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mercoledì 27 novembre 2013

Gesù a mamma Natuzza

Vedi me, non è un Paradiso? Tu brilli quando vedi me! Ti senti felice, ti senti in cielo, ti senti in Paradiso. Il Paradiso è questo: il godimento, la gioia, l'amore e la pace. Perché dico sempre: dispensate l'amore? Mi piace quando dici alla gente: "Vorrei che tutti fossero innamorati come sono io di Gesù". Godo di questa parola, perché il desiderio mio tu lo condividi. Io li vorrei tutti felici insieme a me, per godere le gioie, le bellezze, tutto. Quando un'anima non crede, non viene vicino a me, io vado in cerca, lei mi rifiuta, quella non trova pace, non ha nemmeno il godimento [...].
Chi soffre e offre vive le bellezze, le gusta, le assapora. Per chi non crede è tutto svanito.
{Gesù a Natuzza Evolo}

Natuzza: Guaritemi perché io sto male, perché sento di essere pazza per tutte queste cose, perché penso sempre la stessa cosa, perché penso sempre a Voi, in ogni angolo vi vedo e se non vi vedo con gli occhi, vi vedo con lo spirito.
Gesù: C'è chi è pazza per la carne, c'è chi è pazza per lo spirito. C'è chi impazzisce solo per il corpo, per le bestemmie, per i peccati, per i terreni, per le cose materiali, c'è chi impazzisce per le cose spirituali. Innamoratevi delle cose del Cielo e non di quelle della terra, perché queste sfumano come il vento, finiscono presto.


mercoledì 2 ottobre 2013

Chi pensa a mia madre pensa a me

Chi pensa a mia madre pensa a me. Tutto ciò che piace a mia madre, piace a me, e tutto ciò che piace a me, piace a mia madre. Predica sempre che distribuiscano l'amore, che non è mai sufficiente quello che fanno. Io voglio Amore, mia madre pure. Sai che cos'è l'Amore? La conversione dell'anima.
Convertili. Riparare. Non vedi quanti peccati, quanti innocenti muoiono.
Io soffro, ma la Madonna soffre più di me, perché ha sofferto la mia morte. La mia crocifissione l'ha sofferta più mia Madre che io (...). Il figlio deve avere sempre di più rispetto della mamma.
Figurati il rispetto che ho io per la Madonna. E voi dovete ascoltarla, perché è una mamma santa, una mamma piena di gloria, di luce e buona. Siete nel suo cuore, come nel cuore del figlio. Accontentala! Se accontentate lei, accontentate me. Distribuitelo questo amore, perché la Madonna non vuole l'amore per Lei. I gesti d'amore che fate per gli uomini sono sempre per Lei e per me.
{Gesù a Natuzza Evolo}
{Fonte: Il dolore si fa gioia - Luciano Regolo}

Distribuite l'amore

Gesù: Tu sei il legno della mia croce. Io del tuo corpo ne ho fatto il legno per appoggiarmi. Soffri con me. Figlia, tu soffri, però quando sai che con la tua sofferenza abbiamo salvato 10 anime, 20 anime, tu sei consola­ta, ti passa il dolore, non conti quello che hai soffer­to. Nessuno può capire queste cose meglio di te. Ma non le vuoi capire?

Natuzza: Non mi rendo conto se le capisco.

Gesù: Come non ti rendi conto. Se viene qualcuno che dice improperi, idiozie, che vive in peccato e poi piange e si pente? Manco questo capisci?

Natuzza: Voi dite che lo capisco?

Gesù: Certo! Non c'è gioia se non c'è il dolore. Pri­ma c'è il dolore, poi viene la gioia. Con la tua soffe­renza abbiamo salvato tante anime.
ù: Distribuite l'Amore.

Natuzza: Gesù, come posso distribuirlo, mi posso mettere con tutti a fare la predica io, una povera ignorante. Voi
Natuzza: Signore, vorrei descrivere la vostra bellez­za, il vostro amore, la vostra intelligenza, la vostra gioia quando parlate, la gioia che mi trasmettete.

Gesmi dovevate dare l'intelligenza, il sen­so da quando ero bambina, così mi restava l'abitudi­ne di predicare, di descrivere come siete bello e che siete pieno di amore.

