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martedì 18 agosto 2015

Il tuo cuore - dagli scritti di Padre Pio


Il tuo cuore sia sempre il tempio della Santissima Trinità.
Gesù accresca nel tuo spirito gli ardori della sua carità e ti sorrida sempre, come a tutte le anime a sé dilette.
Maria Santissima ti sorrida in ogni evento della tua vita.
Il tuo buon angelo custode vegli sempre su di te, sia egli il condottiero che ti guidi per l'aspro sentiero della vita; ti custodisca sempre nella grazia di Gesù, ti sostenga con le sue mani...ti protegga sotto le ali sue dalle insidie tutte del mondo, del demonio e della carne.
{Epistolario III}

lunedì 5 gennaio 2015

Galateo per il luogo santo


Entra in chiesa in silenzio e con gran rispetto, tenendoti e reputandoti indegno di comparire davanti alla maestà del Signore.

Appena sei in vista del Dio Sacramentato, fa devotamente la genuflessione. 

Trovato il posto, inginocchiati e rendi a Gesù Sacramentato il tributo della tua preghiera e della tua adorazione.

Partecipando alla Santa Messa e alle funzioni, usa molta gravità nell'alzarti, nell'inginocchiarti, nel metterti a sedere e compi ogni atto religioso con la più grande devozione.

Sii modesto negli sguardi, non voltare la testa di qua e di là per vedere chi entra e chi esce; non ridere per riverenza al luogo santo ed anche per riguardo a chi ti sta vicino.

Studiati di non proferire parole con chicchessia, a meno che la carità, ovvero la stretta necessità, non lo esiga.

Se preghi in comune, pronunzia distintamente le parole della preghiera, fa bene le pause e non affrettarti mai.

Insomma comportati in modo che tutti gli astanti rimangano edificati e siano, per mezzo tuo, spinti a glorificare e ad amare il Padre Celeste.

{Dagli scritti di Padre Pio}

martedì 4 novembre 2014


Sì, io amo la croce sola, 
l'amo perché la vedo sempre alle spalle di Gesù.
{Padre Pio}


Luigina Sinapi e Padre Pio

Quando Luigina si trovava a San Giovanni Rotondo parecchie volte chiese al Signore di poter partecipare alle sofferenze che Padre Pio pativa mentre celebrava la Santa Messa. E Gesù l'accontentò sempre. Così potè vedere che dalla fronte del Padre scendevano delle gocce di sangue che cadevano sull'Altare. Era il momento della Incoronazione di spine.
Nel 1966 mentre pregava in Chiesa, e Padre Pio era nel matroneo, vide uscire dal cuore del Padre come una forte luce rossa che si proiettava sul Tabernacolo. Chiese al suo Angelo Custode cosa fosse. La spiegazione fu: «È l'amore di Padre Pio per Gesù Sacramentato!» Gina poi osservò lo stesso fenomeno durante l'ultima Messa del Padre, il 22 Settembre 1968.
A Roma il 15 Agosto 1968 Padre Pio si mostrò a Gina e le disse: «Ti voglio a San Giovanni Rotondo». Gina aveva un itinerario già prestabilito a cui non poteva rinunciare. Lasciò però tutto e ubbidì come sempre. Il Padre, appena la vide, le disse: «Beh, sei venuta!»
Il 23 Agosto seguente in confessionale Padre Pio le confidò che tra un mese sarebbe morto e soggiunse: «Non dire niente a nessuno». Gina presa dallo sgomento disse: «Padre, e quando non ci sarete più, noi come faremo?» E il Padre con dolcezza: «Andrai innanzi al Tabernacolo. In Gesù troverai anche me!»
E Padre Pio morì esattamente il 23 Settembre! Quando arrivò la morte del Padre tutti si domandarono il «perché»! Gina allora lo chiese alla Mamma. Ecco la risposta: «Ci voleva una grande vittima nei momenti attuali della Chiesa!»

L'11 Ottobre successivo, allora festa liturgica della Maternità di Maria, la Mamma mostrò a Luigina come avvenne il transito di Padre Pio. Vide il Padre, dopo la sua morte, volare al Cielo e nell'entrarvi andargli incontro una folla enorme di anime che festose gridavano in coro: «Noi siamo salvi per te».
Lo stesso giorno, sempre durante la visita della Mamma, vide accanto a Lei il Padre con le stigmate che mandavano fasci di luce.
Noi sappiamo però che alla morte del Padre le stigmate sparirono, e questo fatto fece molto parlare nei mesi che seguirono.
Gina, vedendo il Padre Pio con le stigmate che emanavano raggi di luce, chiese alla Mamma una spiegazione. La Madonna rispose: «Padre Pio Mi aveva chiesto che le stigmate si chiudessero almeno alla sua morte. Ed lo l'accontentai, esaudendo il suo spirito d'umiltà. Le ferite sono chiuse solo esteriormente, perché i fori sono sempre là, tra le ossa. Vi sono sempre le stigmate, come resta sempre trafitto anche il cuore. Lo vedrete alla sua esumazione».

{Da "Luigina Sinapi, una piccola-grande donna" - Chino Bert}


mercoledì 15 ottobre 2014


Ti basti il sapere
che Gesù è con te
e tu Gli appartieni.
Ti basti il sapere
che tu dai gloria a Lui,
e che a Lui sei accetto
e che Lui e non altri
è che opera in te.
Tu dunque
non altro devi fare,
se non lasciare
libera operazione
a questo Dio d'amore
non ponendo
nessun ostacolo da parte tua.

{San Pio da Pietrelcina}

lunedì 13 ottobre 2014

La Santa Messa - Domande della figlia spirituale Cleonice Morcaldi a San Pio



- Padre, che cosa è la vostra Messa?

- Un complemento sacro della passione di Gesù.

- Che cosa debbo leggere nella vostra santa Messa?

- Tutto il Calvario.

- Padre, ditemi tutto quello che soffrite nella santa Messa.

- Tutto quello che ha sofferto Gesù nella sua passione, inadeguatamente, lo soffro anche io, per quanto a umana creatura è possibile. E ciò contro ogni mio demerito e per sola sua bontà.

- Padre, come possiamo conoscere la vostra passione?

- Conoscendo la passione di Gesù: in quella di Gesù troverete anche la mia.

- Agonizzate, Padre, come Gesù nell'orto?

- Sicuramente.

- Viene pure a voi come a Gesù l'angelo a confortarvi?

- Sì.

- Quale «fiat» pronunziate?

- Di soffrire e sempre soffrire per i fratelli di esilio e per il suo divin Regno.

- Diceste pure: "E grideranno: Crucifige! Crucifige!. Chi griderà?"

- I figli degli uomini, e proprio i beneficati.

- Come restò Gesù dopo la flagellazione?

- Il profeta lo dice: «Diventò una sola piaga; diventò un lebbroso».

- E allora anche voi siete tutto una piaga dalla testa ai piedi?

- E non è questa la nostra gloria? E se non ci sarà più spazio per fare altre piaghe nel mio corpo, faremo piaga su piaga.

- Dio mio, questo è troppo! Siete, Padre mio, un vero carnefice di voi stesso!

- Non ti spaventare, ma gioisci. Non deside­ro la sofferenza in se stessa, no; ma per i frutti che mi dà. Dà gloria a Dio e salva i fratelli. Che altro posso desiderare?

- Padre, quando la notte siete flagellato siete solo o vi assiste qualcuno?

- Mi assiste la Vergine santa; è presente tutto il paradiso.

- Gesù mi ha fatto sentire che voi soffrite la corona di spine.

- Altrimenti l'immolazione non sarebbe completa.

- Con la coronazione di spine, quali peccati scontò Gesù?

- Tutti. In particolare quelli di pensiero, non esclusi quelli vani e inutili.

- Le spine, Padre, ce le avete sulla fronte o intorno al capo?

- Intorno a tutto il capo.

- Padre, di quante spine è formata la vostra corona?... di trenta?

- E sì!

- Padre, io penso che la vostra corona è formata non di trenta, ma di trecento spine.

- T'impressioni per uno zero! E poi il trenta non è contenuto nel trecento?

- Padre, è vero che durante la Messa soffrite il supplizio della coronazione di spine?

- E lo metti in dubbio?

- Durante tutta la Messa?

- E anche prima e dopo. II diadema non si lascia mai.

- Padre, soffrite pure voi quello che soffrì Gesù nella via dolorosa?

- Lo soffro, sì, ma ce ne vuole per arrivare a quello che soffrì il divin Maestro!

- Chi vi fa da Cireneo e da Veronica?

- Gesù stesso.

- Nel divin sacrificio, Padre, voi prendete su di voi le nostre iniquità?

- Non si può fare diversamente, poiché fa parte del divin sacrificio.

- Il Signore allora vi considera peccatore?

- Non lo so, ma temo che sia così.


- Vi ho visto tremare mentre salivate i gradini dell'altare. Perché? Per quello che dovevate soffrire?

- Non per quello che dovevo soffrire, ma per quello che dovevo offrire.

- Anche durante il giorno, Padre, soffrite ciò che Gesù vi fa soffrire durante la Santa Messa?

- Starei fresco! E come potrei lavorare? Come potrei esercitare il mio ministero?

- In qual momento del divin sacrificio sof­frite di più?

- Sempre e in modo crescente.

- Nella celebrazione della santa Messa, quale è il momento in cui soffrite di più?

- Dalla consacrazione alla Comunione.

- In qual momento della Messa soffrite la flagellazione?

-Dal principio alla fine, ma più intensamen­te dopo la consacrazione.

