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lunedì 13 ottobre 2014

La Santa Messa - Domande della figlia spirituale Cleonice Morcaldi a San Pio



- Padre, che cosa è la vostra Messa?

- Un complemento sacro della passione di Gesù.

- Che cosa debbo leggere nella vostra santa Messa?

- Tutto il Calvario.

- Padre, ditemi tutto quello che soffrite nella santa Messa.

- Tutto quello che ha sofferto Gesù nella sua passione, inadeguatamente, lo soffro anche io, per quanto a umana creatura è possibile. E ciò contro ogni mio demerito e per sola sua bontà.

- Padre, come possiamo conoscere la vostra passione?

- Conoscendo la passione di Gesù: in quella di Gesù troverete anche la mia.

- Agonizzate, Padre, come Gesù nell'orto?

- Sicuramente.

- Viene pure a voi come a Gesù l'angelo a confortarvi?

- Sì.

- Quale «fiat» pronunziate?

- Di soffrire e sempre soffrire per i fratelli di esilio e per il suo divin Regno.

- Diceste pure: "E grideranno: Crucifige! Crucifige!. Chi griderà?"

- I figli degli uomini, e proprio i beneficati.

- Come restò Gesù dopo la flagellazione?

- Il profeta lo dice: «Diventò una sola piaga; diventò un lebbroso».

- E allora anche voi siete tutto una piaga dalla testa ai piedi?

- E non è questa la nostra gloria? E se non ci sarà più spazio per fare altre piaghe nel mio corpo, faremo piaga su piaga.

- Dio mio, questo è troppo! Siete, Padre mio, un vero carnefice di voi stesso!

- Non ti spaventare, ma gioisci. Non deside­ro la sofferenza in se stessa, no; ma per i frutti che mi dà. Dà gloria a Dio e salva i fratelli. Che altro posso desiderare?

- Padre, quando la notte siete flagellato siete solo o vi assiste qualcuno?

- Mi assiste la Vergine santa; è presente tutto il paradiso.

- Gesù mi ha fatto sentire che voi soffrite la corona di spine.

- Altrimenti l'immolazione non sarebbe completa.

- Con la coronazione di spine, quali peccati scontò Gesù?

- Tutti. In particolare quelli di pensiero, non esclusi quelli vani e inutili.

- Le spine, Padre, ce le avete sulla fronte o intorno al capo?

- Intorno a tutto il capo.

- Padre, di quante spine è formata la vostra corona?... di trenta?

- E sì!

- Padre, io penso che la vostra corona è formata non di trenta, ma di trecento spine.

- T'impressioni per uno zero! E poi il trenta non è contenuto nel trecento?

- Padre, è vero che durante la Messa soffrite il supplizio della coronazione di spine?

- E lo metti in dubbio?

- Durante tutta la Messa?

- E anche prima e dopo. II diadema non si lascia mai.

- Padre, soffrite pure voi quello che soffrì Gesù nella via dolorosa?

- Lo soffro, sì, ma ce ne vuole per arrivare a quello che soffrì il divin Maestro!

- Chi vi fa da Cireneo e da Veronica?

- Gesù stesso.

- Nel divin sacrificio, Padre, voi prendete su di voi le nostre iniquità?

- Non si può fare diversamente, poiché fa parte del divin sacrificio.

- Il Signore allora vi considera peccatore?

- Non lo so, ma temo che sia così.


- Vi ho visto tremare mentre salivate i gradini dell'altare. Perché? Per quello che dovevate soffrire?

- Non per quello che dovevo soffrire, ma per quello che dovevo offrire.

- Anche durante il giorno, Padre, soffrite ciò che Gesù vi fa soffrire durante la Santa Messa?

- Starei fresco! E come potrei lavorare? Come potrei esercitare il mio ministero?

- In qual momento del divin sacrificio sof­frite di più?

- Sempre e in modo crescente.

- Nella celebrazione della santa Messa, quale è il momento in cui soffrite di più?

- Dalla consacrazione alla Comunione.

- In qual momento della Messa soffrite la flagellazione?

-Dal principio alla fine, ma più intensamen­te dopo la consacrazione.

- Perché leggendo il Vangelo avete pianto quando siete arrivato alle parole: «Chi mangia le mie carni e beve il mio sangue... »?

- Piangi con me di tenerezza.

- Perché piangete quasi sempre, Padre, quando leggete il Vangelo nella santa Messa?

- E ti pare poco che un Dio conversi con le sue creature? e che sia da loro contraddetto? e che sia continuamente ferito dalla loro ingratitudine e incredulità?

- La vostra Messa, Padre, è un sacrificio cruento?

- Eretica!

- No. Io voglio dire che quello di Gesù è incruento; ma la vostra partecipazione a tutta la passione è cruenta. Mi sbaglio?

- Beh!... questa volta non ti sbagli. Personal­mente preso forse hai ragione.

- Chi terge il vostro sangue nella Messa?

- Nessuno.

- Perché piangete all’offertorio?

- Vorresti strapparmi il segreto? E sia pure. Allora è il momento che l'anima viene separata dal profano.

- Durante la vostra Messa, Padre, la folla fa un po' di chiasso!...

- E se vi foste trovate sul Calvario dove si sentivano urli, bestemmie, rumori, minacce!? Lì era tutto un fracasso!

- I rumori che si fanno in chiesa vi distrag­gono?

- Niente affatto.

- Ditemelo perché soffrite tanto nella consacrazione.

- Perché è proprio lì che avviene una nuova e ammirabile distruzione e creazione. I segreti del sommo Re non si svelano senza profanarli. Mi domandi perché soffro? Non lacrimucce, ma torrenti di lacrime vorrei versare! Non rifletti al tremendo mistero? Un Dio vittima dei nostri peccati!... Noi poi siamo i suoi macellai. 

- L'amarezza del fiele, Padre, la soffrite?

- Sì e spesso.

- Padre, come vi reggete in piedi sull’altare?

- Come si reggeva Gesù sulla croce.

- Sull’altare siete sospeso sulla croce come Gesù al Calvario?

- E lo domandi pure?

- I carnefici capovolsero la croce di Gesù per ribattere i chiodi?

- Si capisce!

- Anche a voi ribattono i chiodi?

- E come!

- Pure a voi la capovolgono?

- Sì, ma non aver paura.

- Padre, recitate pure voi durante la santa Messa le sette parole che Gesù proferì in croce?

- Sì, indegnamente, le recito pure io.

- E a chi dite: «Donna, ecco tuo figlio»?

- Dico a Lei: Ecco i figli del tuo Figlio.

- Soffrite la sete e l'abbandono di Gesù?

- Sì.

- In quale momento soffrite la sete e l'abban­dono?

- Dopo la consacrazione.

- Fino a quale momento soffrite l’abban­dono e la sete?

- Ordinariamente sino alla comunione.

- Mi avete detto che vi vergognate di dire: «Cercai invano chi mi consolasse». Perché?

-Perché di fronte a quello che soffrì Gesù, il nostro soffrire, come veri colpevoli, impallidisce.

- Di fronte a chi vi vergognate?

- Di fronte a Dio e alla mia coscienza.

- Gli angeli del Signore non vi confortano sull'altare ove vi immolate?

- Ma... io non li sento.

