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martedì 24 giugno 2014

Le apparizioni dell'Angelo - "Memorie di Suor Lucia"

Giocavamo da qualche minuto, quando un forte vento scosse gli alberi e ci fece alzare gli occhi per vedere cosa succedeva, dato che la giornata era serena. 
Vedemmo allora, al di sopra dell'oliveto
incamminarsi verso di noi la tal figura di cui ho già parlato.
Giacinta e Francesco non l’avevano mai vista né io ne avevo mai parlato loro. 
Mano a mano che s’avvicinava, ne scoprivamo le fattezze: un giovane di 14-15 anni, più bianco della neve, che il sole rendeva trasparente come se fosse di cristallo, e d’una grande bellezza.
Arrivando presso di noi, disse: – Non abbiate paura! Sono l’Angelo della Pace. Pregate con me.
E, inginocchiandosi per terra, piegò la testa fino a toccare il suolo, e ci fece ripetere tre volte queste parole:
– Mio Dio! lo credo, adoro, spero e Vi amo! Vi domando perdono per quelli che non credono, non adorano, non sperano, e non Vi amano.
Poi, alzandosi, disse:
– Pregate così. I Cuori di Gesù e di Maria stanno attenti alla voce delle vostre suppliche. 
Le sue parole restarono talmente impresse nella nostra mente che mai più le dimenticammo. E da quel giorno passavamo lungo tempo, così prostrati, ripetendole, certe volte, fino a cader di stanchezza.
Raccomandai subito di mantenere il segreto, e questa volta, grazie a Dio, fecero quel ch’io volevo.
Passato un lungo tempo, un giorno d’estate, in cui eravamo andati a passare la siesta in casa, giocavamo su di un pozzo che i miei genitori avevano nell’orto, che chiamavamo l’Arneiro. 
Improvvisamente, vedemmo vicino a noi la stessa figura, o Angelo, come mi pare che fosse. Ci disse:
– Cosa fate? Pregate, pregate molto. I Cuori Santissimi di Gesù e di Maria hanno su di voi dei disegni di misericordia. 
Offrite costantemente all’Altissimo preghiere e sacrifici.
– Come dobbiamo sacrificarci? – domandai.
– Di tutto quello che potete, offrite un sacrificio a Dio, in atto di riparazione per i peccati da cui Egli è offeso, e come supplica per la conversione dei peccatori. Attirate così sulla vostra Patria la pace.
Io sono il suo Angelo Custode, I’Angelo del Portogallo. Soprattutto, accettate e sopportate con sottomissione le sofferenze che il Signore vi manderà.
Passò ancora parecchio tempo e andammo a pascolare le nostre greggi in un podere dei miei genitori situato sul pendio della montagna già ricordata, un po’ più in su dei Valinhos. 
È un oliveto che chiamavamo Pregueira. Dopo la merenda, decidemmo di andar a pregare nella grotta, dall’altra parte della montagna. 
Perciò facemmo un giro lungo la costa e dovemmo arrampicarci sulle rocce che si trovano sopra la Pregueira. Le pecore riuscirono a passare con molta difficoltà.
Appena arrivammo là, in ginocchio, con la faccia a terra, cominciammo a ripetere la preghiera dell’ Angelo: Mio Dio! lo credo, adoro, spero e Vi amo, ecc. Non so quante volte avevamo ripetuto questa preghiera, quando vedemmo brillare su di noi una luce sconosciuta. Ci alzammo per vedere cosa succede e vedemmo l’Angelo, con un calice nella mano sinistra, sul quale stava sospesa un’Ostia da cui cadevano alcune gocce di sangue dentro il calice.
L’Angelo lasciò sospeso in aria il calice, s’inginocchiò presso di noi, e ci fece ripetere tre volte:
– 'Santissima Trinità, Padre, Figlio, Spirito Santo, (Vi adoro profondamente e) Vi offro il Preziosissimo Corpo, Sangue, Anima e Divinità di Gesù Cristo, presente in tutti i tabernacoli della terra, in riparazione degli oltraggi, sacrilegi e indifferenze con cui Egli stesso è offeso. E, per i meriti infiniti del Suo Santissimo Cuore e del Cuore Immacolato di Maria, Vi chiedo la conversione dei poveri peccatori.'
Dopo si alzò, prese nelle sue mani il calice e l’Ostia. Diede a me la sacra Ostia, e divise il Sangue del calice tra Giacinta e Francesco dicendo nello stesso tempo:
– Prendete e bevete il Corpo e Sangue di Gesù Cristo, orribilmente oltraggiato dagli uomini ingrati. Riparate i loro crimini e consolate il vostro Dio.
E, prostrandosi di nuovo in terra, ripeté con noi, altre tre volte, la stessa orazione. «Santissima Trinità... ecc.», e sparì. 
Noi rimanemmo nella stessa posizione, ripetendo sempre le stesse parole; e quando ci alzammo, ci accorgemmo che era notte e quindi ora di tornar a casa.


venerdì 20 giugno 2014


Gli angeli si rivelano, ma soltanto a coloro che li amano e li invocano.
{Card. Charles Journet}

