Ma quello che dà massimamente a Don Bosco diritto alla gratitudine cittadina si è l’ ospizio, che là nella stessa casa dell’oratorio, dischiuse a’ fanciulli più indigenti e cenciosi. Quando egli sa o incontra alcuno più dalla squallidezza immiserito, non lo perde più d’occhio, lo conduce a sua casa, lo ristora, lo sveste de’ luridi, gl’indossa nuovi abiti, gli dà vitto mane e sera, finché trovatogli padrone e lavoro sa di procacciarli un onorato sostentamento per l’avvenire, e può accudirne con maggior sicurezza l’educazione della mente e del cuore.
{C. Danna, professore d’ Instituzioni di belle lettere all’Università di Torino}

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