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mercoledì 11 marzo 2015

Via Crucis (suggerita da Gesù a Suor Maria della Trinità)

PRIMA STAZIONE
Gesù è condannato a morte

Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo
perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

Tu pure, anche tu sei condannata a morte, 
ma ne ignori il momento. 
Dover morire: ecco la grande realtà. 
Le ombre svaniranno: non rimarrà che quello che è. 
Impara da me come prepararti alla morte e come morire. 

Abbi pietà di noi, Signore.
Abbi pietà di noi.

SECONDA STAZIONE
Gesù è caricato della Croce

Benché sfinito dalla flagellazione 
e dalle sofferenze della notte, 
ho ricevuto la mia croce con amore e con gioia. 
E per quest'ora che io sono venuto. 
Io non pensavo a me, pensavo alla Redenzione.
Ogni croce che ti sarà data, ricevila con amore e gioia: 
non pensar a te; pensa all'opera della Redenzione. 

Abbi pietà di noi, Signore.

Abbi pietà di noi.

TERZA STAZIONE
Gesù cade per la prima volta

Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo

perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

Non avevo fatto un lungo cammino e già ero caduto.
Non meravigliarti quando cadi: 
ma, come ho fatto io, rialzati. 
Abbi pietà di noi, Signore.

Abbi pietà di noi.

QUARTA STAZIONE
Gesù incontra la sua Santa Madre

Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo

perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

Ero irriconoscibile, non avevo più l'aspetto di un uomo.
Ella mi vide, mi riconobbe.
Oh, ha condiviso la mia Passione;
e non solo vi ha perdonato, 
ma vi ama come nessuna mamma ha mai amato il suo bambino. Non cessa di vegliare su voi, di proteggervi, 
d'intercedere per voi dal giorno in cui siete nati. 
Materna e silenziosa, tutta nascosta, non desidera neppure che la ringraziate, ma desidera che ringraziate Dio.
Indirizza a Lei tutte le tue suppliche: 
la sua preghiera è irresistibile nel cuore di Dio. 
Per ringraziarla, cerca di imitarla.
Abbi pietà di noi, Signore.

Abbi pietà di noi.

QUINTA STAZIONE
Gesù riceve l'aiuto di Simone Cireneo

Lo vedi, ho voluto che l'umanità, nella persona dei Cireneo, partecipasse in una certa misura alla propria Redenzione. 
Così avviene sempre. 
Quelli che se ne astengono, quelli che rifiutano di obbedire ai comandamenti di Dio bisogna che li guadagniate a voi. 
Se voi portate i pesi gli uni degli altri, 
e fate agli altri quanto vorreste che gli altri facessero a voi, 
essi desidereranno di essere della vostra famiglia; 
essi ne accetteranno le obblighi;
e dopo, quando avranno capito, ameranno queste obblighi e la loro generosità darà ancora di più. 
Molti sono della mia famiglia senza saperlo, 
poiché è dalle azioni e dalle intenzioni che io riconosco i miei. 

Abbi pietà di noi, Signore.

Abbi pietà di noi.

SESTA STAZIONE 
Veronica asciuga il volto di Gesù.

Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo

perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

Lo vedi? per un gesto d'umana bontà: ricompensa divina. 
E' sempre così. Quello che mi ha confortato in questo terribile cammino della croce, non è solamente il suo gesto e la dolcezza dei suo velo, è che io l'abbia potuta ricompensare. 
E' mia gioia donare. Le mie grazie sono senza fine.
Aspetto le occasioni per potervele manifestare; 
le occasioni in cui mi offrite un cuore atto a riceverle. 
Io le attendo e le cerco... Oh, sì, io me ne sto alla porta e busso.

Abbi pietà di noi, Signore.
Abbi pietà di noi.

SETTIMA STAZIONE
Gesù cade una seconda volta sotto la Croce

Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo

perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

Avrei dovuto morire qui perché la mia spossatezza aveva raggiunto i limiti estremi. Ma tutto non era compiuto, ho pensato alle anime e il mio amore mi ha dato la forza per rialzarmi. Quando voi non ne potete più per le fatiche e per le pene, domandate l'amore; esso non viene mai rifiutato a chi lo chiede. 
Abbi pietà di noi, Signore.

Abbi pietà di noi.

OTTAVA STAZIONE
Gesù consola le donne di Gerusalemme

Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo

perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

Lo vedi, per parlare alle donne che piangono, io sono di nuovo in piedi. Si dimenticano le proprie sofferenze quando si pensa a quelle degli altri. Bisogna pregare per gli altri più che per se stessi, pregare per le grandi intenzioni della Chiesa: la salvezza delle anime, il trionfo delle verità, della Fede, le missioni, per i sacerdoti, per l'unità visibile della mia Chiesa, per la guarigione delle ferite da cui la mia Chiesa è colpita nella sua vita umana; queste ferite indeboliscono la sua azione, gettano come un velo sulla sua luce, la luce delle mie parole. Bisogna chiedere a Dio i suoi doni divini: la Fede, la fedeltà che è la carità in azione, la corrispondenza alle sue grazie che è il frutto della Speranza.
Abbi pietà di noi, Signore.

Abbi pietà di noi.

NONA STAZIONE
Gesù cade per la terza volta sotto la Croce

Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo

perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

Eccomi ancora una volta in terra, sfinito. Fermarmi qui? 
La morte sarebbe stata sì dolce cosa. Ah! ho sofferto ben al di là di quello che era necessario per il riscatto del genere umano.
Questo sovrappiù di sofferenze era però necessario per tante anime che rischiano di perdere nella tiepidezza e nella compiacenza di sé i valori che sono stati ad esse affidati e di perdersi. Mia cara figliola, hai compreso? Nessuna sofferenza è perduta nella vita dell'amore. Sii generosa. Non lo sarai mai troppo. Non lo sarai mai abbastanza. 

Abbi pietà di noi, Signore.

Abbi pietà di noi.

DECIMA STAZIONE
Gesù è spogliato delle sue vesti

Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo

perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

Lo vedi, io ho tutto dato, non ho riservato nessun ricordo per mia Madre, neppure la mia tunica. I miei doni sono di un'altra specie. Lasciati spogliare; delle cose materiali innanzi tutto, poi dei tuoi diritti, delle tue forze, dei tuoi pensieri. E' a Dio che donerai. Alla vostra morte non vi resterà che quanto avrete a Lui donato. 

Abbi pietà di noi, Signore.

Abbi pietà di noi.

UNDICESIMA STAZIONE
Gesù inchiodato in Croce

Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo

perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

Per me i chiodi di ferro acuminato - la croce di duro legno che conficcava nella mia testa la corona di spine...
Per te i chiodi sono i tuoi voti; ma essi non ti fissano a una croce, ti fissano nel mio cuore affinché nulla ti separi da me, - nel mio Cuore che ti ama e che ti attende da tanto tempo.
Vedi come la tua sorte è invidiabile! Dove andresti tu senza i tuoi voti? Amali per viverli con la perfezione che l'amore ispira. 
Quello di vittima non cambia nulla agli altri. 
Esso ti unisce a me più strettamente, a me, l'Agnello immolato, la Vittima. Sforzati di vivere come io ho vissuto. Io ho scelto l'ultimo posto. Sei veramente la serva delle tue Sorelle? 
Hai tu ogni giorno qualche immolazione da offrirmi? 

Abbi pietà di noi, Signore.

Abbi pietà di noi.

DODICESIMA STAZIONE
Gesù muore sulla Croce

Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo

perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

Tu lo vedi, io ho perdonato, ho dato tutto, tutto quello che avevo; inoltre vi ho donato il mio corpo, il mio sangue. 
Avevo ancora, mentre ero sulla croce, mia Madre e ve l'ho donata; Essa è anche vostra Madre. Quelli che voi amate non dovete amarli per voi stessi, ma per donarli cosicché altri ricevano l'amore di cui voi avete beneficiato. Bisogna amare per il Signore sicché l'amore si diffonda e Dio sia così conosciuto e amato. Tu non comprenderai che in cielo quanto devi a quelli che ti hanno amata. Non tenerli per te, donali...
Bisogna donare il meglio del proprio cuore e il meglio del proprio pensiero. Se conservi per te stessa i tuoi pensieri essi rimarranno sterili; se tu li doni, il Signore li potrà utilizzare a suo piacimento. Che te ne deve importare? Getta come i grani che il vento disperde ai quattro angoli dei cielo il meglio dei tuoi pensieri, il tuo amore e tutto quello che puoi donare, e lascia a Dio la cura di usufruirne come meglio gli piacerà: la prodigalità mi onora.
Vi ho dato mia Madre; ho gridato il mio abbandono da parte di Dio poiché le anime prese dall'angoscia della morte fossero riconfortate dal pensiero che lo vi sono passato prima di loro e per loro. Ho gridato la mia sete di anime. Essa permane. La condividi? Chi vuole essere mia sposa deve sposare i miei desideri.
Tutto è compiuto. E tu sei fedele alla Regola? A quanto la tua Superiora e il tuo padre Spirituale ti dicono? E a quanto io ti dico? Compiere tutto, sì, costi quello che costi.
Io ho rimesso il mio spirito nelle mani del Padre mio.
E' così che bisogna morire. Ed è così che tu farai ben presto. 

Abbi pietà di noi, Signore.

Abbi pietà di noi.

TREDICESIMA STAZIONE
Gesù è deposto tra le braccia della Madre sua

Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo

perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

Lo vedi, come quando io ero piccolo, eccomi ancora tutto intero tra le sue braccia. Ella ha condiviso la mia Passione. Ed ora che mi porta tra le sue braccia, porta tutti i meriti della mia Passione che io le dono. Ella ne può disporre secondo il suo cuore di Madre: è la Mediatrice di tutte le grazie.
Abbandona così tutta la tua vita, i tuoi lavori, i tuoi desideri, il tuo cuore tutto intero perché Ella vi metta qualche cosa del suo, le tue preghiere perché le renda irresistibili unendovi la sua. 

Abbi pietà di noi, Signore.

Abbi pietà di noi.

QUATTORDICESIMA STAZIONE 
Gesù è deposto nel sepolcro

Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo

perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

E' il vostro cuore 
il sepolcro da dove io desidero risuscitare: 
non lasciarmi solo.
Fammi vivere in tutta la tua vita,
perché possa manifestarmi attraverso di te.

Abbi pietà di noi, Signore.

Abbi pietà di noi.


{da "Colloquio interiore"}


venerdì 31 gennaio 2014

Via Crucis con San JoseMaria Escrivà

1° STAZIONE- Gesù condannato a morte
Sono già passate le dieci del mattino. Il processo sta giungendo al termine. Non ci sono prove decisive. Il giudice sa che i nemici glielo hanno consegnato per invidia, e tenta una scappatoia assurda: la scelta fra Barabba, un malfattore accusato di furto con omicidio, e Gesù, che si dice il Cristo. Il popolo sceglie Barabba. Pilato esclama:— Che farò, dunque, di Gesù? (Mt 27, 22). Tutti rispondono: — Sia crocifisso! Il giudice insiste: — Ma che male ha fatto? (Mt 27, 23) E di nuovo rispondono urlando: — Sia crocifisso! Sia crocifisso! Pilato si spaventa di fronte al crescente tumulto. Fa portare dell'acqua e si lava le mani davanti alla folla, dicendo:— Sono innocente del sangue di questo giusto; vedetevela voi (Mt 27, 24). E dopo aver fatto flagellare Gesù, lo consegna perché sia crocifisso. Si fa silenzio in quelle gole inferocite e ossesse. Come se Dio fosse già vinto. Gesù è solo. Sono lontani i giorni in cui la parola dell'Uomo-Dio accendeva luce e speranza nei cuori, le lunghe file di malati che venivano guariti, i clamori trionfali di Gerusalemme quando il Signore giunse cavalcando un mite asinello. Ah, se gli uomini avessero voluto dare un corso diverso all'amore di Dio! Se tu e io avessimo conosciuto il giorno del Signore!
Punti di meditazione
1. Gesù prega nell'orto: Pater mi (Mt 26, 39), Abba, Pater! (Mc 14, 36). Dio è mio Padre, anche se mi manda sofferenze. Mi ama con tenerezza, anche se mi ferisce. Gesù soffre, per compiere la Volontà del Padre... E io, che a mia volta voglio compiere la santissima Volontà di Dio, seguendo le orme del Maestro, potrò lamentarmi se trovo la sofferenza come compagna di strada? Sarà un segno certo della mia filiazione, perché Egli mi tratta come il suo divino Figlio. E, allora, come Lui, potrò gemere e piangere solo nel mio Getsemani, ma, prostrato a terra, riconoscendo il mio nulla, salirà fino al Signore un grido sgorgato dall'intimo della mia anima: Pater mi, Abba, Pater,... fiat!
2. La cattura:... Venit hora: ecce Filius hominis tradetur in manus peccatorum (Mc 14, 41)... Dunque, l'uomo peccatore ha la sua ora? Sì, e Dio la sua eternità!...Catene di Gesù! Catene, che Egli volontariamente si è lasciato mettere, legatemi, fatemi soffrire col mio Signore, perché questo corpo di morte si umili... Perché — non c'è via di mezzo — o io lo annichilo o lui mi abbrutisce. Meglio essere schiavo del mio Dio che schiavo della mia carne.
3. Durante quel simulacro di processo, il Signore tace. Iesus autem tacebat (Mt 26, 63). Poi, risponde alle domande di Caifa e di Pilato... Con Erode, frivolo e impuro, nemmeno una parola (cfr Lc 23, 9): il peccato di lussuria rende così depravati che Erode non ascolta neppure la voce del Salvatore. Se in tanti ambienti fanno resistenza alla verità, taci e prega, mortificati... e spera. Anche nelle anime che sembrano più perdute rimane, fino alla fine, la capacità di tornare ad amare Dio.
4. La sentenza sta per essere pronunciata. Pilato dice in tono di burla: Ecce rex vester (Gv 19, 14). I sommi sacerdoti rispondono furenti: Non abbiamo altro re all'infuori di Cesare (Gv 19, 15). Signore! Dove sono i tuoi amici? Dove, i tuoi sudditi? Ti hanno abbandonato. È uno sbandamento che dura da venti secoli... Tutti fuggiamo dalla Croce, dalla tua Santa Croce. Sangue, angoscia, solitudine e un'insaziabile fame di anime... sono il corteggio della tua regalità.
5. Ecce homo! (Gv 19, 5). Il cuore si commuove nel contemplare la Santissima Umanità del Signore ridotta una piaga. E se gli si chiederà: «Perché quelle piaghe in mezzo alle tue mani?», egli risponderà: «Queste le ho ricevute in casa dei miei amici» (Zc 13, 6). Guarda Gesù. Ogni squarcio è un rimprovero; ogni colpo di flagello, un motivo di dolore per le tue offese e per le mie.