mercoledì 6 novembre 2013

La Santa Messa - Testimonianza di Catalina Rivas

(...) Era un giorno festivo e si doveva quindi recitare il Gloria. La Santa Vergine disse: «Glorifica e benedici con tutto il tuo amore la Santissima Trinità,  riconoscendoti una Sua creatura.»
Come fu diverso quello Gloria! mi vidi d’un tratto in un altro luogo, pervaso di luce, davanti alla Presenza maestosa del Trono di Dio, tutto pieno di luce; 
con quanto amore, ringraziando, ho ripetuto... “Per la tua Gloria immensa, noi Ti lodiamo, Ti benediciamo, Ti adoriamo, Ti glorifichiamo, Ti rendiamo 
grazie Signore, Dio, Re del cielo, Dio Padre Onnipotente - e mi immaginavo il volto paterno del Padre pieno di bontà... Signore, Figlio unico Gesù Cristo, Signore Dio, Agnello di Dio, Figlio del Padre, Tu che togli peccati del mondo...” - e Gesù stava davanti a me, con quel volto pieno di tenerezza e di 
misericordia... “perché Tu solo sei Dio, solo Tu, Altissimo Gesù Cristo, con lo Spirito Santo...” il Dio dell’Amore perfetto, Quello che in questo momento 
fa trasalire tutto il mio essere...
E ho chiesto: «Signore, liberarmi da ogni spirito cattivo; il mio cuore ti appartiene, Signore mio, mandami la tua pace per ottenere il miglior beneficio 
da questa Eucaristia e perché la mia vita dia migliori frutti. Spirito Santo di Dio, trasformami, opera in me, guidami. O Dio, dammi i doni di cui necessito 
per servirti meglio...!»
Giunse il momento della liturgia della Parola e la Vergine mi fece ripetere: «Signore, voglio oggi ascoltare la Tua Parola e dare frutto abbondante; che il Tuo Santo Spirito mondi il terreno del mio cuore, perché la Tua Parola cresca e si sviluppi, purifica il mio cuore perché sia ben disposto.»
«voglio che tu stia attenta alle letture e a tutta l’omelia del sacerdote. Ricorda che la bibbia dice che la Parola di dio non ritorna senza aver 
dato frutto. Se stai attenta, resterà qualcosa in te di tutto quello che ascolti. Devi cercare di ricordare tutto il giorno quelle Parole, che lasceranno in 
te una impronta. Potranno essere una volta due frasi, poi sarà l’intera lettura del vangelo, qualche volta solo una parola, da assaporare per il 
resto del giorno; questo si farà carne in te perché è questa la maniera di trasformare la vita, e fare in modo che la Parola di dio trasformi.»
«E ora, dillo al Signore che sei qui per ascoltare ciò che tu vuoi che Egli dica oggi al tuo cuore.»
Ringrazio nuovamente Dio perché mi dà l’opportunità di ascoltare la Sua Parola; chiedo perdono per aver mantenuto un cuore tanto duro per così tanti anni e per aver insegnato ai miei figli ad andare alla Messa la domenica perché così comandava la Chiesa, e non per amore e per il bisogno di riempirsi di 
Dio...
 Io che avevo assistito a tante Eucaristie, più che altro come un’obbligo, e avevo creduto con questo di essere salva... Di viverla, nemmeno per sogno, di 
porre attenzione alle letture e alla omelia del sacerdote anche meno.
Quale dolore ho provato per tanti anni persi inutilmente, a causa della mia ignoranza!... Quanta superficialità nelle Messe alle quali assistiamo quando c’è un matrimonio, o una messa da morto, oppure perché ci teniamo a farci 
vedere dagli altri! Quanta ignoranza riguardo questa nostra Chiesa e riguardo i Sacramenti! Quanto spreco nel voler istruirci e coltivarci nelle cose del 
mondo, che in un momento possono sparire senza che nulla rimanga, e che alla fine della vita non ci servono neanche ad aggiungere un minuto alla nostra 
esistenza! Ma di quello che ci farà guadagnare un poco di cielo sulla terra e poi la vita eterna, non sappiamo niente, e tuttavia ci chiamiamo uomini 
e donne istruiti...!
Si giunse poco dopo all’offertorio e la Santissima Vergine disse: «Recita così, (e io la seguivo): Signore, ti offro tutto ciò che sono, quello che ho, 
quello che posso, tutto pongo nelle tue mani. Eleva tu, Signore, quel poco che io sono. Per i meriti di tuo Figlio, trasformami, dio Altissimo. 
Intercedi per la mia famiglia, per i miei benefattori, per ogni membro del nostro Apostolato, per tutte le persone che ci combattono, per quelli che si raccomandano alle mie povere preghiere... Insegnami a umiliare il mio cuore affinché il loro cammino sia meno duro...! E così che pregavano i santi e così voglio che facciate.
E questo che Gesù vuole che si faccia: che umiliamo il nostro cuore affinché loro non sentano la durezza, ma che invece alleviamo loro il dolore del venire 
calpestati. Anni dopo, ho letto un libretto di preghiere di un Santo che amo molto: José maria Escrivà de Balaguer; lì trovai una preghiera simile a quella 
che mi aveva insegnato la Vargine. Certe volte questo Santo al quale mi affido, rendeva omaggio alla Vergine Santissima con quelle preghiere.
All’improvviso, cominciarono ad alzarsi in piedi delle persone che non avevo visto prima. Era come se dal fianco di ogni persona che si trovava nella Cattedrale, uscisse un’altra persona; la Cattedrale si riempì così di varie persone giovani e belle, vestite con tuniche bianchissime. Si diressero fino al 
corridoio centrale procedendo poi verso l’Altare.
Disse nostra madre: «osserva, sono gli Angeli Custodi di ognuna delle persone che si trovano qui. è il momento nel quale il vostro Angelo Custode porta le vostre offerte e preghiere all’Altare del Signore.»
In quel momento, ero completamente in preda a un grande stupore, perché quegli esseri avevano un volto tanto bello e tanto raggiante da non potersi 
immaginare. I volti risplendevano bellissimi, quasi femminili, benché senza alcun dubbio, l’aspetto generale del corpo, delle mani e la statura fosse di 
uomo. I piedi nudi non poggiavano al suolo, ma piuttosto andavano come scivolando, come se scorressero via. Era una processione bellissima.
Alcuni di loro portavano come un vassoio d’oro con qualcosa che risplendeva di una forte luce bianco dorata. Disse la Vergine: «Sono gli Angeli Custodi 
delle persone che stanno offrendo questa Santa Messa per molte varie intenzioni, di quelle persone che sono coscienti di ciò che significa questa 
celebrazione, di quelle che hanno qualcosa da offrire al Signore...»
In questo momento, offrite le vostre pene, i vostri dolori, le vostre speranze, le vostre gioie e tristezze, le vostre richieste. Ricordatevi che la Messa ha 
un valore infinito, quindi siate generosi nell’offrire e nel chiedere.»
Dietro ai primi Angeli, le venivano degli altri che non avevano niente nelle mani, le avevano vuote. Disse la Vergine: «Sono gli Angeli delle persone che pur essendo qui, non offrono mai niente, che non sono interessate a vivere ogni momento liturgico della Messa e non hanno offerte da portare 
all’Altare del Signore.»
Per ultimi, vi erano degli altri Angeli che erano piuttosto tristi, con le mani giunte in preghiera, ma con gli occhi bassi. «Sono gli Angeli Custodi delle 
persone che pur essendo qui, è come se non ci fossero, vale a dire delle persone che sono venute per forza, che sono venute perché si sentono 
obbligate, ma senza nessun desiderio di partecipare alla Santa Messa, e così gli Angeli vanno tristemente perché non hanno niente da portare all’Altare, salvo le loro proprie preghiere.»
«Non intristite il vostro Angelo Custode... Pregate molto, pregate per la conversione dei peccatori, per la pace nel mondo, per i vostri famigliari, per il vostro prossimo e per quelli che si raccomandano alle vostre 
preghiere. Pregate, pregate molto, non solo per voi ma anche per gli altri.»
«Ricordatevi che l’offerta più gradita al Signore la fate quando offrite voi stessi come olocausto, così che Gesù, nello scendere, vi trasformi con i Suoi propri meriti. Cosa avete da offrire al Padre che sia solo vostro? 
Il nulla e il peccato, ma se vi offrite in unione ai meriti di Gesù, fate una offerta gradita al Padre.»
Quello spettacolo, quella processione era così bella che difficilmente potrebbe essere paragonata ad altro. Tutte quelle creature celesti davanti 
all’Altare facevano una riverenza, alcune ponendo la loro offerta al suolo, altre prostrandosi in ginocchio con la fronte quasi a terra, e dopo essere giunte 
lì, sparivano alla mia vista.
Giunse il momento finale del prefazio, e quando l’assemblea cominciò a dire: «Santo, Santo, Santo» immediatamente, tutto quello che era dietro ai 