- Se il conforto non scende nel vostro spiri­to durante il divin sacrificio, e voi come Gesù soffrite il totale abbandono, è inutile la nostra presenza.

- L'utilità è dalla parte vostra. Dovremmo allora dire inutile la presenza dell'Addolorata, di Giovanni, e delle pie donne ai piedi di Gesù morente?

- Padre, perché non cedete anche a noi un po' di questa vostra passione?

- I monili dello Sposo non si regalano a nessuno.

- Ditemi cosa potrei fare per alleggerire il vostro calvario.

- Alleggerirlo?!... Di' piuttosto per appesan­tirlo. Bisogna soffrire!

- E' doloroso assistere al vostro martirio senza potervi aiutare!

- Anche l'Addolorata dovette assistere. Per Gesù, certo, era più confortante avere una madre dolorante, che una indifferente.

- Che faceva la Vergine ai piedi di Gesù crocifisso?

- Soffriva nel vedere soffrire suo Figlio. Offriva le sue pene e i dolori di Gesù al Padre celeste per la nostra salvezza.

- Non per curiosità, vi chiedo: Qual è la piaga che vi fa soffrire di più?

- La testa e il cuore.

- Perché piangete, Padre, quando fate la comunione?

- Se la Chiesa emette un grido: «Tu non sdegnasti l'utero della Vergine», parlando dell'In­carnazione, che dire di noi miserabili?!...

- Che cosa è la santa Comunione?

- E' tutta una misericordia interna ed esterna. Tutto un amplesso. Pregate pure Gesù che si faccia sentire sensibilmente.

- Dove vi bacia Gesù?

- Tutto mi bacia.

- Quando viene Gesù solo l'anima visita?

- Tutto intero l'essere.

- Che fa Gesù nella comunione?

- Si delizia nella sua creatura.

- La comunione è una incorporazione?

- E' una fusione. Come due ceri si fondono insieme e più non si distinguono.

- Quando vi unite a Gesù nella santa co­munione che dobbiamo chiedere (per voi) al Si­gnore?

- Che sia anche io un altro Gesù, tutto Gesù, sempre Gesù.

- Mi avete fatto comprendere che le sacre Specie in voi non si consumano; che nelle vostre vene scorre il sangue di Gesù! Siete dunque un ostensorio vivente?

- Tu lo dici!

- In questa unione, Gesù non vi consola?

- Sì, ma non si cessa di stare sulla croce! In questo supremo istante viene lanciato un ultimo sguardo:

- Dove posò l'ultimo sguardo Gesù moren­te?

- Sulla Madre sua.

- E voi dove lo posate?

- Sui fratelli di esilio.

- Nella santa Messa morite anche voi?

- Misticamente nella santa comunione.

- E' per veemenza d amore o di dolore che subite la morte?

- Per l'uno e per l’altro: ma più per amore.

- Nella comunione subite la morte: allora non ci siete più sull’altare?

- Perché? Anche Gesù morto era sul Calva­rio.

-Avete detto, Padre, che nella comunione la vittima muore. Nelle braccia della Madonna vi depongono?

- Di san Francesco.

- Gesù stacca dalla croce le sue braccia per riposarsi in voi?

- Sono io che mi riposo in Lui!

- Quanto amate Gesù?

- Il desiderio è infinito, ma in pratica ahimè! sarei per dire zero, e me ne vergogno.

- La santissima Vergine assiste alla vostra Messa?

- E credi tu che la Mamma non s'interessi del figlio?

- Gli angeli assistono alla vostra Messa?

- A torme.

- Che fanno?

- Adorano e amano.

- Padre, chi sta più vicino al vostro altare?

- Tutto il paradiso.

- Quanta gloria dà a Dio la santa Messa?

- Infinita gloria.

- Che dobbiamo fare durante la santa Mes­sa?

- Compassionare ed amare.

- Padre, come dobbiamo ascoltare la santa Messa?

- Come vi assistettero la santissima Vergine e le pie donne. Come assistette san Giovanni al sacrificio eucaristico e a quello cruento della croce.

- Che benefici riceviamo ascoltandola?

- Non si possono enumerare. Li vedrete in paradiso.

venerdì 25 luglio 2014

Messaggio della Madonna di Medjugorje del 12 novembre 1986

Io vi sono più vicina durante la Messa che durante l'apparizione. Molti pellegrini vorrebbero essere presenti nella stanzetta delle apparizioni e perciò si accalcano attorno alla canonica. Quando si spingeranno davanti al tabernacolo come ora fanno davanti alla canonica, avranno capito tutto, avranno capito la presenza di Gesù, perché fare la Comunione è più che essere veggente.

martedì 10 giugno 2014


Dopo la consacrazione il buon Dio è presente come in cielo. 
Se l'uomo conoscesse bene questo mistero, morirebbe. 
Dio ha riguardo per noi a causa della nostra debolezza.
{Curato d'Ars}