2° STAZIONE - Gesù è caricato della croce
Fuori della città, a nord-ovest di Gerusalemme, vi è un piccolo colle: in aramaico è chiamato Golgota; in latino, locus Calvariae: luogo dei Teschi o Calvario. Gesù si consegna inerme all'esecuzione della condanna. Nulla gli deve essere risparmiato, e sulle sue spalle ricade il peso della croce infamante. Ma la Croce sarà, per opera dell'amore, il trono della sua regalità. Gli abitanti di Gerusalemme e i forestieri giunti per la Pasqua si accalcano per le strade della città per veder passare Gesù Nazareno, il Re dei giudei. Vi è un frastuono di grida; e, a intervalli, brevi silenzi: forse quando Cristo fissa lo sguardo su qualcuno: — Se qualcuno vuol venire dietro a me, prenda la sua croce di ogni giorno e mi segua (Mt 16, 24). Con quanto amore Gesù abbraccia il legno che gli darà la morte! Non è forse vero che non appena smetti di aver paura della Croce, di ciò che la gente chiama croce, quando applichi la tua volontà ad accettare la Volontà divina, sei felice, e scompaiono tutte le preoccupazioni, le sofferenze fisiche o morali? È davvero leggera e amabile la Croce di Gesù. Lì non contano i dolori; soltanto la gioia di sapersi corredentori con Lui.
Punti di meditazione
l. La comitiva si prepara... Gesù, schernito, è il bersaglio delle burle di quanti lo circondano. Proprio Lui, che è passato per il mondo facendo il bene e risanando le malattie di tutti (cfr At 10, 38). Stanno portando al patibolo Lui, il Maestro Buono, Gesù, che è venuto incontro a noi, che eravamo lontani.
2. Come per una festa, hanno preparato un corteo, una lunga processione. I giudici vogliono assaporare la vittoria con un supplizio lento e spietato. Gesù non incontrerà la morte in un batter d'occhio... Gli viene dato tempo perché il dolore e l'amore continuino a identificarsi con la Volontà amabilissima del Padre. Ut facerem voluntatem tuam, Deus meus, volui, et legem tuam in medio cordis mei (Sal 39, 9): nel compiere il tuo volere, mio Dio, ripongo la mia compiacenza e la tua legge è nel profondo del mio cuore.
3. Quanto più sarai di Cristo, più grazia avrai per la tua efficacia sulla terra e per la felicità eterna. Ma devi deciderti a seguire la via della dedizione: la Croce sulle tue spalle, con un sorriso sulle labbra, con una luce nell'anima.
4. Senti dentro di te: «Come pesa il giogo che hai assunto liberamente!»... È la voce del diavolo; il fardello... della tua superbia. Chiedi umiltà al Signore, e anche tu capirai quelle parole di Gesù: Iugum enim meum suave est, et onus meum leve (Mt 11, 30), che mi piace tradurre liberamente così: il mio giogo è la libertà, il mio giogo è l'amore, il mio giogo è l'unità, il mio giogo è la vita, il mio giogo è l'efficacia.
5. Nell'ambiente c'è una specie di paura della Croce, della Croce del Signore. Il fatto è che hanno incominciato a chiamare croci tutte le cose sgradevoli che accadono nella vita, e non sanno sopportarle con senso di figli di Dio, con visione soprannaturale. Tolgono persino le croci piantate dai nostri avi lungo le strade…! Nella Passione, la Croce ha cessato di essere simbolo di castigo, per divenire segno di vittoria. La Croce è l'emblema del Redentore: in quo est salus, vita et resurrectio nostra: lì è la nostra salvezza, la nostra vita, la nostra risurrezione.

3° STAZIONE - Gesù cade per la prima volta
La Croce ferisce, lacera col suo peso le spalle del Signore. La turba si è ingigantita. I legionari riescono a malapena a contenere la folla agitata, infuriata che, come un fiume fuori dall’alveo, affluisce per i vicoli di Gerusalemme. Il corpo estenuato di Gesù ormai vacilla sotto la Croce enorme. Dal suo Cuore amantissimo giunge appena un soffio di vita alle sue membra piagate. A destra e a sinistra il Signore vede questa folla che vaga come un gregge senza pastore. Potrebbe chiamarli a uno a uno, con i loro nomi, con i nostri nomi. Vi sono lì in mezzo quelli che si erano cibati alla moltiplicazione dei pani e dei pesci, quelli che erano stati risanati dai loro mali, quelli che erano stati ammaestrati sulla riva del lago, sulla montagna e nei portici del Tempio. Un dolore acuto trapassa l'anima di Gesù, e il Signore cade a terra estenuato. Tu e io non possiamo dir nulla: ormai sappiamo perché la Croce di Gesù pesa tanto. E piangiamo le nostre miserie e anche la tremenda ingratitudine del cuore umano. Dal fondo dell'anima sgorga un atto di vera contrizione, che ci fa uscire dalla prostrazione del peccato. Gesù è caduto perché noi ci risolleviamo: una volta e sempre.
Punti di meditazione
l. Triste?... Perché sei caduto in quella scaramuccia? No, allegro! Perché nella prossima, con la grazia di Dio e con la tua umiliazione di adesso, vincerai!
2. Finché c'è lotta, lotta ascetica, c'è vita interiore. Il Signore ci chiede proprio questo: la volontà di volerlo amare coi fatti, nelle piccole cose di ogni giorno. Se hai vinto nel piccolo, vincerai nel grande.
3. «Quest'uomo sta morendo. Non c'è più niente da fare...»
Accadde anni fa, in un ospedale di Madrid. Dopo la Confessione, quando il sacerdote gli diede da baciare il suo crocifisso, quello zingaro gridava a gran voce, e non si riusciva a farlo tacere:
— Con questa mia bocca immonda non posso baciare il Signore!
— Ma se stai per dargli un grande abbraccio e un bacio, fra un momento, in Cielo!
... Hai mai visto un modo più tremendamente bello di manifestare la contrizione?
4. Parli e non ti ascoltano. E se ti ascoltano, non ti capiscono. Sei un incompreso!... D'accordo. In ogni caso, affinché la tua croce abbia tutto il rilievo della Croce di Cristo, è necessario che tu ora lavori così, senza esser preso in considerazione. Altri ti capiranno.
5. Quante persone, con la superbia e con la fantasia, si mettono per calvari che non sono di Cristo! La Croce che devi portare è divina. Non voler portare alcuna croce umana. Casomai cadessi in questo laccio, rettifica immediatamente: ti basterà pensare che Egli ha sofferto infinitamente di più per amore nostro.

4° STAZIONE - Gesù incontra sua Madre
Gesù si è appena rialzato dalla sua prima caduta, quando incontra la sua Santissima Madre, ai bordi della strada che stava percorrendo. Maria guarda Gesù con immenso amore, e Gesù guarda sua Madre; i loro occhi si incontrano, ciascuno dei due cuori versa nell'altro il proprio dolore. L'anima di Maria è sommersa in amarezza, nell'amarezza di Gesù. Voi tutti che passate per la via, considerate e osservate se c'è un dolore simile al mio dolore! (Lam 1, 12). Ma nessuno se ne accorge, nessuno lo nota; soltanto Gesù. Si è compiuta la profezia di Simeone: Una spada ti trafiggerà l'anima (Lc 2, 35). Nella buia solitudine della Passione, la Madonna offre a suo Figlio un balsamo di tenerezza, di unione, di fedeltà; un «sì» alla volontà divina. Dando la mano a Maria, anche tu e io vogliamo consolare Gesù, accettando sempre e in tutto la Volontà di suo Padre, di nostro Padre. Soltanto così gusteremo la dolcezza della Croce di Cristo, e la abbracceremo con la forza dell'Amore, portandola in trionfo per tutti i cammini della terra.
Punti di meditazione
1. Chi potrebbe trattenere le lacrime nel vedere la Madre di Cristo in così grave supplizio?Suo figlio ferito... E noi lontano, codardi, opponendo resistenza alla Volontà divina. Madre e Signora mia, insegnami a pronunciare un «sì» che, come il tuo, si identifichi col grido di Gesù davanti a suo Padre: Non mea voluntas... (Lc 22, 42): non sia fatta la mia volontà, ma quella di Dio.
2. Quanta miseria! Quante offese! Le mie, le tue, quelle di tutta l'umanità...Et in peccatis concepit me mater mea! (Sal 50, 7). Sono nato, come tutti gli uomini, macchiato dalla colpa dei nostri progenitori. Poi..., i miei peccati personali: ribellioni pensate, desiderate, commesse...Per purificarci da questo marciume, Gesù ha voluto umiliarsi e assumere la condizione di servo (cfr Fil 2, 7), incarnandosi nelle viscere senza macchia della Madonna, Madre sua, e Madre tua e mia. Ha trascorso trent'anni di oscurità, lavorando come uno dei tanti, accanto a Giuseppe. Ha predicato. Ha operato miracoli... E noi lo ripaghiamo con una Croce. Hai bisogno di altri motivi per la contrizione?
3. Gesù ha atteso questo incontro con sua Madre. Quanti ricordi d'infanzia! Betlemme, il lontano Egitto, il villaggio di Nazaret. Anche adesso, la vuole accanto a sé, sul Calvario. Abbiamo bisogno di Lei!... Nel buio della notte, un bambino piccolo, quando ha paura, grida: «Mamma!». Anch'io devo gridare molte volte con il cuore: «Madre! Mamma!, non mi lasciare».
4. Per arrivare all'abbandono c'è un po' di strada da percorrere. Se ancora non l'hai ottenuto, non preoccuparti: continua a sforzarti. Verrà un giorno in cui non vedrai altra strada che Lui — Gesù —, la sua Santissima Madre, e i mezzi soprannaturali che il Maestro ci ha lasciati.
5. Se siamo anime di fede, daremo un'importanza molto relativa agli avvenimenti di questa terra, come hanno fatto i santi... Il Signore e sua Madre non ci abbandonano e, ogni volta che sarà necessario, si faranno presenti per riempire di pace e di sicurezza il cuore di chi appartiene a loro.

5° STAZIONE - Simone Cireneo aiuta Gesù a portare la croce
Gesù è estenuato. Il suo passo si fa sempre più lento, e la soldataglia ha fretta di finire; e così, quando escono dalla città attraverso la porta Giudiziaria, precettano un uomo che ritornava dai campi, chiamato Simone di Cirene, padre di Alessandro e di Rufo, e lo costringono a portare la croce di Gesù (cfr Mc 15, 21). Nell'insieme della Passione, questo aiuto rappresenta ben poco. Ma a Gesù basta un sorriso, una parola, un gesto, un po' di amore per riversare copiosamente la sua grazia sull'anima dell'amico. Anni dopo, i figli di Simone, ormai cristiani, saranno conosciuti e stimati tra i loro fratelli nella fede. Tutto è cominciato con un impensato incontro con la Croce. Mi feci ricercare da chi non mi interrogava, mi feci trovare da chi non mi cercava (Is 65, 1). A volte la Croce compare senza che la cerchiamo: è Cristo che chiede di noi. E se per caso di fronte a questa Croce inattesa, e forse per questo più oscura, il cuore mostrasse ripugnanza... non dargli consolazioni. E, qualora ne chieda, tu, pieno di nobile compassione, digli piano, come in confidenza: cuore, cuore in Croce! cuore in Croce!
Punti di meditazione
1. Vuoi sapere in che modo mostrare gratitudine al Signore per quanto ha fatto per noi?... Con amore! Non c'è altra strada. L'amore si ripaga con l'amore. Ma la certezza dell'affetto la dà il sacrificio. Dunque, coraggio! Rinnega te stesso e prendi la sua Croce. Allora sarai sicuro di ricambiargli l'Amore con amore.
2. Non è tardi, né tutto è perduto... Anche se così ti sembra. Anche se te lo ripetono mille voci di malaugurio. Anche se ti assediano sguardi beffardi e increduli... Sei arrivato al momento buono per caricarti la Croce: la Redenzione si sta compiendo — adesso —, e Gesù ha bisogno di molti cirenei.
3. Per vedere felice la persona amata, un cuore nobile non tentenna davanti al sacrificio. Per dar sollievo a un volto dolente, un'anima grande vince la ripugnanza e si dà senza tante smorfie... E Dio lo merita meno di un pezzo di carne, di un pugno di fango? Impara a mortificare i tuoi capricci. Accetta la contrarietà senza esagerarla, senza far scene, senza... isterismi. E renderai più leggera la Croce di Gesù.
4. Oggi la salvezza è entrata in questa casa, perché anche costui è figlio di Abramo; il Figlio dell'uomo infatti è venuto a cercare e a salvare ciò che era perduto (Lc 19, 9-10).
Zaccheo, Simone di Cirene, Dima, il centurione…Adesso lo sai perché il Signore ha cercato te. Ringrazialo!... Ma opere et veritate, coi fatti e davvero.
5. Come amare veramente la Croce Santa di Gesù?... Desiderala!... Chiedi forza al Signore per impiantarla in tutti i cuori, in lungo e in largo per il mondo! E poi... offrigli riparazione con gioia; cerca di amarlo anche coi battiti di tutti i cuori che ancora non lo amano.