- Perché leggendo il Vangelo avete pianto quando siete arrivato alle parole: «Chi mangia le mie carni e beve il mio sangue... »?

- Piangi con me di tenerezza.

- Perché piangete quasi sempre, Padre, quando leggete il Vangelo nella santa Messa?

- E ti pare poco che un Dio conversi con le sue creature? e che sia da loro contraddetto? e che sia continuamente ferito dalla loro ingratitudine e incredulità?

- La vostra Messa, Padre, è un sacrificio cruento?

- Eretica!

- No. Io voglio dire che quello di Gesù è incruento; ma la vostra partecipazione a tutta la passione è cruenta. Mi sbaglio?

- Beh!... questa volta non ti sbagli. Personal­mente preso forse hai ragione.

- Chi terge il vostro sangue nella Messa?

- Nessuno.

- Perché piangete all’offertorio?

- Vorresti strapparmi il segreto? E sia pure. Allora è il momento che l'anima viene separata dal profano.

- Durante la vostra Messa, Padre, la folla fa un po' di chiasso!...

- E se vi foste trovate sul Calvario dove si sentivano urli, bestemmie, rumori, minacce!? Lì era tutto un fracasso!

- I rumori che si fanno in chiesa vi distrag­gono?

- Niente affatto.

- Ditemelo perché soffrite tanto nella consacrazione.

- Perché è proprio lì che avviene una nuova e ammirabile distruzione e creazione. I segreti del sommo Re non si svelano senza profanarli. Mi domandi perché soffro? Non lacrimucce, ma torrenti di lacrime vorrei versare! Non rifletti al tremendo mistero? Un Dio vittima dei nostri peccati!... Noi poi siamo i suoi macellai. 

- L'amarezza del fiele, Padre, la soffrite?

- Sì e spesso.

- Padre, come vi reggete in piedi sull’altare?

- Come si reggeva Gesù sulla croce.

- Sull’altare siete sospeso sulla croce come Gesù al Calvario?

- E lo domandi pure?

- I carnefici capovolsero la croce di Gesù per ribattere i chiodi?

- Si capisce!

- Anche a voi ribattono i chiodi?

- E come!

- Pure a voi la capovolgono?

- Sì, ma non aver paura.

- Padre, recitate pure voi durante la santa Messa le sette parole che Gesù proferì in croce?

- Sì, indegnamente, le recito pure io.

- E a chi dite: «Donna, ecco tuo figlio»?

- Dico a Lei: Ecco i figli del tuo Figlio.

- Soffrite la sete e l'abbandono di Gesù?

- Sì.

- In quale momento soffrite la sete e l'abban­dono?

- Dopo la consacrazione.

- Fino a quale momento soffrite l’abban­dono e la sete?

- Ordinariamente sino alla comunione.

- Mi avete detto che vi vergognate di dire: «Cercai invano chi mi consolasse». Perché?

-Perché di fronte a quello che soffrì Gesù, il nostro soffrire, come veri colpevoli, impallidisce.

- Di fronte a chi vi vergognate?

- Di fronte a Dio e alla mia coscienza.

- Gli angeli del Signore non vi confortano sull'altare ove vi immolate?

- Ma... io non li sento.

- Se il conforto non scende nel vostro spiri­to durante il divin sacrificio, e voi come Gesù soffrite il totale abbandono, è inutile la nostra presenza.

- L'utilità è dalla parte vostra. Dovremmo allora dire inutile la presenza dell'Addolorata, di Giovanni, e delle pie donne ai piedi di Gesù morente?

- Padre, perché non cedete anche a noi un po' di questa vostra passione?

- I monili dello Sposo non si regalano a nessuno.

- Ditemi cosa potrei fare per alleggerire il vostro calvario.

- Alleggerirlo?!... Di' piuttosto per appesan­tirlo. Bisogna soffrire!

- E' doloroso assistere al vostro martirio senza potervi aiutare!

- Anche l'Addolorata dovette assistere. Per Gesù, certo, era più confortante avere una madre dolorante, che una indifferente.

- Che faceva la Vergine ai piedi di Gesù crocifisso?

- Soffriva nel vedere soffrire suo Figlio. Offriva le sue pene e i dolori di Gesù al Padre celeste per la nostra salvezza.

- Non per curiosità, vi chiedo: Qual è la piaga che vi fa soffrire di più?

- La testa e il cuore.

- Perché piangete, Padre, quando fate la comunione?

- Se la Chiesa emette un grido: «Tu non sdegnasti l'utero della Vergine», parlando dell'In­carnazione, che dire di noi miserabili?!...

- Che cosa è la santa Comunione?

- E' tutta una misericordia interna ed esterna. Tutto un amplesso. Pregate pure Gesù che si faccia sentire sensibilmente.

- Dove vi bacia Gesù?

- Tutto mi bacia.

- Quando viene Gesù solo l'anima visita?

- Tutto intero l'essere.

- Che fa Gesù nella comunione?

- Si delizia nella sua creatura.

- La comunione è una incorporazione?

- E' una fusione. Come due ceri si fondono insieme e più non si distinguono.

- Quando vi unite a Gesù nella santa co­munione che dobbiamo chiedere (per voi) al Si­gnore?

- Che sia anche io un altro Gesù, tutto Gesù, sempre Gesù.

- Mi avete fatto comprendere che le sacre Specie in voi non si consumano; che nelle vostre vene scorre il sangue di Gesù! Siete dunque un ostensorio vivente?

- Tu lo dici!

- In questa unione, Gesù non vi consola?

- Sì, ma non si cessa di stare sulla croce! In questo supremo istante viene lanciato un ultimo sguardo:

- Dove posò l'ultimo sguardo Gesù moren­te?

- Sulla Madre sua.

- E voi dove lo posate?

- Sui fratelli di esilio.

- Nella santa Messa morite anche voi?

- Misticamente nella santa comunione.

- E' per veemenza d amore o di dolore che subite la morte?

- Per l'uno e per l’altro: ma più per amore.

- Nella comunione subite la morte: allora non ci siete più sull’altare?

- Perché? Anche Gesù morto era sul Calva­rio.

-Avete detto, Padre, che nella comunione la vittima muore. Nelle braccia della Madonna vi depongono?

- Di san Francesco.

- Gesù stacca dalla croce le sue braccia per riposarsi in voi?

- Sono io che mi riposo in Lui!

- Quanto amate Gesù?

- Il desiderio è infinito, ma in pratica ahimè! sarei per dire zero, e me ne vergogno.

- La santissima Vergine assiste alla vostra Messa?

- E credi tu che la Mamma non s'interessi del figlio?

- Gli angeli assistono alla vostra Messa?

- A torme.

- Che fanno?

- Adorano e amano.

- Padre, chi sta più vicino al vostro altare?

- Tutto il paradiso.

- Quanta gloria dà a Dio la santa Messa?

- Infinita gloria.

- Che dobbiamo fare durante la santa Mes­sa?

- Compassionare ed amare.

- Padre, come dobbiamo ascoltare la santa Messa?

- Come vi assistettero la santissima Vergine e le pie donne. Come assistette san Giovanni al sacrificio eucaristico e a quello cruento della croce.

- Che benefici riceviamo ascoltandola?

- Non si possono enumerare. Li vedrete in paradiso.

lunedì 21 luglio 2014

L'orazione secondo Padre Pio


[...] Sarà bene ricordarsi che le grazie ed i gusti dell'orazione non sono acqua della terra, ma del Cielo e che perciò tutti i nostri sforzi per farla cadere, benché sia necessario il disporvisi con grandissima diligenza sì, ma sempre umile e tranquilla; bisogna tenere il cuore aperto verso il Cielo, ed aspettare di là la celeste rugiada; non ti scordare di portare, figliuola mia, con te all'orazione questa considerazione perché con essa ti avvicinerai a Dio e ti metterai alla sua presenza per due principali ragioni.
La prima per rendere a Dio l'onore e l'ossequio che Gli dobbiamo, e ciò può farsi senza che Egli parli a noi, né noi a Lui, perché questo obbligo si adempie riconoscendo che Egli è il nostro Dio, e noi sue vili creature, che stiamo prostrati col nostro spirito a Lui aspettando i suoi comandi. Quanti cortigiani ci sono che vengono e vanno cento volte alla presenza del Re non per parlargli e ascoltarlo, ma semplicemente per essere veduti da Lui, e con quella assiduità farsi conoscere come suoi veri servi?
Questo modo di stare alla presenza di Dio solamente per protestare con la nostra volontà di conoscerci come suoi servi, è santissimo, eccellentissimo, purissimo e di grande perfezione.
Ridi pure, ma io parlo sul serio.
La seconda ragione per la quale uno si pone alla presenza di Dio nell'orazione, è per parlargli e sentire la sua voce per mezzo delle sue ispirazioni ed illuminazioni interne ed ordinariamente questo si fa con un grandissimo gusto, perché è una grazia segnalata per noi il parlare ad un Signore così grande, il quale, quando risponde, spande sopra di noi mille balsami ed unguenti preziosi che recano una grande gioia all'anima. Ora, mia buona figliuola, l'uno di questi due beni non ti può mancare nell'orazione.
Se puoi parlare al Signore parlaGli, lodaLo, ascoltaLo; se non puoi parlare per essere rozza, nelle vie dello spirito, non ti dispiacere, fermati in camera, a guisa di cortigiani e faGli la riverenza. Egli che vedrà, gradirà la tua presenza, favorirà il tuo silenzio ed un'altra volta rimarrai consolata, quando Egli ti prenderà per mano, parlerà con te, farà cento passeggiate in tua compagnia per i viali del suo giardino d'orazione, e quando ciò non avvenisse mai, il che sia detto per impossibile, perché a questo Padre sì tenero non Gli reggerà il cuore di vedere la sua creautura in perpetua fluttuazione, contentati, perché l'obbligo nostro è di seguirlo, considerando che è onore e grazia troppo grande per noi che Egli ci tolleri alla sua presenza. [...]