celebranti sparì. Dal lato sinistro del signor Arcivescovo, in forma diagonale all’indietro, apparvero migliaia di Angeli, piccoli e Angeli grandi, Angeli con delle ali immense, Angeli con delle ali piccole, Angeli senza ali come i primi; tutti vestiti con delle tuniche simile alle albe bianche dei sacerdoti o 
dei monaci.
Tutti si inginocchiavano con le mani giunte in preghiera e, in segno di riverenza, chinavano il capo. Si sentiva una musica bellissima, come se vi fossero moltissimi cori con voci diverse, e tutti, all’unisono e insieme al popolo, dicevano: Santo, Santo, Santo...
Era giunto il momento della Consacrazione, il momento del più meraviglioso dei miracoli... dal lato destro dell’Arcivescovo in linea ancora diagonale verso l’indietro, partiva una moltitudine di persone, vestite con la stessa tunica, ma dai colori pastello: rosa, verde, celeste, lilla, giallo; in poche parole, diversi e deliziosi colori. Anche i loro volti splendevano pieni di gioia, pareva che fossero tutti della stessa età. Si poteva notare (ma non saprei dire perché) che erano persone di età diversa, ma nei volti erano tutti uguali, senza rughe, 
felici. Tutti si inginocchiavano prima del canto del «Santo, Santo, Santo è il Signore...»
Disse nostra Signora: «Sono tutti i Santi e i beati del cielo e fra di essi vi sono anche le anime dei vostri famigliari che godono già bella Presenza di dio.» E poi, La vidi. Proprio alla destra del signor Arcivescovo... un passo indietro rispetto a monsignore, era un po’ sollevata dal suolo,
inginocchiata sopra dei veli molto fini, nello stesso tempo trasparenti e luminosi, come acqua cristallina, la Santissima Vergine, con le mani giunte, guardava con attenzione e rispetto il celebrante. Stando là mi parlava, ma in silenzio, direttamente al 
cuore, e senza guardarmi.
«Ti colpisce il fatto di vedermi un poco più indietro del Monsignore, vero? Ma così deve essere... Per quanto Mi ami, il Figlio Mio non Mi ha dato la dignità che dà a un sacerdote, di poterlo portare quotidianamente tra le Mie mani, come lo fanno le mani sacerdotali. Ecco perché provo un profondissimo rispetto per il sacerdote e per quello miracolo che dio realizza per suo mezzo, e che Mi obbliga qui ad inginocchiarmi.»
Dio mio, quanta dignità, quanta grazia riversa il Signore sulle anime sacerdotali, e noi non ne siamo coscienti, e talvolta, nemmeno tanti di loro!
Di fronte all’Altare, cominciarono a presentarsi delle ombre di persone di colore grigio, che sollevavano le mani verso l’alto. Disse la Vergine Santissima: «Sono le anime benedette del Purgatorio che aspettano le 
vostre preghiere per trovare refrigerio. Non cessate di pregare per loro. Pregano per voi, ma non possono pregare per loro stesse, siete voi che 
dovete pregare per loro, per aiutarle ad uscire per incontrarsi con dio e godere di lui eternamente.»
Come vedi, Io sono qui sempre... la gente fa pellegrinaggi, cerca i luoghi delle Mie apparizioni, è questo va bene per tutte le grazie che si ricevono in 
quei luoghi, ma in nessuna apparizione, in nessun luogo Io Sono presente per più tempo, come durante la Santa Messa. Ai piedi dell’Altare dove si 
celebra l’Eucarestia, sempre Mi potrete trovare; Io rimango ai piedi del tabernacolo insieme agli Angeli, perché Io sto sempre con lui.»
Vedere quel bel volto della madre nel momento del «Santo», come pure tutti gli altri, con il volto risplendente, con le mani giunte in attesa di quel 
miracolo che si ripete continuamente, era proprio come stare nel cielo stesso. E pensare che c’è della gente, che vi sono delle persone che in quel momento 
possono essere distratte, che magari stanno parlando... lo dico con dolore, e sono molti più uomini che donne, che se ne stanno in piedi con le braccia 
conserte come se dovessero rendere un omaggio al signore da pari a pari, da uguale ad uguale.
Disse la Vergine: «dillo agli esseri umani, che mai un uomo è così davvero uomo come quando piega i ginocchi davanti a dio».
Il celebrante pronunciò le parole della «Consacrazione». 
Era una persona di statura normale, ma all’improvviso cominciò a crescere, a riempirsi di 
luce, di una luce soprannaturale tra il bianco e il dorato che lo avvolgeva, e diventava fortissima nella parte del volto, tanto che non si potevano più 
vedere i suoi lineamenti. Quando ha sollevato l’ostia, ho visto che le sue mani avevano sul dorso dei segni, dai quali usciva molta luce. Era Gesù!... 
Era Lui, che con il Suo Corpo avvolgeva quello del celebrante come se circondasse amorosamente le mani del signor Arcivescovo. In quel momento, 
l’Ostia cominciò a crescere e a crescere in modo enorme e in essa, il Volto meraviglioso di Gesù che guardava verso il Suo popolo.
Istintivamente abbassai la testa e Nostra Signora disse: «Non distogliere lo sguardo, alza gli occhi, contemplalo, incrocia il tuo sguardo con il Suo e 
ripeti la preghiera di Fatima: Gesù mio, io credo, adoro spero e ti amo. Ti chiedo perdono per tutti quelli che non credono, non adorano, non 
sperano e non ti amano. Perdono e Misericordia... Adesso digli quanto lo ami, rendi il tuo omaggio al Re dei Re».
Vi dico, pareva che dall’Ostia enorme guardasse solo me, ma seppi che contemplava allo stesso modo ogni persona, pieno di amore... Quindi chinai 
il capo fino ad avere la fronte a terra, come facevano tutti gli Angeli e i Beati del Cielo. Per una frazione di secondo, pensai che era lo stesso Gesù che 
avvolgeva il corpo del celebrante e nello stesso tempo si trovava nell’Ostia, che quando il celebrante l’abbassava, diventava nuovamente piccola. Avevo 
le guance piene di lacrime, non potevo uscire dal mio stato di meravigliato stupore.
Non appena il monsignore iniziò a pronunciare le parole di consacrazione del vino, insieme alle sue parole, incominciarono ad apparire di bagliori come 
lampi, nel cielo e sullo sfondo. La Chiesa non aveva più né tetto, né pareti, tutto era buio, vi era solamente quella luce che brillava nell’Altare.
All’improvviso sospeso in aria, vidi Gesù, crocefisso, dalla testa fino alla parte bassa del torace. Il tronco trasversale della croce era sostenuto da grandi e forti 
mani. Dal centro di quello splendore, si distaccò un piccolo lume come una colomba molto piccola e molto brillante che, fatto velocemente il giro di tutta 
la chiesa, si posò sulla spalla sinistra del signor Arcivescovo che continuava ad essere Gesù, perché potevo distinguere la Sua capigliatura sciolta, le Sue 
piaghe luminose, il Suo grandioso corpo, ma non vedevo il Suo Volto.
In alto, Gesù crocifisso stava con il viso reclinato sulla spalla destra. Si vedevano sul volto e sulle braccia i segni dei colpi e delle ferite. Sul costato 
destro, all’altezza del petto, vi era una ferita da cui usciva a fiotti verso sinistra del sangue, e verso destra qualcosa che sembrava acqua, però molto 
brillante; ma erano piuttosto fasci di luce quelli che si dirigevano verso i fedeli, muovendosi a destra e a sinistra. mi stupiva la quantità di sangue che 
traboccava dal Calice e pensai che avrebbe impregnato e macchiato tutto l’Altare, ma non ne cadde una sola goccia!
In quel momento la Vergine disse: «te lo ripeto, questo è il miracolo dei Miracoli, per il Signore non esistono né tempo, né distanza e nel momento 
della Consacrazione, tutta l’assemblea viene trasportata ai piedi del Calvario, nel momento della Crocifissione di Gesù.»
Può qualcuno immaginarselo? I nostri occhi non lo possono vedere, ma tutti siamo là, nello stesso momento nel quale lo stanno crocefiggendo e mentre chiede perdono al Padre, non solamente per quelli che lo uccidono, ma per ognuno dei nostri peccati: «Padre, perdonali perché non sanno quello che fanno!»
A partire da quel giorno, e non mi importa se mi prendono per pazza, io chiedo a tutti di inginocchiarsi, chiedo a tutti di cercare di vivere con il cuore e con tutta la sensibilità di cui sono capaci, quel privilegio che il Signore ci concede.
Quando stavamo per cominciare a pregare il padre nostro, parlò il Signore, per la prima volta durante la celebrazione, e disse: «Ecco, voglio che tu preghi 
con la maggiore profondità di cui sei capace e che, in questo momento, ti ricordi della persona o delle persone che ti hanno causato più male nella 