6° STAZIONE - Una pia donna asciuga il volto di Gesù
Non ha apparenza né bellezza per attirare i nostri sguardi, non splendore per potercene compiacere. Disprezzato e reietto dagli uomini, uomo dei dolori che ben conosce il patire, come uno davanti al quale ci si copre la faccia, era disprezzato e non ne avevamo alcuna stima (Is 53, 2-3). E chi passa è il Figlio di Dio, pazzo... pazzo d'Amore! Una donna, di nome Veronica, si fa strada tra la folla; porta un lino bianco ripiegato, con il quale terge devotamente il viso di Gesù. Il Signore lascia impresso il suo Santo Volto sulle tre parti del velo. Il volto amato di Gesù, che aveva sorriso ai bambini e si era trasfigurato di gloria sul Tabor, ora è come nascosto dal dolore. Ma questo dolore è la nostra purificazione; il sudore e il sangue che offuscano e sfigurano le sue fattezze, sono la nostra pulizia. Signore, fa' che io mi decida a strappare, con la penitenza, la triste maschera che mi sono forgiato con le mie miserie...Allora, solo allora, attraverso il cammino della contemplazione e dell'espiazione, a poco a poco la mia vita ricopierà fedelmente i lineamenti della tua vita. Assomiglieremo sempre più a Te. Saremo altri Cristi, lo stesso Cristo, ipse Christus.
Punti di meditazione
1. I nostri peccati sono stati la causa della Passione: della tortura che deformava la fisionomia amabilissima di Gesù, perfectus Deus, perfectus homo. E sono ancora le nostre miserie a impedirci ora di contemplare il Signore, presentandoci opaca e contraffatta la sua figura. Quando la vista ci si intorbidisce, quando gli occhi si annebbiano, dobbiamo rivolgerci alla luce. E Cristo ha detto: Ego sum lux mundi! (Gv 8, 12), io sono la luce del mondo. E aggiunge: chi segue me, non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della vita.
2. Frequenta l'Umanità Santissima di Gesù. Ed Egli metterà nella tua anima una fame insaziabile, un desiderio «spropositato» di contemplare il suo Volto. In quest'ansia — che non è possibile placare qui sulla terra —, troverai molte volte la tua consolazione.
3. San Pietro scrive: per mezzo di Gesù Cristo, Dio ci ha donato i beni grandissimi e preziosi che erano stati promessi, perché diventaste per loro mezzo partecipi della natura divina (2 Pt 1, 4). Questa nostra divinizzazione non significa smettere di essere umani... Uomini, sì, ma con orrore per il peccato grave. Uomini che aborriscono le mancanze veniali e che, pur avendo la quotidiana esperienza della propria debolezza, conoscono bene anche la fortezza di Dio. Così, nulla potrà trattenerci: né il rispetto umano, né le passioni, né la carne che si ribella perché siamo dei poco di buono, né la superbia, né... la solitudine. Un cristiano non è mai solo. Se ti senti abbandonato, è perché non vuoi guardare Cristo che ti passa così vicino... forse con la Croce.
4. Ut in gratiarum semper actione maneamus! Dio mio, grazie, grazie di tutto: delle contrarietà, di ciò che non capisco, di ciò che mi fa soffrire. I colpi sono necessari per togliere il superfluo dal grande blocco di marmo. In questo modo Dio scolpisce nelle anime l'immagine di suo Figlio. Ringrazia il Signore per queste delicatezze.
5. Quando noi cristiani ce la passiamo male, è perché non diamo a questa vita tutto il suo significato divino. Dove la mano sente la puntura delle spine, gli occhi scoprono un mazzo di splendide rose, piene di profumo.

7° STAZIONE - Gesù cade per la seconda volta
Ormai fuori delle mura, il corpo di Gesù viene meno di nuovo per la spossatezza, e cade per la seconda volta, fra le grida della folla e gli spintoni dei soldati. La debolezza del corpo e l'amarezza dell'anima hanno provocato la ricaduta di Gesù. Tutti i peccati degli uomini — anche i miei — pesano sulla sua Santissima Umanità. Egli si è caricato delle nostre sofferenze, si è addossato i nostri dolori e noi lo giudicavamo castigato, percosso da Dio e umiliato. Egli è stato trafitto per i nostri delitti, schiacciato per le nostre iniquità. Il castigo che ci dà la salvezza si è abbattuto su di lui; per le sue piaghe noi siamo stati guariti (Is 53, 4-5). Gesù si accascia, ma la sua caduta ci risolleva, la sua morte ci risuscita. Alla nostra recidività nel male, Gesù risponde con la sua insistenza nel redimerci, con abbondanza di perdono. E, perché nessuno disperi, si rialza faticosamente, abbracciando la Croce. Gli inciampi e le sconfitte non ci separino mai più da Lui. Come il bambino debole si getta pentito fra le braccia forti di suo padre, tu e io ci afferreremo al giogo di Gesù. Solo questa contrizione e questa umiltà trasformeranno la nostra debolezza umana in fortezza divina.
Punti di meditazione 
1. Gesù cade per il peso del legno... Noi, per l'attrazione delle cose della terra. Preferisce cadere anziché lasciare la Croce. In questo modo Cristo sana il disamore che ci abbatte.
2. Perché questo scoraggiamento? Per le tue miserie? Per le tue sconfitte, talvolta ripetute? Per un tonfo grande, grande, che non ti aspettavi? Sii semplice. Apri il tuo cuore. Guarda che nulla ancora è perduto. Puoi ancora andare avanti, e con più amore, con più affetto, con più fortezza. Rifùgiati nella filiazione divina: Dio è il tuo Padre amantissimo. Questa è la tua sicurezza, il fondale in cui gettare l'ancora, succeda quel che succeda alla superficie del mare della vita. E troverai gioia, fortezza, ottimismo, vittoria!
3. Mi hai detto: Padre, sto attraversando un momento veramente brutto. E ti ho risposto all'orecchio: prendi sulle tue spalle una piccola parte di questa croce, soltanto una piccola parte. E se nemmeno così ce la fai... lasciala tutta intera sulle spalle forti di Cristo. E, fin da ora, ripeti con me: Signore, mio Dio: nelle tue mani abbandono il passato, il presente e il futuro, le cose piccole e le grandi, il poco e il molto, ciò che è temporale e ciò che è eterno. E rimani tranquillo.
4. Talvolta mi sono domandato quale martirio è maggiore: quello di chi riceve la morte per la fede, dalle mani dei nemici di Dio; o il martirio di chi spende i suoi anni lavorando senza altro scopo che servire la Chiesa e le anime, e invecchia sorridendo, e passa inavvertito...Per me, il martirio non spettacolare è più eroico... Il tuo cammino è questo.
5. Per seguire il Signore, per frequentarlo, dobbiamo calpestare noi stessi con l'umiltà, come si pigia l'uva nel tino. Se calpestiamo la nostra miseria — siamo proprio questo —, allora Egli prende dimora a suo agio nell'anima. Come a Betania, ci parla e gli parliamo, in fiducioso colloquio da amici.

8° STAZIONE - Gesù consola le figlie di Gerusalemme
Fra la gente che osserva il passaggio del Signore, vi sono alcune donne che non possono trattenere la compassione e scoppiano in lacrime, forse ricordando le giornate gloriose di Gesù, quando tutti esclamavano meravigliati: Bene omnia fecit (Mc 7, 37), ha fatto bene ogni cosa. Ma il Signore vuole dirigere questo pianto verso un motivo più soprannaturale, e le invita a piangere per i peccati che sono la causa della Passione e che attireranno il rigore della giustizia divina: Figlie di Gerusalemme. non piangete su di me, ma piangete su voi stesse e sui vostri figli... Perché se trattano così il legno verde, che avverrà del legno secco? (Lc 23, 28; 31). I tuoi peccati, i miei, quelli di tutti gli uomini, si alzano in piedi. Tutto il male che abbiamo fatto e tutto il bene che abbiamo tralasciato di fare. Il panorama desolante dei delitti e delle infamie innumerevoli che avremmo commesso, se Lui, Gesù, non ci avesse confortato con la luce del suo sguardo amabilissimo. È ben poco una vita per riparare!
Punti di meditazione
1. I santi — mi dici — scoppiavano in lacrime di dolore nel pensare alla Passione di Nostro Signore. Io, invece...Forse è perché tu e io assistiamo alle scene, ma non le «viviamo».
2. Venne fra la sua gente, ma i suoi non l'hanno accolto (Gv 1, 11). Peggio ancora, l'hanno trascinato fuori della città per crocifiggerlo. Gesù risponde con un invito al pentimento, adesso, mentre l'anima è in cammino e si è ancora in tempo. Contrizione profonda per i nostri peccati. Dolore per la malizia inesauribile degli uomini che si appresta a dare la morte al Signore. Riparazione per coloro che si ostinano ancora a rendere sterile il sacrificio di Cristo sulla Croce.
3. Bisogna unire, bisogna comprendere, bisogna scusare. Non alzare mai una croce soltanto per ricordare che qualcuno ha ammazzato qualcun altro. Sarebbe lo stendardo del diavolo. La Croce di Cristo è tacere, perdonare e pregare gli uni per gli altri, perché tutti trovino la pace.
4. Il Maestro passa, una volta e un'altra ancora, molto vicino a noi. Ci guarda... E se lo guardi, se lo ascolti, se non lo respingi, Egli ti insegnerà come dare senso soprannaturale a tutte le tue azioni... E allora anche tu seminerai, ovunque ti trovi, conforto e pace e gioia.
5. Per quanto tu ami, non amerai mai abbastanza. Il cuore umano ha un enorme coefficiente di dilatazione. Quando ama si allarga in un crescendo di affetto che supera tutti gli ostacoli. Se tu ami il Signore, non ci sarà creatura che non trovi spazio nel tuo cuore.

9° STAZIONE - Gesù cade per la terza volta
Il Signore cade per la terza volta, sul pendio del Calvario, quando mancano solo quaranta o cinquanta passi alla vetta. Gesù non si regge in piedi: gli mancano le forze e giace stremato per terra. Maltrattato, si lasciò umiliare e non aprì la sua bocca; era come un agnello condotto al macello, come pecora muta di fronte al suoi tosatori (Is 53, 7). Tutti contro di Lui...: gli abitanti della città e gli stranieri, e i farisei e i soldati e i principi dei sacerdoti... Tutti carnefici. Sua Madre — mia Madre —, Maria, piange. Gesù compie la volontà del Padre suo! Povero: nudo. Generoso: che cosa può dare di più? Dilexit me, et tradidit semetipsum pro me (Gal 2, 20), mi ha amato e ha dato se stesso per me, fino alla morte. Dio mio, fa' che io odii il peccato e mi unisca a Te, abbracciandomi alla Santa Croce, per compiere anch'io la tua Volontà amabilissima..., nudo da ogni affetto terreno, senza altre mire all'infuori della tua gloria..., generosamente, senza riservarmi nulla, offrendomi con Te in perfetto olocausto.
Punti di meditazione
1. Il Signore non riesce più a rialzarsi: tanto gravoso è il peso della nostra miseria. Come un sacco lo portano fino al patibolo. Egli lascia fare, in silenzio. Umiltà di Gesù. Annichilimento di Dio che ci risolleva e ci esalta. Capisci adesso perché ti ho consigliato di mettere il tuo cuore per terra perché gli altri camminino sul soffice?
2. Quanto costa arrivare fino al Calvario! Anche tu devi vincerti per non abbandonare il cammino... Questa lotta è meravigliosa, una vera dimostrazione dell'amore di Dio, che ci vuole forti, perché virtus in infirmitate perficitur (2 Cor 12, 9), la virtù si rafforza nella debolezza. Il Signore sa che, quando ci sentiamo fiacchi, ci avviciniamo a Lui, preghiamo meglio, ci mortifichiamo di più, intensifichiamo l'amore verso il prossimo. Così diventiamo santi. Ringrazia molto il Signore perché permette le tentazioni... e perché lotti.
3. Vuoi accompagnare da vicino, molto da vicino, Gesù?... Apri il Santo Vangelo e leggi la Passione del Signore. Leggere soltanto? No: vivere. La differenza è grande. Leggere è ricordare una cosa passata; vivere è trovarsi presente in un avvenimento che sta accadendo proprio adesso, essere con gli altri in quelle scene. Allora, lascia che il tuo cuore si sfoghi, che si metta accanto al Signore. E quando avverti che il cuore fugge — sei codardo, come gli altri —, chiedi perdono per le tue viltà e per le mie.
4. Sembra che il mondo ti cada addosso. Intorno non si intravvede via d'uscita. Impossibile, questa volta, superare le difficoltà. Allora, sei tornato a dimenticare che Dio è tuo Padre?: onnipotente, infinitamente sapiente, misericordioso. Egli non può inviarti niente di male. Ciò che ti preoccupa. in realtà ti conviene, anche se i tuoi occhi di carne adesso sono ciechi. Omnia in bonum! Signore, ancora una volta e sempre si compia la tua sapientissima Volontà!
5. Adesso capisci quanto hai fatto soffrire Gesù, e ti riempi di dolore: com'è semplice chiedergli perdono, e piangere i tuoi passati tradimenti! Il tuo petto non basta a contenere le ansie di riparazione! Bene. Ma non dimenticare che lo spirito di penitenza consiste principalmente nel compiere, costi quel che costi, il dovere di ogni istante.