mercoledì 6 novembre 2013

La Santa Messa - Testimonianza di Catalina Rivas

(...) Era un giorno festivo e si doveva quindi recitare il Gloria. La Santa Vergine disse: «Glorifica e benedici con tutto il tuo amore la Santissima Trinità,  riconoscendoti una Sua creatura.»
Come fu diverso quello Gloria! mi vidi d’un tratto in un altro luogo, pervaso di luce, davanti alla Presenza maestosa del Trono di Dio, tutto pieno di luce; 
con quanto amore, ringraziando, ho ripetuto... “Per la tua Gloria immensa, noi Ti lodiamo, Ti benediciamo, Ti adoriamo, Ti glorifichiamo, Ti rendiamo 
grazie Signore, Dio, Re del cielo, Dio Padre Onnipotente - e mi immaginavo il volto paterno del Padre pieno di bontà... Signore, Figlio unico Gesù Cristo, Signore Dio, Agnello di Dio, Figlio del Padre, Tu che togli peccati del mondo...” - e Gesù stava davanti a me, con quel volto pieno di tenerezza e di 
misericordia... “perché Tu solo sei Dio, solo Tu, Altissimo Gesù Cristo, con lo Spirito Santo...” il Dio dell’Amore perfetto, Quello che in questo momento 
fa trasalire tutto il mio essere...
E ho chiesto: «Signore, liberarmi da ogni spirito cattivo; il mio cuore ti appartiene, Signore mio, mandami la tua pace per ottenere il miglior beneficio 
da questa Eucaristia e perché la mia vita dia migliori frutti. Spirito Santo di Dio, trasformami, opera in me, guidami. O Dio, dammi i doni di cui necessito 
per servirti meglio...!»
Giunse il momento della liturgia della Parola e la Vergine mi fece ripetere: «Signore, voglio oggi ascoltare la Tua Parola e dare frutto abbondante; che il Tuo Santo Spirito mondi il terreno del mio cuore, perché la Tua Parola cresca e si sviluppi, purifica il mio cuore perché sia ben disposto.»
«voglio che tu stia attenta alle letture e a tutta l’omelia del sacerdote. Ricorda che la bibbia dice che la Parola di dio non ritorna senza aver 
dato frutto. Se stai attenta, resterà qualcosa in te di tutto quello che ascolti. Devi cercare di ricordare tutto il giorno quelle Parole, che lasceranno in 
te una impronta. Potranno essere una volta due frasi, poi sarà l’intera lettura del vangelo, qualche volta solo una parola, da assaporare per il 
resto del giorno; questo si farà carne in te perché è questa la maniera di trasformare la vita, e fare in modo che la Parola di dio trasformi.»
«E ora, dillo al Signore che sei qui per ascoltare ciò che tu vuoi che Egli dica oggi al tuo cuore.»
Ringrazio nuovamente Dio perché mi dà l’opportunità di ascoltare la Sua Parola; chiedo perdono per aver mantenuto un cuore tanto duro per così tanti anni e per aver insegnato ai miei figli ad andare alla Messa la domenica perché così comandava la Chiesa, e non per amore e per il bisogno di riempirsi di 
Dio...
 Io che avevo assistito a tante Eucaristie, più che altro come un’obbligo, e avevo creduto con questo di essere salva... Di viverla, nemmeno per sogno, di 
porre attenzione alle letture e alla omelia del sacerdote anche meno.
Quale dolore ho provato per tanti anni persi inutilmente, a causa della mia ignoranza!... Quanta superficialità nelle Messe alle quali assistiamo quando c’è un matrimonio, o una messa da morto, oppure perché ci teniamo a farci 
vedere dagli altri! Quanta ignoranza riguardo questa nostra Chiesa e riguardo i Sacramenti! Quanto spreco nel voler istruirci e coltivarci nelle cose del 
mondo, che in un momento possono sparire senza che nulla rimanga, e che alla fine della vita non ci servono neanche ad aggiungere un minuto alla nostra 
esistenza! Ma di quello che ci farà guadagnare un poco di cielo sulla terra e poi la vita eterna, non sappiamo niente, e tuttavia ci chiamiamo uomini 
e donne istruiti...!
Si giunse poco dopo all’offertorio e la Santissima Vergine disse: «Recita così, (e io la seguivo): Signore, ti offro tutto ciò che sono, quello che ho, 
quello che posso, tutto pongo nelle tue mani. Eleva tu, Signore, quel poco che io sono. Per i meriti di tuo Figlio, trasformami, dio Altissimo. 
Intercedi per la mia famiglia, per i miei benefattori, per ogni membro del nostro Apostolato, per tutte le persone che ci combattono, per quelli che si raccomandano alle mie povere preghiere... Insegnami a umiliare il mio cuore affinché il loro cammino sia meno duro...! E così che pregavano i santi e così voglio che facciate.
E questo che Gesù vuole che si faccia: che umiliamo il nostro cuore affinché loro non sentano la durezza, ma che invece alleviamo loro il dolore del venire 
calpestati. Anni dopo, ho letto un libretto di preghiere di un Santo che amo molto: José maria Escrivà de Balaguer; lì trovai una preghiera simile a quella 
che mi aveva insegnato la Vargine. Certe volte questo Santo al quale mi affido, rendeva omaggio alla Vergine Santissima con quelle preghiere.
All’improvviso, cominciarono ad alzarsi in piedi delle persone che non avevo visto prima. Era come se dal fianco di ogni persona che si trovava nella Cattedrale, uscisse un’altra persona; la Cattedrale si riempì così di varie persone giovani e belle, vestite con tuniche bianchissime. Si diressero fino al 
corridoio centrale procedendo poi verso l’Altare.
Disse nostra madre: «osserva, sono gli Angeli Custodi di ognuna delle persone che si trovano qui. è il momento nel quale il vostro Angelo Custode porta le vostre offerte e preghiere all’Altare del Signore.»
In quel momento, ero completamente in preda a un grande stupore, perché quegli esseri avevano un volto tanto bello e tanto raggiante da non potersi 
immaginare. I volti risplendevano bellissimi, quasi femminili, benché senza alcun dubbio, l’aspetto generale del corpo, delle mani e la statura fosse di 
uomo. I piedi nudi non poggiavano al suolo, ma piuttosto andavano come scivolando, come se scorressero via. Era una processione bellissima.
Alcuni di loro portavano come un vassoio d’oro con qualcosa che risplendeva di una forte luce bianco dorata. Disse la Vergine: «Sono gli Angeli Custodi 
delle persone che stanno offrendo questa Santa Messa per molte varie intenzioni, di quelle persone che sono coscienti di ciò che significa questa 
celebrazione, di quelle che hanno qualcosa da offrire al Signore...»
In questo momento, offrite le vostre pene, i vostri dolori, le vostre speranze, le vostre gioie e tristezze, le vostre richieste. Ricordatevi che la Messa ha 
un valore infinito, quindi siate generosi nell’offrire e nel chiedere.»
Dietro ai primi Angeli, le venivano degli altri che non avevano niente nelle mani, le avevano vuote. Disse la Vergine: «Sono gli Angeli delle persone che pur essendo qui, non offrono mai niente, che non sono interessate a vivere ogni momento liturgico della Messa e non hanno offerte da portare 
all’Altare del Signore.»
Per ultimi, vi erano degli altri Angeli che erano piuttosto tristi, con le mani giunte in preghiera, ma con gli occhi bassi. «Sono gli Angeli Custodi delle 
persone che pur essendo qui, è come se non ci fossero, vale a dire delle persone che sono venute per forza, che sono venute perché si sentono 
obbligate, ma senza nessun desiderio di partecipare alla Santa Messa, e così gli Angeli vanno tristemente perché non hanno niente da portare all’Altare, salvo le loro proprie preghiere.»
«Non intristite il vostro Angelo Custode... Pregate molto, pregate per la conversione dei peccatori, per la pace nel mondo, per i vostri famigliari, per il vostro prossimo e per quelli che si raccomandano alle vostre 
preghiere. Pregate, pregate molto, non solo per voi ma anche per gli altri.»
«Ricordatevi che l’offerta più gradita al Signore la fate quando offrite voi stessi come olocausto, così che Gesù, nello scendere, vi trasformi con i Suoi propri meriti. Cosa avete da offrire al Padre che sia solo vostro? 
Il nulla e il peccato, ma se vi offrite in unione ai meriti di Gesù, fate una offerta gradita al Padre.»
Quello spettacolo, quella processione era così bella che difficilmente potrebbe essere paragonata ad altro. Tutte quelle creature celesti davanti 
all’Altare facevano una riverenza, alcune ponendo la loro offerta al suolo, altre prostrandosi in ginocchio con la fronte quasi a terra, e dopo essere giunte 
lì, sparivano alla mia vista.
Giunse il momento finale del prefazio, e quando l’assemblea cominciò a dire: «Santo, Santo, Santo» immediatamente, tutto quello che era dietro ai 
