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lunedì 11 agosto 2014

Chi si da troppo ai piaceri del mondo non è degno di quelli dello Spirito Santo.
{San Bernardo}

mercoledì 4 giugno 2014


Il motivo per amare Dio, è Dio stesso; la misura, amarlo senza misura.
La causa dell'amore di Dio è Dio stesso, e la sua misura è amare senza misura.
La causa dell'amore di Dio è soltanto Dio; la misura, è di amare senza misura.
{San Bernardo di Clairvaux}



Di Maria non si dirà mai abbastanza.
{San Bernard di Clairvaux}

Da "Lodi alla Vergine Maria" - San Bernardo di Clairvaux


Il versetto si conclude così: Il nome della Vergine era Maria (Lc 1, 27). Diciamo brevemente qualche cosa anche su questo nome che viene interpretato «Stella del mare», e si adatta molto bene alla Vergine Madre. Essa infatti molto opportunamente viene paragonata ad una stella, perché come la stella emette raggi senza alcuna lesione di sé, così la Vergine partorì il Figlio senza danno della sua verginità. Né il raggio diminuisce lo splendore della stella, né il Figlio reca pregiudizio all’ integrità della Madre. Essa è dunque quella nobile stella sorta da Giacobbe, i cui raggi illuminano tutto il mondo, il cui splendore rifulge nei cieli e penetra negli inferi, e avvolgendo tutta la terra, e riscaldando più le menti che non i corpi, alimenta le virtù e distrugge i vizi. Essa è quella stella splendidissima e meravigliosa stella necessariamente elevata sopra questo mare grande e spazioso, radiosa per i suoi meriti, luminosa per i suoi esempi.
O tu che, nell’ ondeggiare delle vicende di questo mondo, più che camminare per terra, hai l’impressione di essere sballottato tra i marosi e le tempeste, non distogliere gli occhi dal fulgore di questa stella se non vuoi essere inghiottito dalle onde. Se soffiano i venti delle tentazioni, se t’incagli negli scogli delle tribolazioni, guarda la stella, invoca Maria. Se sei sbattuto dai cavalloni della superbia, dell’ambizione, della detrazione, della gelosia, guarda la stella, invoca Maria. Se l’ira, o l’avarizia o la concupiscenza della carne sembrano sconquassare la navicella del tuo spirito, guarda Maria. Se turbato dell’enormità dei tuoi peccati, confuso per la coscienza della tua turpitudine, atterrito al pensiero del tremendo giudizio di Dio, cominci a sentirti risucchiare dal baratro della tristezza, dall’abisso della disperazione, pensa a Maria. Nei pericoli, nelle angustie, nelle incertezze, pensa a Maria, invoca Maria. Maria ti sia sempre sulla bocca, sempre nel tuo cuore; e per ottenere l’aiuto della sua preghiera, non cessare di imitarne gli esempi. Seguendo lei, non andrai fuori strada, pregando lei non ti verrà meno la speranza, pensando a lei non sbaglierai. Se Maria ti regge, non cadrai, sotto la sua protezione non avrai timore, se essa ti guida non ti stancherai, se essa ti è propizia arriverai; e così sperimenterai in te stesso quanto a proposito sia stato detto: E il nome della Vergine era Maria.
Ma adesso è bene che ci fermiamo un poco, onde non sembri che noi abbiamo dato uno sguardo allo splendore di tanta luce solo di passaggio. Infatti, per usare le parole dell’apostolo: È cosa buona per noi stare qui (Mt 17, 4), e ci piace contemplare dolcemente in silenzio ciò che non riesce a spiegare un faticoso discorso. Intanto, dalla devota contemplazione di questa scintillante stella, ci disporremo con più fervore alle considerazioni che seguiranno.