10° STAZIONE - Gesù è spogliato delle sue vesti
Quando il Signore giunge al Calvario, gli danno da bere del vino mescolato con fiele, come narcotico, per attutire un po' il dolore della crocifissione. Ma Gesù, dopo averlo assaggiato per ringraziare del pietoso servizio, non ha voluto berlo (cfr Mt 27, 34). Si consegna alla morte con la piena libertà dell'Amore. Poi, i soldati spogliano Gesù delle sue vesti. Dalla pianta dei piedi alla testa non c'è in esso una parte illesa, ma ferite e lividure e piaghe aperte, che non sono state ripulite, né fasciate, né curate con olio (Is 1, 6). I carnefici prendono le sue vesti e le dividono in quattro parti. Ma la tunica è senza cuciture, perciò dicono fra loro: Non stracciamola, ma tiriamo a sorte a chi tocca (Gv 19, 24). In tal modo si adempiva nuovamente la Scrittura: Si sono divise tra di loro le mie vesti e sulla mia tunica hanno gettato la sorte (Sal 21, 19). È lo spogliamento, la svestizione, la povertà più assoluta. Non è restato nulla al Signore, eccetto un legno. Per giungere a Dio, la via è Cristo; ma Cristo è sulla Croce, e per salire sulla Croce bisogna avere il cuore libero, distaccato dalle cose della terra.
Punti di meditazione
1. Dal pretorio al Calvario sono piovuti su Gesù gli insulti della plebaglia impazzita, la brutalità dei soldati, le burle del sinedrio... Scherni e bestemmie... Neppure un lamento, neppure una parola di protesta. Nemmeno quando, senza tanti complimenti, gli strappano i vestiti dalla pelle. Adesso vedo l'insensatezza del volermi giustificare, e di tante parole vane. Proposito fermo: lavorare e soffrire per il mio Signore, in silenzio.
2. Il corpo piagato di Gesù è veramente un quadro di dolori...Per contrasto, mi vengono alla mente tante comodità, tanti capricci, tante trascuratezze, tante tirchierie... E la falsa compassione con cui tratto la mia carne. Signore, per la tua Passione e per la tua Croce, dammi forza per vivere la mortificazione dei sensi e per sradicare tutto ciò che mi allontana da Te.
3. A te che ti demoralizzi, ripeterò una cosa molto consolante: a chi fa ciò che può, Dio non nega la sua grazia. Nostro Signore è Padre, e se un figlio gli dice nella quiete del suo cuore: Padre mio del Cielo, eccomi qua, aiutami... Se si rivolge alla Madre di Dio, che è nostra Madre, ce la fa. Ma Dio è esigente. Chiede amore davvero; non vuole traditori. Bisogna essere fedeli a questa lotta soprannaturale, che vuol dire essere felici sulla terra a forza di sacrifici.
4. I veri ostacoli che ti separano da Cristo — la superbia, la sensualità... —, si superano con la preghiera e la penitenza. E pregare e mortificarsi è anche occuparsi degli altri e dimenticarsi di se stessi. Se vivi così, vedrai che la maggior parte dei tuoi contrattempi spariranno.
5. Quando lottiamo per essere veramente ipse Christus, lo stesso Cristo, allora nella nostra vita l'umano si intreccia col divino. Tutti i nostri sforzi — anche i più insignificanti — acquistano una portata eterna, perché sono uniti al sacrificio di Gesù sulla Croce.

11° STAZIONE - Gesù è inchiodato sulla croce
Adesso crocifiggono il Signore, e, accanto a Lui, due malfattori, uno a destra e l'altro a sinistra. Intanto Gesù dice: Padre, perdonali, perché non sanno quello che fanno (Lc 23, 34). È stato l'Amore a portare Gesù al Calvario. E, ormai in Croce, tutti i suoi gesti e tutte le sue parole sono di amore, di amore sereno e forte. Con gesto di Sacerdote eterno, senza padre e senza madre, senza genealogia (cfr Eb 7, 3), apre le sue braccia a tutta l'umanità. Insieme ai colpi di martello che inchiodano Gesù, risuonano le parole profetiche della Scrittura Santa: Hanno forato le mie mani e i miei piedi, posso contare tutte le mie ossa. Essi mi guardano, mi osservano (Sal 21, 17-18).
— Popolo mio, che cosa ti ho fatto? In che cosa ti ho contristato? Rispondimi! (Mic 6, 3). E noi, con l'anima affranta dal dolore, diciamo con sincerità a Gesù: sono tuo, e mi consegno a Te, e mi inchiodo alla Croce volentieri, per essere nei crocevia del mondo un'anima dedicata a Te, alla tua gloria, alla Redenzione, alla corredenzione di tutta l'umanità.
Punti di meditazione
1. Ormai hanno confitto Gesù al legno. I carnefici hanno eseguito spietatamente la sentenza. Il Signore ha lasciato fare, con infinita mansuetudine. Tanta sofferenza non era necessaria. Egli avrebbe potuto evitare quelle amarezze, quelle umiliazioni, quei maltrattamenti, quel giudizio iniquo, e la vergogna del patibolo, e i chiodi, e il colpo di lancia... Ma ha voluto soffrire tutto questo per te e per me. E noi, non sapremo corrispondere? È molto probabile che qualche volta, a tu per tu con un crocifisso, ti vengano le lacrime agli occhi. Non trattenerti... Ma fa' in modo che il pianto si concluda in un proposito.
2. Amo tanto Cristo in Croce, che ogni crocifisso è come un affettuoso rimprovero del mio Dio:... Io che soffro, e tu... codardo. Io che ti amo, e tu che mi dimentichi. Io che ti chiedo, e tu... che mi dici di no. Io qui, con gesto di Sacerdote eterno a patire tutto il patibile per amor tuo... e tu ti lamenti per la minima incomprensione, per la più piccola umiliazione...
3. Che belle le croci sulle vette dei monti, in cima ai grandi monumenti, sul pinnacolo delle cattedrali!... Ma la Croce bisogna issarla anche nelle viscere del mondo. Gesù vuole essere innalzato proprio lì: nel rumore delle fabbriche e delle officine, nel silenzio delle biblioteche, nel frastuono delle strade, nella quiete dei campi, nell'intimità delle famiglie, nelle assemblee, negli stadi... Lì dove un cristiano può spendere la sua vita onestamente, deve porre col suo amore la Croce di Cristo, che attrae a Sé tutte le cose.
4. Dopo tanti anni, quel sacerdote fece una meravigliosa scoperta: comprese che la Santa Messa è un vero lavoro: operatio Dei, lavoro di Dio. E quel giorno, nel celebrarla, provò dolore, gioia e stanchezza. Sentì nella sua carne la spossatezza di un lavoro divino. Anche a Cristo richiese sforzo la prima Messa: la Croce.
5. Prima di cominciare a lavorare, metti sul tavolo o accanto ai tuoi attrezzi di lavoro, un crocifisso. Ogni tanto, lanciagli uno sguardo... Quando giungerà la fatica, i tuoi occhi si volgeranno a Gesù, e troverai nuova forza per proseguire nel tuo impegno. Perché quel crocifisso è più che il ritratto di una persona amata — i genitori, i figli, la moglie, la fidanzata...—; Egli è tutto: tuo Padre, il tuo Fratello, il tuo Amico, il tuo Dio, e l'Amore dei tuoi amori.

12° STAZIONE - Gesù muore sulla croce
In alto, sulla Croce, è scritta la causa della condanna: Gesù Nazareno Re dei giudei (Gv 19, 19). E tutti i passanti lo ingiuriano e si burlano di Lui.
— Se è il re di Israele, scenda ora dalla Croce (Mt 27, 42). Uno dei due malfattori interviene in difesa:
— Costui non ha fatto alcun male... (Lc 23, 41). Quindi rivolge a Gesù un'umile richiesta, piena di fede:
— Gesù, ricordati di me quando entrerai nel tuo regno (Lc 23, 42).
— In verità ti dico, oggi sarai con me nel paradiso (Lc 23, 43).
Accanto alla Croce vi è sua Madre, Maria, con altre sante donne. Gesù la guarda, poi guarda il discepolo amato, e dice alla Madre:
— Donna, ecco tuo figlio. Poi dice al discepolo:
— Ecco tua madre (Gv 19, 26-27). Si spengono gli astri del cielo, e la terra resta sommersa nelle tenebre. Sono quasi le tre, quando Gesù esclama:
— Elì, Elì, lemà sabactàni?, che significa: Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato? (Mt 27, 46). Poi, sapendo che ogni cosa era sul punto di concludersi, per dare compimento alla Scrittura dice:— Ho sete (Gv 19, 28). I soldati imbevono di aceto una spugna e, dopo averla messa su una canna di issopo, gliela avvicinano alla bocca. Gesù assapora l'aceto, ed esclama:— Tutto è compiuto (Gv 19, 30). Il velo del tempio si squarcia nel mezzo e la terra trema quando il Signore grida a gran voce: — Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito (Lc 23, 46). E spira. Ama il sacrificio, che è fonte di vita interiore. Ama la Croce, che è altare del sacrificio. Ama il dolore, fino a bere, come Cristo, la feccia del calice.
Punti di meditazione
1. Et inclinato capite, tradidit spiritum (Gv 19, 30). Il Signore ha esalato l'ultimo respiro. I discepoli lo avevano sentito dire molte volte: Meus cibus est..., mio cibo è fare la volontà di colui che mi ha mandato e compiere la sua opera (Gv 4, 34). Lo ha fatto fino alla fine, con pazienza, con umiltà, senza riservarsi nulla... Oboediens usque ad mortem (Fil 2, 8): ha obbedito fino alla morte e morte di Croce!
2. Una Croce. Un corpo confitto al legno con chiodi. Il costato aperto... Con Gesù restano soltanto sua Madre, alcune donne e un adolescente. Gli apostoli, dove sono? E coloro che furono guariti dalle loro malattie: gli zoppi, i ciechi, i lebbrosi... E quelli che lo acclamarono?... Nessuno risponde! Cristo, circondato dal silenzio. Anche tu un giorno potrai sentire la solitudine del Signore sulla Croce. Cerca allora l'appoggio di Colui che è morto ed è risorto. Trova rifugio nelle piaghe delle sue mani, dei suoi piedi, del suo costato. E si rinnoverà la tua volontà di ricominciare, e intraprenderai di nuovo il cammino con maggiore decisione ed efficacia.
3. Vi è una falsa ascetica che presenta il Signore sulla Croce torvo, ribelle. Un corpo contorto che sembra minacciare gli uomini: mi avete schiantato, ma io vi getterò addosso i miei chiodi, la mia croce, le mie spine. Questi tali non conoscono lo spirito di Cristo. Ha sofferto quanto ha potuto — e, essendo Dio, poteva molto! —; ma amava più di quanto soffrisse... E dopo la morte, permise che una lancia aprisse un'altra piaga, perché tu e io trovassimo rifugio accanto al suo Cuore amabilissimo.
4. Ho ripetuto molte volte quel verso dell'inno eucaristico: Peto quod petivit latro poenitens, e ogni volta mi commuovo: chiedere come ha chiesto il ladrone pentito! Egli riconobbe di meritare, sì, quel castigo atroce... E con una parola rubò il cuore a Cristo e si aprì le porte del Cielo.
5. Dalla Croce pende il corpo — ormai senza vita — del Signore. La gente, ripensando a quanto era accaduto, se ne tornava percuotendosi il petto (Lc 23, 48). Ora che sei pentito, prometti a Gesù che — con il suo aiuto — non lo crocifiggerai mai più. Dillo con fede. Ripeti più e più volte: Ti amerò, Dio mio, perché da quando sei nato, da quando eri bambino, ti sei abbandonato fra le mie braccia, inerme, fidandoti della mia lealtà.

