico: chiedete e riceverete. Ad ogni modo non dimenticate che per essere sentiti è necessario chiedere nel modo giusto. In molti chiedono, non tutti ricevono, perché non chiedono come dovrebbero: con umiltà, con fede, con perseveranza. Io non tollero i superbi: Mi rifiuto di ascoltare le loro preghiere.
{Gesù}



State allegri, l’umiltà non è abbattimento. Godete del Mio Amore Divino, senza tristezza ma contenti per la vostra condizione di miseri che godono di tutte le Mie infinite ricchezze.
{Gesù}



Molte strade conducono a Dio ma nessuna è così sicura come l’umiltà. Dio stesso, diventato uomo, si fece umile fino a morire in Croce. Io stessa fui esaltata come Madre di Dio per amare l’umiltà.
Nessuna creatura può vanagloriarsi del bene che può esserci in essa né delle capacità della sua mente, essendo una creatura di Dio deve a Lui quello che è e ciò che possiede e pertanto solo a Lui deve essere diretto tutto ciò, come supremo e unico fine.
Sii sempre umile e semplice, sforzati di esserlo ed avrai con te e in te Dio.
{Maria}

Messaggi di Gesù e della Santa Vergine Maria a Catalina Rivas

La preghiera è onnipotente e ottiene tutto. Io vi dico: chiedete e riceverete. Ad ogni modo non dimenticate che per essere sentiti è necessario chiedere nel modo giusto. In molti chiedono, non tutti ricevono, perché non chiedono come dovrebbero: con umiltà, con fede, con perseveranza. Io non tollero i superbi: Mi rifiuto di ascoltare le loro preghiere.
{Gesù}


Figlia amata, confessatevi con frequenza. Quando vi confessate, Io apro le Mie ferite e il Mio sangue scorre, goccia a goccia, mentre il Sacerdote dà l’assoluzione.
{Gesù}


Io guido i Miei figli ma rispetto il loro libero arbitrio; non li forzerò mai con la grazia della Mia verità. Non impongo la Mia Volontà, se non quando è necessario per il bene delle vostre anime.
{Gesù}


Voglio che tutte le sofferenze vengano unite volontariamente a quelle che soffrì il Mio Cuore, così che questa immolazione sia il miglior sacrificio attraverso il quale l’uomo trova il perdono dei suoi peccati e dei crimini davanti a Dio. Considerate che così facendo, avendo come finalità quella di liberare il mondo dalla sua imminente distruzione, tutti gli atti umani saranno diretti razionalmente e spiritualmente all’unico e Supremo Bene.
{Gesù}


Pertanto, siatemi fedeli, perché in voi ho messo il frutto del Mio soffrire e vi ho amato e vi amo con indicibile dolcezza. Voi completerete la Mia Passione, voi sarete glorificati perché soffrite per Me che soffrii per voi; inoltre vi dico che se Mi amate veramente, Io continuerò a soffrire in voi e vi trasformerò in una tale maniera che ciascuno di voi arriverà ad essere una parte di Me stesso, in modo che di Me vivrà il dolore come parte viva della Mia Umanità.
{Gesù}


Chi vuole essere glorificato con i Santi, deve soffrire in questa vita come soffrirono i Santi. Nessuno di loro è stato trattato bene né benvoluto dal mondo, ma furono tutti perseguitati. Bene, ora vi dirò come dovete comportarvi nella sofferenza. Colui che si vede tormentato dalle pene in questo mondo ha bisogno, prima di ogni altra cosa, di allontanarsi dal peccato e cercare di mettersi in grazia di Dio. Diversamente tutto ciò che soffre stando nel peccato sarà perduto per lui. Vale a dire che, senza la grazia, la sofferenza non vi servirà a niente. Invece colui che soffre con Me e per Me con rassegnazione, tutte le sue sofferenze diventeranno consolazione e gioia. Per questo i Miei Apostoli dopo essere stati ingiuriati e maltrattati dai giudei si ritirarono pieni di gioia dalla presenza del consiglio, perché erano stati degni di soffrire in Mio Nome. Così quando Io vi mando una sofferenza è necessario che diciate come Me. Il calice che Mi ha dato il Mio Padre celeste, devo allontanarlo da me? Perché, oltre a dover ricevere la tribolazione come viene dalla Mia mano, quale è il patrimonio del cristiano in questo mondo se non le sofferenze e le persecuzioni? Io sono morto su una Croce e i Miei Apostoli soffrirono crudeli martiri. Potete voi chiamarvi Miei imitatori quando non sapete soffrire con pazienza e rassegnazione le tribolazioni?
{Gesù}


Credetemi, figli Miei, i Santi e i Martiri dicono di aver fatto poco per guadagnare il Cielo. Cosa vale tutto quello che hanno sofferto paragonato con quel mare di gioie eterne nel quale rimarrete per sempre? Decidetevi, figli Miei, a soffrire con pazienza quanto vi tocca soffrire in questo tempo che rimane, perché tutta la vostra sofferenza è poca, e niente è paragonabile alla gloria del Cielo. Quando i dolori della vita vi affliggono, alzate gli occhi al Cielo e consolatevi con la speranza del Paradiso. Là vi aspetta Mia Madre, là vi aspetto Io, con la corona in mano per incoronarvi re di quel Regno che non ha fine…Chiedete, figli Miei, la grazia della perseveranza nella conversione. Chi si raccomanda a Mia Madre otterrà questa grazia. Meditate la Mia Passione e chiedete che il Mio Angelo vi consoli e vi dia forza.
{Gesù}


Il Papa vedrà la distruzione di Roma e del Vaticano, calpestato e depredato, e soffrirà come Padre della Cristianità. Dalle sue labbra uscirà un anatema contro coloro che, dimenticando la loro fede, si uniranno alla Bestia. Le esperienze che patirà, e quello che vedrà, gli faranno sollevare le braccia in atto di supplica e lo faranno inginocchiare domandando perdono.
{Gesù}


Figlia Mia amatissima, oggi voglio le tue preghiere per la conversione dell’ex-URSS… Si, hai sentito bene, per l’ex-URSS. Non è certa la conversione di questo territorio, né è certo che il Comunismo è morto. E’ un dragone spaventoso che finge di essere addormentato. Ma presto agirà e renderà manifesta l’opera diabolica dell’amico dell’occulto. Per favore, offrite ogni settimana un Rosario per l’ex-Unione Sovietica.
{Maria}