Gesù: Non solo pieno d'amore, ma pieno anche di misericordia. Ricordati questa parola, che è la parola più importante: io sono pieno di misericordia. Ho misericordia per tutti e tu diglielo! Anche per quelli che non mi conoscono. Per questo vi dico di distri­buire l'amore. Questo è l'amore: carità per gli altri, misericordia per gli altri. Uno deve sempre dire qual­che parola anche per quelli che non credono. Non è che tu gli devi dire di credere per forza. Gli devi par­lare, come un racconto, come una favola. Qualcuno riflette e ci pensa. Ecco così voi dovete distribuire l'a­more, parlate sempre che Dio è buono, pieno di amore e di misericordia. Pregate e parlate.

{Fonte: http://www.preghiereagesuemaria.it}

Lo schiaffo

Gesù: Il mondo non è luce, è tenebre perché i pec­cati aumentano sempre di più. Grazie alla Madonna, grazie a te che lavorate molto e parli sempre della Madonna e di me, grazie a questi Cenacoli, la pre­ghiera un po' è aumentata. Ma a confronto dei pec­cati la preghiera non è sufficiente, andrebbe moltipli­cata almeno 40.000 volte per la riparazione dei pec­cati e per rallegrare il mio cuore, per dare gioia a te e gioia a tutte le anime buone.

Natuzza: Signore, siete bello!

Gesù: Io mi sono innamorato dell'anima tua.

Natuzza: E chi mi ha creato l'anima?

Gesù: Io. Ti ho scelta quando eri nel grembo di tua madre e ti ho fatta come ho voluto.

Natuzza: E come mi avete voluta?

Gesù: Ti ho voluta umile, caritatevole, piena d'amo­re, piena di gioia e piena di carità, per confortare il prossimo. Ma io a tutti ho dato qualcosa, ma non ri­spondono, sono come i figli scapestrati in famiglia. Mi insultano. Non mi conoscono? Li voglio bene lo stesso. Amo pure quelli che mi insultano, pure quelli che non mi conoscono. Voglio bene a tutti.

Natuzza: Ecco qual è la misericordia vostra Gesù. Avete detto che se ci danno uno schiaffo dobbiamo porgere l'altra guancia. Io sono la prima a non farlo.

Gesù: Eppure quanti schiaffi hai preso. Tu non capi­sci cosa vuol dire schiaffo. Che cosa hai capito per schiaffo, che davvero ti menano in faccia? Lo schiaffo è l'insulto.

Natuzza: Ancora non l'avevo capito.

Gesù: E quando le capisci le cose, quando arrivi qua?

Natuzza: Forse sì.

Gesù: E qua nessuno ti insulta. Uno schiaffo lo puoi prendere come scherzo, invece un insulto è uno schiaffo vero. Accettateli questi schiaffi e offriteli. Se li offrite avete grandi meriti, se non li offrite avrete la mortificazione due volte, di quello che vi insulta e anche di quell'altro che vi tenta. Se uno lo dà a voi, e voi lo date a lui, peccate l'uno e l'altro. Invece accet­tate lo schiaffo e offritelo per mettere pace. Anche se lo schiaffo non lo dimenticate almeno vi mettete la pace nel cuore. Questi della terra sono persone catti­ve, egoiste. Ogni 100 ce n'è una che mette pace, perché ama me e sa che quando non c'è pace io sof­fro. Dove non c'è pace, non c'è Dio! Invece altri di­cono: "Non mi faccio prendere per cretino. Tu me ne hai dato uno, io te ne do 100", e si vendicano perché si sentono colpiti nell'orgoglio. L'orgoglio non è buono, la superbia non regna e se regna non dura. Perché non dura? Per volere mio. Nessuno sopporta e offre. Invece chi tace e offre, ha meriti e io li ricompenso.

Sbucciando piselli

Gesù: (sorridendo) Lo so perché lo fai. Certo non per questi quattro chicchi? Questi sono quelli che de­vono andare in paradiso? Hai detto tutto il mondo.

Natuzza: Per i peccatori ostinati che voi non volete perdonare.