celebranti sparì. Dal lato sinistro del signor Arcivescovo, in forma diagonale all’indietro, apparvero migliaia di Angeli, piccoli e Angeli grandi, Angeli con delle ali immense, Angeli con delle ali piccole, Angeli senza ali come i primi; tutti vestiti con delle tuniche simile alle albe bianche dei sacerdoti o 
dei monaci.
Tutti si inginocchiavano con le mani giunte in preghiera e, in segno di riverenza, chinavano il capo. Si sentiva una musica bellissima, come se vi fossero moltissimi cori con voci diverse, e tutti, all’unisono e insieme al popolo, dicevano: Santo, Santo, Santo...
Era giunto il momento della Consacrazione, il momento del più meraviglioso dei miracoli... dal lato destro dell’Arcivescovo in linea ancora diagonale verso l’indietro, partiva una moltitudine di persone, vestite con la stessa tunica, ma dai colori pastello: rosa, verde, celeste, lilla, giallo; in poche parole, diversi e deliziosi colori. Anche i loro volti splendevano pieni di gioia, pareva che fossero tutti della stessa età. Si poteva notare (ma non saprei dire perché) che erano persone di età diversa, ma nei volti erano tutti uguali, senza rughe, 
felici. Tutti si inginocchiavano prima del canto del «Santo, Santo, Santo è il Signore...»
Disse nostra Signora: «Sono tutti i Santi e i beati del cielo e fra di essi vi sono anche le anime dei vostri famigliari che godono già bella Presenza di dio.» E poi, La vidi. Proprio alla destra del signor Arcivescovo... un passo indietro rispetto a monsignore, era un po’ sollevata dal suolo,
inginocchiata sopra dei veli molto fini, nello stesso tempo trasparenti e luminosi, come acqua cristallina, la Santissima Vergine, con le mani giunte, guardava con attenzione e rispetto il celebrante. Stando là mi parlava, ma in silenzio, direttamente al 
cuore, e senza guardarmi.
«Ti colpisce il fatto di vedermi un poco più indietro del Monsignore, vero? Ma così deve essere... Per quanto Mi ami, il Figlio Mio non Mi ha dato la dignità che dà a un sacerdote, di poterlo portare quotidianamente tra le Mie mani, come lo fanno le mani sacerdotali. Ecco perché provo un profondissimo rispetto per il sacerdote e per quello miracolo che dio realizza per suo mezzo, e che Mi obbliga qui ad inginocchiarmi.»
Dio mio, quanta dignità, quanta grazia riversa il Signore sulle anime sacerdotali, e noi non ne siamo coscienti, e talvolta, nemmeno tanti di loro!
Di fronte all’Altare, cominciarono a presentarsi delle ombre di persone di colore grigio, che sollevavano le mani verso l’alto. Disse la Vergine Santissima: «Sono le anime benedette del Purgatorio che aspettano le 
vostre preghiere per trovare refrigerio. Non cessate di pregare per loro. Pregano per voi, ma non possono pregare per loro stesse, siete voi che 
dovete pregare per loro, per aiutarle ad uscire per incontrarsi con dio e godere di lui eternamente.»
Come vedi, Io sono qui sempre... la gente fa pellegrinaggi, cerca i luoghi delle Mie apparizioni, è questo va bene per tutte le grazie che si ricevono in 
quei luoghi, ma in nessuna apparizione, in nessun luogo Io Sono presente per più tempo, come durante la Santa Messa. Ai piedi dell’Altare dove si 
celebra l’Eucarestia, sempre Mi potrete trovare; Io rimango ai piedi del tabernacolo insieme agli Angeli, perché Io sto sempre con lui.»
Vedere quel bel volto della madre nel momento del «Santo», come pure tutti gli altri, con il volto risplendente, con le mani giunte in attesa di quel 
miracolo che si ripete continuamente, era proprio come stare nel cielo stesso. E pensare che c’è della gente, che vi sono delle persone che in quel momento 
possono essere distratte, che magari stanno parlando... lo dico con dolore, e sono molti più uomini che donne, che se ne stanno in piedi con le braccia 
conserte come se dovessero rendere un omaggio al signore da pari a pari, da uguale ad uguale.
Disse la Vergine: «dillo agli esseri umani, che mai un uomo è così davvero uomo come quando piega i ginocchi davanti a dio».
Il celebrante pronunciò le parole della «Consacrazione». 
Era una persona di statura normale, ma all’improvviso cominciò a crescere, a riempirsi di 
luce, di una luce soprannaturale tra il bianco e il dorato che lo avvolgeva, e diventava fortissima nella parte del volto, tanto che non si potevano più 
vedere i suoi lineamenti. Quando ha sollevato l’ostia, ho visto che le sue mani avevano sul dorso dei segni, dai quali usciva molta luce. Era Gesù!... 
Era Lui, che con il Suo Corpo avvolgeva quello del celebrante come se circondasse amorosamente le mani del signor Arcivescovo. In quel momento, 
l’Ostia cominciò a crescere e a crescere in modo enorme e in essa, il Volto meraviglioso di Gesù che guardava verso il Suo popolo.
Istintivamente abbassai la testa e Nostra Signora disse: «Non distogliere lo sguardo, alza gli occhi, contemplalo, incrocia il tuo sguardo con il Suo e 
ripeti la preghiera di Fatima: Gesù mio, io credo, adoro spero e ti amo. Ti chiedo perdono per tutti quelli che non credono, non adorano, non 
sperano e non ti amano. Perdono e Misericordia... Adesso digli quanto lo ami, rendi il tuo omaggio al Re dei Re».
Vi dico, pareva che dall’Ostia enorme guardasse solo me, ma seppi che contemplava allo stesso modo ogni persona, pieno di amore... Quindi chinai 
il capo fino ad avere la fronte a terra, come facevano tutti gli Angeli e i Beati del Cielo. Per una frazione di secondo, pensai che era lo stesso Gesù che 
avvolgeva il corpo del celebrante e nello stesso tempo si trovava nell’Ostia, che quando il celebrante l’abbassava, diventava nuovamente piccola. Avevo 
le guance piene di lacrime, non potevo uscire dal mio stato di meravigliato stupore.
Non appena il monsignore iniziò a pronunciare le parole di consacrazione del vino, insieme alle sue parole, incominciarono ad apparire di bagliori come 
lampi, nel cielo e sullo sfondo. La Chiesa non aveva più né tetto, né pareti, tutto era buio, vi era solamente quella luce che brillava nell’Altare.
All’improvviso sospeso in aria, vidi Gesù, crocefisso, dalla testa fino alla parte bassa del torace. Il tronco trasversale della croce era sostenuto da grandi e forti 
mani. Dal centro di quello splendore, si distaccò un piccolo lume come una colomba molto piccola e molto brillante che, fatto velocemente il giro di tutta 
la chiesa, si posò sulla spalla sinistra del signor Arcivescovo che continuava ad essere Gesù, perché potevo distinguere la Sua capigliatura sciolta, le Sue 
piaghe luminose, il Suo grandioso corpo, ma non vedevo il Suo Volto.
In alto, Gesù crocifisso stava con il viso reclinato sulla spalla destra. Si vedevano sul volto e sulle braccia i segni dei colpi e delle ferite. Sul costato 
destro, all’altezza del petto, vi era una ferita da cui usciva a fiotti verso sinistra del sangue, e verso destra qualcosa che sembrava acqua, però molto 
brillante; ma erano piuttosto fasci di luce quelli che si dirigevano verso i fedeli, muovendosi a destra e a sinistra. mi stupiva la quantità di sangue che 
traboccava dal Calice e pensai che avrebbe impregnato e macchiato tutto l’Altare, ma non ne cadde una sola goccia!
In quel momento la Vergine disse: «te lo ripeto, questo è il miracolo dei Miracoli, per il Signore non esistono né tempo, né distanza e nel momento 
della Consacrazione, tutta l’assemblea viene trasportata ai piedi del Calvario, nel momento della Crocifissione di Gesù.»
Può qualcuno immaginarselo? I nostri occhi non lo possono vedere, ma tutti siamo là, nello stesso momento nel quale lo stanno crocefiggendo e mentre chiede perdono al Padre, non solamente per quelli che lo uccidono, ma per ognuno dei nostri peccati: «Padre, perdonali perché non sanno quello che fanno!»
A partire da quel giorno, e non mi importa se mi prendono per pazza, io chiedo a tutti di inginocchiarsi, chiedo a tutti di cercare di vivere con il cuore e con tutta la sensibilità di cui sono capaci, quel privilegio che il Signore ci concede.
Quando stavamo per cominciare a pregare il padre nostro, parlò il Signore, per la prima volta durante la celebrazione, e disse: «Ecco, voglio che tu preghi 
con la maggiore profondità di cui sei capace e che, in questo momento, ti ricordi della persona o delle persone che ti hanno causato più male nella 