I templi diventeranno vere caldere dove cadranno le anime confuse, e voi, piccoli Miei, cercherete luoghi per pregare e offrire sacrifici. I Miei veri ministri verseranno il loro sangue per difendere le Mie piccole pecore.
Non spaventatevi, figli Miei, ma anzi rallegratevi perché presto Mi avrete fra di voi.
{Gesù}


Attendono l’umanità giorni così terribili, che la prima cosa che faranno scomparire saranno le Sacre Scritture.
{Gesù}


Per mezzo del Battesimo tutti possono ottenere la grazia di sperimentare Dio nella loro vita. Il demonio non può sapere cosa succede fra l’uomo e Dio, perché non può leggere i pensieri. Egli è tanto astuto che solo osservando una persona cerca di indovinare dall’espressione del suo viso ciò che sta succedendo. Se legge malvagità nel suo aspetto, egli è sicuro che la vittoria è sua.
{Gesù}


Non cercate di convertire gli altri con la forza; Mi bastano la vostra testimonianza di vita e le vostre preghiere. In questo modo essi sono circondati da una santa forza invisibile.
{Gesù}


Nel Cielo con c’è morte né timore di morire; non c’è dolore né malattia, né povertà, né caldo. C’è solo un giorno eterno sempre sereno, una primavera perennemente fiorita e deliziosa perché tutti si amano teneramente e ciascuno gioisce del bene dell’altro come se fosse il suo. Nel Cielo non c’è timore di perdersi, perché l’anima, confermata nella grazia divina, non può né peccare né perdersi.
Là si trova tutto quanto si possa desiderare, figli Miei… Tutto è nuovo: le bellezze, le gioie, tutto sazierà i vostri desideri. Sarà saziata la vista vedendo quella città così magnifica, così bella. Vedrete che la bellezza dei sui abitanti dà un nuovo rilievo alla bellezza della città perché tutti vestono come re, sono re.
Che piacere avrete nel vedere Mia Madre che si lascia contemplare, più bella di tutti! Sentirla cantare lodando il Suo Dio!…
Tutte queste sono le felicità minori che ci sono nel Cielo. La vostra delizia principale sarà di vederci viso a viso.
Il premio che vi viene promesso non è solo la bellezza, l’armonia, e gli altri beni, ma sono Io stesso che Mi faccio vedere dai beati. Così le gioie dello spirito superano le gioie dei sensi.
Amarmi in questa vita non è una cosa dolce? Immagina quanta dolcezza produrrà il godere di Me.
Quanta dolcezza sperimenta un’anima alla quale nella preghiera Mio Padre manifesta la Sua bontà, la Sua Misericordia e specialmente l’amore che vi dimostrai nella Mia Passione. Che succederà allora, quando vi leverete questo velo e potrete vederci viso a viso? Contemplerete tutta la Nostra bellezza, la Nostra potenza, la Nostra perfezione, tutto l’amore che abbiamo per voi.
{Gesù}


Non è sufficiente digiunare a pane e acqua. Il digiuno deve includere anche l’astinenza dall’ira, dalle maldicenze, dalle offese perché senza di questo il vostro digiuno e le vostre preghiere saranno vane e io non le ascolterò, neanche se pregate con le braccia tese. Spesso le vostre labbra sono ancora bagnate del Mio Sangue nella Comunione e nonostante ciò voi Mi ferite, Mi oltraggiate. E’ per questo che i vostri digiuni non sortiscono effetto.
{Gesù}


Mia Madre parla con la gente in molti luoghi, nella lingua in cui voi dite le vostre preghiere. Parla a tutti perché la Buona Novella di Suo Figlio è per tutti. Gli uomini si riempiono di amore molto più facilmente se vedono che Lei somiglia a loro, è per questo che appare con le caratteristiche fisiche di ogni paese dove si presenta.
Io voglio che quando pensate a Lei ricordiate che non solo è la Mediatrice di tutte le grazie, non solo la Regina dotata di ogni potere, ma che Lei è al tempo stesso la piccola bambina di Nazareth, giovane, bella, umile, piena di pietà, di amore, servizievole. Questa umiltà va crescendo incessantemente per opera di Mio Padre e questo è ciò che è più significativo in Lei, perché è la "Serva del Signore" la quale, per la Sua smisurata umiltà e il Suo ardente amore, Egli ha elevato sopra tutte le creature.
Da questa serva del Signore nacqui Io, il Salvatore del mondo. E’ serva ma anche Regina; fu umiliata e Suo Figlio le concesse ogni potere sul mondo. E’ la più piccola, come il granellino di senapa della parabola, e nonostante ciò è la prima dopo di Me. Essa vi trasmette tutte le grazie e voi non potete venire a Me se non attraverso di Lei. Le vostre anime sono coperte di miseria e peccato ma Io vi resuscito attraverso la Madre della Chiesa, Mia Madre.
{Gesù}



Figli Miei, voglio che lavoriate molto per sopportare le vostre afflizioni con pazienza. Tollerate le offese che vi vengono fatte per amor Mio, per amore dei vostri fratelli e per amore di voi stessi, perché tutto il bene o il male che fate lo fate per voi o contro voi stessi.
Abbiate pietà per coloro che vi fanno del male, abbiate compassione per i loro peccati; se operano bene, offritemeli, se operano male, pregate per loro e cercate di aiutarli
Quando qualcuno entra in competizione con voi perdete se volete vincere. Il cammino della salvezza è il cammino che vi porta a perdere in questa vita.
Se sapete che qualcuno ha parlato male di voi, sopportatelo con pazienza e aiutatelo parlando bene di lui.
Se qualcuno vi offende, tolleratelo con pazienza per amor Mio e per il perdono dei vostri peccati. Non offendete nessun altro, sopportate pazientemente senza lamentarvi!
Voi siete benedetti, non sperate in ricompense sulla terra. Beati coloro che non cercano consolazione dall’uomo! Ricordate che i santi fanno il bene e sopportano il male. E’ molto meglio soffrire e sopportare con pazienza un’offesa che digiunare e mortificarsi. Che merito ci sarebbe nel digiunare e poi chiedere giustizia per un’offesa, vera o falsa che sia?
{Gesù}