tua vita, affinché tu li abbracci e li stringa a te e dica loro con tutto il 
cuore: -Nel Nome di Gesù io ti perdono e ti auguro la pace. Nel Nome di Gesù, ti chiedo perdono e mi auguro di avere la pace. Se questa persona 
merita la pace, la riceverà e ne avrà un gran bene; se questa persona non è capace di aprirsi alla pace, quella pace tornerà al tuo cuore. Ma non 
voglio che tu riceva o dia la pace ad altre persone, fino a quando non sei capace di perdonare e di provare quella pace dapprima nel tuo cuore.»
«Fate attenzione a quello che fate» - continuò il Signore - «voi ripetete nel 
Padre Nostro: perdonaci come noi perdoniamo quelli che ci offendono. Se siete capaci di perdonare e non, come dicono alcuni, di dimenticare, state 
mettendo delle condizioni al perdono di dio. State dicendo: perdonami soltanto come io sono capace di perdonare, non di più.»
Non so come spiegare il mio dolore, nel comprendere quanto possiamo 
ferire il Signore e quanto possiamo noi stessi offenderlo con tanti rancori, con i cattivi sentimenti e le cose cattive che nascono dai complessi e dalla 
suscettibilità. Perdonai, perdonai di cuore e chiesi perdono a tutti quelli che talvolta mi avevano offeso, per sentire la pace del Signore.
Il celebrante diceva: «... concedici la pace e l’unità...» e quindi: «La pace del Signore sia con tutti voi...»
Vidi d’un tratto, fra alcune persone che si abbracciavano (non tutte), venire a porsi in mezzo una luce molto intensa; seppi che era Gesù e mi slanciai allora ad abbracciare la persona che avevo a fianco. Potei sentire davvero in quella luce l’abbraccio del Signore, era Lui che mi abbracciava per darmi la Sua 
pace, perché in quel momento io ero stata capace di perdonare e di togliere dal mio cuore ogni offesa contro altre persone. Questo è ciò che Gesù vuole, 
condividere quel momento di gioia in un abbraccio per farci trovare la Sua Pace.
Arrivò il momento della comunione dei celebranti, e qui tornai a notare la presenza di tutti i sacerdoti insieme al monsignore. mentre egli si comunicava, 
la Vergine disse: 
«questo è il momento di pregare per il celebrante e per i sacerdoti che lo accompagnano, ripeti con me: Signore, benedicili, santificali, aiutali, purificali, amali, abbine cura, sostienili con il tuo amore... Ricordatevi di tutti i sacerdoti del mondo, pregate per tutte le anime consacrate...»
Amati fratelli, questo è il momento in cui dobbiamo pregare perché loro sono la Chiesa, come lo siamo anche noi laici. molte volte i laici esigono molto 
dai sacerdoti, però siamo incapaci di pregare per loro, di capire che sono persone umane, di comprendere e apprezzare la solitudine che molto spesso può circondare un sacerdote.
Dobbiamo capire che i sacerdoti sono persone come noi e che hanno bisogno di comprensione, di assistenza, che hanno bisogno di affetto e di attenzioni da parte nostra, perché stanno dando la loro vita per ognuno di noi, come Gesù, consacrandosi a Lui.
Il Signore vuole che la gente del gregge che Dio ha affidato loro, preghi e aiuti il proprio Pastore a santificarsi. Un giorno o l’altro, quando saremo  dall’altra parte, comprenderemo la meraviglia compiuta dal signore nel darci dei sacerdoti che ci aiutano a salvare la nostra anima.
La gente cominciò a uscire dai banchi per andare a comunicarsi. Era giunto il grande momento dell’incontro, della «Comunione»; il Signore mi disse: 
«Aspetta un momento, voglio che tu osservi qualcosa...» spinta da un 
impulso interiore, diressi lo sguardo verso la persona che stava per ricevere la comunione sulla lingua dalla mano del sacerdote.
Devo chiarire che questa persona era una delle signore del nostro gruppo che la sera prima non era riuscita a confessarsi, ma che si era confessata 
questa mattina, prima della Santa messa. Quando il sacerdote ebbe posto la Sacra Ostia sulla sua lingua, vi fu come un lampo di luce; quella luce di 
colore bianco dorato intenso, attraverso questa persona prima dalla spalla e poi circondando la spalla, gli omeri e la testa. Disse il Signore: «è così che 
Io Mi compiaccio nell’abbracciare un’anima che viene a ricevermi con il cuore puro!»
Il tono della voce di Gesù era quello di una persona felice. Io ero stupita nell’ammirare quell’amica che tornava al suo posto circondata di luce, 
abbracciata dal Signore; ho pensato alle meraviglie che noi tante volte perdiamo, perché andiamo a ricevere Gesù con le nostre piccole o grandi 
mancanze, mentre dovrebbe essere solo una festa.
molte volte diciamo che non vi sono sacerdoti per confessarsi spesso, ma il problema non consiste nel confessarsi spesso, il problema consiste nella 
nostra facilità a tornare a cadere nel male. D’altronde, così come ci sforziamo di trovare un salone di bellezza o gli uomini un barbiere quando abbiamo 
una festa, dobbiamo sforzarci anche di andare a cercare il sacerdote quando 
abbiamo bisogno che vengano tolte da noi tutte quelle cose sporche, e non avere la sfacciataggine di ricevere Gesù in qualsiasi momento con il cuore pieno di cose cattive.
Quando mi sono diretta a ricevere la comunione, Gesù ripeteva: «l’ultima 
Cena fu il momento di maggiore intimità con i Miei. In quell’ora dell’amore, ho istituito quello che agli occhi degli uomini può sembrare la più grande pazzia, farmi prigioniero d’Amore. ho istituito l’Eucarestia. 
Ho voluto rimanere con voi fino alla fine dei secoli, perché il Mio Amore non poteva sopportare che rimanessero orfani coloro che amavo più della Mia vita...»
Ricevetti quell’Ostia, che aveva un sapore particolare; era una mescolanza di sangue e incenso che mi inondò interamente. Provavo tanto amore che le 
lacrime scorrevano senza poterle trattenere...
Quando ritornai al mio posto, mentre mi inginocchiavo, il Signore disse: «Ascolta...» e in quel momento cominciai a sentire dentro di me le preghiere di una signora che era seduta davanti a me e che si era appena comunicata.
Quello che diceva senza aprire la bocca, era più o meno questo: «Signore, ricordati che siamo alla fine del mese e che non ho i soldi per pagare l’affitto, 
la rata della macchina, il collegio dei bambini, devi fare qualcosa per aiutarmi... Per favore, fa che mio marito smetta di bere tanto, non posso 
sopportare più le sue ubriachezze, e mio figlio minore perderà di nuovo l’anno se non lo aiuti questa settimana ha gli esami... e non dimenticarti della vicina che deve cambiare casa, che lo faccia una buona volta perché io non la posso sopportare... ecc. ecc.»
In quel momento, il signor Arcivescovo disse: «Preghiamo» è ovviamente tutta l’assemblea si alzò in piedi per la preghiera finale. Gesù disse con tono 
triste: «ti sei resa conto? Non Mi ha detto neanche una volta che Mi ama, non una sola volta ha dato segni di gratitudine per il dono che Io le ho fatto di far scendere la Mia Divinità fino alla sua povera umanità, per elevarla fino a Me. Non una sola volta ha detto: grazie, Signore. È stata una litania di richieste... e sono così quasi tutti quelli che vengono 
a ricevermi».
«Io sono morto per amore e sono risuscitato. Per amore, aspetto ognuno di voi e per amore rimango con voi... ma voi non vi rendete conto del fatto che Io ho bisogno del vostro amore. Ricorda che Sono il Mendicante d’Amore in quest’ora sublime per l’anima».
Vi rendete conto, che Egli, l’Amore, sta chiedendo il nostro amore e che noi non glielo diamo? Ed evitiamo anche di andare a questo incontro con l’Amore 
degli Amori, con l’unico amore che Si dà in oblazione permanente. Quando il celebrante stava per dare la benedizione, la Santissima Vergine parlò di nuovo e disse: «Fai attenzione, osserva bene... Invece di fare il segno della Croce, voi fate un ghirigoro. Ricorda che questa benedizione può essere l’ultima che ricevi nella tua vita dalla mano di un sacerdote. tu 
non sai se uscendo da qui, morirai o no, e non sai se avrai l’opportunità che un altro sacerdote ti dia una benedizione. quelle mani consacrate ti stanno dando la benedizione nel Nome della Santissima trinità, pertanto, fai il segno della Croce con rispetto e come se fosse l’ultimo della tua vita.»
Quante cose perdiamo non capendole, e quando non partecipiamo tutti i giorni alla Santa messa! Perché non fare uno sforzo e cominciare la giornata mezz’ora prima, per correre alla Santa messa e ricevere tutte le benedizioni che il Signore vuole riversare su di noi? 