{Padre Pio Cappuccino, 23 settembre 1918}

L'aridità spirituale dalle lettere di Padre Pio

Con ripetuti colpi di salutare scalpello e con diligente ripulitura vuole il Divin Artista preparare le pietre, che dovranno essere in composizione dell'eterno Edificio.
Così canta la nostra tenerissima Madre la Santa Chiesa nell'inno dell'Ufficio per la Dedicazione delle Chiese e così è veramente. 
Ogni anima destinata all'eterna gloria, può benissimo dirsi essere una pietra destinata ad innalzare l'eterno Edificio. Un muratore per innalzare una casa ha bisogno di preparare la ripulitura, così il Celeste Padre si comporta con l'anima eletta, la quale fu destinata ab aeterno alla composizione dell'eterno Edificio. Innanzi che quest'anima entri ad innalzare l'eterno Edificio deve essere ripulita a colpi di martello e di scalpello, di cui si serve il Padre Celeste per preparare le pietre, cioè le anime elette. Sorella mia, questi colpi di scalpello sono le ombre, i timori, le tentazioni, le afflizioni dello spirito, i tremori spirituali con qualche aroma di desolazione e anche malessere fisico. Ringraziate dunque l'infinità pietà del Padre Celeste, che così va trattando l'anima vostra. Perché non gloriarsi, sorella mia, di questi tratti amorosi del più buono di tutti i padri? Aprite il cuore all'abbandono totale fra le braccia di questo Santissimo Padre, Egli vi tratta da eletta a seguire Gesù da vicino per l'erta del Calvario. [...]
L'amore non fugge se non per fortificare l'amore! Gesù non chiede l'impossibile. Ditegli: Vuoi che ti ami di più? In verità non posso! Dammi più amore e ti offrirò più amore. Credetemi, figlia mia, Gesù sarà contento! Ora che cosa può esserci di più importante, se non piacere a Lui solo? Contento Lui, contenti tutti! [...]
E' così, e molto meglio ancora che Iddio tratta l'anima. Da principio l'attira colmandola di dolcezze e consolazioni. Ma c'è da temere che la poveretta si attacchi più ai doni che al Donatore! A questo pericolo Iddio rimedia divezzandola, ossia immergendola nelle tenebre e desolazioni. Eccola dunque sconvolta, assalita da timori mortali, e si domanda con angoscia se questo suo stato d'animo dipende da qualche peccato che l'ha messa fuori della grazia di Dio. Moltiplica i suoi esami di coscienza, scruta i suoi pensieri e le sue azioni e, non trovando niente, finisce per convincersi che Iddio l'ha abbandonata a causa dei peccati della sua vita passata. Come si sbaglia! Ciò che le sembra abbandono non è che una prova della più tenera sollecitudine, da principio sterile ed arida, ma che, a poco a poco, se ella resta fedele, diverrà dolce e gustosa. [...]
Quando il Signore si compiacerà di mettervi in questo stato, l'anima vostra proverà una pena talmente acuta, che sorpassa tutto quel che si può immaginare. Vi sentirete avvolta da spesse tenebre, il vostro spirito sarà immerso nelle più crudeli ripugnanze. E' allora che voi servirete ed amerete Iddio con un amore più puro, nella dimenticanza di voi stessa e per Lui solo. Più il Signore vi invita alla sua divina intimità e più Egli investe l'anima vostra della sua purissima luce, che, a tutta prima, l'acceca. Le pene che l'anima prova sono allora così atroci e così crudeli che non sapremmo paragonarle se non a ciò che soffrono le anime del Purgatorio o meglio ancora i dannati. Finchè l'anima non è interamente purificata la luce di Dio è per lei notte e tenebra, ma allorché sarà pronta a ricevere il bacio della perfetta unione d'amore, questa luce, che le fu pena e tortura, l'illuminerà. [...]

