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martedì 4 novembre 2014

Luigina Sinapi e Padre Pio

Quando Luigina si trovava a San Giovanni Rotondo parecchie volte chiese al Signore di poter partecipare alle sofferenze che Padre Pio pativa mentre celebrava la Santa Messa. E Gesù l'accontentò sempre. Così potè vedere che dalla fronte del Padre scendevano delle gocce di sangue che cadevano sull'Altare. Era il momento della Incoronazione di spine.
Nel 1966 mentre pregava in Chiesa, e Padre Pio era nel matroneo, vide uscire dal cuore del Padre come una forte luce rossa che si proiettava sul Tabernacolo. Chiese al suo Angelo Custode cosa fosse. La spiegazione fu: «È l'amore di Padre Pio per Gesù Sacramentato!» Gina poi osservò lo stesso fenomeno durante l'ultima Messa del Padre, il 22 Settembre 1968.
A Roma il 15 Agosto 1968 Padre Pio si mostrò a Gina e le disse: «Ti voglio a San Giovanni Rotondo». Gina aveva un itinerario già prestabilito a cui non poteva rinunciare. Lasciò però tutto e ubbidì come sempre. Il Padre, appena la vide, le disse: «Beh, sei venuta!»
Il 23 Agosto seguente in confessionale Padre Pio le confidò che tra un mese sarebbe morto e soggiunse: «Non dire niente a nessuno». Gina presa dallo sgomento disse: «Padre, e quando non ci sarete più, noi come faremo?» E il Padre con dolcezza: «Andrai innanzi al Tabernacolo. In Gesù troverai anche me!»
E Padre Pio morì esattamente il 23 Settembre! Quando arrivò la morte del Padre tutti si domandarono il «perché»! Gina allora lo chiese alla Mamma. Ecco la risposta: «Ci voleva una grande vittima nei momenti attuali della Chiesa!»

L'11 Ottobre successivo, allora festa liturgica della Maternità di Maria, la Mamma mostrò a Luigina come avvenne il transito di Padre Pio. Vide il Padre, dopo la sua morte, volare al Cielo e nell'entrarvi andargli incontro una folla enorme di anime che festose gridavano in coro: «Noi siamo salvi per te».
Lo stesso giorno, sempre durante la visita della Mamma, vide accanto a Lei il Padre con le stigmate che mandavano fasci di luce.
Noi sappiamo però che alla morte del Padre le stigmate sparirono, e questo fatto fece molto parlare nei mesi che seguirono.
Gina, vedendo il Padre Pio con le stigmate che emanavano raggi di luce, chiese alla Mamma una spiegazione. La Madonna rispose: «Padre Pio Mi aveva chiesto che le stigmate si chiudessero almeno alla sua morte. Ed lo l'accontentai, esaudendo il suo spirito d'umiltà. Le ferite sono chiuse solo esteriormente, perché i fori sono sempre là, tra le ossa. Vi sono sempre le stigmate, come resta sempre trafitto anche il cuore. Lo vedrete alla sua esumazione».

{Da "Luigina Sinapi, una piccola-grande donna" - Chino Bert}


lunedì 3 novembre 2014

Il vero volto di Maria Santissima

Ella attendeva, come ogni primo sabato del mese, la visita della “Mamma” nella sua casa di via Urbino, e più esattamente nella sua Cappellina; ma quel sabato la Madonna non era venuta. Luigina si fece triste e, per consolarsi, pensò di proiettarsi alcune immagini sacre, ed in particolare le diapositive dei Luoghi Santi.

Un’abitudine, questa, che incrementò dopo il pellegrinaggio in Terra Santa, avvenuto nell’agosto 1967. Sulla parete che funge da schermo, ecco che arriva, nell’ordine , la diapositiva della località, Cana, luogo dell’evangelico “Festino di Nozze”, dove Gesù “diedi inizio ai suoi miracoli”.

All’’improvviso la scena si anima per la presenza reale della Madre di Gesù che intercede preso il Figlio. Maria è rivestita della Veste di Nozze, ed è adorna dei “gioielli della Casa di Davide”, dono dello Sposo Giuseppe: due magnifici orecchini di perle e una fibula analoga sull’omero a fermare la lieve cadenza del manto. Un tessuto impalpabile, quasi un velo, bianco, poggia sul suo capo. In una prima posa la Vergine è rivolta con gli occhi al Figlio e dice a Lui: “Non hanno più vino”. In un’altra posa, la seconda, l’immagine si presenta il sembiante verginale della “Donna”, allorché la Madre di Gesù, rivolta ai servi, pronuncia le arcane parole: ”Fate quello che Egli vi dirà”. Nell’atto di allontanarsi la Madonna dice a Luigina: “Ti lascio un regalo, vedi!”, e aggiunge: “In Me troverai Gesù”.