Gesù: Chi te l'ha detto che non li voglio perdonare? Certo, a me fa piacere che dici: "Ogni chicco, un'a­nima in paradiso", mi da gloria e gioia. Tu sei sicura che la sofferenza è un dono, quindi sei sicura che be­ne o male il paradiso te lo guadagni.

Natuzza: Meno male.

Gesù: Perché dubitavi? Le sofferenze sono un do­no e quando faccio un dono faccio pure una ricom­pensa.

Natuzza: E la ricompensa qual è? Per tutto il mon­do, se no non l'accetto.

Gesù: E vuoi andare all'inferno?

Natuzza: No, all'inferno no.

Gesù: E quanto, 100 anni di purgatorio? E se te li do sei contenta?

Natuzza: Certo, basta che salvate gli altri, tutti però.

Gesù: E che abbiamo fatto patti?

Natuzza: No patti, ve l'ho chiesto e mi avete sorri­so, quindi sono sicura. Chi sorride accetta. Non è così?

Gesù: Eh... veramente la sai lunga. Secondo te che cosa sono questi chicchi? Anime?

Natuzza: Non sono anime, sono chicchi e...

Gesù: Tu li mangi e io ti faccio le promesse.

Natuzza: Ma le promesse non le voglio per me, le voglio per gli altri.

Gesù: Sì, tutto quello che vuoi. Tu mi pigli in parola. Vediamo come te la cavi con 100 anni di purgatorio. Ma dove li vuoi, nel fuoco o nel fango?

Natuzza: Forse nel fango.

Gesù: No, nel fango no, perché non sei vanitosa. Ti metto nel fuoco?

Natuzza: Pure nel fuoco, basta che salvate tutti.

 Gesù: È da una vita che sei nel fuoco, nel macinino, nel frullatore. Non sei contenta? Ancora vuoi il resto? Ti ho fatto meccanico, ti ho fatto tutto quello che ho voluto. Aggiusti anche i pezzi, aggiusti anche le mac­chine e non sei contenta di questo? Vuoi pure il fuo­co? Ho capito, cerchi troppo, figlia mia!

Natuzza: E allora non me la fate?

Gesù: E va bene. Chiedi quello che vuoi. Quando uno ha concesso una cosa, chiede le altre cose. Che cosa vuoi? Cerca qualche altra cosa.

Natuzza: L'ospedale.

Gesù: Chiedilo a Maria. Maria chiede queste cose. Lei li chiede a me, tutti uniti facciamo quello che vuoi. Niente vuoi?

Natuzza: E che vi cerco? Non mi viene in mente niente.

Gesù: Vuoi la chiesa? Questo è scontato.

Natuzza: E allora se è sicuro me ne posso venire contenta.

Gesù: Sì, come no! Te l'ha promesso la Madonna? Lei mantiene sempre le promesse. Il padre è un po' duro, ma la mamma è umile, è tenera e concede. Dormi tranquilla, perché io non solo per quanti sono i piselli, li mando in paradiso. Tu sai che non sono un giustiziere. Ti ho detto sempre che uso la mia bontà, la mia misericordia. Faccio giustizia, per man­dare tutti all'inferno?

Natuzza: Pure a me.

Gesù: Che c'entri tu. Non ti potrei mandare, sarei un papà ingrato. Ma io voglio bene a tutti, non a te sola.

Natuzza: E di me che ve ne fate! lo non voglio esse­re salva da sola. Voglio salvi tutti!

Gesù: E sì, vuoi stare in compagnia.