tua vita, affinché tu li abbracci e li stringa a te e dica loro con tutto il 
cuore: -Nel Nome di Gesù io ti perdono e ti auguro la pace. Nel Nome di Gesù, ti chiedo perdono e mi auguro di avere la pace. Se questa persona 
merita la pace, la riceverà e ne avrà un gran bene; se questa persona non è capace di aprirsi alla pace, quella pace tornerà al tuo cuore. Ma non 
voglio che tu riceva o dia la pace ad altre persone, fino a quando non sei capace di perdonare e di provare quella pace dapprima nel tuo cuore.»
«Fate attenzione a quello che fate» - continuò il Signore - «voi ripetete nel 
Padre Nostro: perdonaci come noi perdoniamo quelli che ci offendono. Se siete capaci di perdonare e non, come dicono alcuni, di dimenticare, state 
mettendo delle condizioni al perdono di dio. State dicendo: perdonami soltanto come io sono capace di perdonare, non di più.»
Non so come spiegare il mio dolore, nel comprendere quanto possiamo 
ferire il Signore e quanto possiamo noi stessi offenderlo con tanti rancori, con i cattivi sentimenti e le cose cattive che nascono dai complessi e dalla 
suscettibilità. Perdonai, perdonai di cuore e chiesi perdono a tutti quelli che talvolta mi avevano offeso, per sentire la pace del Signore.
Il celebrante diceva: «... concedici la pace e l’unità...» e quindi: «La pace del Signore sia con tutti voi...»
Vidi d’un tratto, fra alcune persone che si abbracciavano (non tutte), venire a porsi in mezzo una luce molto intensa; seppi che era Gesù e mi slanciai allora ad abbracciare la persona che avevo a fianco. Potei sentire davvero in quella luce l’abbraccio del Signore, era Lui che mi abbracciava per darmi la Sua 
pace, perché in quel momento io ero stata capace di perdonare e di togliere dal mio cuore ogni offesa contro altre persone. Questo è ciò che Gesù vuole, 
condividere quel momento di gioia in un abbraccio per farci trovare la Sua Pace.
Arrivò il momento della comunione dei celebranti, e qui tornai a notare la presenza di tutti i sacerdoti insieme al monsignore. mentre egli si comunicava, 
la Vergine disse: 
«questo è il momento di pregare per il celebrante e per i sacerdoti che lo accompagnano, ripeti con me: Signore, benedicili, santificali, aiutali, purificali, amali, abbine cura, sostienili con il tuo amore... Ricordatevi di tutti i sacerdoti del mondo, pregate per tutte le anime consacrate...»
Amati fratelli, questo è il momento in cui dobbiamo pregare perché loro sono la Chiesa, come lo siamo anche noi laici. molte volte i laici esigono molto 
dai sacerdoti, però siamo incapaci di pregare per loro, di capire che sono persone umane, di comprendere e apprezzare la solitudine che molto spesso può circondare un sacerdote.
Dobbiamo capire che i sacerdoti sono persone come noi e che hanno bisogno di comprensione, di assistenza, che hanno bisogno di affetto e di attenzioni da parte nostra, perché stanno dando la loro vita per ognuno di noi, come Gesù, consacrandosi a Lui.
Il Signore vuole che la gente del gregge che Dio ha affidato loro, preghi e aiuti il proprio Pastore a santificarsi. Un giorno o l’altro, quando saremo  dall’altra parte, comprenderemo la meraviglia compiuta dal signore nel darci dei sacerdoti che ci aiutano a salvare la nostra anima.
La gente cominciò a uscire dai banchi per andare a comunicarsi. Era giunto il grande momento dell’incontro, della «Comunione»; il Signore mi disse: 
«Aspetta un momento, voglio che tu osservi qualcosa...» spinta da un 
impulso interiore, diressi lo sguardo verso la persona che stava per ricevere la comunione sulla lingua dalla mano del sacerdote.
Devo chiarire che questa persona era una delle signore del nostro gruppo che la sera prima non era riuscita a confessarsi, ma che si era confessata 
questa mattina, prima della Santa messa. Quando il sacerdote ebbe posto la Sacra Ostia sulla sua lingua, vi fu come un lampo di luce; quella luce di 
colore bianco dorato intenso, attraverso questa persona prima dalla spalla e poi circondando la spalla, gli omeri e la testa. Disse il Signore: «è così che 
Io Mi compiaccio nell’abbracciare un’anima che viene a ricevermi con il cuore puro!»
Il tono della voce di Gesù era quello di una persona felice. Io ero stupita nell’ammirare quell’amica che tornava al suo posto circondata di luce, 
abbracciata dal Signore; ho pensato alle meraviglie che noi tante volte perdiamo, perché andiamo a ricevere Gesù con le nostre piccole o grandi 
mancanze, mentre dovrebbe essere solo una festa.
molte volte diciamo che non vi sono sacerdoti per confessarsi spesso, ma il problema non consiste nel confessarsi spesso, il problema consiste nella 
nostra facilità a tornare a cadere nel male. D’altronde, così come ci sforziamo di trovare un salone di bellezza o gli uomini un barbiere quando abbiamo 
una festa, dobbiamo sforzarci anche di andare a cercare il sacerdote quando 
abbiamo bisogno che vengano tolte da noi tutte quelle cose sporche, e non avere la sfacciataggine di ricevere Gesù in qualsiasi momento con il cuore pieno di cose cattive.
Quando mi sono diretta a ricevere la comunione, Gesù ripeteva: «l’ultima 
Cena fu il momento di maggiore intimità con i Miei. In quell’ora dell’amore, ho istituito quello che agli occhi degli uomini può sembrare la più grande pazzia, farmi prigioniero d’Amore. ho istituito l’Eucarestia. 
Ho voluto rimanere con voi fino alla fine dei secoli, perché il Mio Amore non poteva sopportare che rimanessero orfani coloro che amavo più della Mia vita...»
Ricevetti quell’Ostia, che aveva un sapore particolare; era una mescolanza di sangue e incenso che mi inondò interamente. Provavo tanto amore che le 
lacrime scorrevano senza poterle trattenere...
Quando ritornai al mio posto, mentre mi inginocchiavo, il Signore disse: «Ascolta...» e in quel momento cominciai a sentire dentro di me le preghiere di una signora che era seduta davanti a me e che si era appena comunicata.
Quello che diceva senza aprire la bocca, era più o meno questo: «Signore, ricordati che siamo alla fine del mese e che non ho i soldi per pagare l’affitto, 
la rata della macchina, il collegio dei bambini, devi fare qualcosa per aiutarmi... Per favore, fa che mio marito smetta di bere tanto, non posso 
sopportare più le sue ubriachezze, e mio figlio minore perderà di nuovo l’anno se non lo aiuti questa settimana ha gli esami... e non dimenticarti della vicina che deve cambiare casa, che lo faccia una buona volta perché io non la posso sopportare... ecc. ecc.»
In quel momento, il signor Arcivescovo disse: «Preghiamo» è ovviamente tutta l’assemblea si alzò in piedi per la preghiera finale. Gesù disse con tono 
triste: «ti sei resa conto? Non Mi ha detto neanche una volta che Mi ama, non una sola volta ha dato segni di gratitudine per il dono che Io le ho fatto di far scendere la Mia Divinità fino alla sua povera umanità, per elevarla fino a Me. Non una sola volta ha detto: grazie, Signore. È stata una litania di richieste... e sono così quasi tutti quelli che vengono 
a ricevermi».
«Io sono morto per amore e sono risuscitato. Per amore, aspetto ognuno di voi e per amore rimango con voi... ma voi non vi rendete conto del fatto che Io ho bisogno del vostro amore. Ricorda che Sono il Mendicante d’Amore in quest’ora sublime per l’anima».
Vi rendete conto, che Egli, l’Amore, sta chiedendo il nostro amore e che noi non glielo diamo? Ed evitiamo anche di andare a questo incontro con l’Amore 
degli Amori, con l’unico amore che Si dà in oblazione permanente. Quando il celebrante stava per dare la benedizione, la Santissima Vergine parlò di nuovo e disse: «Fai attenzione, osserva bene... Invece di fare il segno della Croce, voi fate un ghirigoro. Ricorda che questa benedizione può essere l’ultima che ricevi nella tua vita dalla mano di un sacerdote. tu 
non sai se uscendo da qui, morirai o no, e non sai se avrai l’opportunità che un altro sacerdote ti dia una benedizione. quelle mani consacrate ti stanno dando la benedizione nel Nome della Santissima trinità, pertanto, fai il segno della Croce con rispetto e come se fosse l’ultimo della tua vita.»
Quante cose perdiamo non capendole, e quando non partecipiamo tutti i giorni alla Santa messa! Perché non fare uno sforzo e cominciare la giornata mezz’ora prima, per correre alla Santa messa e ricevere tutte le benedizioni che il Signore vuole riversare su di noi? 