13° STAZIONE - Gesù è deposto dalla croce
Sommersa dal dolore, Maria sta accanto alla Croce. E Giovanni, con Lei. Ma si fa tardi, e i giudei insistono perché il Signore venga tolto da lì. Dopo aver ottenuto da Pilato il permesso prescritto dalla legge romana per dare sepoltura ai condannati, giunge al Calvario un uomo di nome Giuseppe, membro del sinedrio, persona buona e giusta. Non aveva aderito alla decisione e all'operato degli altri. Egli era di Arimatea, una città dei giudei, e aspettava il regno di Dio. (Lc 23, 50-51). Con lui viene anche Nicodemo, quello che in precedenza era andato da lui di notte, e portava una mistura di mirra e di aloe di circa cento libbre (Gv 19, 39). Essi non erano conosciuti pubblicamente come discepoli del Maestro; non avevano presenziato ai grandi miracoli, e non l'avevano accompagnato nell'entrata trionfale in Gerusalemme. Adesso, nel momento brutto, quando gli altri sono fuggiti, non temono di dare la faccia per il loro Signore. Insieme prendono il corpo di Gesù e lo depongono fra le braccia della sua Santissima Madre. Il dolore di Maria si rinnova. — Dove è andato il tuo diletto, o bella fra le donne? Dove si è recato il tuo diletto, perché noi lo possiamo cercare con te? (Ct 6, l). La Vergine Santissima è nostra Madre, e non vogliamo né possiamo lasciarla sola.
Punti di meditazione
1. Venne a salvare il mondo, e i suoi lo hanno rinnegato davanti a Pilato. Insegnò a noi la via del bene, e lo trascinano per la via del Calvario. Fu esemplare in tutto, e gli è preferito un ladro omicida. Nacque per perdonare, e — senza motivo — lo condannano al supplizio. Giunse per sentieri di pace, e gli dichiarano guerra. Era la Luce, e lo consegnano al potere delle tenebre. Recava amore, e lo ripagano con l'odio. Venne per essere Re, e lo incoronano di spine. Si è fatto servo per liberarci dal peccato, e lo inchiodano sulla Croce. Ha preso carne per darci la Vita, e noi lo ricompensiamo con la morte.
2. Non mi spiego il tuo concetto di «cristiano». Ti pare giusto che il Signore sia morto crocifisso e che tu ti accontenti di «tirare avanti»? Questo «tirare avanti» è forse il cammino aspro e stretto di cui parlava Gesù?
3. Non ammettere lo scoraggiamento nel tuo apostolato. Non sei fallito, come neppure Cristo è fallito sulla Croce. Coraggio!... Continua ad andare controcorrente, protetto dal Cuore Materno e Purissimo della Madonna: Sancta Maria, refugium nostrum et virtus!, sei il mio rifugio e la mia forza. Tranquillo. Sereno... Dio ha ben pochi amici sulla terra. Non desiderare di uscire dal mondo. Non rifuggire il peso dei giorni, anche se a volte ci diventano lunghissimi.
4. Se vuoi essere fedele, sii molto mariano. La Madre nostra — dall'annuncio dell'Angelo fino alla sua agonia ai piedi della Croce — non ha avuto altro cuore né altra vita che quella di Gesù. Ricorri a Maria con tenera devozione di figlio, ed Ella ti otterrà la lealtà e l'abnegazione che desideri.
5. «Non valgo nulla, non posso nulla, non ho nulla, non sono nulla...» Ma Tu sei salito sulla Croce perché io possa appropriarmi del tuoi meriti infiniti. E lì raccolgo anche — sono miei, perché sono suo figlio — i meriti della Madre di Dio, e quelli di san Giuseppe. E mi impadronisco delle virtù del santi e di tante anime generose...Poi, do un'occhiatina alla mia vita, e dico: Ah, Dio mio, questa è una notte piena di buio! Solo di tanto in tanto brilla qualche punto luminoso, per la tua grande misericordia e per la mia poca corrispondenza... Ti offro tutto questo, Signore; non ho altro.

14° STAZIONE - Gesù è sepolto
Molto vicino al Calvario, in un orto, Giuseppe d'Arimatea si era fatto scavare nella roccia un sepolcro nuovo. Ed essendo la vigilia della grande Pasqua dei giudei, lì depongono Gesù. Poi, Giuseppe, rotolata una gran pietra sulla porta del sepolcro, se ne andò (Mt 27, 60). Senza nulla di proprio Gesù è venuto al mondo, e senza nulla di proprio — neppure il luogo in cui riposa — ci ha lasciati. La Madre del Signore — mia Madre — e le donne che hanno seguito il Maestro dalla Galilea, dopo aver osservato tutto attentamente, rientrano anch'esse. Cade la notte. Adesso tutto è finito. L'opera della nostra Redenzione è compiuta. Ormai siamo figli di Dio, perché Gesù è morto per noi e la sua morte ci ha riscattati. Empti enim estis pretio magno! (1 Cor 6, 20), tu e io siamo stati comprati a gran prezzo. Dobbiamo far diventare vita nostra la vita e la morte di Cristo. Morire per mezzo della mortificazione e della penitenza, perché Cristo viva in noi per mezzo dell'Amore. E dunque seguire le orme di Cristo, con l'anelito di corredimere tutte le anime. Dare la vita per gli altri. Soltanto così si vive la vita di Gesù Cristo e diventiamo una sola cosa con Lui.
Punti di meditazione
1. Nicodemo e Giuseppe d'Arimatea — discepoli nascosti di Cristo — intercedono per Lui dalle alte cariche che occupano. Nell'ora della solitudine, del totale abbandono e del disprezzo... proprio allora danno la faccia audacter (Mc 15, 43)...: coraggio eroico! Io salirò con loro fino ai piedi della Croce, mi stringerò al Corpo freddo, al cadavere di Cristo, con il fuoco del mio amore..., lo schioderò con i miei atti di riparazione e con le mie mortificazioni..., lo avvolgerò nel lenzuolo nuovo della mia vita limpida, e lo seppellirò nel mio cuore di roccia viva, dal quale nessuno me lo potrà strappare, e lì, Signore, puoi riposare! Quand'anche tutto il mondo ti abbandoni e ti disprezzi..., serviam! ti servirò, Signore!
2. Voi sapete che non a prezzo di cose corruttibili, come l'argento e l’oro, foste liberati dalla vostra vuota condotta..., ma con il sangue prezioso di Cristo (1 Pt 1, 18-19). Non ci apparteniamo. Gesù Cristo ci ha riscattati con la sua Passione e con la sua Morte. Siamo vita della sua vita. Ormai c'é un solo modo di vivere sulla terra: morire con Cristo per risuscitare con Lui, fino a poter dire con l'Apostolo: Non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me (Gal 2, 20).
3. La Passione di Gesù è sorgente inesauribile di vita. Talvolta rinnoviamo il gioioso impulso che condusse il Signore a Gerusalemme. Talaltra, il dolore dell'agonia conclusa sul Calvario... O la gloria del suo trionfo sulla morte e sul peccato. Ma, sempre, l'amore — gaudioso, doloroso, glorioso — del Cuore di Cristo.
4. Pensa prima agli altri. Così passerai per questa terra, con errori, certo — sono inevitabili —, ma lasciando un solco di bene. E quando giungerà I'ora della morte, e giungerà inesorabilmente, la accoglierai con gioia, come Cristo, perché come Lui anche noi risusciteremo per ricevere il premio del suo Amore.
5. Quando mi sento capace di tutti gli orrori e di tutti gli errori commessi dalle persone più abiette, capisco bene che posso non essere fedele... Ma questa incertezza è una delle premure dell'Amore di Dio, che mi porta a restare afferrato, come un bambino, alle braccia di mio Padre, lottando ogni giorno un po' per non separarmi da Lui. Così sono sicuro che Dio non mi lascerà dalla sua mano. Si dimentica forse una donna del suo bambino, così da non commuoversi per il figlio del suo seno? Anche se ci fosse una donna che si dimenticasse, io invece non ti dimenticherò mai (Is 49, 15).

giovedì 23 gennaio 2014

La Via Crucis con suor Josefa Menéndez

Il Venerdì Santo, 30 Marzo 1923, Ge­sù dettò a Josefa le preghiere dette alla Via Crucis di qualche giorno prima.

“Vieni a contemplarmi durante il do­loroso cammino del Calvario, dove sto per spargere il mio Sangue, adoralo ed offrilo al mio Padre celeste affinché serva per la salvezza delle anime”.

PRIMA STAZIONE 
Gesù è condannato a morte

Ti adoriamo Cristo e ti benediciamo 
perché con la Tua santa Croce hai redento il mondo

«Ascolta come pro­nunciano contro di Me la sentenza di morte. Considera con quale silenzio, con quale pazienza e con quale man­suetudine la riceve il mio Cuore.

Anime che cercate d'imitare la mia condotta, imparate a mantenere il si­lenzio e la serenità di fronte a ciò che vi mortifica e contraria».

Ripetiamo con suor Josefa:
«Eterno Padre, ricevi il sangue Divi­no che Gesù Cristo Figlio tuo ha sparso nella sua Passione. Per le sue Piaghe, per il suo Capo trapassato di spine, per il suo Cuore, per tutti i suoi Meriti per­dona alle anime e salvale».

Baciando la terra, facevo questo atto di riparazione:

«Sangue Divino del mio Redentore, io Ti adoro con profondo rispetto e grande amore, per riparare gli oltraggi che ricevi dalle anime».



SECONDA STAZIONE 
Gesù prende la croce

Ti adoriamo Cristo e ti benediciamo 
perché con la Tua santa Croce hai redento il mondo

«Guarda la Croce che mettono sulle mie spalle. II suo pe­so è grande, ma l'amore che sento verso le anime è molto più grande.
Anime che mi amate, confrontate la vostra sofferenza con l'amore che mi portate, e non permettete che l'abbattimento spenga la fiamma di questo amore».

Ripetiamo con suor Josefa:
«Eterno Padre, ricevi il sangue Divi­no che Gesù Cristo Figlio tuo ha sparso nella sua Passione. Per le sue Piaghe, per il suo Capo trapassato di spine, per il suo Cuore, per tutti i suoi Meriti per­dona alle anime e salvale».

Baciando la terra, facevo questo atto di riparazione:
«Sangue Divino del mio Redentore, io Ti adoro con profondo rispetto e grande amore, per riparare gli oltraggi che ricevi dalle anime».



TERZA STAZIONE 
Gesù cade per la prima volta

Ti adoriamo Cristo e ti benediciamo 
perché con la Tua santa Croce hai redento il mondo

«Il peso della Croce mi fa cadere a terra, ma lo zelo per la salvezza delle anime mi fa risollevare, prendere nuovamente animo e prose­guire il cammino.

Anime che ho invitato a dividere il peso della mia Croce, vedete un po' se il vostro zelo per le anime vi infonde nuova energia per andare avanti nel cammino dell'abnegazione e della ri­nuncia di voi stesse, oppure se l'ecces­sivo amor proprio atterra le vostre for­ze e non vi lascia sopportare il peso della Croce».

Ripetiamo con suor Josefa:
«Eterno Padre, ricevi il sangue Divi­no che Gesù Cristo Figlio tuo ha sparso nella sua Passione. Per le sue Piaghe, per il suo Capo trapassato di spine, per il suo Cuore, per tutti i suoi Meriti per­dona alle anime e salvale».

Baciando la terra, facevo questo atto di riparazione:
«Sangue Divino del mio Redentore, io Ti adoro con profondo rispetto e grande amore, per riparare gli oltraggi che ricevi dalle anime».



QUARTA STAZIONE
Gesù incontra sua madre 

Ti adoriamo Cristo e ti benediciamo 
perché con la Tua santa Croce hai redento il mondo

«Qui incontro la mia Santissima e diletta Madre. Considera il martirio che soffrono i nostri due Cuori! Tuttavia il dolore dell'uno e del­l'altro si uniscono vicendevolmente, e l'amore per quanto doloroso, trionfa.

Anime che camminate per lo stesso sentiero e che avete di mira gli stessi intenti, la vista delle vostre sofferenze vicendevoli vi animi e vi fortifichi af­finché l'amore trionfi. L'unione nel do­lore vi sostenga, e vi faccia abbracciare generosamente le spine del cammino».

Ripetiamo con suor Josefa:
«Eterno Padre, ricevi il sangue Divi­no che Gesù Cristo Figlio tuo ha sparso nella sua Passione. Per le sue Piaghe, per il suo Capo trapassato di spine, per il suo Cuore, per tutti i suoi Meriti per­dona alle anime e salvale».

Baciando la terra, facevo questo atto di riparazione:
«Sangue Divino del mio Redentore, io Ti adoro con profondo rispetto e grande amore, per riparare gli oltraggi che ricevi dalle anime».



QUINTA STAZIONE 
Il Cireneo aiuta Gesù

Ti adoriamo Cristo e ti benediciamo 
perché con la Tua santa Croce hai redento il mondo

«Considera come Si­mone di Cirene accetta questo peso crudele e penoso per un meschino inte­resse e come il mio Corpo va perdendo le forze.

O anime se vi vengono meno le forze alla vista della lotta continua contro la propria natura, considerate che portate la mia Croce, non già per un piccolo premio o per un godimento terreno e passeggero, ma per acquistare la vita eterna e per procurare la stessa felicità ad altre anime».

Ripetiamo con suor Josefa:
«Eterno Padre, ricevi il sangue Divi­no che Gesù Cristo Figlio tuo ha sparso nella sua Passione. Per le sue Piaghe, per il suo Capo trapassato di spine, per il suo Cuore, per tutti i suoi Meriti per­dona alle anime e salvale».

Baciando la terra, facevo questo atto di riparazione:
«Sangue Divino del mio Redentore, io Ti adoro con profondo rispetto e grande amore, per riparare gli oltraggi che ricevi dalle anime».



SESTA STAZIONE 
La Veronica asciuga il volto di Gesù

Ti adoriamo Cristo e ti benediciamo 
perché con la Tua santa Croce hai redento il mondo

«Considera la carità con cui questa donna (la Veronica) vie­ne a tergere il mio volto, e come per amore vince ogni rispetto umano.

Ah! non permettete che un futile ti­more di perdere la reputazione o la fama vi impedisca ora di tergere il mio volto con atti di generosità e di amore. Vedete come il sangue lo inonda!».

Ripetiamo con suor Josefa:
«Eterno Padre, ricevi il sangue Divi­no che Gesù Cristo Figlio tuo ha sparso nella sua Passione. Per le sue Piaghe, per il suo Capo trapassato di spine, per il suo Cuore, per tutti i suoi Meriti per­dona alle anime e salvale».

Baciando la terra, facevo questo atto di riparazione:
«Sangue Divino del mio Redentore, io Ti adoro con profondo rispetto e grande amore, per riparare gli oltraggi che ricevi dalle anime».



SETTIMA STAZIONE 
Gesù cade la seconda volta 

Ti adoriamo Cristo e ti benediciamo 
perché con la Tua santa Croce hai redento il mondo

«La Croce va esau­rendo le mie forze. Il cammino è lungo e penoso; nessuno si avvicina per por­germi aiuto: e il mio affanno è tale che cado una seconda volta.

Anime che camminate alla mia se­quela, non perdetevi di coraggio se nel­la vostra vita senza consolazioni umane e piena di aridità vi vedete private di ogni consolazione spirituale. Prendete animo alla vista del vostro Modello sul cammino del Calvario. Vedete, è la se­conda volta che cade, ma si rialza e prosegue il cammino fino al termine. Se volete attingere un po' di forza, ve­nite e baciategli i piedi!».

