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lunedì 5 gennaio 2015

Il Santo Rosario - Rivelazioni della Vergine a Fatima


Ti ho dato la vista intellettiva di ciò che è un Rosario ben detto: pioggia di rose sul mondo. Ad ogni Ave che un'anima amante dice con amore e con fede io lascio cadere una grazia. Dove? Dappertutto: sui giusti a farli più giusti, sui peccatori per ravvederli. Quante! Quante grazie piovono per le Ave del Rosario! Rose bianche, rosse, oro.

Rose bianche dei misteri gaudiosi, rosse dei dolorosi, d'oro dei gloriosi. Tutte rose potenti di grazie per i meriti del mio Gesù. Perché sono i suoi meriti infiniti che dànno valore a ogni orazione. Tutto è e avviene, di ciò che è buono e santo, per Lui. Io spargo, ma Egli avvalora. Oh! Benedetto mio Bambino e Signore!

Vi do le rose candide dei meriti grandissimi della perfetta, perché divina - e perfetta perché volontariamente voluta conservare tale dall'Uomo - Innocenza di mio Figlio. Vi do le rose porpuree degli infiniti meriti della Sofferenza di mio Figlio, così volonterosamente consumata per voi. Vi do le rose d'oro della sua perfettissima Carità. Tutto di mio Figlio vi do, e tutto di mio Figlio vi santifica e salva. Oh! io sono nulla, io scompaio nel suo fulgore, io compio solo il gesto di dare, ma Egli, Egli solo è l'inesauribile fonte di tutte le grazie!

venerdì 24 ottobre 2014


Verranno certe mode che offenderanno molto Gesù.
Le persone che servono Dio non devono seguire la moda.
La Chiesa non ha mode.
Gesù è sempre lo stesso.

{La Madonna a Fatima}



giovedì 18 settembre 2014

"Novità apocalittiche da Fatima" di Antonio Socci



C’è una novità nel giallo del “terzo segreto di Fatima”, una profezia che attraversa tutto il Novecento e sembra proiettata alla sua realizzazione finale.
La novità è contenuta in una pubblicazione ufficiale del Carmelo di Coimbra, quello dove è vissuta ed è morta (nel 2005) suor Lucia dos Santos, l’ultima veggente. S’intitola “Un caminho sob o olhar de Maria” ed è una biografia di suor Lucia, scritta dalle consorelle, con dei preziosi documenti inediti della stessa veggente.
Prima di vederli bisogna ricordare bene qual è la storia di Fatima.

 LA STORIA DI UN SECOLO

 Nel divampare della Grande Guerra, il 13 maggio 1917 la Madonna appare, nel villaggio portoghese, a tre pastorelli.

I giornali laici irridono i “creduloni” sfidando la Vergine a dare un segno pubblico della sua presenza. Lei preannuncia ai tre bimbi che darà il segno e nell’ultima apparizione, quella del 13 ottobre, 70 mila persona accorse alla Cova de Iria assistono terrorizzati al vorticare del sole nel cielo. Un fenomeno che l’indomani sarà riferito sui giornali (pure anticlericali).
Nell’apparizione del 13 luglio la Madonna aveva affidato ai bambini un messaggio per il mondo intero. Era la grande profezia sui decenni successivi se l’umanità non fosse tornata a Dio.
In effetti si realizzò tutto: la rivoluzione bolscevica in Russia, la diffusione del comunismo nel mondo, le sanguinose persecuzioni contro la Chiesa e infine la seconda tragica guerra mondiale.
C’era poi una terza parte di quel segreto che si doveva rivelare – disse la Madonna – nel 1960. Arrivata quella data Giovanni XXIII secretò tutto perché terribile era il suo contenuto.
Provocò così una ridda di ipotesi. Nel 2000 Giovanni Paolo II rese noto il testo del terzo segreto che contiene la famosa visione del “vescovo vestito di bianco”, con il Papa che attraversa una città distrutta, i tanti cadaveri e poi il martirio del Santo Padre, di vescovi, preti e fedeli.
Da molti elementi si poteva intuire che non era tutto. Anche io, come altri autori, nel 2006 pubblicai un libro, “Il quarto segreto di Fatima”, dove mostravo che mancava la parte, scritta e inviata successivamente, con le parole della Madonna che spiegavano la visione medesima.
Lo stesso segretario di Giovanni XXIII, monsignor Capovilla, che aveva vissuto tutto in prima persona, in una conversazione con Solideo Paolini accennò proprio all’esistenza di quel misterioso “allegato”.
Da parte ecclesiastica si è ufficialmente smentito che esista e che vi siano profezie che riguardano i tempi odierni.