Capisco che non tutti, a causa dei loro obblighi, possono farlo ogni giorno, ma almeno due o tre volte per settimana si; indubbiamente, tanti evitano la messa della domenica con il debole pretesto di avere uno o due o dieci bambini piccoli e pertanto non possono assistere alla messa... Come fanno quando 
hanno altri impegni importanti? Che vadano con tutti i bambini, oppure facciano i turni: il marito ci va in un’ora e la moglie in un’altra ora, ma che adempiano i propri obblighi verso Dio.
Abbiamo tempo per studiare, per lavorare, per divertirci, per riposare, ma NON 
ABBIAMO TEMPO PER ANDARE ALLA SANTA MESSA ALMENO LA DOMENICA.
Gesù mi chiese di rimanere con Lui qualche minuto in più, dopo terminata la messa. 
Disse: «Non andate via di corsa dopo terminata la Messa, rimanete un momento in Mia Compagnia, traetene profitto e lasciate che anche Io possa trarre 
profitto dalla vostra compagnia...»
Da bambina, avevo sentito dire da qualcuno che il Signore rimaneva in noi per 5 o 10 minuti dopo la comunione. In quel momento, glielo domandai:
- Signore, quanto tempo rimani davvero con noi dopo la comunione?
Immagino che il Signore debba aver riso della mia stupidità, perché rispose così: «tutto il tempo che tu vorrai tenermi con te. Se Mi parli durante 
tutto il giorno, dedicandomi qualche parola durante le tue faccende, Io ti ascolterò. Io Sono sempre con voi, siete voi che vi allontanate da Me. 
uscita dalla Messa, e per quel giorno è quanto basta; avete osservato il giorno del Signore, e tutto finisce lì, non pensate che Mi piacerebbe condividere la vostra vita famigliare con voi, almeno in quel giorno.»
«voi nelle vostre case avete un luogo per tutto, e una stanza per ogni attività: una camera per dormire,1’altra per cucinare, una per mangiare, 
ecc. ecc. quale è il luogo che hanno destinato a Me? deve essere un luogo nel quale non soltanto tenete una immagine permanentemente impolverata, ma un luogo nel quale almeno per cinque minuti al giorno 
la famiglia si riunisce a ringraziare per la giornata, per il dono della vita, a pregare per le necessità quotidiane, chiedere benedizioni, protezione, 
salute... tutti hanno un posto nelle vostre case, eccetto Io».
«Gli uomini programmano la loro giornata, la settimana, il semestre, le vacanze, ecc. ecc. Sanno in quale giorno riposeranno, in che giorno andammo al cinema o a una festa, a visitare la nonna o i nipoti, i figli, gli amici, quando andranno a divertirsi. Ma quante famiglie dicono almeno una volta al mese: «questo il giorno in cui dobbiamo andare a visitare 
Gesù nel tabernacolo» e tutta la famiglia viene a fare conversazione con Me, a sedersi di fronte a Me e a parlarmi, a raccontarmi ciò che è accaduto negli ultimi giorni, raccontarmi i problemi, le difficoltà che 
hanno, chiedermi ciò di cui hanno necessità... Farmi partecipe delle loro faccende! quante volte?»
«Io so tutto, leggo anche nel più profondo dei vostri cuori e delle vostre menti, però Mi piace che siate voi a raccontarmi le vostre cose, che Me ne facciate partecipe come con uno della famiglia, come con l’amico più intimo. quante grazie perde l’uomo perché non Mi dà un posto nella sua vita...!»
Quando quel giorno rimasi con Lui, e poi per molti altri giorni ancora, ricevetti degli insegnamenti che oggi voglio condividere con voi, in questa missione 
che mi è stata affidata. Dice Gesù: «volli salvare la Mia creatura, perché il momento di aprire la porta del 
Cielo è stato pieno di troppo dolore...» «Ricorda che nessuna madre ha nutrito il proprio figlio con la sua carne. Io Sono arrivato a questo eccesso d’Amore per comunicarvi i miei meriti.»
«La Santa Messa Sono Io stesso che prolungo la Mia vita e il Mio sacrificio sulla Croce in mezzo a voi. Senza i meriti della Mia vita e del Mio sangue, 
che cosa avete voi per presentarvi davanti al Padre? Il nulla, la miseria e il peccato...»
«voi dovreste sorpassare in virtù gli Angeli e gli Arcangeli, perché loro non hanno la fortuna di ricevermi come alimento, voi sì. Essi bevono una 
goccia della fonte, ma voi che avete la grazia di ricevermi, potete bere tutto l’oceano...»
Il Signore mi parlò poi, ancora con dolore, di quelle persone che si incontrano con lui per abitudine. di quelle che hanno perso il meraviglioso stupore 
dell’incontro con lui. di come la routine fa diventare certe persone così tiepide che non hanno mai niente di nuovo da dire a Gesù quando lo ricevono. E inoltre, delle non poche anime consacrate che perdano 
l’entusiasmo di innamorarsi del Signore e fanno della loro vocazione un mestiere, una professione, alla quale non si dedicano più di quanto sia necessario, ma senza sentimento...
Quindi il Signore mi parlò dei frutti che ogni comunione deve portare in noi. Accade infatti che ci sia della gente che riceve il Signore ogni giorno, 
ma non cambia la propria vita. Dedicano molte ore alla preghiera, compiono molte opere, ecc. ecc. ma la loro vita non si trasforma, e una vita che non si 
trasforma non può dare frutti autentici per il Signore. I meriti che riceviamo nell’Eucarestia debbono portare frutti di conversione in noi e frutti di carità 
per i nostri fratelli.
Noi laici abbiamo un incarico molto importante dentro la nostra Chiesa, non abbiamo nessun diritto di tacere davanti all’invito che ci fa il Signore, 
come lo fa ad ogni battezzato, di andare ad annunciare la Buona Novella. 
Non abbiamo alcun diritto di ricevere tutte queste conoscenze e non darle agli altri, e così permettere che i nostri fratelli muoiano di fame, mentre noi 
abbiamo tanto pane nelle nostre mani.
Non possiamo stare a vedere la nostra Chiesa andare letteralmente in rovina, perché siamo comodi nelle nostre Parrocchie, nelle nostre case, ricevendo e 
continuando a ricevere tanto dal Signore: la Sua Parola, le omelie del sacerdote, i pellegrinaggi, la misericordia di Dio nel Sacramento della confessione, l’unione meravigliosa attraverso il cibo Eucaristico, le conferenze del tale o 
del tal’altro predicatore. In altre parole, stiamo ricevendo tanto e non abbiamo il coraggio di uscire 
dalle nostre comodità, di andare in un carcere, in una casa di correzione, di parlare con chi é più bisognoso, di dirgli che non si dia per vinto, che è nato 
cattolico e che la sua Chiesa ha bisogno di lui, anche lì dove è, sofferente, perché questo suo dolore servirà per redimere altri, perché questo sacrificio 
gli farà guadagnare la vita eterna.
Non siamo capaci di andare negli ospedali dove ci sono i malati terminali e, recitando la coroncina alla Divina misericordia, aiutarli con la nostra preghiera 
in quei momenti di lotta tra il bene e il male, per liberarli dalle insidie e dalle tentazioni del demonio. Ogni moribondo ha paura, e anche soltanto tenendo 
loro la mano, parlando loro dell’amore di Dio e della meraviglia che li aspetta nel Cielo con Gesù e maria e insieme ai propri cari che sono già partiti, reca 
loro conforto.
L’ora che stiamo vivendo, non ammette che accettiamo l’indifferenza. 
Dobbiamo essere la mano d’aiuto per i nostri sacerdoti, andare dove loro non possono arrivare. ma per fare questo, per averne il coraggio, dobbiamo 
ricevere Gesù, vivere con Gesù, alimentarci di Gesù. Abbiamo paura di impegnarci un po’ di più e quando il Signore dice: «Cerca prima il Regno 
di dio e il resto ti sarà dato in aggiunta», é ricevere tutto. È cercare il Regno di Dio utilizzando tutti i mezzi e... aprire le mani per ricevere TUTTO 
in aggiunta; perché Egli è il Padrone che paga meglio, l’unico che è attento anche alle tue più piccole necessità!
Fratello, sorella, grazie per avermi permesso di portare a termine la missione che mi è stata affidata, di farti giungere queste pagine.
la prossima volta che assisterai alla Santa Messa, vivila. So che il Signore compirà anche in te la promessa che «la tua Messa non sarà mai più 
quella di prima» e quando lo ricevi... Amalo...! Sperimenta la dolcezza di riposare tra le piaghe del Suo costato aperto per te, per lasciarti la 
Sua Chiesa e Sua Madre, per aprirti le porte della Casa del Padre Suo, e perché tu sia capace di verificare il Suo Amore Misericordioso attraverso 
questa testimonianza e di cercare di corrispondervi con il tuo piccolo amore.