Ripetiamo con suor Josefa:
«Eterno Padre, ricevi il sangue Divi­no che Gesù Cristo Figlio tuo ha sparso nella sua Passione. Per le sue Piaghe, per il suo Capo trapassato di spine, per il suo Cuore, per tutti i suoi Meriti per­dona alle anime e salvale».

Baciando la terra, facevo questo atto di riparazione:
«Sangue Divino del mio Redentore, io Ti adoro con profondo rispetto e grande amore, per riparare gli oltraggi che ricevi dalle anime».



OTTAVA STAZIONE
Gesù incontra alcune donne piangenti

Ti adoriamo Cristo e ti benediciamo 
perché con la Tua santa Croce hai redento il mondo

«Vedendomi in tale stato di ignominia le donne di Gerusa­lemme piangono.

Il mondo piange dinanzi alla soffe­renza: ma Io vi dico, o anime che mi seguite per il cammino stretto, che un giorno, il mondo vi vedrà camminare per ampie e fiorite praterie, mentre lui e i suoi seguaci cammineranno sopra il fuoco che essi stessi si preparano coi lo­ro godimenti».

Ripetiamo con suor Josefa:
«Eterno Padre, ricevi il sangue Divi­no che Gesù Cristo Figlio tuo ha sparso nella sua Passione. Per le sue Piaghe, per il suo Capo trapassato di spine, per il suo Cuore, per tutti i suoi Meriti per­dona alle anime e salvale».

Baciando la terra, facevo questo atto di riparazione:
«Sangue Divino del mio Redentore, io Ti adoro con profondo rispetto e grande amore, per riparare gli oltraggi che ricevi dalle anime».



NONA STAZIONE
Gesù cade la terza volta

Ti adoriamo Cristo e ti benediciamo 
perché con la Tua santa Croce hai redento il mondo

«Considera che qua­si sono prossimo al Calvario e cado per la terza volta. Così darò forza a quelle povere anime che, in pericolo di morte eterna, si rammolliranno col Sangue delle ferite che produce questa terza caduta: otterrò loro grazia per rialzarsi e giungere ad ottenere la vita eterna.

Anime che desiderate imitarmi, non ricusate mai il più piccolo atto, anche se vi produce nuove ferite. Non impor­ta! Questo sangue darà la vita ad un'a­nima! Imitate il vostro Gesù che avanza verso il Calvario!».

Ripetiamo con suor Josefa:
«Eterno Padre, ricevi il sangue Divi­no che Gesù Cristo Figlio tuo ha sparso nella sua Passione. Per le sue Piaghe, per il suo Capo trapassato di spine, per il suo Cuore, per tutti i suoi Meriti per­dona alle anime e salvale».

Baciando la terra, facevo questo atto di riparazione:
«Sangue Divino del mio Redentore, io Ti adoro con profondo rispetto e grande amore, per riparare gli oltraggi che ricevi dalle anime».



DECIMA STAZIONE
Gesù viene spogliato

Ti adoriamo Cristo e ti benediciamo 
perché con la Tua santa Croce hai redento il mondo

«Considera con quanta crudeltà mi spogliano delle ve­sti! Contempla come Io rimango in si­lenzio e in un totale abbandono!

Lasciatevi spogliare di quanto posse­dete, sia dei beni che della propria vo­lontà. In cambio lo vi rivestirò con la tunica della purezza e coi tesori del mio Cuore».

Ripetiamo con suor Josefa:
«Eterno Padre, ricevi il sangue Divi­no che Gesù Cristo Figlio tuo ha sparso nella sua Passione. Per le sue Piaghe, per il suo Capo trapassato di spine, per il suo Cuore, per tutti i suoi Meriti per­dona alle anime e salvale».

Baciando la terra, facevo questo atto di riparazione:
«Sangue Divino del mio Redentore, io Ti adoro con profondo rispetto e grande amore, per riparare gli oltraggi che ricevi dalle anime».



UNDICESIMA STAZIONE 
Gesù inchiodato sulla croce

Ti adoriamo Cristo e ti benediciamo 
perché con la Tua santa Croce hai redento il mondo

«Già sono giunto sulla cima dove mi daranno la morte. Già mi stendono e mi inchiodano sulla Croce! Non ho più nulla... Neppure la libertà di muovere una mano... un pie­de... Non sono i chiodi che mi tratten­gono, ma l'amore! Perciò dalle mie lab­bra non cade né un lamento né un so­spiro.

Voi siete inchiodate sulla croce e siete trattenute dai chiodi. Non lagna­tevi, non mormorate quando questi chiodi benedetti vi lacerano le mani e i piedi.
Venite e baciate i Miei: qui troverete la forza».

Ripetiamo con suor Josefa:
«Eterno Padre, ricevi il sangue Divi­no che Gesù Cristo Figlio tuo ha sparso nella sua Passione. Per le sue Piaghe, per il suo Capo trapassato di spine, per il suo Cuore, per tutti i suoi Meriti per­dona alle anime e salvale».

Baciando la terra, facevo questo atto di riparazione:
«Sangue Divino del mio Redentore, io Ti adoro con profondo rispetto e grande amore, per riparare gli oltraggi che ricevi dalle anime».



DODICESIMA STAZIONE 
Gesù muore dopo tre ore di agonia

Ti adoriamo Cristo e ti benediciamo 
perché con la Tua santa Croce hai redento il mondo

«La Croce è la mia compagna sul cammino del Calvario, sulla Croce esalo l'ultimo respiro.

Anime che avete avuto la croce per compagna inseparabile durante la vo­stra vita, siate certe che su di essa esa­lerete il vostro ultimo respiro: ma è pe­rò anche certo che essa sarà la porta per cui entrerete alla vita.
Baciate costantemente questo pegno sacro e benedetto: abbracciatelo con tenerezza ed amatelo come il più gran­de dei vostri tesori».

Ripetiamo con suor Josefa:
«Eterno Padre, ricevi il sangue Divi­no che Gesù Cristo Figlio tuo ha sparso nella sua Passione. Per le sue Piaghe, per il suo Capo trapassato di spine, per il suo Cuore, per tutti i suoi Meriti per­dona alle anime e salvale».

Baciando la terra, facevo questo atto di riparazione:
«Sangue Divino del mio Redentore, io Ti adoro con profondo rispetto e grande amore, per riparare gli oltraggi che ricevi dalle anime».



TREDICESIMA STAZIONE
Gesù deposto dalla croce

Ti adoriamo Cristo e ti benediciamo 
perché con la Tua santa Croce hai redento il mondo

«Considera la cari­tà con cui Giuseppe d'Arimatea si inca­rica di calare il mio corpo dalla Croce. Lo depone fra le braccia di mia Madre. Essa lo adora e lo bacia; lascia cadere le sue lacrime sul mio volto e su tutte le mie membra. Poi lo consegna a quel­li che dovranno imbalsamarlo e depor­lo nel sepolcro.

O anime tutte venite. Prendete il mio corpo, imbalsamatelo con gli aromi del­le vostre virtù! Adorate le sue piaghe! Baciatele e lasciate che le vostre lacri­me cadano sul mio volto! E poi mette­temi nel sepolcro del vostro cuore.
E dite anche una parola di conforto alla cara Madre mia e vostra».

Ripetiamo con suor Josefa:
«Eterno Padre, ricevi il sangue Divi­no che Gesù Cristo Figlio tuo ha sparso nella sua Passione. Per le sue Piaghe, per il suo Capo trapassato di spine, per il suo Cuore, per tutti i suoi Meriti per­dona alle anime e salvale».

Baciando la terra, facevo questo atto di riparazione:
«Sangue Divino del mio Redentore, io Ti adoro con profondo rispetto e grande amore, per riparare gli oltraggi che ricevi dalle anime».



QUATTORDICESIMO STAZIONE 
Gesù viene deposto nel sepolcro

Ti adoriamo Cristo e ti benediciamo 
perché con la Tua santa Croce hai redento il mondo

«Considera con quanta delicatezza mi mettono nel se­polcro. È nuovo e quindi puro senza la più leggera macchia.

Anime che mi siete unite cercate tut­te le delicatezze che vi suggerirà l'amo­re, affinché il vostro cuore sia puro e ben adorno per seppellirmi nell'amore tenero, forte, costante e generoso. Ora bacia e adora le mie Piaghe, e recita il "Miserere"».

Ripetiamo con suor Josefa:
«Eterno Padre, ricevi il sangue Divi­no che Gesù Cristo Figlio tuo ha sparso nella sua Passione. Per le sue Piaghe, per il suo Capo trapassato di spine, per il suo Cuore, per tutti i suoi Meriti per­dona alle anime e salvale».

Baciando la terra, facevo questo atto di riparazione:
«Sangue Divino del mio Redentore, io Ti adoro con profondo rispetto e grande amore, per riparare gli oltraggi che ricevi dalle anime».

venerdì 13 dicembre 2013

Via Crucis con la Beata Camilla Battista da Varano

La Beata Camilla Battista da Varano è senza dubbio una grande maestra di vita spirituale. In particolare ci insegna a diventare amici di Cristo sofferente attraverso la costante meditazione della Passione, via regia per allontanarsi dai vizi ed acquisire la virtù. A tale proposito così afferma nell’opera “La Purità del Cuore” scritta nella sua maturità:
La memoria della Passione di Cristo è come un’arca dei tesori celesti, una porta che permette di entrare a gustare il glorioso Gesù ed una perfetta maestra di tutte le arti spirituali: una fonte inesauribile di acqua viva, un pozzo profondissimo dei segreti di Dio. Beato chi ce l’ha, perché è un segno probabile di predestinazione, mediante la quale tutti sono scritti nel Libro della vita. O memoria dolce, che fai sgorgare le soavi lacrime d’amore con le quali fai comprendere per la tua dolcezza le viscere e le radici del cuore e che porti innumerevoli ornamenti all’anima. Chi non lo crede incominci a farne la prova e dopo questa esperienza troverà che tale memoria eccede tutte le opere che l’uomo può immaginare di compiere in questa vita. Chi dunque vuol essere libero da ogni impurità ed avere un segno della futura gloria e beatitudine, per quanto si può avere in questa vita, cerchi di avere questa dolce memoria della Passione di Cristo, come l’apostolo Paolo, che portava continuamente le stigmate della Passione nel suo corpo.
{La purità del cuore}

Introduzione
Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.
Amen.
Mossa dallo Spirito Santo mi venne un santo desiderio di addentrarmi “nell’interno del deserto”, cioè nelle segretissime pene del Cuore di Gesù (Autobiografia).
Passo dopo passo seguiremo il tuo cammino, Signore, verso la croce, accompagnati dalle parole della Beata Camilla Battista, che sta per essere proclamata santa. Il tuo dono, frutto dell’Amore, sia ancora una volta sostegno per chi soffre, viatico per chi cerca la propria strada, braccia spalancate per chi 
pensa di essere abbandonato al proprio destino. Sulla croce non c’è un uomo morto, ma un uomo che sta per risorgere. Da ciò nasce la nostra speranza: noi crediamo in te, uomo della croce, tu ci sostieni e ci indichi la strada. Amen.

Stazione I
Gesù è condannato a morte
Ti adoriamo o Cristo e ti benediciamo.
Perché con la tua santa Croce hai redento il mondo.
I capi dei sacerdoti incitarono la folla, perché Pilato rimettesse in libertà, per loro, Barabba. Pilato disse loro di nuovo: “Che cosa volete dunque che io faccia di quello che voi chiamate il re dei Giudei?”. Ed essi di nuovo gridarono: “Crocifiggilo!”. Pilato diceva loro: “Che male ha fatto?”. Ma essi gridarono più 
forte: “Crocifiggilo!”. Pilato, volendo dare soddisfazione alla folla, rimise in libertà per loro Barabba e, dopo aver fatto flagellare Gesù, lo consegnò perché fosse crocifisso (Mc 15, 11-15).
Quando intesi che con tanto furore gridavano che fosse rilasciato Barabba e io fossi condannato a morte e crocifisso, mi parve che mi scoppiasse il cuore. Figliola mia, non lo può comprendere se non chi lo prova, che dolore sia ricevere ogni male da chi ha ricevuto ogni bene! Quanto è duro per chi è innocente sentirsi urlare da tutta la gente: “Muoia! Muoia!”, mentre a chi è prigioniero come lui - ma si sa che merita mille morti - viene gridato dal popolo: “Viva! Viva!” (I Dolori mentali, cap. VII).3
Mio Dio, come non si possono conoscere le cose innumerevoli che hai compiuto per queste tue ingrate creature in cielo, in terra, nell’acqua, nell’aria, così non riusciremo a comprendere la nostra ingratissima ingratitudine.
Confesso allora e credo che solo tu, Dio mio, puoi conoscere e sapere quanta e quale sia stata la nostra ingratitudine, che come freccia avvelenata ti ha trafitto il cuore tante volte quante sono le creature che furono, sono e saranno e ogni volta che ognuna di esse ha esercitato tale ingratitudine (I
Dolori mentali, cap. VIII).
Preghiamo
Onnipotente, altissimo, santissimo e sommo Dio, Padre santo e giusto, Re del cielo e della terra, ti rendiamo grazie, perchè come tu ci hai creati per mezzo del tuo Figlio, così per la croce, il sangue e la morte di Lui ci hai voluti liberare e redimere (FF 63-64).