RATZINGER 2010

 Ma una clamorosa conferma implicita arrivò dallo stesso Benedetto XVI che durante un improvviso pellegrinaggio a Fatima, il 13 maggio 2010, affermò: “Si illuderebbe chi pensasse che la missione profetica di Fatima sia conclusa”.
Aggiunse: “sono indicate realtà del futuro della Chiesa che man mano si sviluppano e si mostrano… e quindi sono sofferenze della Chiesa che si annunciano”.
Ma quali profezie potrebbero trovarsi in quel testo?
Fanno riflettere queste due frasi del Papa pronunciate in quel discorso a Fatima: “L’uomo ha potuto scatenare un ciclo di morte e di terrore, ma non riesce ad interromperlo”. E poi: “La fede in ampie regioni della terra, rischia di spegnersi come una fiamma che non viene più alimentata”.
Dalle parole di papa Benedetto s’intuì dunque che c’è davvero  dell’altro in quel Terzo Segreto ed è drammatico per il mondo e per la Chiesa. Proprio a quella visita del papa è forse dovuta l’uscita di questo libro che fa filtrare un altro pezzetto di verità.
Il volume infatti attinge alle lettere di suor Lucia e al Diario inedito intitolato “Il mio cammino”. Impressionante, fra gli inediti, è il racconto di come suor Lucia superò il terrore che le impediva di scrivere il Terzo Segreto.

 L’INEDITO

Verso le 16 del 3 gennaio 1944, nella cappella del convento, davanti al tabernacolo, Lucia chiese a Gesù di farle conoscere la sua volontà: “sento allora che una mano amica, affettuosa e materna mi tocca la spalla”.
E’ “la Madre del Cielo” che le dice: “stai in pace e scrivi quello che ti comandano, non però quello che ti è stato dato di comprendere del suo significato”, intendendo alludere al significato della visione che la Vergine stessa le aveva rivelato.
Subito dopo – dice suor Lucia – “ho sentito lo spirito inondato da un mistero di luce che è Dio e in Lui ho visto e udito: la punta della lancia come fiamma che si stacca, tocca l’asse della terra ed essa trema: montagne, città, paesi e villaggi con i loro abitanti sono sepolti. Il mare, i fiumi e le nubi escono dai limiti, traboccano, inondano e trascinano con sé in un turbine, case e persone in un numero che non si può contare, è la purificazione del mondo dal peccato nel quale sta immerso. L’odio, l’ambizione, provocano la guerra distruttrice. Dopo ho sentito nel palpitare accelerato del cuore e nel mio spirito una voce leggera che diceva: ‘nel tempo, una sola fede, un solo battesimo, una sola Chiesa, Santa, Cattolica, Apostolica. Nell’eternità  il Cielo!’. Questa parola ‘Cielo’ riempì il mio cuore di pace e felicità, in tal modo che, quasi senza rendermi conto, continuai a ripetermi per molto tempo: il cielo, il cielo!”.
Così le viene data la forza per scrivere il Terzo Segreto.
L’inedito che ho appena citato è un documento molto interessante, dove gli addetti ai lavori trovano facilmente conferma alla ricostruzione storica per cui il Terzo segreto è composto di due parti: una, la visione, fu scritta e inviata prima, mentre l’altra – quella che nelle parole della Madonna è “il significato” della visione stessa – fu scritta e inviata successivamente.
E’ il famoso e misterioso “allegato” a cui accennò Capovilla. E’ il testo, tuttora non pubblicato, dove presumibilmente sta la parte che più spaventava suor Lucia. La stessa parte che spaventò Giovanni XXIII (ma anche, prima di lui, Pio XII) e che Roncalli decise di non rendere nota perché – a suo avviso – poteva essere solo un pensiero di suor Lucia e non avere origine soprannaturale.
E’ una parte così esplosiva che si continua tuttora, ufficialmente a negarne l’esistenza. E l’apertura di Benedetto XVI nel 2010, che ha portato anche alla pubblicazione di questo volume, oggi si è richiusa.