lunedì 30 settembre 2013

Come assistere alla Santa Messa secondo la tradizione della Santa Chiesa

http://www.unavox.it/Strumenti/Sussidii/Come_assistere_alla_S.Messa.html

Parole di Maria Santissima

Come ci si comporta a Messa

Cari figli miei, sono Maria, la Mamma della Divina Misericordia, mio Figlio, mio Signore e mio Dio, sono la Madre dell’Amore Eterno, sono la Regina della Pace; ricordatevi di santificare le domeniche e le feste comandate con la Santa Messa. Ogni qual volta entrate nel Tempio Santo di mio Figlio, dovete genuflettervi o almeno inchinarvi con umiltà se non potete fisicamente; lì c'è il Santissimo Sacramento, il Corpo di mio figlio Gesù, sotto la sacra specie dell’Ostia Consacrata.

Figli, mi raccomando, siate sempre decorosamente vestiti, poiché è un luogo sacro e non si deve offendere, con i proprio abbigliamento, Dio; per questo mi rivolgo soprattutto a voi Sacerdoti, non permettete che offendano mio Figlio Gesù, con abbigliamenti audaci. Questa è la casa di mio Figlio Gesù ed è quindi casa di preghiera, rispetto e silenzio assoluto, i vostri pensieri siano solo pensieri d’amore, di donazione e di preghiera.

Figli miei, partecipate attivamente alla Santa Messa, rispondete alle domande e alle invocazione del celebrante, non distraetevi mai, né parlate con alcuno, se non è estremamente necessario, perché vi allontana dalla preghiera attiva della Santa Messa. La Santa Messa l’ha istituita Gesù, il Giovedì Santo, ed essa non è altro che il suo sacrificio, la sua passione e morte, con il rinnovamento perpetuo del banchetto eucaristico, atto di donazione eterna del suo corpo e del suo sangue. Non c’è preghiera, che Gesù vi abbia mai donato, più bella, più grande, più completa, più efficace, più forte e più potente, della Santa Messa.

Nella Santa Messa il sacerdote celebrante è solo il mezzo, con cui Gesù stesso perpetua, la sua passione e morte, sull’altare dell’amore eterno, ed integra, alla sua ubbidienza verso Dio Padre, l’accettazione e la donazione completa di se stesso e del suo Infinito Amore, attraverso la sua Divina Misericordia, verso tutti voi e, attraverso lo Spirito Santo, vi fa partecipi del suo sacrificio, come Agnello Immolato, sull’altare dell’amore eterno, donandosi senza riserva alcuna, così che anche voi possiate accettare ed offrire, sullo stesso altare, tutte le vostre sofferenze, tutti i vostri dolori, tutti i vostri problemi, tutti i vostri peccati, tutte le vostre paure e tutte le vostre ansie, ma soprattutto tutte le vostre richieste di aiuto per voi stessi e per coloro per cui pregate; alla luce di tutto questo capite ora perché la Santa Messa è la preghiera più bella, più grande, più completa, più efficace, più forte e più potente, che Gesù vi abbia mai donato?