{Fonte: "Il vero volto di Padre Pio" di Maria Winowska}

sabato 19 luglio 2014

Meditazione sulla Santa Agonia di San Pio da Pietrelcina

Spirito Divino, rischiara la mia intelligenza ed infiamma il mio cuore, mentre io medito la Passione di Gesù. Aiutami a penetrare questo mistero d'amore e di sofferenza del mio Dio che, fatto uomo, soffre, agonizza, muore per me. 
L'Eterno, l'Immortale, si abbassa per subire un martirio inaudito; la morte infame sulla croce, fra insulti, schiamazzi ed ignominie, affine di salvare la sua creatura che l'ha oltraggiato e che si avvoltola nel fango del peccato. 
L'uomo gusta il peccato e Dio, a causa del peccato, è triste fino alla morte; gli orrori di una crudele agonia gli fanno sudare sangue... 
No, non posso penetrare in questo oceano di amore e di dolore senza che la tua grazia, o mio Dio, mi assista! Aprimi l'accesso alle più intime profondità del cuore di Gesù affinché io possa partecipare all'amarezza che l'ha accompagnato, condotto al Giardino degli Ulivi, fino alle porte della morte e consolarlo nel suo estremo abbandono. Possa io unirmi a Lui, abbandonato da suo Padre e da se stesso, affin di espiare con Lui! 
Maria, Madre dei dolori, lasciami seguire Gesù e partecipare intimamente alla sua Passione ed alla tua afflizione! 
Angelo mio Custode, custodisci le mie facoltà tutte raccolte in Gesù sofferente, affinché mai esse se ne distacchino ... 
Al termine della vita terrena, dopo essersi dato interamente a noi nel Sacramento del suo Amore, il Signore va al Giardino degli Ulivi, ben noto ai suoi discepoli, ma anche a Giuda. 
Lungo la via egli li istruisce e li prepara alla sua imminente Passione e li invita a subire, per amor suo, calunnie e persecuzioni, fino alla morte, per trasfigurarli a rassomiglianza sua, loro divino modello. 
Al momento di entrare nella sua amara Passione, non è a se stesso che egli pensa, ma a te ... 
Quali abissi di amore non contiene il suo Cuore! Il santo viso è improntato di tristezza e tenerezza. Le parole sgorgano dalle più intime profondità del suo Cuore e traboccano d'amore. 
- O Gesù, il mio cuore è sconvolto, allorché pensa all'amore che ti fa correre, anticipando la tua Passione! Tu ci hai insegnato che non c'è più grande amore che dar la vita per quelli che amiamo. Ecco che tu sei sul punto di suggellare queste parole col tuo esempio. 
Al giardino, il Maestro si allontana dai suoi discepoli e non conduce con sé che tre testimoni della sua Agonia: Pietro, Giacomo e Giovanni. Avendolo visto trasfigurato sul Tabor, avranno la forza di riconoscere l'Uomo-Dio in questo essere 
oppresso dall'agonia della morte? 
Entrando nel giardino, Egli dice loro: "Restate qui! Vegliate e pregate per non cadere in tentazione". State in guardia 
perché il nemico non dorme. Armatevi anticipatamente con le armi della preghiera per non essere sorpresi e trascinati nel peccato. È l'ora delle tenebre. 
Avendoli così esortati, Egli si allontana, quanto un getto di pietra, e si prostra con la faccia a terra. L'anima sua è immersa in un mare di amarezza e di estrema afflizione. 
È tardi. La pallida notte è piena di ombre sinistre. La luna sembra iniettata di sangue. Il vento agita gli alberi e penetra fino alle ossa. Tutta la natura sembra fremere in un segreto spavento. 
O notte, come non ce ne furono mai somiglianti! Ecco il posto in cui Gesù viene a pregare. Egli spoglia la sua santa Umanità 
della forza alla quale ha diritto per la sua unione alla Persona Divina. L'immerge in un abisso di tristezza, di angoscia, di abiezione. Il suo spirito sembra sommerso ... 
Egli vede, anticipatamente, tutta la sua Passione. 
Vede Giuda, il suo apostolo tanto amato, che lo vende per poche monete. Eccolo sulla via del Gethsemani per tradirlo e darlo nelle mani dei suoi nemici! E nondimeno poco fa l'ha nutrito della sua Carne ed abbeverato col suo Sangue! Prostrato davanti a lui, 
gli ha lavato i piedi, li ha stretti sul suo cuore, li ha baciati con le sue labbra. Che cosa non ha fatto per arrestarlo sull'orlo del sacrilegio o, almeno, condurlo a pentimento? 
Ma no, ecco che corre verso la sua perdizione...Gesù piange. 
Egli si vede trascinato nelle vie di Gerusalemme, dove, soltanto pochi giorni prima, l'acclamavano come Messia. Si vede schiaffeggiato davanti al Sommo 
Sacerdote. Sente gridare: "A morte!". Lui, autore della vita, è trascinato come uno straccio da un tribunale all'altro. 
Il popolo, il suo popolo tanto amato, tanto beneficato, schiamazza, lo beffeggia, reclama a grandi grida la sua morte e quale morte! La morte in croce. Egli sente le loro false accuse. Si vede flagellato, coronato di spine, deriso, salutato come re da 
burla. Si vede condannato alla croce, lungo l'erta via del Calvario, cadente e vacillante, sotto il peso della Croce, disteso a terra ... 
Eccolo arrivato al Calvario, spogliato delle sue vesti, disteso sulla Croce, inchiodato spietatamente, elevato fra cielo e terra. Egli pende dai chiodi, ansante, fra indicibili torture ... Mio Dio! Quella lunga agonia di tre ore lo farà soccombere, fra lo schiamazzo della plebaglia ubriacata dall'odio! 
Egli vede le sue fauci e i suoi visceri divorati da una sete ardente e, per dissetarla, quell' aceto, quel fiele ... 
Vede il Padre suo che l'abbandona e sua Madre, oppressa dal dolore. Ed infine quella morte ignominiosa, in mezzo a due ladroni. Se uno lo riconosce come Dio, e può essere salvato, l'altro bestemmia e muore reprobo. 
Vede Longino che si avvicina per trapassargli il cuore. Ecco compiuta l'estrema umiliazione del corpo e dell' anima che si separano ... 
Tutto questo, scena per scena, passa davanti ai suoi occhi, lo spaventa e l’accascia. 
Tornerà indietro? 
Fin dal primo istante egli ha abbracciato tutto, ha accettato tutto. Perché dunque questo terrore estremo? Gli è che Egli ha esposta la sua santa Umanità come uno scudo che capta i colpi della giustizia, oltraggiata dal peccato. 
Egli sente vivamente nel suo spirito abbandonato da tutti ciò che deve soffrire. 
Per tale peccato, tale pena… Ed è schiacciato poiché lui stesso si è dato in preda allo spavento, alla debolezza, all’angoscia…
Sembra arrivato al colmo del dolore. È prostrato faccia a terra, davanti alla maestà di suo Padre. La santa faccia dell'Uomo-Dio, che gioisce della visione beatifica, giace là, nella polvere, irriconoscibile. Mio Gesù! Non sei tu Dio? Padrone 
del cielo e della terra? Eguale al Padre? Perché ti abbassi fino a perdere l'aspetto umano? 
Ah! sì... comprendo! Tu vuoi insegnare a me, orgoglioso, che per aprirmi una strada verso il cielo debbo inabissarmi fino al fondo della terra. È per espiare la mia arroganza che tu cadi. È per riconciliare il cielo con la terra, che tu ti abbassi fino alla 
terra come se tu volessi darle il bacio di pace...Gesù si solleva, volge verso il cielo uno sguardo supplichevole, leva le braccia 
e prega ... Un pallore mortale gli copre il viso! Egli implora suo Padre che volge da Lui il suo sguardo. Prega con una confidenza filiale, ma sa bene il posto che tiene. 
Si sa vittima per tutto il genere umano, esposto alla collera del Dio oltraggiato. Sa che lui solo può soddisfare alla infinita giustizia e riconciliare il Creatore con la creatura. 
Egli lo vuole, lo chiede. Ma la sua natura è letteralmente stritolata ed insorge contro un tal sacrificio. Nondimeno il suo spirito è pronto all'immolazione ed il duro combattimento continua. 
O Gesù! Come possiamo chiederti di essere forti, mentre ti vediamo così debole ed oppresso? 
Sì, comprendo! Tu hai preso su di te tutta la nostra debolezza. Per darci la tua forza, tu sei divenuto il nostro capro espiatorio. Tu vuoi insegnarci che dobbiamo mettere tutta la nostra confidenza soltanto in Te, anche se il cielo ci sembra di piombo. Nella sua Agonia, Gesù grida verso il Padre: "Se è possibile, allontana da me questo calice". È il grido della natura che, abbattuta, ricorre con confidenza al cielo. 
Benché sappia che non sarà esaudito, poiché Iddio vuole che sia così, nondimeno prega. Gesù mio, perché chiedi ciò che sai che non ti verrà concesso? 
Quale vertiginoso mistero! La pena che ti affligge ti fa chiedere aiuto e conforto, ma il tuo amore per noi e il tuo desiderio di dare a Dio le anime nostre ti fa esclamare: "Non la mia volontà, ma la Tua!". 
Il cuore suo desolato ha sete di conforto. Dolcemente si leva, fa qualche passo vacillante. Si avvicina ai suoi discepoli: almeno essi, suoi amici, suoi confidenti, comprenderanno, parteciperanno al suo dolore ... 
Li trova immersi nel sonno. Ahi! come allora si sente solo e desolato! "Simone, tu dormi? - dice dolcemente a Pietro.- Tu che poco fa mi hai detto che mi avresti seguito fino alla morte?". 
Si volge verso gli altri: "Non avete dunque potuto vegliare un'ora con me?". 
Ancora una volta dimentica le sue sofferenze, per non pensare che ad essi: "Vegliate e pregate per non cadere in tentazione!". 
Sembra dire: "Se così presto mi dimenticate mentre lotto e soffro, almeno nell'interesse vostro vegliate e pregate!". 
Ma essi, cadenti dal sonno, lo sentono appena. 
- O mio Gesù, quante anime generose commosse dai tuoi lamenti, ti tengono compagnia nell'Orto degli Ulivi, partecipano alla tua amarezza ed alla tua mortale angoscia! Quanti cuori nel corso dei secoli hanno risposto generosamente al tuo appello! Possano essi consolarti e, partecipando alla tua gloria, cooperare all'opera 
della salvezza! Possa esser anch'io del loro numero, e sollevarti, per quel che posso, o mio Gesù! 