 CHI TACE….

Lo dimostra quanto è accaduto a Solideo Paolini, il maggiore studioso italiano di Fatima che, viste le pagine di questo libro che gli ho inviato, ha scritto al Carmelo di Coimbra chiedendo di poter consultare le due opere inedite menzionate nel volume, ritenendo che lì vi siano ulteriori dettagli sulla parte secretata.
La lettera è arrivata a destinazione (ne fa fede la ricevuta), ma non ha avuto risposta. Paolini allora ha scritto di nuovo entrando nel merito e chiedendo se suor Lucia ha mai messo nero su bianco quel “significato della visione” che dall’Alto le era stato dato di comprendere e che quel 3 gennaio evitò di annotare su suggerimento della Madonna: “nelle opere che vi avevo chiesto di consultare c’è nessun riferimento a ‘qualcosa di più’ a riguardo del Segreto di Fatima, a tutt’oggi testualmente inedito?”.
La lettera risulta pervenuta il 6 giugno. Ma anch’essa non ha avuto risposta. Eppure sarebbe stato semplice rispondere di no. Evidentemente la risposta era “sì”, ma non si può dare, perché sarebbe esplosiva. Così tacciono.
Tuttavia la visione che ho appena citato rimanda ai due elementi che presumibilmente sono contenuti nel testo inedito del Segreto: la profezia di un’immane sciagura per il mondo e una grande apostasia e crisi della Chiesa. Una prova apocalittica al termine della quale – disse la Madonna stessa a Fatima – “il mio Cuore Immacolato trionferà”.
A questo sperato “trionfo” fece riferimento nel 2010 Benedetto XVI: “Possano questi sette anni che ci separano dal centenario delle Apparizioni (2017) affrettare il preannunciato trionfo del Cuore Immacolato di Maria a gloria della Santissima Trinità”.
Significa che oggi, 2014, siamo già entrati nella spaventosa prova? In effetti se si guarda la cronaca…

Antonio Socci

Da “Libero”, 17 agosto 2014

{Fonte: http://www.antoniosocci.com}


martedì 24 giugno 2014

Le apparizioni dell'Angelo - "Memorie di Suor Lucia"