La testimonianza è di Don Attilio Malacchini, Paolino, che fu con lei in quel pellegrinaggio, e, successivamente, provvide Luigina del proiettore, preso in affitto vicino Porta Cavalleggeri, nonché delle diapositive. Maria indossava abitualmente il costume del suo popolo, di tessuto bigio, ma usava per le festività anche un abito turchino con ricami d’argento. Sono particolari, questi, dati da Luigina.

Luigina 3sinapiconstata che la presenza della Madre di Gesù alle “Nozze di Cana” ha impressionato per due volte il materiale adoperato per la proiezione, producendo il ritratto della Madre di Dio in due pose diverse. Essa chiamerà
l’effige “La Vergine alle Nozze di Cana”.

L’evangelica “Festa di Nozze” è il misterioso grembo da cui è sorta l’immagine. Quale “regalo” più bello avrebbe potuto lasciarle, la “Mamma”? Più desiderato? Ma Luigina era anche depositaria di un materno avviso: “In me troverai Gesù”, le aveva detto la “Mamma” all’’atto di allontanarsi. Quali parole misteriose, queste! Luigina dapprima non le intende. La sua fede, fede di “eventi maturati in silenzio”, diventa operosa attesa. Sorge la viva esigenza di decifrare il senso delle arcane parole. Il giubilo del materno “regalo” era attraversato da quella domanda. Ed ecco, a un tratto, la sublime, consolante scoperta: nel Volto bello e santo della “Mamma”, c’era –c’è– ben visibile, il Volto di Gesù.

Bisogna coprire con un foglio bianco la parte sinistra del Volto della Madre, perché nella parte destra emerga una sagoma, uguale e diversa: l’immagine del Figlio. I sembianti del Figlio e del Figlio e della Madre sono uguali, ma non identici, nei tratti e nelle espressioni.

Luigina cerca una conferma alla sua scoperta e la trova in modo convincente nell’unico termine di paragone irrefragabile: i tratti del Salvatore presenti nel Volto della “Donna” che intercede alle Nozze di Cana, sono conformi al divino sembiante dell’Uomo  della Sindone, l’unico archetipo dell’Uomo–Dio. Nel regalo fatto dalla “Mamma” a Luigina “il Figlio di Maria” è conforme nei tratti al Volto della Madre. Ma la Madre, “Figlia del Suo Figlio”, è conforme a Lui. Allorché Luigina mostrava nel volto di Maria il volto adorabile del suo Gesù era presa da un’intima consolazione. Era questo il messaggio più grande dell’immagine: “Lì –e cioè in Me– troverai Gesù”, aveva detto la “Mamma”. Le riproduzioni Luigina attribuiva molta importanza a questa 3gesù1compenetrazione fisionomica del Figlio e della Madre e, con Lei, anche Padre Raffaele Preite, il Servo di Maria che le fu “amico e fratello per venticinque anni”.

L’autodefinizione di Padre Raffaele sta nell’unica intervista, concessa a “Prospettive 2000”, che egli stesso diffondeva.

Padre Raffaele Preite diffondeva la “foto” della “Vergine alle Nozze di Cana” con poche parole, solo qualche espressione diretta e franca, esercitando una delicatissima  forma di equilibrio tra il proporre e il non imporre. O meglio, egli dava l’immagine a chi credeva fosse pronto ad accoglierla. Ma egli, nelle “retrovie” del suo ministero sacerdotale, ad insaputa di tutti, combatteva a favore dell’immagine un’altra singolare battaglia, quella di farla riprodurre: un’impresa che non sempre gli riusciva. “Se non è scritto, non riesce”, diceva. Ma era anche un avvertimento. Significava: “Non a tutti riesce”. La sorella di Padre Raffaele, Paolina Preite vedova Letizia, ricorda:

“Quando la dava per riprodurla, a qualche fotografo si rompeva l’obiettivo. È capitato a Roma ma anche a Spongano. Uno dei nostri fotografi, quando ripeteva, ripeteva i tentativi, ma non credeva, si rompeva l’obiettivo.”

Si spiega così il piccolo capitale di immagini di diverso formato ed esecuzione che alla sua morte è accaduto di trovare nella valigia dove aveva disposto con estrema precisione tanti suoi documenti. Padre Raffaele le aveva accumulate amorosamente, quelle foto, sovvenendo, certo, alle spese di suo. Le copie del materno “ricordo” a Luigina da lui realizzate, egli le distribuiva con parsimonia nel tempo: le ha lasciate come impreveduta sua eredità. Per quello che riguarda la prima riproduzione dell’ “originale” e cioè l’impressione della Sua Presenza lasciata come “regalo” a Luigina dalla Madonna, se ne occupò il fisico On. Prof. Enrico Medi, a quel tempo vicino a Luigina.