Gesù ritorna al posto dove stava pregando, ed un altro quadro, ben più terribile, si presenta ai suoi occhi. Tutti i nostri peccati, nei loro minimi dettagli, sfilano davanti a lui. Egli vede l'estrema volgarità di quelli che li commettono. Sa a qual punto essi oltraggiano la divina Maestà! Vede tutte le infamie, tutte le oscenità, tutte le bestemmie di cui si rendono colpevoli i cuori e le labbra create per cantar la gloria di Dio. Vede i sacrilegi che disonorano preti e fedeli. Vede l'abuso mostruoso dei 
sacramenti che Egli ha istituiti per la nostra salvezza e che possono diventare causa della nostra dannazione. 
Egli deve addossarsi tutto questo fango fetido dell'umana corruzione, deve presentarsi così davanti alla santità del Padre suo. Deve espiare ogni peccato in particolare e rendere al Padre tutta la gloria che gli è stata negata. Per salvare il peccatore, deve discendere in questa cloaca. Neanche questo lo fa desistere. Come un'onda mostruosa questo fango 1'avvolge, lo sommerge, l'opprime. Eccolo di fronte al Padre, Dio di Giustizia, Lui, 
Santo dei Santi, cadente sotto il peso dei peccati, divenuto simile ai peccatori. Chi potrà immaginare il suo orrore e la sua estrema ripugnanza? Questo singulto di disgusto, questa nausea spaventosa? Avendo preso tutto su di sé, senza nessuna eccezione, è schiacciato dal mostruoso fardello e geme sotto il peso della Giustizia divina, davanti a suo Padre, che ha permesso a Lui, Figlio Suo, di offrirsi come vittima per i peccati del mondo e 
divenire come un "maledetto". 
La sua purezza freme davanti a questa massa infame, ma Egli vede nello stesso tempo la giustizia oltraggiata, il peccatore condannato ... Due forze, due amori si combattono nel suo cuore. È la giustizia oltraggiata che trionfa. Ma quale spettacolo infinitamente doloroso! Quest'Uomo carico di tutte le nostre sozzure, Lui, Santità essenziale, assimilato anche esteriormente a criminali ... 
Trema come una foglia. Per far fronte a questa terribile agonia, Egli s'inabissa nella preghiera. Prostrato davanti alla Maestà del Padre, dice: "Padre, allontana da me questo calice!". È come 
dicesse: "Padre, io voglio la tua gloria! lo voglio il compimento della tua Giustizia. 
Voglio la riconciliazione del genere umano. Ma non a questo prezzo! Che io, Santità per essenza, sia così inzaccherato dal peccato, oh! no ... questo no! O Padre, a cui tutto è possibile, allontana da me questo calice e trova un altro mezzo di salvezza nei tesori insondabili della tua Sapienza. Ma se tu non lo vuoi, che la tua volontà, non la mia, sia fatta!". 
Anche questa volta la preghiera del Salvatore resta senza effetto. Egli si sente nelle angosce della morte. Penosamente, si risolleva e cerca conforto. Sente che le forze gli mancano. Barcollando, si trascina verso i discepoli. Ancora una volta li trova addormentati. La sua tristezza diviene più profonda. Si limita a destarli 
semplicemente. Restarono confusi? Gesù non disse più niente. Vedo soltanto che è indicibilmente triste. Custodisce nel segreto del suo cuore tutta l'amarezza di questo abbandono. 
- Mio Gesù, quanto è grande la pena che intuisco nel tuo cuore traboccante d'angoscia. Veggo come tu ti ritiri dai tuoi discepoli, colpito in pieno cuore! Potessi darti qualche conforto, sollevarti un po' ... Ma, non sapendo fare altro, piango vicino a 
Te. Le lacrime del mio amore e della mia compunzione si uniscono alle tue lacrime. 
Così esse si elevano fino al trono del Padre per supplicarlo di aver pietà di Te e di tante anime immerse nel sonno del peccato e della morte. Gesù ritorna al luogo della sua preghiera, spossato ed in un'estrema afflizione. 
Cade piuttosto che genuflettere. Si sente come schiacciato da un' angoscia mortale e la sua preghiera si fa ancora più intensa. 
Il Padre volge lo sguardo da lui, come se Egli fosse il più spregevole degli uomini. 
Mi sembra di sentire i lamenti del Salvatore: "Se almeno l'uomo, per il quale io soffro tanto, volesse approfittare delle grazie che gli ottengo con queste mie sofferenze atroci! Se almeno riconoscesse, nel suo giusto valore, il prezzo che pago per riscattarlo e per dargli la vita di figlio di Dio! Ah! quest'amore mi strazia il cuore, 
ben più crudelmente di quel che faranno fra poco i carnefici nella mia carne ... ". 
Vede l'uomo che non sa, perché non vuole sapere; che bestemmia il Sangue divino, preparando così la sua eterna rovina, la sua dannazione! Quanto sono poco numerosi coloro che ne approfitteranno! e quanti altri che correranno invece verso la 
perdizione! 
Nell'immensa angoscia del suo cuore, egli continua a ripetere: "Quae utilitas in sanguine meo? A che cosa servirà il sangue mio?". 
Ma il pensiero di questo piccolo numero basta a fargli affrontare la Passione e la morte. 
Non c'è più nulla, né alcuna persona, presso cui possa andare ad attingere una goccia di conforto. Il cielo gli è chiuso. L'uomo, benché schiacciato dal peso dei peccati, è ingrato ed ignora il suo amore. Si sente sommerso nel dolore e grida negli spasimi dell' agonia: "L'anima mia è triste fino alla morte!". 
- Sangue divino, tu sprizzi irresistibilmente dal Cuore di Gesù, tu scorri da tutti i suoi pori, per lavare questa povera terra ingrata. Permettimi di raccoglierti, sangue preziosissimo. Soprattutto queste prime goccioline. Voglio custodirti nel calice del 
mio cuore. Tu sei una prova irrefutabile di quest'amore, che, solo, ti ha fatto scorrere. Io voglio purificarmi in te, o preziosissimo Sangue! Voglio purificare tutte le anime macchiate dal peccato. Voglio offrirti al Padre. È il sangue del Figlio suo diletto che è venuto su questa terra per purificarla! È 
il sangue del Figlio suo che risale verso il suo trono, per riconciliare la sua Giustizia oltraggiata. La soddisfazione, in verità, è sovrabbondante. Ma, dunque, Gesù è alla fine delle sue sofferenze? 
Eh, no! Egli non vuole arginare i torrenti del suo amore! 
Bisogna che l'uomo sappia quanto lui, Uomo-Dio, lo ama. 
Bisogna che l'uomo sappia fino a quali abissi di abiezione può ridurre un così grande amore. Anche la Giustizia del Padre è soddisfatta dal Sangue Preziosissimo che scende dalla fronte sudata; l'uomo ha bisogno di prove palpabili di questo amore. Gesù andrà dunque fino al termine ultimo: fino alla morte ignominiosa, sulla Croce. 
Il contemplativo intenderà forse un'ombra di questo amore che provoca gli spasimi della santa agonia dell'Orto degli Ulivi. Ma colui che vive impastoiato negli affari materiali e che cerca il mondo più che il cielo, deve vederlo così esteriormente, 
inchiodato in Croce, perché almeno la vista del Sangue suo e della sua crudele Agonia lo commuova. 
No, il suo Cuore, pieno d'amore, non è soddisfatto ancora! Riprendendosi, prega di nuovo: "Padre, se questo calice non può passare senza che io lo beva, che la tua volontà sia fatta!" . 
Da quest'istante, Gesù risponde dal fondo del suo Cuore consumato d'amore, al grido dell'umanità che reclama la sua morte come prezzo di Redenzione. Alla 
sentenza di morte che suo Padre pronunzia in cielo, la terra risponde reclamandola a gran voce! Gesù china la sua testa adorabile: "Padre, se questo calice non può passare da me senza che io lo beva, che la tua volontà e non la mia sia fatta". 
Ed ecco che il Padre gli manda un Angelo consolatore. Quale conforto può offrire un Angelo di Dio Forte, al Dio Invincibile, al Dio Onnipotente? Ma questo 
Dio ha voluto divenire passibile. Egli ha preso su di sé la nostra debolezza. È l'Uomo dei dolori, alle prese con l'Agonia. È il suo amore che gli fa sprizzare gocce di sangue. 
Egli prega suo Padre per se stesso e per noi. Suo Padre rifiuta di esaudirlo perché egli deve morire per noi. Io penso che l'Angelo si prostri profondamente davanti alla Bellezza eterna, offuscata dalla polvere e dal sangue e con un rispetto indicibile supplica Gesù di bere il calice per la gloria del Padre e per il riscatto dei 
peccatori. Ha pregato così, per insegnarci a ricorrere solo al cielo allorché le nostre anime sono desolate come la sua. 
Lui, nostra Forza, verrà in nostro aiuto, perché Egli ha acconsentito ad assumere tutte le nostre miserie. 
Sì, o mio Dio, è necessario che tu beva il calice fino alla feccia! Ecco che sei condannato alla morte più crudele. 
O Gesù, che nulla mi separi mai da te: né la vita, né la morte! Se aderisco alle tue sofferenze, durante tutta la mia vita, con amore infinito, mi sarà dato di morire con te sul Calvario e di salire con te nella gloria. Se ti seguo nei tormenti e nella persecuzione, tu mi renderai degno di amarti un giorno svelatamente in cielo e di 
cantare eternamente le tue lodi di ringraziamento per la crudele Passione che hai sofferto per nostro amore. 
Ma vedete! Gesù si solleva dalla polvere, forte, invincibile. Non ha forse "desiderato ardentemente" questo banchetto di sangue? Egli si ricompone, asciuga il sudore sanguigno che gli inonda il Viso, va con passo fermo verso l'ingresso del Giardino. 
Dove vai, o Gesù, non eri tu, un istante fa, preda dell'angoscia e del dolore? 
Non ti ho visto tremante e come schiacciato sotto il peso crudele di queste prove che debbono abbattersi su di te? Dove vai dunque con questo passo intrepido ed ardito? A chi vuoi tu abbandonarti? 
- Ascolta, figlio mio: le armi della preghiera mi hanno aiutato a vincere, l'anima mia ha domato la debolezza della natura. La forza mi è venuta nella preghiera ed adesso posso affrontare la prova. Segui il mio esempio e rivolgiti al cielo come ho fatto io! 
Gesù si avvicina agli Apostoli. Essi dormono sempre! L'emozione, l'ora notturna, il presentimento di qualche cosa di terribile ed irreparabile, la fatica, li ha fatti cadere in un sonno di piombo. Gesù ha pietà della loro debolezza. "Lo spirito è pronto, ma la carne è debole!". 
Gesù esclama: "Dormite pure ora e riposatevi". Egli si ferma un istante. 
Sentendolo venire, con un grande sforzo essi socchiudono gli occhi ...Gesù ripiglia: "Basta. Ecco che l'ora è vicina! Il figlio dell'Uomo sta per essere dato nelle mani dei peccatori ... levatevi, andiamo! Colui che mi tradisce è vicino!". Gesù vede ogni cosa con i suoi occhi divini. E sembra dire: "Voi, miei amici e discepoli, dormite, mentre i miei nemici vegliano e s'avvicinano per arrestarmi! Tu, Pietro, che poco fa ti credevi abbastanza forte per seguirmi fino alla morte, adesso dormi! Fin dal principio mi hai dato prove di debolezza! Ma sta' tranquillo. Ho preso su di me la tua debolezza ed ho pregato per te. Allorché tu avrai confessato il tuo peccato, io sarò la tua forza e tu pascerai i miei agnelli ... E tu, Giovanni, anche tu dormi? Tu che hai sentito i battiti del mio cuore, tu non hai potuto vegliare un'ora con me? Levatevi, andiamo, non c'è 
più tempo per dormire! Il nemico è alla porta! È l'ora della potenza delle tenebre. Andiamo! di buon grado, me ne vado incontro alla morte. Giuda ha fretta per tradirmi ed io gli vado incontro! Non impedirò che le profezie si adempiano alla lettera. L'ora è venuta: l'ora della Misericordia infinita". Si sente il rumore di passi, torce accese riempiono il giardino di ombre rossigne. 
Gesù, seguito dai suoi discepoli, avanza intrepido e calmo. 
- O mio Gesù, dammi la tua forza allorché la mia povera natura si rivolta davanti ai mali che la minacciano, finché io possa accettare con amore le pene e le miserie di questa vita d'esilio. Io aderisco con tutte le mie forze ai tuoi meriti, alle tue pene, alle tue ispirazioni, alle tue lacrime, affinché io possa lavorare con te all'opera della salvezza e che io abbia la forza di fuggire il peccato, unica causa della tua agonia, del tuo sudore di sangue e della tua morte. Distruggi in me tutto ciò che ti dispiace ed imprimi nel mio cuore, col fuoco del tuo santo amore, tutte le tue sofferenze. 
Abbracciami così intimamente con una stretta dolce e forte, che giammai ti lasci solo nei tuoi crudeli tormenti. Io non domando che un solo riposo: sul tuo Cuore. Non desidero che una sola cosa: partecipare alla tua santa Agonia. Possa l'anima mia inebriarsi del tuo Sangue e nutrirsi del pane del tuo dolore! Amen.

domenica 13 luglio 2014

Preghiera a San Pio


O Dio, che a San Pio da Pietrelcina, sacerdote cappuccino, hai donato l'insigne privilegio di partecipare, in modo mirabile, alla passione del tuo Figlio, concedimi, per sua intercessione, la grazia di
(si esprima la grazia)
che ardentemente desidero, e soprattutto donami di essere conforme alla morte di Gesù per giungere poi alla gloria della risurrezione.
3 Gloria al Padre

Dalle lettere di San Pio da Pietrelcina


"Allontaniamo ogni sollecitudine e ogni inquietudine nel sopportare le tribolazioni spirituali e temporali da qualunque parte provengano, perché esse sono contrarie alla libera azione dello Spirito Santo. La pazienza è tanto più perfetta, quanto meno è unita a imbarazzo e turbamento". Non chiedete conto a Dio e non ditegli mai: perché? Non guardate neppure il sentiero per il quale egli vi conduce, ma piuttosto: "Ve ne scongiuro, per la dolcezza di Gesù: abbiate gli occhi fissi su Colui che vi guida e sulla patria celeste dove egli vi vuol condurre. Che egli vi faccia passare per il deserto o per i campi, che importa? Purché voi arriviate, per questo sentiero che è il vostro, all'unico fine di tutte le anime che Iddio ha create perché esse divengano conformi al suo Figlio diletto e, a poco a poco, si trasfigurino in Lui".