Giocavamo da qualche minuto, quando un forte vento scosse gli alberi e ci fece alzare gli occhi per vedere cosa succedeva, dato che la giornata era serena. 
Vedemmo allora, al di sopra dell'oliveto
incamminarsi verso di noi la tal figura di cui ho già parlato.
Giacinta e Francesco non l’avevano mai vista né io ne avevo mai parlato loro. 
Mano a mano che s’avvicinava, ne scoprivamo le fattezze: un giovane di 14-15 anni, più bianco della neve, che il sole rendeva trasparente come se fosse di cristallo, e d’una grande bellezza.
Arrivando presso di noi, disse: – Non abbiate paura! Sono l’Angelo della Pace. Pregate con me.
E, inginocchiandosi per terra, piegò la testa fino a toccare il suolo, e ci fece ripetere tre volte queste parole:
– Mio Dio! lo credo, adoro, spero e Vi amo! Vi domando perdono per quelli che non credono, non adorano, non sperano, e non Vi amano.
Poi, alzandosi, disse:
– Pregate così. I Cuori di Gesù e di Maria stanno attenti alla voce delle vostre suppliche. 
Le sue parole restarono talmente impresse nella nostra mente che mai più le dimenticammo. E da quel giorno passavamo lungo tempo, così prostrati, ripetendole, certe volte, fino a cader di stanchezza.
Raccomandai subito di mantenere il segreto, e questa volta, grazie a Dio, fecero quel ch’io volevo.
Passato un lungo tempo, un giorno d’estate, in cui eravamo andati a passare la siesta in casa, giocavamo su di un pozzo che i miei genitori avevano nell’orto, che chiamavamo l’Arneiro. 
Improvvisamente, vedemmo vicino a noi la stessa figura, o Angelo, come mi pare che fosse. Ci disse:
– Cosa fate? Pregate, pregate molto. I Cuori Santissimi di Gesù e di Maria hanno su di voi dei disegni di misericordia. 
Offrite costantemente all’Altissimo preghiere e sacrifici.
– Come dobbiamo sacrificarci? – domandai.
– Di tutto quello che potete, offrite un sacrificio a Dio, in atto di riparazione per i peccati da cui Egli è offeso, e come supplica per la conversione dei peccatori. Attirate così sulla vostra Patria la pace.
Io sono il suo Angelo Custode, I’Angelo del Portogallo. Soprattutto, accettate e sopportate con sottomissione le sofferenze che il Signore vi manderà.
Passò ancora parecchio tempo e andammo a pascolare le nostre greggi in un podere dei miei genitori situato sul pendio della montagna già ricordata, un po’ più in su dei Valinhos. 
È un oliveto che chiamavamo Pregueira. Dopo la merenda, decidemmo di andar a pregare nella grotta, dall’altra parte della montagna. 
Perciò facemmo un giro lungo la costa e dovemmo arrampicarci sulle rocce che si trovano sopra la Pregueira. Le pecore riuscirono a passare con molta difficoltà.
Appena arrivammo là, in ginocchio, con la faccia a terra, cominciammo a ripetere la preghiera dell’ Angelo: Mio Dio! lo credo, adoro, spero e Vi amo, ecc. Non so quante volte avevamo ripetuto questa preghiera, quando vedemmo brillare su di noi una luce sconosciuta. Ci alzammo per vedere cosa succede e vedemmo l’Angelo, con un calice nella mano sinistra, sul quale stava sospesa un’Ostia da cui cadevano alcune gocce di sangue dentro il calice.
L’Angelo lasciò sospeso in aria il calice, s’inginocchiò presso di noi, e ci fece ripetere tre volte:
– 'Santissima Trinità, Padre, Figlio, Spirito Santo, (Vi adoro profondamente e) Vi offro il Preziosissimo Corpo, Sangue, Anima e Divinità di Gesù Cristo, presente in tutti i tabernacoli della terra, in riparazione degli oltraggi, sacrilegi e indifferenze con cui Egli stesso è offeso. E, per i meriti infiniti del Suo Santissimo Cuore e del Cuore Immacolato di Maria, Vi chiedo la conversione dei poveri peccatori.'
Dopo si alzò, prese nelle sue mani il calice e l’Ostia. Diede a me la sacra Ostia, e divise il Sangue del calice tra Giacinta e Francesco dicendo nello stesso tempo:
– Prendete e bevete il Corpo e Sangue di Gesù Cristo, orribilmente oltraggiato dagli uomini ingrati. Riparate i loro crimini e consolate il vostro Dio.
E, prostrandosi di nuovo in terra, ripeté con noi, altre tre volte, la stessa orazione. «Santissima Trinità... ecc.», e sparì. 
Noi rimanemmo nella stessa posizione, ripetendo sempre le stesse parole; e quando ci alzammo, ci accorgemmo che era notte e quindi ora di tornar a casa.


La prima confessione - "Memorie di Suor Lucia"