Capisco che non tutti, a causa dei loro obblighi, possono farlo ogni giorno, ma almeno due o tre volte per settimana si; indubbiamente, tanti evitano la messa della domenica con il debole pretesto di avere uno o due o dieci bambini piccoli e pertanto non possono assistere alla messa... Come fanno quando 
hanno altri impegni importanti? Che vadano con tutti i bambini, oppure facciano i turni: il marito ci va in un’ora e la moglie in un’altra ora, ma che adempiano i propri obblighi verso Dio.
Abbiamo tempo per studiare, per lavorare, per divertirci, per riposare, ma NON 
ABBIAMO TEMPO PER ANDARE ALLA SANTA MESSA ALMENO LA DOMENICA.
Gesù mi chiese di rimanere con Lui qualche minuto in più, dopo terminata la messa. 
Disse: «Non andate via di corsa dopo terminata la Messa, rimanete un momento in Mia Compagnia, traetene profitto e lasciate che anche Io possa trarre 
profitto dalla vostra compagnia...»
Da bambina, avevo sentito dire da qualcuno che il Signore rimaneva in noi per 5 o 10 minuti dopo la comunione. In quel momento, glielo domandai:
- Signore, quanto tempo rimani davvero con noi dopo la comunione?
Immagino che il Signore debba aver riso della mia stupidità, perché rispose così: «tutto il tempo che tu vorrai tenermi con te. Se Mi parli durante 
tutto il giorno, dedicandomi qualche parola durante le tue faccende, Io ti ascolterò. Io Sono sempre con voi, siete voi che vi allontanate da Me. 
uscita dalla Messa, e per quel giorno è quanto basta; avete osservato il giorno del Signore, e tutto finisce lì, non pensate che Mi piacerebbe condividere la vostra vita famigliare con voi, almeno in quel giorno.»
«voi nelle vostre case avete un luogo per tutto, e una stanza per ogni attività: una camera per dormire,1’altra per cucinare, una per mangiare, 
ecc. ecc. quale è il luogo che hanno destinato a Me? deve essere un luogo nel quale non soltanto tenete una immagine permanentemente impolverata, ma un luogo nel quale almeno per cinque minuti al giorno 
la famiglia si riunisce a ringraziare per la giornata, per il dono della vita, a pregare per le necessità quotidiane, chiedere benedizioni, protezione, 
salute... tutti hanno un posto nelle vostre case, eccetto Io».
«Gli uomini programmano la loro giornata, la settimana, il semestre, le vacanze, ecc. ecc. Sanno in quale giorno riposeranno, in che giorno andammo al cinema o a una festa, a visitare la nonna o i nipoti, i figli, gli amici, quando andranno a divertirsi. Ma quante famiglie dicono almeno una volta al mese: «questo il giorno in cui dobbiamo andare a visitare 
Gesù nel tabernacolo» e tutta la famiglia viene a fare conversazione con Me, a sedersi di fronte a Me e a parlarmi, a raccontarmi ciò che è accaduto negli ultimi giorni, raccontarmi i problemi, le difficoltà che 
hanno, chiedermi ciò di cui hanno necessità... Farmi partecipe delle loro faccende! quante volte?»
«Io so tutto, leggo anche nel più profondo dei vostri cuori e delle vostre menti, però Mi piace che siate voi a raccontarmi le vostre cose, che Me ne facciate partecipe come con uno della famiglia, come con l’amico più intimo. quante grazie perde l’uomo perché non Mi dà un posto nella sua vita...!»
Quando quel giorno rimasi con Lui, e poi per molti altri giorni ancora, ricevetti degli insegnamenti che oggi voglio condividere con voi, in questa missione 
che mi è stata affidata. Dice Gesù: «volli salvare la Mia creatura, perché il momento di aprire la porta del 
Cielo è stato pieno di troppo dolore...» «Ricorda che nessuna madre ha nutrito il proprio figlio con la sua carne. Io Sono arrivato a questo eccesso d’Amore per comunicarvi i miei meriti.»
«La Santa Messa Sono Io stesso che prolungo la Mia vita e il Mio sacrificio sulla Croce in mezzo a voi. Senza i meriti della Mia vita e del Mio sangue, 
che cosa avete voi per presentarvi davanti al Padre? Il nulla, la miseria e il peccato...»
«voi dovreste sorpassare in virtù gli Angeli e gli Arcangeli, perché loro non hanno la fortuna di ricevermi come alimento, voi sì. Essi bevono una 
goccia della fonte, ma voi che avete la grazia di ricevermi, potete bere tutto l’oceano...»
Il Signore mi parlò poi, ancora con dolore, di quelle persone che si incontrano con lui per abitudine. di quelle che hanno perso il meraviglioso stupore 
dell’incontro con lui. di come la routine fa diventare certe persone così tiepide che non hanno mai niente di nuovo da dire a Gesù quando lo ricevono. E inoltre, delle non poche anime consacrate che perdano 
l’entusiasmo di innamorarsi del Signore e fanno della loro vocazione un mestiere, una professione, alla quale non si dedicano più di quanto sia necessario, ma senza sentimento...
Quindi il Signore mi parlò dei frutti che ogni comunione deve portare in noi. Accade infatti che ci sia della gente che riceve il Signore ogni giorno, 
ma non cambia la propria vita. Dedicano molte ore alla preghiera, compiono molte opere, ecc. ecc. ma la loro vita non si trasforma, e una vita che non si 
trasforma non può dare frutti autentici per il Signore. I meriti che riceviamo nell’Eucarestia debbono portare frutti di conversione in noi e frutti di carità 
per i nostri fratelli.
Noi laici abbiamo un incarico molto importante dentro la nostra Chiesa, non abbiamo nessun diritto di tacere davanti all’invito che ci fa il Signore, 
come lo fa ad ogni battezzato, di andare ad annunciare la Buona Novella. 
Non abbiamo alcun diritto di ricevere tutte queste conoscenze e non darle agli altri, e così permettere che i nostri fratelli muoiano di fame, mentre noi 
abbiamo tanto pane nelle nostre mani.
Non possiamo stare a vedere la nostra Chiesa andare letteralmente in rovina, perché siamo comodi nelle nostre Parrocchie, nelle nostre case, ricevendo e 
continuando a ricevere tanto dal Signore: la Sua Parola, le omelie del sacerdote, i pellegrinaggi, la misericordia di Dio nel Sacramento della confessione, l’unione meravigliosa attraverso il cibo Eucaristico, le conferenze del tale o 
del tal’altro predicatore. In altre parole, stiamo ricevendo tanto e non abbiamo il coraggio di uscire 
dalle nostre comodità, di andare in un carcere, in una casa di correzione, di parlare con chi é più bisognoso, di dirgli che non si dia per vinto, che è nato 
cattolico e che la sua Chiesa ha bisogno di lui, anche lì dove è, sofferente, perché questo suo dolore servirà per redimere altri, perché questo sacrificio 
gli farà guadagnare la vita eterna.
Non siamo capaci di andare negli ospedali dove ci sono i malati terminali e, recitando la coroncina alla Divina misericordia, aiutarli con la nostra preghiera 
in quei momenti di lotta tra il bene e il male, per liberarli dalle insidie e dalle tentazioni del demonio. Ogni moribondo ha paura, e anche soltanto tenendo 
loro la mano, parlando loro dell’amore di Dio e della meraviglia che li aspetta nel Cielo con Gesù e maria e insieme ai propri cari che sono già partiti, reca 
loro conforto.
L’ora che stiamo vivendo, non ammette che accettiamo l’indifferenza. 
Dobbiamo essere la mano d’aiuto per i nostri sacerdoti, andare dove loro non possono arrivare. ma per fare questo, per averne il coraggio, dobbiamo 
ricevere Gesù, vivere con Gesù, alimentarci di Gesù. Abbiamo paura di impegnarci un po’ di più e quando il Signore dice: «Cerca prima il Regno 
di dio e il resto ti sarà dato in aggiunta», é ricevere tutto. È cercare il Regno di Dio utilizzando tutti i mezzi e... aprire le mani per ricevere TUTTO 
in aggiunta; perché Egli è il Padrone che paga meglio, l’unico che è attento anche alle tue più piccole necessità!
Fratello, sorella, grazie per avermi permesso di portare a termine la missione che mi è stata affidata, di farti giungere queste pagine.
la prossima volta che assisterai alla Santa Messa, vivila. So che il Signore compirà anche in te la promessa che «la tua Messa non sarà mai più 
quella di prima» e quando lo ricevi... Amalo...! Sperimenta la dolcezza di riposare tra le piaghe del Suo costato aperto per te, per lasciarti la 
Sua Chiesa e Sua Madre, per aprirti le porte della Casa del Padre Suo, e perché tu sia capace di verificare il Suo Amore Misericordioso attraverso 
questa testimonianza e di cercare di corrispondervi con il tuo piccolo amore.