{Da "Il vero volto di Padre Pio" - Maria Winowska}

lunedì 7 aprile 2014

Il diavolo si confessa da Padre Pio


Una mattina mentre stavo confessando gli uomini mi si presenta un signore alto, snello, vestito con una certa raffinatezza e dai modi garbati, gentili. 
Inginocchiatosi questo sconosciuto incomincia a palesare i suoi peccati che erano di ogni genere contro Dio, contro il prossimo, contro la morale: tutti aberranti. 
Mi colpì una cosa: per tutte le accuse, anche dopo la mia riprensione, fatta adducendo come prova la parola di Dio, il magistero della Chiesa, la morale dei santi, questo enigmatico penitente controbatteva le mie parole giustificando, con estrema abilità e con ricercatissimo garbo, ogni genere di peccato, svuotandolo di qualsiasi malizia e cercando allo stesso tempo di rendere normali, naturali, umanamente indifferenti tutti gli atti peccaminosi. 
E questo non solo per i peccati che erano raccapriccianti contro Dio, Gesù, la Madonna, i Santi, che indicava con perifrasi irriverenti senza mai nominarli, ma anche per i peccati che erano moralmente tanto sporchi e rozzi da toccare il fondo della più stomachevole cloaca.
Le risposte, che questo enigmatico penitente dava di volta in volta alle mie argomentazioni, con abile sottigliezza e con ovattata malizia, mi impressionavano. 
Tra me e me, domandandomi, dicevo:"Chi è costui?" Da che mondo viene? Chi sarà mai?". 
E cercavo di fissarlo bene in volto per leggere eventualmente qualcosa tra le pieghe del suo viso; e allo stesso tempo aguzzavo le orecchie a ogni sua parola in modo che nessuna di esse mi sfuggisse per soppesarle in tutta la loro portata.
A un certo momento, per una luce interiore vivida e fulgida percepii chiaramente chi era colui che mi stava dinanzi. 
E con tono deciso e imperioso gli dissi:"Di' viva Gesù, viva Maria". 
Appena pronunziati questi soavissimi e potentissimi nomi, satana sparisce all'istante in un guizzo di fuoco, lasciando dietro a sé un insopportabile irrespirabile fetore.


lunedì 3 febbraio 2014

Il Santo Rosario meditato con San Pio da Pietrelcina

Misteri della gioia

1 – L’annuncio dell’Angelo a Maria
Dal Vangelo di Luca. L’Angelo le disse: «Non temere Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ecco concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù». Allora Maria disse: «Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto» (Lc.1,45).
Dagli scritti di San Pio da Pietrelcina. Fuggite, fuggite la benché minima ombra che vi faccia sentire alta di voi stessa. Riflettete ed abbiate sempre innanzi all’occhio della mente la grande umiltà della Madre di Dio e nostra, la quale, a misura che in lei crescevano i doni celesti, sempre più si sprofondava nell’umiltà, tanto da poter Ella cantare da quello stesso momento che fu adombrata dallo Spirito Santo, che la rese Madre del Figliuolo di Dio : «Ecco l’ancella del Signore» (Epist. 2, 417).

2 – Maria visita Santa Elisabetta
Dal Vangelo di Luca: In quei giorni Maria si mise in viaggio verso la montagna e raggiunse in fretta una città di Giuda, entrata nella casa di Zaccaria, salutò Elisabetta… Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino le sussultò nel grembo… Maria allora esclamò: «L’anima mia Magnifica il Signore. Grandi cose ha fatto in me l’Onnipotente». Maria rimase con Lei circa tre mesi… (Lc. 1.39-56).
Dagli scritti di San Pio da Pietrelcina. Figliuole, l’abbiezione in latino si chiama umiltà, e l’umiltà abbiezione; sicché quando la Santissima Vergine dice nel Magnificat: «Perché ha riguardato l’umiltà della sua serva». Ella vuol dire perché ha riguardato la mia abbiezione e viltà. Non di meno vi è qualche differenza fra la virtù dell’umiltà e della abbiezione; perché l’umiltà è la ricognizione della propria abbiezione; ora il grado sublime dell’umiltà è il solo riconoscere la propria abbiezione, ma amarla; questo è ciò che io vi esorto (Epist. 3, 566).

3 – Gesù nasce a Betlemme

Dal Vangelo di Luca: Maria diede alla luce il Suo Figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo depose in una mangiatoia, perché non c’era posto per loro nell’albergo… L’Angelo disse ai pastori: «Non temete, vi annunzio una grande gioia: oggi vi è nato nella città di Davide il Salvatore, che è il Cristo Signore. Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, che giace in una mangiatoia» (Lc. 2, 7-12)
Dagli scritti di San Pio da Pietrelcina. Ricordatelo che una cosa è necessaria, di essere appresso a Gesù. Ditemi, mie care figliuole, voi sapete bene che alla nascita di nostro Signore i pastori udirono i canti angelici e divini degli spiriti celesti, la scrittura lo dice, ma non dice però che la Vergine sua Madre e San Giuseppe, che erano i più vicini al bambino, udissero la voce degli Angeli o vedessero quei miracolosi splendori, anzi al contrario, invece di udire gli Angeli cantare, udivano piangere il bambino, e videro a qualche lume, mendicato da una lampada vile, gli occhi di questo divino Infante, tutti bagnati di lacrime nel pianto, tremanti pel freddo (Epist. 3, 565).

4 – Presentazione di Gesù al Tempio
Dal Vangelo di Luca: Quando venne il tempo della loro purificazione, secondo la legge di Mosè, (Maria e Giuseppe) portarono il Bambino a Gerusalemme per offrirlo al Signore, come è scritto nella legge del Signore… (Lc. 2, 22-23).
Dagli scritti di San Pio da Pietrelcina. Siate, mie dilettissime figliuole, tutte rassegnate nelle mani di nostro Signore, donandogli il rimanente degli anni vostri e supplicatelo sempre di impiegarli a servirsene in quello che a lui piacerà; non preoccupate il vostro cuore con vane promesse, ma presentate al vostro sposo divino i vostri cuori tutti vuoti di ogni altro affetto, e supplicatelo che lo riempia puramente e semplicemente dei movimenti, desideri e volontà che sono del suo Amore, acciocché i vostri cuori, come una madreperla, non concepiscano che non la rugiada del cielo e non l’acqua del mondo; e vedrete che Dio vi aiuterà, e che farete assai, nello scegliere e nell’eseguire (Epist. 3, 569).

5 – Ritrovamento di Gesù nel Tempio
Dal Vangelo di Luca: Dopo tre giorni lo trovarono nel Tempio, seduto in mezzo ai dottori, mentre li ascoltava e li interrogava… Al vederlo restarono stupiti e Sua Madre Gli disse: «Figlio, perché ci hai fatto questo? Ecco, Tuo Padre e io, angosciati Ti cercavamo». Ed Egli rispose: «Perché mi cercavate? Non sapevate che io debbo occuparmi delle cose del Padre mio?» Ma essi non compresero le Sue parole (Lc. 2 46,49-50).
Dagli scritti di San Pio da Pietrelcina. Si’, mia buona figliuola, allargate sempre più il vostro cuore alla fiducia in questa amorosissima Madre, che il Dio della pietà ha voluto in Lei assegnarci una Madre che ci servisse non solo quale legame di unione con Dio, di beneficenza, ma ancora una mediatrice che ci servisse con un mezzo di difesa contro i nemici della nostra salute. Coraggio dunque ed avanti sempre, ché, se il nemico non dorme per perderci, questa Madre Benedetta non ci lascia un istante (Epist. 3, 98).


Misteri della Luce

1 – Battesimo di Gesù al Giordano
Dal Vangelo di Matteo: Appena battezzato, Gesù uscì dall’acqua: ed ecco, si aprirono i cieli ed egli vide lo Spirito di Dio scendere come una colomba e venire su di Lui. Ed ecco una voce dal cielo che disse: «Questi è il Figlio mio prediletto, nel quale mi sono compiaciuto». (Mt. 3, 16-17).
Dagli scritti di San Pio da Pietrelcina. Sì, il cristiano nel Battesimo risorge in Gesù, viene sollevato ad una vita sopranaturale, acquista la bella speranza di sedere glorioso sopra il Trono Celeste. Quale dignità! La sua vocazione richiede di aspirare di continuo alla patria dei Beati, di considerarsi qual pellegrino nella terra di esilio; la vocazione di cristiano, dico, richiede di non apporre il cuore nelle cose di questo basso mondo; tutta la cura, tutto lo studio del buon cristiano che vive secondo la sua vocazione è rivolto nel procacciarsi i beni eterni; egli si deve formare tale giudizio delle cose di qua giù, da stimare ed apprezzare solo quelle che servono al conseguimento degli eterni beni l’aiutino (Epist. 2, 226).