Provengono da lontano e da vicino gli echi delle prossime manifestazioni. Io procedo in maniera tale che la concordanza delle voci invita ad una maggiore riflessione gli ostinati, i duri, coloro che non vogliono essere vinti da Me. E’ il piano che ho tracciato e che metterò in opera infallibilmente. […]
No, non tarderò a dare ai primi la prova del Mio affetto; non Mi attenderanno oltre perché sto per ritornare a voi che Mi amate e ritornerò non già nascostamente ma manifesto e glorioso. La Vergine, Mia Madre, sarà con Me; la vera Regina dell’Universo che ho creato con la visione del Suo prossimo trionfo.
Si, verrò, aspettatemi, ma non vi arrovellate il cervello chiedendovi come mi manifesterò; non ve lo faccio intuire, in modo che, quando accadrà, la vostra felicità sarà completa. E quando mi vedrete saprete subito che sono Io.
Siate tutti docili agli ammonimenti del Mio Vicario, che ho legato da molto tempo alla Mia croce. Egli vi dirà ciò che ora volete sapere e, senza la sua conferma, non prendete per veritiero e per buono niente che sia apparentemente santo. State nelle braccia della vostra Madre, nel Mio Cuore, nella volontà del nostro Padre Divino; rimanete così.
{Gesù}


In quanto al castigo tanto temuto, dipende dal mondo che questo sia forte come il dolore che sente Mio Figlio o che si plachi…Con la preghiera, la penitenza e il digiuno, potete fare in modo che non si determini la Terza Guerra Mondiale. Leggete: 2 Corinzi 12,14.
{Maria}



Il Santo Rosario - Messaggi di Gesù e della Santa Vergine Maria a Catalina Rivas

Figli miei, recitate con più frequenza il Santo Rosario, però fatelo con devozione e con amore; non fatelo per abitudine o per timore.
{Parole della Santa Vergine Maria}

Recitate il Santo Rosario, meditando prima ogni mistero; fatelo molto adagio, perché arrivi alle mie orecchie come un soave sussurro d’amore; fatemi sentire il vostro amore di figli in ogni parola che recitate; non lo fate per obbligo, né per compiacere i vostri fratelli; non fatelo con gridi da fanatici, né in forma sensazionalistica; tutto ciò che fate con allegria, pace e amore, con umile abbandono e semplicità da bambini, sarà ricevuto come un balsamo soave e rinfrescante per le piaghe del mio grembo.
{Parole della Santa Vergine Maria}

Diffondete la sua devozione perché è la promessa di Mia Madre che se almeno un membro della famiglia lo recita tutti i giorni, Lei salverà quella famiglia. E questa promessa ha il sigillo della Divina Trinità.
{Parole di Gesù}