venerdì 25 ottobre 2013

Diario si Santa Gemma Galgani, venerdi 24 agosto

Più tardi ancora poi andai in chiesa per avere al solito la benedizione, ma mi pareva di essere stanca; infatti ero davvero, ma non è, come ho detto più volte, stanchezza propria, è svogliatezza e poca voglia di pregare; l'angelo custode mi disse in un orecchio che pregassi pure anche stando a sedere. Sulle prime non potevo cedere, ma insísté due volte, e allora obbedii e stetti sempre a sedere. Certo che ne ebbi piacere, perché non potevo starci in ginocchio.
Ieri sera pure mi fece capire che, quando Gesù si lamenta con me perché non faccio la meditazione, non vuol dire del giovedì e venerdì, intende parlare degli altri giorni: ed è vero infatti, perché in quei due giorni mai la dimentico. Gli promisi di essere più esatta nel farla, e mi comandò di andare a letto, dicendomi che ero stanca e badassi bene di dormire. Mi raccomandai che stasse con me, ma non me lo promise: è vero, non ci è mai stato.
«Ora poi», gli dissi, «corri da Gesù e pregalo tanto, perché dimani sera devo tornare a confessarmi e bisogna che lo veda »; e lui subito pronto: « E se venisse confratel Gabriele?». «Sarebbe lo stesso», risposi; «ma o Gesù o lui, confratel Gabriele, bisogna che in ogni modo li veda; pregalo che me la conceda questa grazia: mi è necessario». «Puoi dirlo a me?», mi disse. «Tu pure», risposi, «va' da Gesù e fatti dire ogni cosa, e poi torna a dirmele». Mi fece cenno di sì.
Mi aveva parlato pochi momenti fa di confratel Gabriele e, come sempre al sentirlo anche solo ricordare mi sento tutta rallegrare, non potei fare a meno di esclamare: «Confratel Gabriele, quanto è che l'aspetto, quanto lo desidererei! ». «E appunto per questo, perché hai questo desiderio sì forte, Gesù non vuole contentarti». Allora ridendo m'insegnò che, quando veniva Gesù, non mi facessi conoscere di aver la smania di vedere confratel Gabriele, ché allora mi contente-rebbe facilmente.
Intesi che scherzava, poiché so che a Gesù non si può nasconder nulla.
« Sii índifferente », mi ripeté, « e vedrai che Gesù te lo manda più spesso ». « E non mi riesce esserlo », gli dissi. «T'insegno io; devi dirgli così a Gesù: Se viene, bene; se no, è lo stesso», e nel dire così rideva forte forte.
Allora lo ripetei pure anch'io; ma lui capii che si divertiva. Mi comandò di andare a letto, dicendomi che per quella notte dovevo esser sola, perché, se ci fosse stato lui, non avrei mai dormito, e se ne andò.
È vero, perché quando ci è lui, non dormo: m'insegna tante cose che si fanno in paradiso, e passa presto presto la notte. Ma stanotte non è stato così: mi ha lasciata sola e ho dormito: più volte però mi sono svegliata, e allora mi diceva subito: « Dormi, se no scappo davvero ».
Ho sentito tuonare forte forte e avevo paura, e allora è venuto e si è fatto vedere; mi ha benedetta di nuovo e mi risono addormentata.