2 – Gesù si rivela alle nozze di Cana

Dal Vangelo di Giovanni: Tre giorni dopo, ci fu uno sposalizio a Cana di Galilea e c’era la Madre di Gesù. Fu invitato alle nozze anche Gesù con i suoi discepoli. Nel frattempo venuto a mancare il vino, la Madre di Gesù gli disse: «Non hanno più vino». E Gesù rispose: «Che ho da fare con te, o donna? Non è ancora giunta la mia ora». La Madre dice ai servi: «Fate quello che vi dirà». E Gesù disse loro: «Riempite d’acqua le giare»; le riempirono fino all’orlo (e l’acqua si trasformò in vino). Così Gesù diede inizio ai suoi miracoli in Cana di Galilea, manifestò la sua gloria e i suoi discepoli credettero in lui (Gv. 2, 1-8).
Dagli scritti di San Pio da Pietrelcina. Se la nostra miseria ci atterrisce, se la memoria delle nostre colpe ci arresta dal presentarci a Dio nostro Padre, ricorriamo allora alla Madre nostra: Maria. Ella è tutta dolcezza, tutta misericordia, tutta bontà, tutta tenerezza per noi perché ci è madre. Ascendiamo, ascendiamo in sua compagnia sino al trono di Dio, e facciamo valere presso di Lui la di Lei maternità. Questa Madre amorosissima saprà sostenerle le nostre suppliche, far valere le nostre ragioni, e farci conoscere che non è meno tenera, meno generosa Madre nostra nel cielo di quello che tanto a suo costo, lo fu già sul Calvario in un momento, il più solenne per Lei, quando tutti ci partorì col Suo Amore (Epist. 3, 100).

3 – Gesù annuncia il Regno di Dio
Dal Vangelo di Marco: Dopo che Giovanni (il Battista) fu arrestato, Gesù si recò nella Galilea predicando il Vangelo di Dio e diceva: «Il tempo è compiuto e il Regno di Dio è vicino; convertitevi e credete al Vangelo» (Mc. 1, 15-16).
Dagli scritti di San Pio da Pietrelcina. La prima cosa che io desidero in te è questa di San Paolo: «Tutto ritorna in bene a quelli che amano Dio». E per verità giacché Iddio può e sa cavare il bene anche dal male, per chi farà questo, se non per coloro che senza alcuna riserva si sono donati a Lui? Perfino gli stessi peccati, dalla sua divina provvidenza sono ordinati al bene di quelli che a lui servono. Considera, mia carissima figliuola, questo grande artificio di misericordia: converte le nostre miserie in favori. Dimmi dunque, di grazia, che non farà Egli delle nostre afflizioni, dei nostri travagli e delle persecuzioni, che ci molestano? E perciò se mai ti occorrerà di patire delle afflizioni, assicurati pure che, se ami Dio di cuore, tutto si convertirà in bene, allora più che mai sii certa che Egli verrà senz’altro (Epist. 3, 822).

4 – Contempliamo Nostro Signore Gesù Cristo nella sua Trasfigurazione
Dal Vangelo di Luca: E mentre pregava, il suo volto cambiò d’aspetto e la sua veste divenne candida e sfolgorante. Ed ecco due uomini parlavano con lui: erano Mosè ed Elia, apparsi nella loro gloria, e parlavano della sua dipartita che avrebbe portato a compimento a Gerusalemme… E dalla nube (che li aveva avvolti) uscì una voce, che diceva: «Questi è il Figlio mio, l’eletto; ascoltatelo» (Lc. 9, 35).
Dagli scritti di San Pio da Pietrelcina. Ricordati ed imprimi bene nella mente che il Calvario è il monte dei santi; ma ricordati ancora che dopo salito il Calvario, piantata la Croce e spirata su essa, si ascenderà immediatamente ad un altro monte che si denomina Tabor, la Gerusalemme celeste. Ricordati che il patire è breve, ma la ricompensa è eterna. Riposa tranquilla od almeno rassegnata, ma sicura sempre, nella parola dell’autorità. Ad essa affidati, e non temere l’imperversare delle tempeste poiché la navicella del tuo spirito non andrà giammai sommersa. I Cieli e la terra si cambieranno, ma la parola di Dio ci assicura che chi ubbidisce canterà vittoria, non si cambierà, rimarrà sempre scritta a caratteri indelebili sul libro della vita: io sussisterò sempre (Epist. 3, 245).

5 – Contempliamo Nostro Signore Gesù Cristo che istituisce l’Eucarestia
Prima della festa di Pasqua Gesù, sapendo che era giunta la sua ora di passare da questo mondo al Padre, dopo aver amato i suoi che erano nel mondo, li amò sino alla fine (Gv. 13,1). Ora, mentre essi mangiavano, Gesù prese il pane e, pronunziata la benedizione, lo spezzò e lo diede ai suoi discepoli dicendo: «Prendete e mangiate; questo è il mio corpo». Poi prese il calice e, dopo aver reso grazie, lo diede loro dicendo: «Bevetene tutti, perché questo è il mio sangue dell’alleanza, versato per molti, in remissione dei peccati» (Mt. 26,24-28).
Dagli scritti di San Pio da Pietrelcina. Oh! intendiamo bene per amore del cielo quello che il nostro buon Maestro, domanda al Padre, «Dacci oggi, o Padre, il nostro pane quotidiano». Ma qual è questo pane? In questa domanda di Gesù, salvo sempre migliori interpretazione, io vi ravviso l’Eucaristia principalmente. Quale eccesso di umiltà di quest’Uomo Dio! Egli che è una cosa sola col Padre, Egli che è l’amore e la delizia dell’eterno Genitore, sebbene sapesse che tutto ciò che lui farebbe in terra sarebbe gradito e rettificato dal Padre suo in Cielo, chiede licenza di restar con noi! (Epist. 2, 340).


Misteri del Dolore

1 – Contempliamo l’agonia di nostro Signore Gesù Cristo nell’orto
Gesù disse loro: «La mia anima è triste fino alla morte. Restate qui e vegliate». Poi andato un po’ innanzi, si gettò a terra e pregava che, se fosse possibile, passasse da lui quell’ora. E diceva: «Abbà, Padre! Tutto è possibile a te, allontana da me questo calice! Però non ciò che io voglio, ma ciò che vuoi tu» (Mc. 14,34-36). Non bisognava che il Cristo sopportasse queste sofferenze per entrare nella Sua gloria? (Lc. 24,26).
Dagli scritti di San Pio da Pietrelcina. La Vergine Addolorata ci ottenga dal Suo Santissimo Figliuolo di farci penetrare sempre più nel mistero della Croce ed inebriarci con lei dei patimenti di Gesù. La più certa prova dell’amore consiste nel patire per l’amato, e dopo che il Figliuolo di Dio patì per puro amore tanti dolori, non resta alcun dubbio che la Croce portata per Lui diviene amabile quanto l’amore (Epist. 1, 602).

2 – Contempliamo la flagellazione di Nostro Signore Gesù alla colonna
Disse loro Pilato: «Che farò dunque di Gesù chiamato il Cristo?» Tutti gli risposero: «Sia crocifisso!» Allora rilasciò loro Barabba e, dopo aver fatto flagellare Gesù, lo consegnò ai soldati perché fosse crocifisso (Mt. 27,22-26). «Mi ha amato e ha dato se stesso per me» (Ga. 2, 20).
Dagli scritti di San Pio da Pietrelcina. La Santissima Vergine ci ottenga l’amore alla croce, ai patimenti, ai dolori ed Ella che fu la prima a praticare il Vangelo in tutta la sua perfezione, in tutta la sua severità, anche prima che fosse pubblicato, ottenga a noi pure ed essa stessa dia a noi la spinta di venire immediatamente a lei d’appresso. Sforziamoci noi pure, come tante anime elette, di tener sempre dietro a questa benedetta Madre, di camminare sempre appresso ad Ella, non essendovi altra strada che a vita conduce, se non quella battuta dalla Madre nostra: non ricusiamo questa via, noi che vogliamo giungere al termine (Epist. 1, 602).

3 – Contempliamo l’incoronazione di spine di Nostro Signore Gesù Cristo
Dal Vangelo di Matteo: Allora i soldati del governatore condussero Gesù nel pretorio e gli radunarono intorno tutta la corte. Spogliatolo, gli misero addosso un manto scarlatto e, intrecciata una corona di spine, gliela posero sul capo, con una canna nella destra, poi mentre gli si inginocchiavano davanti, lo schernivano: «Salve Re dei Giudei!» E sputandogli addosso gli tolsero di mano la canna e lo percuotevano sul capo (Mt. 27, 27-30).
Dagli scritti di San Pio da Pietrelcina. Nella vostra risoluta volontà di meglio ricevere riscontro a quelle vostre interrogazioni, mi dispongo ad ubbidivi. La prima vostra domanda è che volete sapere da quando Gesù cominciò a favorire la sua povera creatura delle sue celesti visioni. Queste dovettero incominciare non molto dopo del noviziato. La seconda domanda è se l’ha concesso il dono ineffabile delle sue Sante Stimmate. A ciò devesi rispondere affermativamente e la prima volta di quando Gesù volle degnarla di questo suo favore, furono visibili, specie in una mano, e poiché quest’anima a tal fenomeno rimase assai esterrefatta, pregò il Signore che avesse ritirato un tal fenomeno visibile. D’allora non apparsero più; però, scomparse le trafitture, non per questo scomparve il dolore acutissimo che si fa sentire, specie in qualche circostanza ed in determinati giorni. La terza ed ultima vostra domanda si è se il Signore l’abbia fatto provare, e quante volte, la Sua coronazione di spine e la Sua flagellazione. La risposta anche a quest’altra domanda deve essere pure affermativa; quest’anima son vari anni che ciò patisce e quasi una volta per settimana (Epist. 1, 669).