Da "Lodi alla Vergine Maria" - San Bernardo di Clairvaux


9. Ma io considero il concepimento e il parto verginale, per vedere se tra le parecchie cose nuove e meravigliose che vi scorge chi lo esamina con diligenza, vi trovi anche la novità che ho riferita dal Profeta Geremia. 
Ora qui ci è dato di scorgere la lunghezza che si fa breve, la larghezza che si fa stretta, l’altezza che si abbassa, la profondità che diventa piana. Ivi si può vedere la luce che non splende, il Verbo che si fa infante, cioè non parla, l’acqua che ha sete, il pane che ha fame. 
Vi puoi vedere, se fai attenzione, la potenza che è sorretta, la sapienza che è istruita, la fortezza che è sostenuta, infine, Dio divenuto lattante, lui che rifocilla gli Angeli, Dio che vagisce, ed è colui che consola i miseri. Vi vedrai rattristarsi la gioia, trepidare la fiducia, soffrire la salute, morire la vita, diventare debole la fortezza. 
Ma quello che è più meraviglioso, si vede qui la tristezza che rende lieti, la paura che dà coraggio, la passione che salva, la morte che dà la vita, l’infermità che rende robusti (che dà la forza). Chi non vi troverà quello che cercavo? Non è forse facile tra queste cose riconoscere la donna che circonda l’uomo quando si vede Maria che avvolge nel suo seno Gesù, l’uomo riconosciuto da Dio? Direi che Gesù fu uomo non solo quando già era detto uomo profeta, potente in opere e in parole, ma anche già quando la Madre carezzava le membra ancora tenere del Dio bambino nel suo grembo o quando ancora veniva formato nel suo seno. 
Era dunque Gesù un uomo prima ancora di nascere, non per età, ma per sapienza, non quanto al vigore del corpo, ma dell’animo, per la maturità dei sensi, non per lo sviluppo delle membra. Non ebbe infatti minore sapienza, o piuttosto non fu meno Sapienza Gesù appena concepito che quando nacque, quando fu piccolo di quando fu cresciuto.
Sia dunque nascosto nell’utero, sia quando vagiva nel presepio, sia quando più grandicello interrogava i dottori nel tempio, sia quando già uomo maturo insegnava al popolo, fu certamente ugualmente pieno di Spirito Santo. 
Né ci fu un’ora in tutta la sua vita in cui a quella pienezza che ebbe nell’utero fin dalla concezione, sopravvenisse qualche diminuzione, o vi si aggiungesse alcunché, ma perfetto fin dal principio, dal principio fu pieno dello Spirito di sapienza e di intelligenza, dello Spirito di consiglio e di fortezza, dello Spirito di scienza e di pietà e dello Spirito del timore del Signore.

10. Non ti faccia impressione quello che trovi scritto di lui in un altro passo: Gesù poi cresceva in sapienza, età e grazia presso Dio e presso gli uomini (Lc 2, 52). 
Poiché quanto è detto qui circa la sapienza e la grazia, si deve intendere non secondo ciò che era, ma secondo ciò che appariva; cioè, non che egli acquistasse qualcosa di nuovo che prima non aveva, ma sembrava che così avvenisse quando egli lo voleva. 
Tu, o uomo, quando cresci, non lo fai né quando, né quanto vuoi, ma la tua crescita è regolata e la tua vita ordinata, anche se tu non te ne accorgi. Il bambino Gesù invece, che dispone la tua, disponeva egli stesso la sua, e quando voleva e a chi voleva appariva sapiente, quando e a chi voleva appariva più sapiente, quando e a chi voleva si mostrava sapientissimo, sebbene in sé fosse sempre sapientissimo. 
Similmente anche, pur essendo sempre stato pieno di ogni grazia che gli spettava, sia presso Dio che presso gli uomini, la dimostrava a suo piacimento ora più, ora meno, secondo che conosceva convenire ai meriti di chi lo vedeva, o al bene della loro anima. 
Ma è chiaro che Gesù ebbe sempre un animo virile, anche se non sempre si presentò come un uomo fatto. Perché poi dovrei dubitare che egli fosse uomo fin dal seno materno, mentre non metto in dubbio che da allora fosse Dio? È infatti meno essere uomo che essere Dio.