Diario di Santa Gemma Galgani, sabato 21 luglio

Stasera, come avevo promesso a Gesù, sono andata da padre Vallini a confessarmi.
Ma chi sa, dopo uscita di confessionario, mi sono sentita subito agitata e inquieta: era segno che il diavolo era vicino.
Purtroppo se era vicino! Ben me ne avvidi più tardi, quando mi misi a dire le mie preghiere.
Già, come ho detto, internamente e anche esternamente ero tutta in tempesta; avrei preferito entrare nel letto e addormentarmi anziché pregare; ma no, volli provare.
Incominciai a dire tre invocazioni, che sono solita ogni sera dire al Sacro Cuor di Maria; appena mi fui messa in ginocchio, il nemico, che già da qualche ora stava nascosto, si fece vedere nella forma di un uomo piccino piccino; ma così brutto, che fui presa tutta da spavento.
La mia mente era tutta rivolta a Gesù e nulla mi curavo di lui; continuavo a pregare, ma tutto ad un tempo cominciò a darmi dei colpi nelle spalle e più giù ancora: me ne dette assai.
Sarò stata circa una mezz'ora in quella tempesta; mi sono bene avveduta però che la cosa che più gli dispiaccia a lui è il raccoglimento, che Gesù spesso spesso mi fa provare.
Mi raccomandavo a Gesù, ma che! Intanto si avvicinava l'ora che dovevo obbedire, cioè di andare a letto; andarci in quel modo mi dispiaceva: non avevo ancora fatto l'esame di coscienza. Pregai il mio angelo custode, e mi aiutò davvero, in un modo devo dire al tutto curioso.
Appena mi si presentò, lo pregai tanto che non mi lasciasse sola. Mi domandò che avessi; gli feci vedere il diavolo, che si era assai allontanato, ma mi minacciava sempre.
Lo pregai che stasse con me tutta la notte, e lui mi diceva: « Ma io ho sonno ».
« Ma no », gli ripetevo, « gli angeli di Gesù non dormono ». « Ma pure », soggiungeva, « devo riposarmi »
(ma mi accorsi che faceva per ridere); « dove mi farai stare? ».
Io volevo dirgli che lui si mettesse sul letto, e io stavo lì a pregare; ma allora avrei disobbedito.
Gli dissi che stasse vicino a me; me lo promise.
Io andai a letto; dopo lui mi parve che allargasse le sue ali e mi venisse sopra il capo. Mi addormentai, e stamani pure era al solito suo posto di ieri sera. Io ce l'ho lasciato; quando sono tornata dalla messa, non ci era più.

martedì 22 ottobre 2013

Preghiera agli angeli custodi

Cantiamo gli angeli custodi degli uomini,
che il Padre in Cielo fece compagni della nostra fragile natura,
per timore che soccombesse alle trappole del nemico.
Infatti, poiché l'angelo del tradimento è caduto,
giustamente cacciato dagli onori,
si sforza con una violenta gelosia di conquistare coloro che Dio chiama al Cielo.
Vola, quindi, verso di noi con attenzione, o custode,
evita il paese che ti è affidato
così come le malattie dell'anima
e tutto ciò che si oppone al riposo dei suoi abitanti.
Sia levata sempre pia lode alla Santa Trinità,
la cui potenza dirige continuamente
il triplo edificio di questo mondo,
e la cui gloria regna nei secoli dei secoli.
Amen.


Padre Pio e gli angeli

Lo rimproverai severamente per essersi fatto attendere così a lungo, sebbene non avessi mai smesso di chiamarlo in mio soccorso. Per punirlo decisi di non guardarlo in faccia: volevo andarmene, sfuggirgli. Ma lui, poverino, mi raggiunse quasi in lacrime. Mi afferrò e mi fissò, finché non alzai gli occhi, lo guardai in faccia e vidi che era molto dispiaciuto. Disse: "Ti sono sempre vicino, mio caro protetto...L'affetto che provo per te non si spegnerà nemmeno con la fine della tua vita".

Come mi consola il fatto di sapere che siamo sempre sotto lo sguardo vigile di uno spirito celeste che non ci abbandona mai, nemmeno (cosa ammirevole) nelle azioni con le quali deludiamo profondamente Dio...
Prendete la bella abitudine di pensare sempre a lui. Al nostro fianco c'è uno spirito celeste che, dalla culla alla tomba, non ci abbandona nemmeno per un istante, che ci guida, ci protegge, come un amico, come un fratello e che ci consola sempre, specialmente nelle ore che sono per noi le più tristi.
Sappiate che questo buon angelo prega per voi: offre a Dio tutte le buone opere che fate, i vostri desideri più santi e puri. Nelle ore in cui vi sembra di essere sola e abbandonata non vi lamentate di non avere un'anima amica a cui aprire il vostro cuore e confidare le vostre pene: per carità, non dimenticate questo compagno invisibile, sempre presente per ascoltarvi, sempre pronto a consolarvi.
{Padre Pio}
{Fonte: Jean Derobert - Padre Pio témoin de Dieu}


Santa Teresa d'Avila e gli angeli


"Vedevo vicino a me, sul lato sinistro, un angelo con sembianze corporee. Era piccolo e molto bello; con il suo viso appassionato, pareva essere tra i più elevati tra coloro che sembrano incendiati d'amore, che io chiamo Cherubini poiché non mi hanno mai rivelato il loro nome.
Ma vedo chiaramente nel cielo una così grande differenza tra certi angeli e altri, che non saprei nemmeno spiegarla.
Vedevo dunque l'angelo che teneva in mano un lungo dardo in oro, la cui estremità di ferro pareva infuocata. Mi sembrava che lo conficcasse dritto nel mio cuore, fino a giungere alle mie viscere. Quando lo estrasse si sarebbe detto che il ferro le avesse portate via con sé e mi lasciò tutta immersa in un infinito amore verso Dio...
La soavità procuratami da quell'incomparabile tormento è così immensa che l'anima non poteva desiderarne la fine, né accontentarsi di altro all'infuori di Dio. Non è una sofferenza corporale, bensì spirituale.
E' uno scambio d'amore così dolce tra Dio e l'anima, che supplico il Signore di degnarsi, nella sua immensa bontà, di elargirne altrettanto a coloro che presteranno fede alle mie parole."
{Santa Teresa d'Avila}