La Santa Messa - Testimonianza di Catalina Rivas

(...) Era un giorno festivo e si doveva quindi recitare il Gloria. La Santa Vergine disse: «Glorifica e benedici con tutto il tuo amore la Santissima Trinità,  riconoscendoti una Sua creatura.»
Come fu diverso quello Gloria! mi vidi d’un tratto in un altro luogo, pervaso di luce, davanti alla Presenza maestosa del Trono di Dio, tutto pieno di luce; 
con quanto amore, ringraziando, ho ripetuto... “Per la tua Gloria immensa, noi Ti lodiamo, Ti benediciamo, Ti adoriamo, Ti glorifichiamo, Ti rendiamo 
grazie Signore, Dio, Re del cielo, Dio Padre Onnipotente - e mi immaginavo il volto paterno del Padre pieno di bontà... Signore, Figlio unico Gesù Cristo, Signore Dio, Agnello di Dio, Figlio del Padre, Tu che togli peccati del mondo...” - e Gesù stava davanti a me, con quel volto pieno di tenerezza e di 
misericordia... “perché Tu solo sei Dio, solo Tu, Altissimo Gesù Cristo, con lo Spirito Santo...” il Dio dell’Amore perfetto, Quello che in questo momento 
fa trasalire tutto il mio essere...
E ho chiesto: «Signore, liberarmi da ogni spirito cattivo; il mio cuore ti appartiene, Signore mio, mandami la tua pace per ottenere il miglior beneficio 
da questa Eucaristia e perché la mia vita dia migliori frutti. Spirito Santo di Dio, trasformami, opera in me, guidami. O Dio, dammi i doni di cui necessito 
per servirti meglio...!»
Giunse il momento della liturgia della Parola e la Vergine mi fece ripetere: «Signore, voglio oggi ascoltare la Tua Parola e dare frutto abbondante; che il Tuo Santo Spirito mondi il terreno del mio cuore, perché la Tua Parola cresca e si sviluppi, purifica il mio cuore perché sia ben disposto.»
«voglio che tu stia attenta alle letture e a tutta l’omelia del sacerdote. Ricorda che la bibbia dice che la Parola di dio non ritorna senza aver 
dato frutto. Se stai attenta, resterà qualcosa in te di tutto quello che ascolti. Devi cercare di ricordare tutto il giorno quelle Parole, che lasceranno in 
te una impronta. Potranno essere una volta due frasi, poi sarà l’intera lettura del vangelo, qualche volta solo una parola, da assaporare per il 
resto del giorno; questo si farà carne in te perché è questa la maniera di trasformare la vita, e fare in modo che la Parola di dio trasformi.»
«E ora, dillo al Signore che sei qui per ascoltare ciò che tu vuoi che Egli dica oggi al tuo cuore.»
Ringrazio nuovamente Dio perché mi dà l’opportunità di ascoltare la Sua Parola; chiedo perdono per aver mantenuto un cuore tanto duro per così tanti anni e per aver insegnato ai miei figli ad andare alla Messa la domenica perché così comandava la Chiesa, e non per amore e per il bisogno di riempirsi di 
Dio...
 Io che avevo assistito a tante Eucaristie, più che altro come un’obbligo, e avevo creduto con questo di essere salva... Di viverla, nemmeno per sogno, di 
porre attenzione alle letture e alla omelia del sacerdote anche meno.
Quale dolore ho provato per tanti anni persi inutilmente, a causa della mia ignoranza!... Quanta superficialità nelle Messe alle quali assistiamo quando c’è un matrimonio, o una messa da morto, oppure perché ci teniamo a farci 
vedere dagli altri! Quanta ignoranza riguardo questa nostra Chiesa e riguardo i Sacramenti! Quanto spreco nel voler istruirci e coltivarci nelle cose del 
mondo, che in un momento possono sparire senza che nulla rimanga, e che alla fine della vita non ci servono neanche ad aggiungere un minuto alla nostra 
esistenza! Ma di quello che ci farà guadagnare un poco di cielo sulla terra e poi la vita eterna, non sappiamo niente, e tuttavia ci chiamiamo uomini 
e donne istruiti...!
Si giunse poco dopo all’offertorio e la Santissima Vergine disse: «Recita così, (e io la seguivo): Signore, ti offro tutto ciò che sono, quello che ho, 
quello che posso, tutto pongo nelle tue mani. Eleva tu, Signore, quel poco che io sono. Per i meriti di tuo Figlio, trasformami, dio Altissimo. 
Intercedi per la mia famiglia, per i miei benefattori, per ogni membro del nostro Apostolato, per tutte le persone che ci combattono, per quelli che si raccomandano alle mie povere preghiere... Insegnami a umiliare il mio cuore affinché il loro cammino sia meno duro...! E così che pregavano i santi e così voglio che facciate.
E questo che Gesù vuole che si faccia: che umiliamo il nostro cuore affinché loro non sentano la durezza, ma che invece alleviamo loro il dolore del venire 
calpestati. Anni dopo, ho letto un libretto di preghiere di un Santo che amo molto: José maria Escrivà de Balaguer; lì trovai una preghiera simile a quella 
che mi aveva insegnato la Vargine. Certe volte questo Santo al quale mi affido, rendeva omaggio alla Vergine Santissima con quelle preghiere.
All’improvviso, cominciarono ad alzarsi in piedi delle persone che non avevo visto prima. Era come se dal fianco di ogni persona che si trovava nella Cattedrale, uscisse un’altra persona; la Cattedrale si riempì così di varie persone giovani e belle, vestite con tuniche bianchissime. Si diressero fino al 
corridoio centrale procedendo poi verso l’Altare.
Disse nostra madre: «osserva, sono gli Angeli Custodi di ognuna delle persone che si trovano qui. è il momento nel quale il vostro Angelo Custode porta le vostre offerte e preghiere all’Altare del Signore.»
In quel momento, ero completamente in preda a un grande stupore, perché quegli esseri avevano un volto tanto bello e tanto raggiante da non potersi 
immaginare. I volti risplendevano bellissimi, quasi femminili, benché senza alcun dubbio, l’aspetto generale del corpo, delle mani e la statura fosse di 
uomo. I piedi nudi non poggiavano al suolo, ma piuttosto andavano come scivolando, come se scorressero via. Era una processione bellissima.
Alcuni di loro portavano come un vassoio d’oro con qualcosa che risplendeva di una forte luce bianco dorata. Disse la Vergine: «Sono gli Angeli Custodi 
delle persone che stanno offrendo questa Santa Messa per molte varie intenzioni, di quelle persone che sono coscienti di ciò che significa questa 
celebrazione, di quelle che hanno qualcosa da offrire al Signore...»
In questo momento, offrite le vostre pene, i vostri dolori, le vostre speranze, le vostre gioie e tristezze, le vostre richieste. Ricordatevi che la Messa ha 
un valore infinito, quindi siate generosi nell’offrire e nel chiedere.»
Dietro ai primi Angeli, le venivano degli altri che non avevano niente nelle mani, le avevano vuote. Disse la Vergine: «Sono gli Angeli delle persone che pur essendo qui, non offrono mai niente, che non sono interessate a vivere ogni momento liturgico della Messa e non hanno offerte da portare 