Stazione II
Gesù è caricato della croce
Ti adoriamo o Cristo e ti benediciamo.
Perché con la tua santa Croce hai redento il mondo.
Poi, a tutti, Gesù diceva: “Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce ogni giorno e mi segua. Chi vuole salvare la propria vita, la perderà, ma chi perderà la propria vita per causa mia, la salverà. Infatti, quale vantaggio ha un uomo che guadagna il mondo intero, ma perde o rovina se stesso? (Lc 9, 23-25).
La scelta di soffrire, che io feci solo per carità e amore, piacque al Padre mio: così devi fare tu, se vuoi diventare simile a me per essere gradita al Padre mio. Io fui abbandonato da tutti: e tu quanto più sarai abbandonata, tanto più rallegratene e ringraziami. Io fui presentato a diversi capi con notevoli derisioni e tormenti proprio da quel popolo che prediligevo: e tu, se da diverse persone riceverai ingiurie, disprezzie riprensioni, rallegrati e ringraziami (I Ricordi di Gesù).
Signore mio, vita e dolcezza del mio cuore, io non potrò mai ringraziarti a sufficienza né per la grazia di operare il bene, né per l’occasione che mi doni di soffrire da sola: come potrò riparare tante mie colpe e iniquità commesse contro di Te? Fammi almeno questa grazia, o mio Gesù: che io scriva come 4

se avessi fatto ogni male, né operato mai alcun bene, perché veramente così sarebbe stato e così sarebbe senza di Te (I Ricordi di Gesù).
Preghiamo
Santissimo Padre nostro, creatore, redentore, consolatore e salvatore nostro,
venga il tuo Regno, affinché Tu regni in noi per mezzo della grazia e Tu ci
faccia giungere al tuo Regno ove di Te è un amore perfetto e un godimento
senza fine (FF 266. 269).

Stazione III
Gesù cade la prima volta
Ti adoriamo o Cristo e ti benediciamo.
Perché con la tua santa Croce hai redento il mondo.
Come il corpo è uno solo e ha molte membra, e tutte le membra del corpo, pur essendo molte, sono un corpo solo, così anche il Cristo. Infatti noi tutti siamo stati battezzati mediante un solo Spirito in un solo corpo... E infatti il corpo non è formato da un membro solo, ma da molte membra. Se un membro soffre, tutte le membra soffrono insieme (1Cor 12, 12-14. 26).
Sai quanto fu grande il mio dolore? Quanto fu grande l’amore che portavo alla creatura... Sappi, figliola, che le pene che ho portato nel cuore furono innumerevoli ed infinite, perché innumerevoli ed infinite sono le anime, mie membra, che si separavano da me per il peccato mortale. Ciascuna anima infatti si separa e disgiunge tante volte da me, suo Capo, per quante volte pecca mortalmente. Questa fu una delle pene crudeli che io portai e sentii nel mio cuore: la lacerazione delle mie membra (I Dolori mentali, cap. I).
O Gesù, fammi grazia che questo poco tempo che mi resta da vivere lo spenda tutto secondo la tua santa volontà e dopo la mia morte mandami dove ne trarrai maggior onore, fosse anche all’inferno, ne sarò contentissima, perché voglio che la tua gloria sia la sola gloria mia (I Ricordi di Gesù).
Preghiamo
Santissimo Padre nostro, sia fatta la tua volontà come in cielo così in terra, affinché ti amiamo con tutto il cuore, sempre pensando a Te, e con tutta l’anima, sempre desiderando Te, e spendendo tutte le nostre energie e sensibilità dell’anima e del corpo a servizio del tuo amore (FF 270).

Stazione IV 
Gesù incontra Maria, sua Madre
Ti adoriamo o Cristo e ti benediciamo.
Perché con la tua santa Croce hai redento il mondo.
Simeone disse a Maria, madre di Gesù: “Ecco, egli è qui per la caduta e la risurrezione di molti in Israele e come segno di contraddizione - e anche a te una spada trafiggerà l’anima - affinché siano svelati i pensieri di molti cuori... Maria custodiva tutte queste cose nel suo cuore (Lc 2, 34-35. 51).
Ascolta, figliola mia, devo ancora dirti cose amarissime e specialmente circa quell’acuto coltello che passò e trafisse la mia anima, cioè il dolore della mia pura ed innocente Madre, che per la mia passione e morte doveva essere tanto afflitta e accorata, che mai fu né sarà una persona più addolorata di lei... Sappi che tutto quello che soffrii e sopportai io, Dio umanato, soffrì e patì la mia povera e santissima Madre: salvo che io soffrii in grado più alto e perfetto, perché ero Dio e uomo, mentre lei era pura e semplice creatura, priva affatto di divinità (I Dolori mentali, cap. III).
O Madre di Dio, non ti voglio più appellare Madre di Dio quanto piuttosto Madre di dolore, Madre di pena, Madre di tutte le afflizioni che si possono contare e pensare. D’ora in poi ti chiamerò sempre Madre di dolore (I Dolori mentali, cap. III).
Preghiamo
Santa Maria vergine, non vi è alcuna simile a te, nata nel mondo, fra le donne, figlia e ancella dell’altissimo Re, il Padre celeste, madre del santissimo
Signore nostro Gesù Cristo, sposa dello Spirito Santo; prega per noi con san Michele arcangelo e con tutte le potenze dei cieli e con tutti i santi, presso il tuo santissimo Figlio diletto, nostro Signore e maestro (FF 281).

Stazione V 
Gesù è aiutato dal Cireneo
Ti adoriamo o Cristo e ti benediciamo.
Perché con la tua santa Croce hai redento il mondo.
Condussero fuori Gesù per crocifiggerlo. Costrinsero a portare la sua croce un tale che passava, un certo Simone di Cirene, che veniva dalla campagna, padre di 6Alessandro e di Rufo (Mc 15, 20-21).
L’altro dolore che mi trafisse il cuore fu per tutti gli eletti... Sentii e provai ogni loro pena e amarezza in vita e dopo la morte, cioè nella vita le sofferenze e i tormenti di tutti i martiri, le penitenze di tutti i penitenti, le tentazioni di tutti i tentati, le infermità di tutti i malati e poi persecuzioni, calunnie, esili...
Le mie membra, figliola mia, non furono migliaia né milioni, ma infinite...
Io provai anche e sentii, nella loro diversità e quantità, le pene che gli eletti avrebbero sofferto dopo la morte in purgatorio a causa dei loro peccati, perché non erano membra putride e staccate, come i dannati, ma erano membra vive che vivevano in me, Spirito di vita, prevenute con la mia grazia e benedizione (I Dolori Mentali, cap. II).
Oh, Dio mio, molte volte ti ho procurato grandi ed infinite pene, dannata o salva che io sia. O Signore, non ho mai saputo che il peccato ti offendesse tanto, credo allora che mai avrei peccato, neppur leggermente. Tuttavia, o Dio mio, non tener conto di ciò che dico, perché nonostante questo farei anche peggio, se la tua pietosa mano non mi sostenesse (I Dolori mentali, cap. II).
Preghiamo
Santissimo Padre nostro, donaci di amare il nostro prossimo come noi
stessi, trascinando tutti, con ogni nostro potere, al tuo amore, godendo dei
beni altrui come dei nostri, compatendoli nei mali e non recando offesa a
nessuno (FF 270).

Stazione VI 
Il volto di Gesù è asciugato dalla Veronica
Ti adoriamo o Cristo e ti benediciamo.
Perché con la tua santa Croce hai redento il mondo.
Non ha apparenza né bellezza per attirare i nostri sguardi, non splendore per poterci piacere. Disprezzato e reietto dagli uomini, uomo dei dolori che ben conosce il patire, come uno dinanzi al quale ci si copre la faccia, era disprezzato e non ne avevamo alcuna stima (Is 53, 2-3).
Beata quella creatura che per nessuna tentazione tralascia il bene incominciato! Questo dico per esperienza, perché io l’ho provato. Dal leggere sempre la Passione ottenni tanta profonda partecipazione, che non volli più leggerla, ma meditarla; e non solo il venerdì, ma ogni giorno la volevo pensare per un certo spazio di tempo… Ed era tanto il dono delle devote lacrime che Dio mi dava, che molte volte desideravo poter recitare una corona senza piangere... Alla fine della mia lunga, devota, commossa preghiera, quando volevo smettere e allontanarmi da Dio, l’anima mia era rapita in una certa tranquillità e pace, che io stessa non so descrivere (Autobiografia, cap. IV).
O dolce Gesù mio, se sono tanto belle le opere delle tue mani, che sarà allora il tuo volto splendente? Mostrati a me, lasciati vedere, Signore mio benigno! Perché mi fai tanto spasimare? Tu solo sei la mia vita, la mia speranza, tutto l’amore del cuore e dell’anima mia. Perché mi celi, perché mi nascondi la tua santissima faccia? (Autobiografia, cap. X).
Preghiamo
Onnipotente e sommo Dio, che sei il bene, tutto il bene, ogni bene, che solo sei buono, fa’ che noi ti rendiamo ogni lode, ogni gloria, ogni grazia, ogni onore, ogni benedizione e tutti i beni (FF 265).

Stazione VII
Gesù cade la seconda volta
Ti adoriamo o Cristo e ti benediciamo.
Perché con la tua santa Croce hai redento il mondo.
Egli si è caricato delle nostre sofferenze, si è addossato i nostri dolori; è stato trafitto per le nostre colpe, schiacciato per le nostre iniquità. Il castigo che ci dà salvezza si è abbattuto su di lui. Noi tutti eravamo sperduti come un gregge, ognuno di noi seguiva la sua strada: il Signore fece ricadere su di lui l’iniquità di noi tutti (Is 53, 4-6).
Ancora un altro sviscerato e intenso dolore mi affliggeva continuamente e mi feriva il cuore. Era come un coltello con tre punte acutissime e velenose che continuamente trapassava come una saetta e torturava il mio cuore amareggiato come la mirra: cioè la perfidia e ingratitudine del mio amato discepolo Giuda, iniquo traditore, la durezza e perversa ingratitudine del mio eletto e prediletto popolo giudaico, la cecità e maligna ingratitudine di tutte le creature che furono, sono e saranno (I Dolori mentali, cap. VI).
Signore mio benigno, come potrò ringraziarti per ciò che hai sofferto per me che ti ho trattato mille volte peggio di Giuda? A lui hai perdonato i peccati, a me pure per tua pietà e grazia hai perdonato tutti i peccati, come se non li avessi mai fatti... O Gesù mio, io ti ho venduto e tradito non una volta, come lui, ma mille e infinite volte. O mio Dio, sai bene che peggio di
Giuda io ti ho tradito col bacio quando, anche sotto parvenza di amicizia spirituale, ti ho abbandonato e mi sono accostata ai lacci della morte (I Dolori mentali, cap. VIII).
Preghiamo
Santissimo Padre nostro, rimetti a noi i nostri debiti, per la tua ineffabile misericordia, in virtù della passione del Figlio tuo e per l’intercessione e i meriti della beatissima vergine Maria e di tutti i santi (FF 266. 272).

Stazione VIII
Gesù incontra le donne di Gerusalemme
Ti adoriamo o Cristo e ti benediciamo.
Perché con la tua santa Croce hai redento il mondo.
Lo seguiva una grande moltitudine di popolo e di donne, che si battevano il petto e facevano lamenti su di lui. Ma Gesù, voltandosi verso di loro, disse: “Figlie di Gerusalemme, non piangete su di me, ma piangete su voi stesse e sui vostri figli...Perché, se si tratta così il legno verde, cosa avverrà del legno secco?” (Lc 23, 27-28. 31).
Se mai tu non dovessi peccare più, se facessi tu sola più penitenza di quanta ne fecero tutti i santi insieme, se versassi tante lacrime da formare possibilmente un nuovo mare, se anche patissi tutte le pene che si possono patire, tutto ciò non sarebbe sufficiente a ringraziarmi del più piccolo dono che ti ho fatto (I Ricordi di Gesù).
Ti ringrazio, Redentore mio benignissimo, per tutte le vittorie che mi hai dato su tutti i miei nemici, i vizi capitali: tutte le volte che ho vinto, da te solo e per te è venuta la mia vittoria, mentre tutte le volte che ho perso e perdo, è stato ed è per la mia malizia e il poco amore che porto a te, mio desiderato
Dio. Tu, Signore, per grazia sei nato nell’anima mia e mi hai mostrato la via e donato la luce e il lume per giungere a Te, vero paradiso... Ma chi ti ha crocifisso? Io! Chi ti ha flagellato alla colonna? Io! Chi ti ha coronato di spine? Io! Chi ti ha abbeverato di aceto e fiele? Io! Ti dico queste cose perché alla tua luce ho visto la luce, cioè ho capito che molto più ti afflissero e procurarono dolori i peccati mortali che io ho commesso, di quanto allora non ti affliggessero e procurassero dolori le persone che ti inflissero tutti quegli strazi fisici (I Dolori mentali, cap. VIII).
Preghiamo
Santissimo Padre nostro, ciò che non sappiamo pienamente perdonare, fa’ che pienamente perdoniamo, sì che, per amor tuo, si possa veramente amare i nostri nemici e si possa per essi, presso te, devotamente intercedere, cercando di giovare a tutti in te (FF 272-273).

Stazione IX 
Gesù cade la terza volta
Ti adoriamo o Cristo e ti benediciamo.
Perché con la tua santa Croce hai redento il mondo.
Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna. Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui (Gv 3, 16-17).
Quanto sia più preziosa l’anima del corpo non lo puoi comprendere tu e nessun’altra persona vivente, perché solo io conosco la nobiltà e l’utilità dell’anima e la miseria del corpo, perché solo io ho creato sia l’una che l’altro. Di conseguenza, né tu né altri potete essere veramente capaci di comprendere le mie crudelissime e amare pene. E adesso parlo delle anime dannate... La pena crudele che mi straziava era vedere che le suddette infinite mie membra, cioè tutte le anime dannate, mai, mai e mai più si sarebbero
riunite a me, loro vero Capo... Considera quanto mi sia cara un’anima, se, per riunirne a me una sola, avrei voluto patire infinite volte tutte le pene e moltiplicarle (I Dolori mentali, cap I).10
O seminatore di ogni casto amore, ti dono questa povera anima tutta liquefatta, per tua grazia, dall’amore del suo prossimo, della cui salvezza tu avesti tanta sete sul legno della santa croce. Ora io conosco la tua bontà e comprendo che il più dolce affetto che possiamo darti è il desiderio della salvezza del prossimo. Degnati perciò di ricevere questa povera anima mia, la quale si strugge e si scioglie per lo zelo della salvezza del prossimo, come la cera posta nel fuoco (La Purità del Cuore, cap. XIII).
Preghiamo
Abbi pietà di noi, Signore, perchè confidiamo in te. Ci poniamo pieni di
speranza all’ombra delle tue ali. Sii esaltato, Signore, sopra i cieli e si stenda
la tua gloria su tutta la terra (FF 284).