4 – Contempliamo Gesù Cristo caricato della Croce sale al Calvario
Dal Vangelo di Luca: Mentre lo conducevano via, presero un certo Simone di Cirene che veniva dalla campagna e gli misero addosso la croce da portare dietro a Gesù (Lc. 23-26). «Chi non porta la propria croce e non viene dietro di me, non può essere mio discepolo» (Lc. 17, 27).
Dagli scritti di San Pio da Pietrelcina. Rimiriamo sempre coll’occhio della fede Gesù Cristo che carico della Sua Croce ascende il Calvario, noi lo vediamo seguito da un immenso stuolo di anime che appresso a Lui portano la propria croce e battono la stessa strada. Oh come è bella questa vista! Noi vediamo venire immediatamente appresso a Gesù la nostra Santissima Madre, la quale in tutta la perfezione segue Gesù, carico della propria Croce. Ecco seguire gli Apostoli, i Martiri, le Vergini, i Confessori. Oh come questa comitiva è Santa, è nobile, augusta e cara! Or chi concederà anche noi di essere di sì bella compagnia? Gesù stesso, contro ogni nostro stesso demerito, ci ha posti in sì bella compagnia. Sforziamoci di unirci sempre meglio alle Sue file ed affrettiamoci a camminare con essa per la strada del calvario. Abbiamo fede che Gesù ci sosterrà sempre con la Sua grazia. Combattiamo da forti colle anime forti ed il premio non sarà lontano (Epist. 1, 597).

5 – Contempliamo la crocifissione e morte di nostro Signore Gesù
Gesù, sapendo che ogni cosa era stata ormai compiuta, disse: «Ho sete». Vi era lì un vaso pieno di aceto; posero perciò una spugna imbevuta di aceto in cima ad una canna e gliela accostarono alla bocca. E dopo aver ricevuto l’aceto, Gesù disse: «Tutto è compiuto». E chinato il capo, spirò (Gv. 19, 28-30). Il Cristo Gesù (…) spogliò se stesso, assumendo la condizione di servo e divenendo simile agli uomini, apparso in forma umana, umiliò sé stesso facendosi obbediente fino alla morte e alla morte di croce (Fili. 2, 7-8).
Dagli scritti di San Pio da Pietrelcina. Soffri, ma rassegnata, perché la sofferenza non è voluta da Dio se non per la Sua gloria e per il tuo bene: soffri, ma non temere perché la sofferenza non è castigo di Dio, sebbene un parto di amore che vuole renderti simile al Figlio Suo; soffri, ma credi pure che Gesù stesso soffre in te e per te e con te e ti va associando nella Sua Passione e tu in qualità di vittima devi pei fratelli quello che ancora manca alla passione di Gesù Cristo. Ti conforti il pensiero di non essere sola in tale agonia, ma bene accompagnata; altrimenti come potresti volere ciò che l’anima fugge e spaventarti di non potere pronunciare il Fiat? Come potresti “voler amare” il Sommo Bene? (Epist. 3, 202).


Misteri della Gloria

1 – Contempliamo la risurrezione di nostro Signore Gesù Cristo
L’Angelo disse alle donne: «Non abbiate paura voi! So che cercate Gesù il crocifisso. Non è qui. È risorto, come aveva detto: venite a vedere il luogo dove era deposto. Presto andate a dire ai suoi discepoli: “È resuscitato dai morti e ora vi precede in Galilea”; là lo vedrete. Ecco io ve l’ho detto» (Mt. 28, 5-7). Vi ho trasmesso dunque, anzitutto, quello che anch’io ho ricevuto: che cioè Cristo morì per i nostri peccati secondo le Scritture, fu sepolto ed è resuscitato il terzo giorno, secondo le scritture (1Cor 15, 3-4).

Dagli scritti di San Pio da Pietrelcina. Un giorno la Maddalena parlava al divin Maestro e stimandosi separata da Lui, piangeva. Così avviene anche in te. Orsù coraggio, mia buona figliola, non ti angustiare per nulla: tu hai in tua compagnia il tuo Divin Maestro, non ne sei disunita. Di che temi? Di che ti lamenti? La Maddalena voleva abbracciare nostro Signore, e questo dolce Maestro, che pur tante volte glielo aveva permesso, questa volta frappone un ostacolo: No, le disse, non mi toccare, perché ancora non sono asceso al Padre Mio. Gesù ti dia l’intelligenza chiara di questo e ti sia di conforto. Lassù non vi saranno più ostacoli, qua giù bisogna soffrirli. Basti a noi che Dio è il nostro Dio e che il nostro cuore ne sia il Suo tempio (Epist. 3, 750).

2 – Contempliamo l’Ascensione di Gesù che torna al Padre
Il Signore Gesù, dopo aver parlato con loro, fu assunto in Cielo e sedette alla destra di Dio (Mc. 16,19). Essi dopo averlo adorato tornarono a Gerusalemme con grande gioia (Lc. 24,52) «Ecco, io sono con voi tutti i giorni fino alla fine del mondo» (Mt. 28,20).

Dagli scritti di San Pio da Pietrelcina. Noi sappiamo benissimo che, per lo spazio di quaranta giorni Gesù volle comparire risorto. E perché mai? Per stabilire, come dice San Leone, in modo definitivo e ribadire con la testimonianza della Sua Risurrezione le massime della nostra fede. Reputò, quindi, di non aver fatto abbastanza per la nostra edificazione, se non fosse apparso anche dopo essere risorto. Dico questo per la nostra edificazione, perché non basta a noi risorgere ad imitazione di Cristo, se, a sua immagine, non compariamo risorti, cambiati, e rinnovati nello Spirito (Epist. 4, 1120).

3 – Contempliamo la Discesa dello Spirito Santo su Maria Vergine e gli Apostoli riuniti nel cenacolo
Venne all’improvviso dal cielo un rombo, come di vento che si abbatte gagliardo, e riempì tutta la casa dove si trovavano. Apparvero loro lingue come di fuoco che si dividevano e si posarono su ciascuno di loro; ed essi furono tutti pieni di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue come lo Spirito dava loro il potere di esprimersi (At 2,2-4). È bene per voi che io me ne vada, perché, se non me ne vado, non verrà a voi il Consolatore, ma quando me ne sarò andato, ve lo manderò (Gv. 16, 7).

Dagli scritti di San Pio da Pietrelcina. Non cesserò, mia buona figliuola, di pregare il nostro buon Dio e per te e la tua famiglia tutta, acciocché a lui piaccia di compiere in te e sulla tua famiglia la sua santa opera, cioè il buon desiderio e disegno di arrivare alla perfezione della vita Cristiana; desiderio che tu devi amare e nutrire teneramente nel tuo cuore, come un’opera dello Spirito ed una scintilla del suo fuoco divino (Epist. 3, 836).

4 – Contempliamo l’Assunzione di Maria Vergine al Cielo
Nel cielo apparve poi un segno grandioso, una donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi e sul capo una corona di dodici stelle (Ap. 12,1). Se dunque siete risorti con Cristo, cercate le cose di lassù, dove si trova Cristo assiso alla destra di Dio; pensate alle cose di lassù, non a quelle della terra. Voi infatti siete morti e la vostra vita è ormai nascosta con Cristo in Dio (Col. 3,1-3).

Dagli scritti di San Pio da Pietrelcina. L’amore divino ha raggiunto nel cuore di Maria la maggiore intensità, di modo che non poteva più essere ristretto in creatura mortale. Allora l’anima beata di Maria, come colomba cui vengono spezzati i lacci, si dissolse dal suo santo corpo e volò nel seno del suo Diletto. Gesù che regnava in Cielo coll’umanità santissima, che aveva preso le viscere della Vergine, volle che pure la madre sua non solo con l’anima, ma anche col corpo si riunisse a lui e dividesse appieno la sua gloria. Quel corpo che neppure un istante era stato schiavo del demonio e del peccato, non lo doveva essere neppure nella corruzione.

5 – Contempliamo l’incoronazione di Maria Regina nella gloria degli Angeli e dei Santi
Dal Vangelo di Giovanni: Nella casa del Padre mio vi sono molti posti. Se no, ve l’avrei detto. Io vado a prepararvi un posto. Sappiamo che quando Egli si sarà manifestato, noi saremo simili a Lui, perché lo vedremo così come Egli è (Gv. 12,2).

Dagli scritti di San Pio da Pietrelcina. Le porte esterne si schiudono, e la Madre di Dio vi entra. Non appena i beati comprensori la vedono, compresi dallo splendore della sua bellezza, le muovono tutti giulivi e festanti incontro, la salutano e la onorano coi titoli più eccelsi, si prostrano ai suoi piedi, le presentano i loro omaggi la proclamano concordemente loro regina. Alla festa degli angoli si unisce la Triade Sacrosanta (Epist. 4, 1126).

{Fonte: http://www.sansalvatoreinlauro.org/}