all’Altare del Signore.»
Per ultimi, vi erano degli altri Angeli che erano piuttosto tristi, con le mani giunte in preghiera, ma con gli occhi bassi. «Sono gli Angeli Custodi delle 
persone che pur essendo qui, è come se non ci fossero, vale a dire delle persone che sono venute per forza, che sono venute perché si sentono 
obbligate, ma senza nessun desiderio di partecipare alla Santa Messa, e così gli Angeli vanno tristemente perché non hanno niente da portare all’Altare, salvo le loro proprie preghiere.»
«Non intristite il vostro Angelo Custode... Pregate molto, pregate per la conversione dei peccatori, per la pace nel mondo, per i vostri famigliari, per il vostro prossimo e per quelli che si raccomandano alle vostre 
preghiere. Pregate, pregate molto, non solo per voi ma anche per gli altri.»
«Ricordatevi che l’offerta più gradita al Signore la fate quando offrite voi stessi come olocausto, così che Gesù, nello scendere, vi trasformi con i Suoi propri meriti. Cosa avete da offrire al Padre che sia solo vostro? 
Il nulla e il peccato, ma se vi offrite in unione ai meriti di Gesù, fate una offerta gradita al Padre.»
Quello spettacolo, quella processione era così bella che difficilmente potrebbe essere paragonata ad altro. Tutte quelle creature celesti davanti 
all’Altare facevano una riverenza, alcune ponendo la loro offerta al suolo, altre prostrandosi in ginocchio con la fronte quasi a terra, e dopo essere giunte 
lì, sparivano alla mia vista.
Giunse il momento finale del prefazio, e quando l’assemblea cominciò a dire: «Santo, Santo, Santo» immediatamente, tutto quello che era dietro ai 
celebranti sparì. Dal lato sinistro del signor Arcivescovo, in forma diagonale all’indietro, apparvero migliaia di Angeli, piccoli e Angeli grandi, Angeli con delle ali immense, Angeli con delle ali piccole, Angeli senza ali come i primi; tutti vestiti con delle tuniche simile alle albe bianche dei sacerdoti o 
dei monaci.
Tutti si inginocchiavano con le mani giunte in preghiera e, in segno di riverenza, chinavano il capo. Si sentiva una musica bellissima, come se vi fossero moltissimi cori con voci diverse, e tutti, all’unisono e insieme al popolo, dicevano: Santo, Santo, Santo...
Era giunto il momento della Consacrazione, il momento del più meraviglioso dei miracoli... dal lato destro dell’Arcivescovo in linea ancora diagonale verso l’indietro, partiva una moltitudine di persone, vestite con la stessa tunica, ma dai colori pastello: rosa, verde, celeste, lilla, giallo; in poche parole, diversi e deliziosi colori. Anche i loro volti splendevano pieni di gioia, pareva che fossero tutti della stessa età. Si poteva notare (ma non saprei dire perché) che erano persone di età diversa, ma nei volti erano tutti uguali, senza rughe, 
felici. Tutti si inginocchiavano prima del canto del «Santo, Santo, Santo è il Signore...»
Disse nostra Signora: «Sono tutti i Santi e i beati del cielo e fra di essi vi sono anche le anime dei vostri famigliari che godono già bella Presenza di dio.» E poi, La vidi. Proprio alla destra del signor Arcivescovo... un passo indietro rispetto a monsignore, era un po’ sollevata dal suolo,
inginocchiata sopra dei veli molto fini, nello stesso tempo trasparenti e luminosi, come acqua cristallina, la Santissima Vergine, con le mani giunte, guardava con attenzione e rispetto il celebrante. Stando là mi parlava, ma in silenzio, direttamente al 
cuore, e senza guardarmi.
«Ti colpisce il fatto di vedermi un poco più indietro del Monsignore, vero? Ma così deve essere... Per quanto Mi ami, il Figlio Mio non Mi ha dato la dignità che dà a un sacerdote, di poterlo portare quotidianamente tra le Mie mani, come lo fanno le mani sacerdotali. Ecco perché provo un profondissimo rispetto per il sacerdote e per quello miracolo che dio realizza per suo mezzo, e che Mi obbliga qui ad inginocchiarmi.»
Dio mio, quanta dignità, quanta grazia riversa il Signore sulle anime sacerdotali, e noi non ne siamo coscienti, e talvolta, nemmeno tanti di loro!
Di fronte all’Altare, cominciarono a presentarsi delle ombre di persone di colore grigio, che sollevavano le mani verso l’alto. Disse la Vergine Santissima: «Sono le anime benedette del Purgatorio che aspettano le 
vostre preghiere per trovare refrigerio. Non cessate di pregare per loro. Pregano per voi, ma non possono pregare per loro stesse, siete voi che 
dovete pregare per loro, per aiutarle ad uscire per incontrarsi con dio e godere di lui eternamente.»
Come vedi, Io sono qui sempre... la gente fa pellegrinaggi, cerca i luoghi delle Mie apparizioni, è questo va bene per tutte le grazie che si ricevono in 
quei luoghi, ma in nessuna apparizione, in nessun luogo Io Sono presente per più tempo, come durante la Santa Messa. Ai piedi dell’Altare dove si 
celebra l’Eucarestia, sempre Mi potrete trovare; Io rimango ai piedi del tabernacolo insieme agli Angeli, perché Io sto sempre con lui.»
Vedere quel bel volto della madre nel momento del «Santo», come pure tutti gli altri, con il volto risplendente, con le mani giunte in attesa di quel 
miracolo che si ripete continuamente, era proprio come stare nel cielo stesso. E pensare che c’è della gente, che vi sono delle persone che in quel momento 
possono essere distratte, che magari stanno parlando... lo dico con dolore, e sono molti più uomini che donne, che se ne stanno in piedi con le braccia 
conserte come se dovessero rendere un omaggio al signore da pari a pari, da uguale ad uguale.
Disse la Vergine: «dillo agli esseri umani, che mai un uomo è così davvero uomo come quando piega i ginocchi davanti a dio».
Il celebrante pronunciò le parole della «Consacrazione». 
Era una persona di statura normale, ma all’improvviso cominciò a crescere, a riempirsi di 
luce, di una luce soprannaturale tra il bianco e il dorato che lo avvolgeva, e diventava fortissima nella parte del volto, tanto che non si potevano più 
vedere i suoi lineamenti. Quando ha sollevato l’ostia, ho visto che le sue mani avevano sul dorso dei segni, dai quali usciva molta luce. Era Gesù!... 
Era Lui, che con il Suo Corpo avvolgeva quello del celebrante come se circondasse amorosamente le mani del signor Arcivescovo. In quel momento, 
l’Ostia cominciò a crescere e a crescere in modo enorme e in essa, il Volto meraviglioso di Gesù che guardava verso il Suo popolo.
Istintivamente abbassai la testa e Nostra Signora disse: «Non distogliere lo sguardo, alza gli occhi, contemplalo, incrocia il tuo sguardo con il Suo e 
ripeti la preghiera di Fatima: Gesù mio, io credo, adoro spero e ti amo. Ti chiedo perdono per tutti quelli che non credono, non adorano, non 