Stazione X
Gesù è spogliato delle vesti
Ti adoriamo o Cristo e ti benediciamo.
Perché con la tua santa Croce hai redento il mondo.
Quando giunsero sul luogo chiamato Cranio, vi crocifissero lui e i malfattori, uno a destra e l’altro a sinistra. Gesù diceva: “Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno”. Poi dividendo le sue vesti, le tirarono a sorte. Il popolo stava a vedere, i capi invece lo deridevano dicendo: “Ha salvato altri! Salvi se stesso, se è lui il Cristo di Dio, l’eletto” (Lc 23, 33-35).
Quando sei offesa, addolorati più per l’offesa fatta a Dio che per la tua pena. Di tutto cuore pregami per l’offensore, perché io lo perdoni e lo liberi dalla pena che merita, perché il tuo prossimo è un tuo membro. Riconosci che tu sei molto più obbligata a coloro che ti fanno del male che a chi ti fa del bene: quelli infatti purificano la tua anima, la fanno bella, graziosa, gradita al mio cospetto... Pensa che tutto è permesso da me per il tuo bene: allora, a chi ti fa soffrire, non imputare alcun peccato (I Ricordi di Gesù).
O Dio amabile, la cui dolcezza non intendono coloro che stanno sempre nel fango della loro negligenza, pensando di avere una vita spirituale, perché hanno abitudini spirituali! Ma non è così. Questo odio di sé è il fondamento della vera perfezione, da cui nell’anima dell’uomo giusto deriva la virtù della pazienza. Comprendo troppo bene, Signore mio, che da me stessa non posso 11avermi in odio, come tu avesti te stesso in quanto uomo: ma con la tua grazia attirami a questa mèta. O buon Gesù, non v’è dubbio che quanto più l’uomo ama te, tanto più ha in odio se stesso (La Purità del Cuore, cap. XIII).
Preghiamo
Il nostro grido sale a te, Signore. Possa la nostra preghiera entrare al tuo
cospetto, non toglierci il tuo aiuto, ma veglia su noi, Dio della nostra salvezza
(FF 285-287).

Stazione XI
Gesù è inchiodato alla croce
Ti adoriamo o Cristo e ti benediciamo.
Perché con la tua santa Croce hai redento il mondo.
C’erano anche alcune donne, che osservavano da lontano, tra le quali Maria di Magdala, Maria madre di Giacomo il minore e di Ioses, e Salome, che lo seguivano e lo servivano, quando era in Galilea, e molte altre che erano salite con lui a Gerusalemme (Mc 15, 40-41).
Che dolore pensi tu che io abbia sostenuto per la pena e l’afflizione della mia diletta discepola e benedetta figliola Maria Maddalena?... Giustamente si dice che dopo la mia amatissima Madre non ci fu persona che più di lei si affliggesse per la mia passione e morte... perché in me erano tutta la sua speranza, tutto il suo amore, pace e consolazione, giacché mi amava senza ordine e misura. Per questo anche il suo dolore fu senza ordine e misura... e se io, somma potenza non l’avessi sostenuta, sarebbe morta… Io portai volentieri nel mio cuore il suo dolore e provai per lei ogni tenerezza... Così vuol essere ogni anima quando mi ama e desidera affettuosamente: non si dà pace né riposa se non in me solo, suo amato Dio (I Dolori mentali, cap. IV).
O buon Gesù, non c’è da meravigliarsi se mi venne il desiderio di entrare dentro il tuo Cuore, perché quando stavo ancora nel mondo, tu mi avevi mostrato che in esso era scritto il mio nome a lettere d’oro. Oh, quanto apparivano belle nel tuo Cuore vermiglio le lettere d’oro grandi e di stile antico: IO TI AMO CAMILLA. Mi mostravi tutto questo, o buon Gesù, perché io mi meravigliavo molto, che tu mi amassi tanto (Autobiografia, cap. XII).12
Preghiamo
Degno è l’Agnello che è stato ucciso, di ricevere la potenza e la divinità e la sapienza e la fortezza e l’onore e la gloria e la benedizione. Lodiamolo ed esaltiamolo in eterno. Amen (FF 264).

Stazione XII
Gesù muore in croce
Ti adoriamo o Cristo e ti benediciamo.
Perché con la tua santa Croce hai redento il mondo.
Era già verso mezzogiorno e si fece buio su tutta la terra fino alle tre del pomeriggio, perchè il sole si era eclissato. Il velo del tempio si squarciò a metà. Gesù, gridando a gran voce, disse: “Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito”. Detto questo spirò (Lc 23, 44-46).
Io stetti nudo sulla croce: voglio che tu pure stia nuda sulla croce dalla santa religione, spogliata di ogni amore umano. Io fui confitto con tre chiodi: voglio che tu pure sia inchiodata alla croce con i tre chiodi della povertà, obbedienza e castità... Ricordati la sincera offerta che facesti a Dio: lo volevi servire non per evitare l’inferno e meritare il paradiso, ma solo perché Lui è il Signore che merita di essere servito, amato, lodato da ogni creatura. E tu fa’ così: servilo con tutto l’ardore dell’anima tua fino alla morte (I Ricordi di Gesù).
O dolce Gesù, che dure parole volere che io prenda la croce! Tu, bontà ineffabile, mi vuoi dunque mettere in croce? Non sai quanto io sia debole nel patire? Povera me! Se tu, che sei candore d’eterna luce, vero Dio e vero uomo, il più bello tra i figli degli uomini, così delicato, sei stato posto in croce, io, che sono terra e cenere, resterò libera da questa croce? Tu che non hai commesso peccato sei stato crocifisso per me ed io ricuserò d’essere crocifissa per te? Dammi, o Signore, questa grandezza d’animo e gratitudine: che io desideri con tutto il cuore di patire per te, di essere crocifissa per te,poiché nessuna cosa è più gradita alla tua divinità quanto il giglio di tale desiderio (La Purità del Cuore, cap. V).
Preghiamo
Benedetto sia il Signore, Dio di Israele, che ha redento le anime dei suoi 13servi con il suo preziosissimo sangue; non verranno mai meno coloro che in Lui sperano. E lo sappiamo che viene, viene a giudicare la giustizia (FF 287).

Stazione XIII
Gesù è deposto dalla croce nelle braccia di sua Madre
Ti adoriamo o Cristo e ti benediciamo.
Perché con la tua santa Croce hai redento il mondo.
Venuta ormai la sera, poiché era la Parascéve cioè la vigilia del sabato, Giuseppe d’Arimatea, membro autorevole del sinedrio, che aspettava anche lui il regno di Dio, andò coraggiosamente da Pilato e chiese il corpo dì Gesù. Pilato concesse la salma a Giuseppe. Allora egli, comprato un lenzuolo, lo depose dalla croce, lo avvolse con il lenzuolo e lo mise in un sepolcro scavato nella roccia (Mc 15, 42-46).
L’anima mia fu rapita nella contemplazione del mistero della deposizione di Gesù dalla croce nelle materne, desolate braccia della sua afflitta Madre. Ero resa presente e perciò sentivo il pianto dolce e dolente dell’addolorata Madre, sentivo l’innamorata discepola Maddalena gridare forte e accorata: “Maestro mio!”; sentivo il diletto discepolo Giovanni piangere amaramente, gemendo sommessamente: “Padre, fratello, maestro mio!”; e i lamenti delle pie donne,… Quando si facevano più forti i pianti della gloriosa Vergine, io non sentivo più niente di questo mondo; allora mi pareva che l’anima mia fosse quasi separata dal corpo, mentre i miei occhi gettavano qualche lacrima, quando sentivo quello che si diceva e faceva intorno a me (Autobiografia, cap. XII).
O sommo ed amabile mio bene, o vita perpetua, o pace che superi ogni sentimento, o inesplicabile dolcezza, o carità indicibile. O sposo, del quale sono indegna, o Padre non meritato da un’anima tanto misera, chi potrà darmi forza e potenza di morire per te? (La Purità del Cuore, cap. XI).
Preghiamo
Ti saluto, signora santa, regina santissima, Madre di Dio, Maria, che sempre sei vergine. Ti saluto, suo palazzo. Ti saluto, sua tenda. Ti saluto, sua casa. Ti saluto, sua veste. Ti saluto, sua ancella. Ti saluto, sua Madre (FF 259).

Stazione XIV
Gesù è deposto nel sepolcro
Ti adoriamo o Cristo e ti benediciamo.
Perché con la tua santa Croce hai redento il mondo.
Nel luogo dove era stato crocifisso Gesù, vi era un giardino e nel giardino un sepolcro nuovo, nel quale nessuno era stato ancora posto. Là dunque, poiché era il giorno della Parasceve dei Giudei e dato che il sepolcro era vicino, posero Gesù (Gv 19, 41-42).
Vidi l’amore sviscerato e immenso come il mare, senza limite e misura, che Dio porta alla creatura, che quando tornai in me, non mi potevo trattenere dal ripetere: “O pazzia! O pazzia!”. Nessun vocabolo mi pareva più vero e conveniente a tanto amore (Autobiografia, cap. XV).
O amore che non hai pari, o amore ebbro, quanto s’abbassa tanta maestà, come diventa insipiente tanta sapienza! O Padre eterno, chi sei tu e chi sono io? Non sei tu la fonte d’ogni perfezione, il sommo bene d’ogni creatura, ed io sono un niente? Non sei tu tutto amore e carità ed io tutta odio? Non sei tu un lume inestinguibile ed io un’oscurità? Non sei tu una somma pace benefica, più alta d’ogni dolcezza ed io guerra, inquietudine e disturbo?...
Perché hai tanto amato me? Che cosa hai trovato in me, da dedicare così teneramente quel tuo cuore benigno all’amore mio?... Chi sono io, se non una pecorella smarrita fra le spine dei peccati? E cos’è l’amore che ti porto, dolce Signore mio, se non un odio fastidioso? Che cosa sono le mie lodi, se non bestemmie? Che sono queste mie opere, che al cospetto degli uomini sembrano virtù, se non un panno imbrattato? O Dio, al cui cospetto non sono pure le stelle del mattino, che trovasti difetti anche negli angeli, al cospetto del quale nessun uomo vivente sarà giustificalo per propria virtù: scacciami, Signore, da te, perché è cosa troppo indegna che io stia con te! (La Purità del Cuore, cap. XII).
Preghiamo
Gridiamo a te, Signore, la nostra esultanza. Ti offriamo la gloria e l’onore insieme ai nostri corpi. Donaci di seguire fino alla fine i tuoi santi comandamenti, portando ogni giorno la tua santa croce (FF 288).

Stazione XV 
Gesù è risorto dalla morte
Ti adoriamo o Cristo e ti benediciamo.
Perché con la tua santa Croce hai redento il mondo.
Se Cristo è in voi, il vostro corpo è morto per il peccato, ma lo Spirito è vita per la giustizia. E se lo Spirito di Dio, che ha risuscitato Gesù dai morti, abita in voi, colui che ha risuscitato Cristo dai morti darà la vita anche ai vostri corpi mortali per mezzo del suo Spirito che abita in voi... Ritengo infatti che le sofferenze del tempo presente non siano paragonabili alla gloria futura che sarà rivelata in noi (Rm 8, 10-11. 18). 
Rimase nell’anima mia un fuoco tanto grande, che ardisco dire con somma verità che l’anima mia fu così realmente infiammata ed arsa da questo fuoco immateriale, come nel fuoco materiale avvampa e brucia ogni cosa. Tale fuoco era un desiderio di uscire dal carcere di questo corpo per essere con
Cristo. E questo desiderio era talmente senz’ordine e misura, che ti dirò una cosa che forse non mi crederai, ma Dio sa se dico il vero: era tanto cocente e infiammato, che restare nel corpo mi pareva provare pene d’inferno. Anzi mi parevano refrigerio le pene dell’inferno rispetto alla pena che io sentivo.
Mai più vorrei provarla, eccetto quando dovessi morire; perché morendo con quella bramosia, la morte non sarebbe più morte, ma un andare a nozze al suono dell’organo (Autobiografia, cap. XVI).
Signore mio, non merito che tu sia con me, né che tu mi doni questa dolcezza. Donala, Signore ai tuoi santi angeli. Essendo io così meschina, in questa miseria non devo avere per me il Re della gloria. Signore mio, basta che io ti abbia in cielo; non ti voglio, Signore, in questa valle di lacrime, in questa
infermità e miseria grande, ma nella gloria dei santi (La Purità del Cuore, cap. XII).
Preghiamo
Ti benediciamo, Signore Iddio vivo e vero, e ti rendiamo la lode, la gloria, l’onore e ogni bene per sempre. Amen. Amen. Fiat. Fiat (FF 282).
Preghiera finale
O Dio, Padre onnipotente, che ci hai dato il tuo unico Figlio come prezzo della nostra salvezza, fa’ che vivendo in comunione con le sue sofferenze, partecipiamo un giorno alla gloria della sua Risurrezione. Egli è Dio e vive e regna con Te nell’unità dello Spirito Santo per tutti i secoli dei secoli. Amen.