Figli miei, ascoltate attentamente le letture liturgiche, esse sono la parola vivente di Dio, che attraverso la Bibbia e il Vangelo, vi aprono la porta, pur stretta, che da sulla strada difficile della Santità, attraverso l’ubbidienza al Vangelo, quindi accoglietela dentro di voi come cibo e acqua viva, per la vostra anima; dopo ascoltate l’omelia, con attenzione, una catechesi che arricchisce lo spirito guidandovi alla ricerca di Dio.

Figli miei, la Consacrazione del pane e del vino, fa sì che Gesù scenda nell’Ostia e nel Vino trasformandoli nel suo Divino Corpo e Sangue, e vi unisce a lui come figli dello stesso Padre, figli, assaporate questo divino momento, possibilmente in ginocchio e col capo chino; parlate con Gesù attraverso la preghiera del vostro cuore e Gesù vi ascolterà e vi risponderà dandovi con il suo amore, serenità e pace nel cuore. Alla preghiera del Padre Nostro, che Gesù vi ha insegnato, aprite le vostre braccia, alzate le mani al cielo, in un segno di accoglienza alla Santa Volontà del Divino Padre, così come è in cielo, così è in terra, e per accogliere, in voi, le sue promesse.

Figli miei, confessatevi spesso, al massimo una volta al mese, la confessione vi pulisce da ogni mancanza, rendendovi l’anima di nuovo più bianca della neve, nella sua nitidezza, trasparenza e purezza; prima della Santa Comunione dite l’Atto di dolore, per quelle piccole mancanze che non avete ancora confessate, così d’accogliere in voi Gesù in umiltà e santità, come egli merita. Attraverso l’Ostia e il Vino consacrati, la Carne e il Sangue di Gesù, si uniranno a voi in un simposio, ma non solo spiritualmente ma anche fisicamente, diventando un tutt’uno con voi ed in quel momento sarete una carne sola con Gesù. Io chiedo ai sacerdoti, di dare l’Eucaristia sotto le due specie, del Pane e del Vino, “Prendete e mangiate questo è il mio Corpo. Prendete e bevete questo è il mio Sangue”, ma se questo non è possibile, allora vi chiedo almeno di non dare l’Ostia Consacrata nelle mani, poiché l’eccezione, permessa dalla Chiesa per i ministri straordinari, è diventata una regola per tutti, certo questa è solo la richiesta di una Mamma che soffre, nel vedere suo Figlio non solo, in mani non consacrate, ma molte volte, anche in mani sacrileghe e blasfeme.

Figli miei, moltissimi tra voi, dopo aver ricevuto la Divina Eucarestia, alla fine della Santa Messa, vanno subito via, o perché hanno degli impegni o perché pensano così di aver già adempiuto abbondantemente al loro dovere di cristiani battezzati, convincendosi realmente che questa sia la verità, ma non sanno quanto ne sono lontani. Figli, la verità è che Gesù vuole entrare in comunione con voi, Lui vuol sentirsi, sì adorato, certo benedetto, sicuramente lodato, ma soprattutto vuol sentirsi amato e solo con un colloquio intimo, con Gesù potete farlo. Imparate a intrattenervi un poco in più, con Gesù, parlategli, non lasciatelo solo dentro di voi, fategli un po’ di compagnia, così da restare in comunione con lui.

Figli miei, come vorrei che questo messaggio si propagasse per tutto il mondo, perché molti sono i cristiani che non vanno ad ascoltare la Santa Messa, e adottano scuse futili, come se Gesù non sappia leggere nei loro cuori: “Non mi sento di andare”; “Non sono spiritualmente pronto”; “L’importante è fare il proprio dovere”; “Gesù è buono e capisce”; “Gesù si può pregare in ogni luogo”; “ Mi dispiace non ho avuto tempo” e così via. E il terzo Comandamento, che fine ha fatto? Come potete dire di amare Gesù se poi non andate neanche a ringraziarlo nel suo santo giorno? Amore significa anche riconoscenza, rispetto, ubbidienza, donazione, ascolto e soprattutto ringraziamento. La Santa Messa è salvezza eterna, voi figli miei date esempio di correttezza, e siate di sprono per coloro che non vanno a messa per futili motivi, indicando loro la via nella verità di Gesù.

Figli miei, vi ringrazio per aver risposto alla mia chiamata e per aver ascoltato le mie parole attentamente, vi chiedo di ascoltare e di partecipare sempre attivamente alla Santa Messa, con la gioia nel cuore, e si vedranno in voi i frutti dell’amore, della carità, della misericordia e della mitezza, nell’umiltà di servire Gesù attraverso il vostro prossimo. Meditate queste mie parole, non solo come ascoltatori smemorati, ma mettendo in pratica tutto ciò con amore. Ora, vi benedico attraverso i Preziosissimo Sangue di mio Figlio Gesù, che ha sparso sulla croce dell’amore e che continua a spargere su di voi attraverso la Santa Messa per santificarvi tutti; nel Nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, eterno amore, amen.



L'adorazione eucaristica


Attraverso l'adorazione eucaristica sincera potete ottenere molti favori da Mio Figlio. E' il modo più efficace di espiare i vostri peccati. Non scoraggiatevi, né raffreddatevi nell'adorare mio Figlio, l'adorazione sincera data in terra vi prepara un magnifico posto in paradiso. Nell'ora della morte, la sincera adorazione che avrete fatto sarà la vostra maggiore consolazione. Schiere angeliche hanno il compito di accompagnarvi.

L'adorazione è l'unico cibo in cielo. Ogni sincera adorazione effettuata in terra vi prepara per una ancora più grande in cielo, dove non farete altro che adorare l'Eterna Trinità. Un'adorazione sincera è una fonte costante di luce e ispirazione. Figlia mia, Io amo i sacerdoti di Mio Figlio e non voglio che nessuno di essi muoia (si danni).

Io sono la loro Madre e il loro aiuto contro il male. Chiunque di essi mi riconosca come sua madre non sperimenterà mai la sconfitta. Satana e i suoi demoni hanno grande timore della SS. Eucarestia. Essa provoca loro più tormenti che a restare nell'Inferno. Essi temono le anime che ricevono Mio Figlio degnamente (in grazia di Dio e dopo una S. Confessione) e devotamente, che lo adorano e lottano per mantenersi puri. La sincera adorazione apre gli occhi e i cuori a coloro che vivono sopraffatti dall'oscurità più profonda e dalla cecità, per sollevarli verso la luce divina del cielo.

Attraverso l'adorazione della SS. Eucarestia, le visite costanti a mio Figlio e il ricevimento di Lui, voi acquistate il potere e la capacità di cambiare i cuori, le anime, le famiglie, la Chiesa, il mondo intero. Allora il mondo vivrà un secondo, rinnovato e ancora più meraviglioso paradiso terrestre. Andate a trovare Mio Figlio nel tabernacolo.

Egli vi attende lì, giorno e notte. Incoraggiate anche altri a farlo. Lì confiderete a Lui ogni paura e preoccupazione che non riuscite più a sopportare. Attraverso la visita, l'adorazione e l'esposizione del SS. Sacramento si verificheranno molte guarigioni negli animi umani.

Fonte: http://amiamogesu.weebly.com