sperano e non ti amano. Perdono e Misericordia... Adesso digli quanto lo ami, rendi il tuo omaggio al Re dei Re».
Vi dico, pareva che dall’Ostia enorme guardasse solo me, ma seppi che contemplava allo stesso modo ogni persona, pieno di amore... Quindi chinai 
il capo fino ad avere la fronte a terra, come facevano tutti gli Angeli e i Beati del Cielo. Per una frazione di secondo, pensai che era lo stesso Gesù che 
avvolgeva il corpo del celebrante e nello stesso tempo si trovava nell’Ostia, che quando il celebrante l’abbassava, diventava nuovamente piccola. Avevo 
le guance piene di lacrime, non potevo uscire dal mio stato di meravigliato stupore.
Non appena il monsignore iniziò a pronunciare le parole di consacrazione del vino, insieme alle sue parole, incominciarono ad apparire di bagliori come 
lampi, nel cielo e sullo sfondo. La Chiesa non aveva più né tetto, né pareti, tutto era buio, vi era solamente quella luce che brillava nell’Altare.
All’improvviso sospeso in aria, vidi Gesù, crocefisso, dalla testa fino alla parte bassa del torace. Il tronco trasversale della croce era sostenuto da grandi e forti 
mani. Dal centro di quello splendore, si distaccò un piccolo lume come una colomba molto piccola e molto brillante che, fatto velocemente il giro di tutta 
la chiesa, si posò sulla spalla sinistra del signor Arcivescovo che continuava ad essere Gesù, perché potevo distinguere la Sua capigliatura sciolta, le Sue 
piaghe luminose, il Suo grandioso corpo, ma non vedevo il Suo Volto.
In alto, Gesù crocifisso stava con il viso reclinato sulla spalla destra. Si vedevano sul volto e sulle braccia i segni dei colpi e delle ferite. Sul costato 
destro, all’altezza del petto, vi era una ferita da cui usciva a fiotti verso sinistra del sangue, e verso destra qualcosa che sembrava acqua, però molto 
brillante; ma erano piuttosto fasci di luce quelli che si dirigevano verso i fedeli, muovendosi a destra e a sinistra. mi stupiva la quantità di sangue che 
traboccava dal Calice e pensai che avrebbe impregnato e macchiato tutto l’Altare, ma non ne cadde una sola goccia!
In quel momento la Vergine disse: «te lo ripeto, questo è il miracolo dei Miracoli, per il Signore non esistono né tempo, né distanza e nel momento 
della Consacrazione, tutta l’assemblea viene trasportata ai piedi del Calvario, nel momento della Crocifissione di Gesù.»
Può qualcuno immaginarselo? I nostri occhi non lo possono vedere, ma tutti siamo là, nello stesso momento nel quale lo stanno crocefiggendo e mentre chiede perdono al Padre, non solamente per quelli che lo uccidono, ma per ognuno dei nostri peccati: «Padre, perdonali perché non sanno quello che fanno!»
A partire da quel giorno, e non mi importa se mi prendono per pazza, io chiedo a tutti di inginocchiarsi, chiedo a tutti di cercare di vivere con il cuore e con tutta la sensibilità di cui sono capaci, quel privilegio che il Signore ci concede.
Quando stavamo per cominciare a pregare il padre nostro, parlò il Signore, per la prima volta durante la celebrazione, e disse: «Ecco, voglio che tu preghi 
con la maggiore profondità di cui sei capace e che, in questo momento, ti ricordi della persona o delle persone che ti hanno causato più male nella 
tua vita, affinché tu li abbracci e li stringa a te e dica loro con tutto il 
cuore: -Nel Nome di Gesù io ti perdono e ti auguro la pace. Nel Nome di Gesù, ti chiedo perdono e mi auguro di avere la pace. Se questa persona 
merita la pace, la riceverà e ne avrà un gran bene; se questa persona non è capace di aprirsi alla pace, quella pace tornerà al tuo cuore. Ma non 
voglio che tu riceva o dia la pace ad altre persone, fino a quando non sei capace di perdonare e di provare quella pace dapprima nel tuo cuore.»
«Fate attenzione a quello che fate» - continuò il Signore - «voi ripetete nel 
Padre Nostro: perdonaci come noi perdoniamo quelli che ci offendono. Se siete capaci di perdonare e non, come dicono alcuni, di dimenticare, state 
mettendo delle condizioni al perdono di dio. State dicendo: perdonami soltanto come io sono capace di perdonare, non di più.»
Non so come spiegare il mio dolore, nel comprendere quanto possiamo 
ferire il Signore e quanto possiamo noi stessi offenderlo con tanti rancori, con i cattivi sentimenti e le cose cattive che nascono dai complessi e dalla 
suscettibilità. Perdonai, perdonai di cuore e chiesi perdono a tutti quelli che talvolta mi avevano offeso, per sentire la pace del Signore.
Il celebrante diceva: «... concedici la pace e l’unità...» e quindi: «La pace del Signore sia con tutti voi...»
Vidi d’un tratto, fra alcune persone che si abbracciavano (non tutte), venire a porsi in mezzo una luce molto intensa; seppi che era Gesù e mi slanciai allora ad abbracciare la persona che avevo a fianco. Potei sentire davvero in quella luce l’abbraccio del Signore, era Lui che mi abbracciava per darmi la Sua 
pace, perché in quel momento io ero stata capace di perdonare e di togliere dal mio cuore ogni offesa contro altre persone. Questo è ciò che Gesù vuole, 
condividere quel momento di gioia in un abbraccio per farci trovare la Sua Pace.
Arrivò il momento della comunione dei celebranti, e qui tornai a notare la presenza di tutti i sacerdoti insieme al monsignore. mentre egli si comunicava, 
la Vergine disse: 
«questo è il momento di pregare per il celebrante e per i sacerdoti che lo accompagnano, ripeti con me: Signore, benedicili, santificali, aiutali, purificali, amali, abbine cura, sostienili con il tuo amore... Ricordatevi di tutti i sacerdoti del mondo, pregate per tutte le anime consacrate...»
Amati fratelli, questo è il momento in cui dobbiamo pregare perché loro sono la Chiesa, come lo siamo anche noi laici. molte volte i laici esigono molto 
dai sacerdoti, però siamo incapaci di pregare per loro, di capire che sono persone umane, di comprendere e apprezzare la solitudine che molto spesso può circondare un sacerdote.
Dobbiamo capire che i sacerdoti sono persone come noi e che hanno bisogno di comprensione, di assistenza, che hanno bisogno di affetto e di attenzioni da parte nostra, perché stanno dando la loro vita per ognuno di noi, come Gesù, consacrandosi a Lui.
Il Signore vuole che la gente del gregge che Dio ha affidato loro, preghi e aiuti il proprio Pastore a santificarsi. Un giorno o l’altro, quando saremo  dall’altra parte, comprenderemo la meraviglia compiuta dal signore nel darci dei sacerdoti che ci aiutano a salvare la nostra anima.
La gente cominciò a uscire dai banchi per andare a comunicarsi. Era giunto il grande momento dell’incontro, della «Comunione»; il Signore mi disse: 