Il Santo Padre Pio XII aveva disposto che si instaurasse una collaborazione della carismatica romana con lui all’’Istituto Nazionale di Geofisica. L’On. Medi sottopose l’immagine, ma senza denunciarne l’origine, alla perizia di un esperto dell’Università “La Sapienza”. Da questa perizia gli viene risposto che la persona 3sinapi2rappresentata era di razza semitica e propriamente del Medio Oriente.

L’On. Medi estese le sue indagini scientifiche anche negli Stati Unititi avvalendosi delle strutture di elaborazione dati dalla N.A.S.A.; lo ricordano Alfonso Malacchini dell’Istituto Nazionale di Geofisica, Pina Nuccitelli Sinapi e Maria Rosaria Calabrese. Alla morte di Luigina, il 17 Aprile 1978, nel trambusto, nel via vai di gente che si verificò nella sua casa, il Padre Raffaele Preite ebbe “un solo pensiero”, com’egli mi disse più tardi, e cioè ritrovare il cosiddetto “negativo” –che negativo non era– e cioè recuperare la matrice dell’immagine. “La ritrovai fortunatamente dentro il suo passaporto”, mi disse, “posto in un cassetto”. Ma l’immagine originale sembra essere scomparsa, vale a dire non sia più tornata nella casa di Via Urbino.

“Da ogni mia immagine, anche la più povera, effondo la mia benedizione sui miei figli”, dice la Madonna a Luigina. “Mamma, Ti amerò e Ti farò amare come mai sei stata amata”, aveva detto Luigina a Maria Santissima. La “Madre universale”, le ha dato uno strumento perché possa davvero essere “amata come mai è stata amata”, perché possano essere accorciate le distanze tra Lei e tutti i Suoi figli.

Così che l’amore per lei possa parlare “a tu per tu” con ciascuno. In ogni punto della terra.

{Da blog.studenti.it}

Luigina Sinapi e Padre Pio


All’inizio di giugno, volendo andare alle quattro Basiliche per il Giubileo, andai alla stazione Termini per iniziare il percorso da lì, come un comune pellegrino che arrivasse a Roma col treno. Uscendo dalla stazione vidi davanti a me un Cappuccino. Percorsa la distanza per arrivare a Santa Maria Maggiore, quando stavo per entrarvi, il Cappuccino era davanti a me. Dopo le preghiere stabilite, vidi ancora il Padre che mi precedeva. E così per San Giovanni in Laterano, per San Paolo ed anche per San Pietro. Lo vedevo sempre di schiena e mai nel volto. Ultimata la visita in San Pietro, entrai nella Cappella del SS. Sacramento per un poco di adorazione e inginocchiandomi qualche panca avanti a me, ecco il Cappuccino inginocchiato in preghiera. Quando mi alzai per uscire dalla Cappella per avvicinarmi all’ascensore che mi avrebbe portato al terzo piano dei Palazzi Apostolici per un appuntamento con il Santo Padre, il Padre Cappuccino mi era di fronte: Padre Pio! Leggendo la mia grande sorpresa, mi sorrise e mi disse:
Sei contenta, mò? Adesso che vai dal Papa chiedi la Benedizione per me e dì al Papa che io mi offro vittima per lui tutti i giorni. Offro la mia vita al Signore per lui e per la Chiesa”.
Io intanto tremavo per l’emozione di vedermi di fronte Padre Pio. Appena Padre Pio terminò di dirmi quanto dovevo riferire al Papa, sparì ed io mi affrettai all’ascensore. Il tremito mi durò sin davanti al Pontefice. Dovevo avere un viso “anormale”. 
Io poi non sapevo di essere profumatissima e rimasi ancora più imbarazzata quando, con il suo paterno sorriso, il Papa mi chiese: “Ma che? Ti sei gettata addosso una boccetta intera di profumo?”. Ed io confusa: “Padre Santo, mi faccia riposare un poco e poi le narrerò tutto”. Quindi mi calmai e gli riferii tutto quanto e chiesi la benedizione per Padre Pio.
Rispose allora il Santo Padre: “Ecco, l’hai visto, e perché non l’hai fatto entrare nell’ascensore con te? Così l’avresti portato pure a me”.
“Padre Santo, quello era in bilocazione...”. Non sapevo cosa dire! Ma il Papa incalzò: “Ma lo potevi dire a Padre Pio...”.
E mentre alzava la mano per benedire, all’istante, ambedue vedemmo Padre Pio davanti a noi, circonfuso di una grande luce.
Allora dalla bocca di Pio XII uscì, come in un sussurro, questa frase:
“Io sono il Vicario di Cristo, ma Padre Pio lo vive Cristo!”.

{"Luigina Sinapi. Una piccola-grande donna" - Chino Bert, Are Edizioni}