{Fonte: http://www.preghiereagesuemaria.it}

Cercare Gesù nella gioia

Ti voglio bene come voglio bene a tutti, però non ho risposta. La risposta ce l'ho nei momenti della loro tristezza, nei momenti della loro necessità. L'amato non si cer­ca solo nella necessità, si cerca in tutti i momenti del­la vita, pure nella gioia. Perché mi cercate quando avete bisogno? L'aiuto non si deve chiedere solo nel­la necessità, ma tutti i giorni della vita per essere sor­retti, per non sbagliare, per amare e per pregare. Io sono sempre attento a voi. Perché voi non mi ri­spondete? Dovete cercarmi sempre, maggiormente quando siete nel dolore per trovare pace e conforto, ma anche nella gioia per dire: "Gesù, sii con me, go­di con me ed io godo con te. Gesù ti ringrazio, che mi hai dato questa gioia". Quando avete la gioia leci­ta non pensate che ci sono e che gioisco insieme con voi. Se poi è una gioia di peccato, non posso gioire, mi fate solo soffrire. Particolarmente quelli che siete abituati al peccato, più brutte sono le cose e più gioi­te. Non pensate al peccato, pensate al godimento della vita, del vostro corpo, non della vostra anima. In quel momento l'anima non esiste, esiste solo il piacere. Pensate ad idiozie, a stupidità, a trovare gli angolini per peccare.
{Gesù a Natuzza Evolo}

{Fonte: http://www.preghiereagesuemaria.it}

Il mio cuore è ferito dai peccati del mondo

Il mio cuore è ferito dai peccati del mondo, ma particolarmente da quei sacerdoti che ogni mattina con le loro mani sacrileghe toccano il mio corpo e il mio sangue. In quel momento mi ad­doloro di più. Io ho regalato un dono particolare a lo­ro: il sacerdozio. E loro mi feriscono di più.
Ci sono sacerdoti che pensano a celebrare in un atti­mo, meccanicamente, perché devono correre per incontrarsi con questa o con quella persona. Vanno in giro pure a fare peccati. Sono stanchi, non hanno tempo e magari corrono dall'amica, dall'amico. Là hanno tutto il tempo, vanno a cene, vanno a pranzi, vanno a divertirsi, e se va un'anima bisognosa non la confessano, non la consigliano. "Vieni domani, do­podomani". Altri si camuffano dietro una malattia per farsi preti. Si fanno preti per disperazione oppu­re per una vita comoda, perché non possono studia­re quello che vogliono. Vogliono un'altra cosa, vo­gliono la loro libertà, pensano che da preti nessuno li giudica. Non è una vera chiamata questa! Tutte que­ste cose a Me fanno male! Toccano il mio corpo ed il mio sangue, non sono contenti del dono che gli dò e mi calpestano col peccato. Io mi immolai sulla croce per tutto il mondo, ma particolarmente per loro. Quanto denaro spendono per comprarsi macchine, vestiti, ne cambiano uno al giorno. Quanti poveretti vanno alla loro porta per chiedere qualcosa e loro gli dicono: "Noi con la Messa viviamo", e non l'aiutano. Quanti cercano un favore e li ingannano: "Te lo fac­cio, ho parlato, non ho parlato", un sacco di bugie e di imbrogli. Il vero sacerdote deve avere prima la chiamata e poi deve sapere a cosa va incontro: all'a­more di Dio, all'amore del prossimo, alla carità vi­vente con le anime.

Gesù a Natuzza Evolo

Gesù: Ti amo pazzamente. 
Natuzza: Anch'io ti amo pazzamente. Mi sono in­namorata di voi, della vostra bellezza, della vostra dolcezza, del vostro amore. Gesù, perché vi siete in­namorato di una donna brutta come me? Potevate trovare una donna bella!
Gesù: Mi sono innamorata del tuo cuore, del tuo modo di pensare. Io ti ho costruita come ti ho voluto. E quando uno si cresce la fidanzata da bambina, se la cresce come la vuole. Figurati come la vuole bene, come si innamora, se conta il tempo che perde. Tu mi dici che io perdo tempo con una persona come te. Ma non è un tempo perso! È un tempo d'amore. Io vivo in te e tu vivi in me.
Natuzza: Ma non può essere, voi siete Dio, siete il Santo. Io sono un verme, uno straccio.
Gesù: (sorridendo) Il verme mi può camminare sulla testa, con lo straccio mi pulisco le scarpe. Tutto mi piace. Sei pazza d'amore, dell'amore mio.



Lei è viva e vi ascolta

Non bisogna mai stancarsi di rivolgersi a Maria, Lei può tutto: è a mamma de 'u Signuri (la mamma del Signore). E ogni volta che passate davanti alla Sua immagine non tirate mai avanti, fermatevi a toccarla, dite un'Ave Maria, confidatele le vostre angosce, perché Lei è viva e vi ascolta.
{Natuzza Evolo}