«Aspetta un momento, voglio che tu osservi qualcosa...» spinta da un 
impulso interiore, diressi lo sguardo verso la persona che stava per ricevere la comunione sulla lingua dalla mano del sacerdote.
Devo chiarire che questa persona era una delle signore del nostro gruppo che la sera prima non era riuscita a confessarsi, ma che si era confessata 
questa mattina, prima della Santa messa. Quando il sacerdote ebbe posto la Sacra Ostia sulla sua lingua, vi fu come un lampo di luce; quella luce di 
colore bianco dorato intenso, attraverso questa persona prima dalla spalla e poi circondando la spalla, gli omeri e la testa. Disse il Signore: «è così che 
Io Mi compiaccio nell’abbracciare un’anima che viene a ricevermi con il cuore puro!»
Il tono della voce di Gesù era quello di una persona felice. Io ero stupita nell’ammirare quell’amica che tornava al suo posto circondata di luce, 
abbracciata dal Signore; ho pensato alle meraviglie che noi tante volte perdiamo, perché andiamo a ricevere Gesù con le nostre piccole o grandi 
mancanze, mentre dovrebbe essere solo una festa.
molte volte diciamo che non vi sono sacerdoti per confessarsi spesso, ma il problema non consiste nel confessarsi spesso, il problema consiste nella 
nostra facilità a tornare a cadere nel male. D’altronde, così come ci sforziamo di trovare un salone di bellezza o gli uomini un barbiere quando abbiamo 
una festa, dobbiamo sforzarci anche di andare a cercare il sacerdote quando 
abbiamo bisogno che vengano tolte da noi tutte quelle cose sporche, e non avere la sfacciataggine di ricevere Gesù in qualsiasi momento con il cuore pieno di cose cattive.
Quando mi sono diretta a ricevere la comunione, Gesù ripeteva: «l’ultima 
Cena fu il momento di maggiore intimità con i Miei. In quell’ora dell’amore, ho istituito quello che agli occhi degli uomini può sembrare la più grande pazzia, farmi prigioniero d’Amore. ho istituito l’Eucarestia. 
Ho voluto rimanere con voi fino alla fine dei secoli, perché il Mio Amore non poteva sopportare che rimanessero orfani coloro che amavo più della Mia vita...»
Ricevetti quell’Ostia, che aveva un sapore particolare; era una mescolanza di sangue e incenso che mi inondò interamente. Provavo tanto amore che le 
lacrime scorrevano senza poterle trattenere...
Quando ritornai al mio posto, mentre mi inginocchiavo, il Signore disse: «Ascolta...» e in quel momento cominciai a sentire dentro di me le preghiere di una signora che era seduta davanti a me e che si era appena comunicata.
Quello che diceva senza aprire la bocca, era più o meno questo: «Signore, ricordati che siamo alla fine del mese e che non ho i soldi per pagare l’affitto, 
la rata della macchina, il collegio dei bambini, devi fare qualcosa per aiutarmi... Per favore, fa che mio marito smetta di bere tanto, non posso 
sopportare più le sue ubriachezze, e mio figlio minore perderà di nuovo l’anno se non lo aiuti questa settimana ha gli esami... e non dimenticarti della vicina che deve cambiare casa, che lo faccia una buona volta perché io non la posso sopportare... ecc. ecc.»
In quel momento, il signor Arcivescovo disse: «Preghiamo» è ovviamente tutta l’assemblea si alzò in piedi per la preghiera finale. Gesù disse con tono 
triste: «ti sei resa conto? Non Mi ha detto neanche una volta che Mi ama, non una sola volta ha dato segni di gratitudine per il dono che Io le ho fatto di far scendere la Mia Divinità fino alla sua povera umanità, per elevarla fino a Me. Non una sola volta ha detto: grazie, Signore. È stata una litania di richieste... e sono così quasi tutti quelli che vengono 
a ricevermi».
«Io sono morto per amore e sono risuscitato. Per amore, aspetto ognuno di voi e per amore rimango con voi... ma voi non vi rendete conto del fatto che Io ho bisogno del vostro amore. Ricorda che Sono il Mendicante d’Amore in quest’ora sublime per l’anima».
Vi rendete conto, che Egli, l’Amore, sta chiedendo il nostro amore e che noi non glielo diamo? Ed evitiamo anche di andare a questo incontro con l’Amore 
degli Amori, con l’unico amore che Si dà in oblazione permanente. Quando il celebrante stava per dare la benedizione, la Santissima Vergine parlò di nuovo e disse: «Fai attenzione, osserva bene... Invece di fare il segno della Croce, voi fate un ghirigoro. Ricorda che questa benedizione può essere l’ultima che ricevi nella tua vita dalla mano di un sacerdote. tu 
non sai se uscendo da qui, morirai o no, e non sai se avrai l’opportunità che un altro sacerdote ti dia una benedizione. quelle mani consacrate ti stanno dando la benedizione nel Nome della Santissima trinità, pertanto, fai il segno della Croce con rispetto e come se fosse l’ultimo della tua vita.»
Quante cose perdiamo non capendole, e quando non partecipiamo tutti i giorni alla Santa messa! Perché non fare uno sforzo e cominciare la giornata mezz’ora prima, per correre alla Santa messa e ricevere tutte le benedizioni che il Signore vuole riversare su di noi? 
Capisco che non tutti, a causa dei loro obblighi, possono farlo ogni giorno, ma almeno due o tre volte per settimana si; indubbiamente, tanti evitano la messa della domenica con il debole pretesto di avere uno o due o dieci bambini piccoli e pertanto non possono assistere alla messa... Come fanno quando 
hanno altri impegni importanti? Che vadano con tutti i bambini, oppure facciano i turni: il marito ci va in un’ora e la moglie in un’altra ora, ma che adempiano i propri obblighi verso Dio.
Abbiamo tempo per studiare, per lavorare, per divertirci, per riposare, ma NON 
ABBIAMO TEMPO PER ANDARE ALLA SANTA MESSA ALMENO LA DOMENICA.
Gesù mi chiese di rimanere con Lui qualche minuto in più, dopo terminata la messa. 
Disse: «Non andate via di corsa dopo terminata la Messa, rimanete un momento in Mia Compagnia, traetene profitto e lasciate che anche Io possa trarre 
profitto dalla vostra compagnia...»
Da bambina, avevo sentito dire da qualcuno che il Signore rimaneva in noi per 5 o 10 minuti dopo la comunione. In quel momento, glielo domandai:
- Signore, quanto tempo rimani davvero con noi dopo la comunione?
Immagino che il Signore debba aver riso della mia stupidità, perché rispose così: «tutto il tempo che tu vorrai tenermi con te. Se Mi parli durante 
tutto il giorno, dedicandomi qualche parola durante le tue faccende, Io ti ascolterò. Io Sono sempre con voi, siete voi che vi allontanate da Me. 
uscita dalla Messa, e per quel giorno è quanto basta; avete osservato il giorno del Signore, e tutto finisce lì, non pensate che Mi piacerebbe condividere la vostra vita famigliare con voi, almeno in quel giorno.»