Giovanna d'Arco e gli angeli


"Quando avevo all'incirca tredici anni cominciai a udire la voce di Dio che mi guidava e la prima volta provai una grande paura. Sentii quella voce, durante l'estate, nel giardino di mio padre, verso il mezzogiorno.
Essa proveniva dal lato destro, dov'era la chiesa, e di rado la sentivo senza vedere un forte chiarore nella stessa direzione.
Sentii la voce tre volte e compresi che si trattava della voce di una angelo.
La prima volta pensai che fosse l'arcangelo Michele ed ebbi molta paura; successivamente lo vidi molte volte, prima di sapere che era proprio lui. Vidi l'arcangelo e gli angeli con questi miei occhi, così come vedo voi. E quando si allontanarono da me, piansi perché avrei voluto che mi portassero con loro...Dissi alla voce che ero una povera ragazza e che non sapevo né cavalcare né fare la guerra."
{Giovanna d'Arco}

L'annunciazione vista da Teresa Neumann



Teresa vide una giovane donna, quasi ancora una ragazzina, in una piccola casa, immersa nella preghiera. All'improvviso davanti a lei c'è un uomo luminoso (espressione che la Neumann usava per indicare gli Angeli): questi non è entrato, semplicemente è lì. Io chiesi a questo punto a Teresa: "Aveva le ali?"
E lei: "Cosa credi? Gli esseri luminosi non hanno bisogno di ali."
L'uomo luminoso si inchina davanti alla fanciulla spaventata e parla... Maria, sempre spaventata, ma con l'espressione più fiduciosa, guarda la figura luminosa. L'angelo dice altre cose solenni. Lei chiede qualcosa all'Angelo e l'Angelo risponde. Quando l'Angelo finisce di parlare, la fanciulla china la testa e dice un paio di parole. In quello stesso momento Teresa vede una gran luce provenire dall'alto ed entrare nella fanciulla, mentre l'Angelo si inchina e scompare.
{Fonte: Johannes Steiner - The visions of Teresa Neumann}

Gesù parla degli angeli a Maria Lataste

La più intima unione dell'uomo è con gli Angeli e deve durare sempre, fino all'eternità. L'unione con la creatura materiale è a un livello molto basso, perché è solo transitoria e dura solo fino alla soglia dell'eternità. L'unione dell'anima con l'Angelo è la più forte perché non è passiva, ma è un'unione operante e piena di attività.
Tra l'uomo e gli Angeli c'è comunicazione, c'è intesa; e la comunicazione, l'intesa diventano tali che l'uomo finisce per somigliare all'Angelo e innalzarsi con lui.
Due cose gli Angeli hanno il potere di creare negli uomini. La prima è l'illuminazione dell'intelligenza, la seconda è il moto della volontà...
Gli Angeli illuminano gli uomini in tre modi: annunciano loro i divini misteri, istruendoli ed esortandoli.
Li illuminano manifestandosi a lor visibilmente o invisibilmente...Invisibilmente, quando non si servono di nessun oggetto sensibile per manifestarsi all'uomo, quando agiscono direttamente con l'anima sull'anima, quando gli parlano come da spirito a spirito, come da un angelo a un altro angelo; e questo avviene sia quando il loro interlocutore è sveglio, sia quando è addormentato.
Si avvicinano a tutti coloro che si interessano a loro e che si sono rivolti agli Angeli...Il moto della volontà non è un vero movimento, come quello che imprimereste a un oggetto qualunque; la volontà resta sempre libera e, in quanto libera, né gli Angeli né Dio possono imporre un movimento verso il bene se l'anima non lo vuole. Il moto dell'anima è una disposizione verso il bene, un'attitudine, una facilità a fare il bene. In questo modo gli angeli tolgono, fanno sparire o diminuiscono gli ostacoli che impedirebbero la volontà e l'arresterebbero.
Dio governa, dirige e conduce tutto grazie alla sua Divina Provvidenza. Nulla gli sfugge perché Egli ha creato tutto: conserva tutto, veglia su tutto e pone il suo sguardo su tutto.
Inoltre ha voluto affidare l'esecuzione degli atti della sua Provvidenza ai ministri che ha creato. Questi ministri sono gli Angeli. Dio ha creato l'uomo e lo ha affidato a loro. Gli Angeli rimangono sempre al suo fianco, sono i suoi custodi. Tutti gli uomini hanno un angelo custode...perché tale è la volontà del Padre, il quale agisce sempre per il bene e per la salvezza dell'uomo. Gli Angeli custodi non sono stati donati agli uomini dalla mia venuta in questo mondo, esistono fin dal principio.
Tutti gli uomini hanno ricevuto da Dio un Angelo che veglia su di loro Ecco quello che l'Angelo custode fa per voi e quello che voi dovete fare per lui. L'Angelo custode allontana da voi i mali del corpo e dell'anima; lotta contro i vostri nemici, vi incita a fare il bene; porta a Dio le vostre preghiere e incide sul Libro della Vita le vostre opere meritevoli; prega per voi, vi segue fino alla morte e vi porterà in seno a Dio, se vivrete nella giustizia durante il vostro passaggio sulla terra...
Un nonnulla può affliggere il vostro corpo per sempre, un incidente può distruggere la vostra anima. Non siete abbastanza preparati per evitare e allontanare tutti i pericoli; e quando pure lo foste, non sempre potreste farlo da soli.
Ciò che non vedete, il vostro Angelo può vederlo per voi e proteggerà il vostro corpo e la vostra anima, allontanando tutto ciò che potrebbe creare danno; lo fa senza che voi ve ne accorgiate. Se qualche volta ci riflettete e vi domandate come mai siete sfuggiti a un certo incidente o disgrazia, toccherete con mano l'azione del vostro angelo...infine il vostro angelo custode vi seguirà dappertutto, in ogni istante della vostra vita, e quando dovrete tornare a Dio, l'Angelo vi condurrà a Lui.
{Fonte: Pascal Darbins - Vie et ouevres de soeur Marie Lataste}


lunedì 21 ottobre 2013

Anna Caterina Emmerick e il suo Angelo

A volte passavo delle intere giornate con lui (l'angelo). Mi mostrava delle persone che conoscevo e altre che non avevo mai visto. Con lui attraversavo i mari alla velocità del pensiero. Potevo vedere lontano, molto lontano...Quando arriva per portarmi con sé, solitamente vedo in principio un debole chiarore e poi improvvisamente mi appare dinanzi, come la luce di una lanterna che illumina le tenebre...La mia guida è sempre davanti a me,a volte al mio fianco e non ho mai visto i supi piedi muoversi. E' silenzioso, fa pochi movimenti, ma alle volte accompagna le sue brevi risposte con un cenno della mano o inclinando il capo. Oh, com'è brillante e trasparente! E ha capelli setosi, fluttuanti e brillanti. Il suo capo non è coperto e l'abito che indossa è lungo e di un candore abbagliante...Gli parlo liberamente e tuttavia non ho mai potuto guardarlo in viso. Mi inchino dinanzi a lui ed egli mi guida con diversi cenni. Non gli faccio mai troppe domande, perché la soddisfazione che provo solo sapendolo al mio fianco mi trattiene. E' sempre molto breve nelle sue risposte...Una volta mi persi nei campi di Flamske. Ero terrorizzata, cominciai a piangere e a pregare Dio. Improvvisamente vidi davanti a me una luce, simile a una fiamma che si trasformò nella mia guida con indosso il suo abito. La terra sotto i miei piedi diventò asciutta, e né pioggia né neve cadevano su di me. Ritornai a casa senza neppure bagnarmi.