«voi nelle vostre case avete un luogo per tutto, e una stanza per ogni attività: una camera per dormire,1’altra per cucinare, una per mangiare, 
ecc. ecc. quale è il luogo che hanno destinato a Me? deve essere un luogo nel quale non soltanto tenete una immagine permanentemente impolverata, ma un luogo nel quale almeno per cinque minuti al giorno 
la famiglia si riunisce a ringraziare per la giornata, per il dono della vita, a pregare per le necessità quotidiane, chiedere benedizioni, protezione, 
salute... tutti hanno un posto nelle vostre case, eccetto Io».
«Gli uomini programmano la loro giornata, la settimana, il semestre, le vacanze, ecc. ecc. Sanno in quale giorno riposeranno, in che giorno andammo al cinema o a una festa, a visitare la nonna o i nipoti, i figli, gli amici, quando andranno a divertirsi. Ma quante famiglie dicono almeno una volta al mese: «questo il giorno in cui dobbiamo andare a visitare 
Gesù nel tabernacolo» e tutta la famiglia viene a fare conversazione con Me, a sedersi di fronte a Me e a parlarmi, a raccontarmi ciò che è accaduto negli ultimi giorni, raccontarmi i problemi, le difficoltà che 
hanno, chiedermi ciò di cui hanno necessità... Farmi partecipe delle loro faccende! quante volte?»
«Io so tutto, leggo anche nel più profondo dei vostri cuori e delle vostre menti, però Mi piace che siate voi a raccontarmi le vostre cose, che Me ne facciate partecipe come con uno della famiglia, come con l’amico più intimo. quante grazie perde l’uomo perché non Mi dà un posto nella sua vita...!»
Quando quel giorno rimasi con Lui, e poi per molti altri giorni ancora, ricevetti degli insegnamenti che oggi voglio condividere con voi, in questa missione 
che mi è stata affidata. Dice Gesù: «volli salvare la Mia creatura, perché il momento di aprire la porta del 
Cielo è stato pieno di troppo dolore...» «Ricorda che nessuna madre ha nutrito il proprio figlio con la sua carne. Io Sono arrivato a questo eccesso d’Amore per comunicarvi i miei meriti.»
«La Santa Messa Sono Io stesso che prolungo la Mia vita e il Mio sacrificio sulla Croce in mezzo a voi. Senza i meriti della Mia vita e del Mio sangue, 
che cosa avete voi per presentarvi davanti al Padre? Il nulla, la miseria e il peccato...»
«voi dovreste sorpassare in virtù gli Angeli e gli Arcangeli, perché loro non hanno la fortuna di ricevermi come alimento, voi sì. Essi bevono una 
goccia della fonte, ma voi che avete la grazia di ricevermi, potete bere tutto l’oceano...»
Il Signore mi parlò poi, ancora con dolore, di quelle persone che si incontrano con lui per abitudine. di quelle che hanno perso il meraviglioso stupore 
dell’incontro con lui. di come la routine fa diventare certe persone così tiepide che non hanno mai niente di nuovo da dire a Gesù quando lo ricevono. E inoltre, delle non poche anime consacrate che perdano 
l’entusiasmo di innamorarsi del Signore e fanno della loro vocazione un mestiere, una professione, alla quale non si dedicano più di quanto sia necessario, ma senza sentimento...
Quindi il Signore mi parlò dei frutti che ogni comunione deve portare in noi. Accade infatti che ci sia della gente che riceve il Signore ogni giorno, 
ma non cambia la propria vita. Dedicano molte ore alla preghiera, compiono molte opere, ecc. ecc. ma la loro vita non si trasforma, e una vita che non si 
trasforma non può dare frutti autentici per il Signore. I meriti che riceviamo nell’Eucarestia debbono portare frutti di conversione in noi e frutti di carità 
per i nostri fratelli.
Noi laici abbiamo un incarico molto importante dentro la nostra Chiesa, non abbiamo nessun diritto di tacere davanti all’invito che ci fa il Signore, 
come lo fa ad ogni battezzato, di andare ad annunciare la Buona Novella. 
Non abbiamo alcun diritto di ricevere tutte queste conoscenze e non darle agli altri, e così permettere che i nostri fratelli muoiano di fame, mentre noi 
abbiamo tanto pane nelle nostre mani.
Non possiamo stare a vedere la nostra Chiesa andare letteralmente in rovina, perché siamo comodi nelle nostre Parrocchie, nelle nostre case, ricevendo e 
continuando a ricevere tanto dal Signore: la Sua Parola, le omelie del sacerdote, i pellegrinaggi, la misericordia di Dio nel Sacramento della confessione, l’unione meravigliosa attraverso il cibo Eucaristico, le conferenze del tale o 
del tal’altro predicatore. In altre parole, stiamo ricevendo tanto e non abbiamo il coraggio di uscire 
dalle nostre comodità, di andare in un carcere, in una casa di correzione, di parlare con chi é più bisognoso, di dirgli che non si dia per vinto, che è nato 
cattolico e che la sua Chiesa ha bisogno di lui, anche lì dove è, sofferente, perché questo suo dolore servirà per redimere altri, perché questo sacrificio 
gli farà guadagnare la vita eterna.
Non siamo capaci di andare negli ospedali dove ci sono i malati terminali e, recitando la coroncina alla Divina misericordia, aiutarli con la nostra preghiera 
in quei momenti di lotta tra il bene e il male, per liberarli dalle insidie e dalle tentazioni del demonio. Ogni moribondo ha paura, e anche soltanto tenendo 
loro la mano, parlando loro dell’amore di Dio e della meraviglia che li aspetta nel Cielo con Gesù e maria e insieme ai propri cari che sono già partiti, reca 
loro conforto.
L’ora che stiamo vivendo, non ammette che accettiamo l’indifferenza. 
Dobbiamo essere la mano d’aiuto per i nostri sacerdoti, andare dove loro non possono arrivare. ma per fare questo, per averne il coraggio, dobbiamo 
ricevere Gesù, vivere con Gesù, alimentarci di Gesù. Abbiamo paura di impegnarci un po’ di più e quando il Signore dice: «Cerca prima il Regno 
di dio e il resto ti sarà dato in aggiunta», é ricevere tutto. È cercare il Regno di Dio utilizzando tutti i mezzi e... aprire le mani per ricevere TUTTO 
in aggiunta; perché Egli è il Padrone che paga meglio, l’unico che è attento anche alle tue più piccole necessità!
Fratello, sorella, grazie per avermi permesso di portare a termine la missione che mi è stata affidata, di farti giungere queste pagine.
la prossima volta che assisterai alla Santa Messa, vivila. So che il Signore compirà anche in te la promessa che «la tua Messa non sarà mai più 
quella di prima» e quando lo ricevi... Amalo...! Sperimenta la dolcezza di riposare tra le piaghe del Suo costato aperto per te, per lasciarti la 
Sua Chiesa e Sua Madre, per aprirti le porte della Casa del Padre Suo, e perché tu sia capace di verificare il Suo Amore Misericordioso attraverso 
questa testimonianza e di cercare di corrispondervi con il tuo piccolo amore.