Quando arrivò il mio turno, andai ad inginocchiarmi ai piedi del nostro buon Dio, rappresentato dal suo ministro, a implorare il perdono dei miei peccati. 
Quando terminai, vidi che tutti ridevano. 
Mia madre mi chiamò e disse: – O figlia mia! Non sai che la confessione si fa sottovoce, che è un segreto? Ti hanno sentita tutti! Soltanto alla fine hai detto una cosa che nessuno ha capito.
Nel tornare a casa, mia madre tentò varie volte di scoprire quel che lei chiamava il segreto della mia confessione; ma non ottenne altro che un profondo silenzio. 
Adesso dunque rivelerò il segreto della mia prima confessione. Il buon sacerdote, dopo avermi ascoltata, mi disse queste brevi parole: – Figlia mia, la tua anima è il tempio dello Spirito Santo. Conservala sempre pura, affinché Lui possa continuarvi la Sua azione divina.
Nell’udire queste parole mi sentii compenetrata di rispetto verso il mio intimo, e chiesi al buon sacerdote come dovevo fare. 
– In ginocchio, lì, ai piedi della Madonna domandale con molta fiducia che si prenda cura del tuo cuore, che lo prepari a ricevere domani degnamente il Suo amato Figlio, e che lo custodisca per Lui solo. 
C’erano in Chiesa varie statue della Madonna. Però, siccome le mie sorelle erano incaricate di sistemare l’altare della Madonna del Rosario, io ero per questo abituata a pregare davanti a quella Madonna; perciò anche quella volta andai lì. 
Le chiesi, quindi, con tutto l’ardore di cui fui capace, che custodisse soltanto per Iddio il mio povero cuore. 
Nel ripetere varie volte quest’umile supplica con gli occhi fissi sulla statua, mi parve che Lei sorridesse e che, con uno sguardo e un gesto di bontà, mi dicesse di sì. 
Rimasi così inondata di tanta letizia, che con difficoltà riuscivo a pronunciar una parola.


lunedì 23 giugno 2014

La prima pagina del quotidiano "O Século" del 15 ottobre 1917


Il quotidiano O Seculo, nell'edizione del 15 ottobre 1917, presentava per la prima volta la fotografia dei Pastorelli e diffondeva in tutto il Paese la notizia del "Miracolo del sole", "cose meravigliose: come il sole ha danzato a mezzogiorno a Fatima."

venerdì 31 gennaio 2014

Il Santo Rosario - Lettera di Suor Lucia Dos Santos

Fratelli e sorelle a me cari, è la Madonna stessa che ci esorta a recitare il suo Rosario con più fede, con più fervore, contemplando i misteri della gioia, della passione e della gloria del Figlio suo che volle associarla al mistero salvi­fico della nostra redenzione.
Per questo vi esorto a ri­leggere e meditare il messaggio che la Ma­donna ci rivol­se parlando a noi della potenza ed efficacia che il S. Rosario ha sempre sul Cuore di Dio e su quello del Figlio suo.

Ecco perché la Madonna stes­sa nelle sue apparizioni prende parte alla recita del Rosario come alla Grotta di Lourdes con S. Bernadetta e a Fatima con me, Francesco e Giacinta. Ed era durante il Rosario che la Vergine usciva da una nube e si posava sull'elce avvolgendoci nella sua luce. Anch'io da qui, dal Mona­stero di Coimbra, mi unirò a tutti voi per una più forte e uni­versale crociata di preghiera.
Però ricordate che non sono io sola a unirmi a voi: è tutto il Paradiso che si unisce all'armo­nia della vostra corona e sono tutte le anime del Purgatorio che si uniscono all’eco della vostra supplica.


È quando il Rosario scorre nel­le vostre mani che gli Angeli e i Santi si uniscono a voi. Per que­sto vi esorto a recitarlo con profondo raccoglimento, con fede, meditando con religio­sa pietà il significato dei suoi misteri. Vi esorto pure a non biascicare le "Ave Maria" a tarda notte quando siete op­pressi dalla fatica del giorno.

Recitatelo pri­vatamente o in comunità, in casa o fuori, in chiesa o per le strade, con semplicità di cuore seguen­do passo pas­so il cammi­no della Ma­donna col Figlio suo.
Recitatelo sempre con viva fede per chi nasce, per chi soffre, per chi lavora, per chi muore.
Recitatelo uniti a tutti i giusti della terra e a tutte le Comunità Mariane, ma, soprattutto, con la semplicità dei piccoli, la cui voce ci unisce a quella degli Angeli.

Mai come oggi, il mondo ha bisogno del vostro Rosario. Ricordate che sulla terra vi sono coscienze prive della luce della fede, peccatori da conver­tire, atei da strappare a Satana, infelici da soccorrere, giovani disoccupati, famiglie nel bivio morale, anime da strappare all'inferno.
È stata. tante volte la recita di un solo Rosario a piacare lo sde­gno della Divina Giustizia otte­nendo sul mondo la misericor­dia divina e a salvare tante anime.
Solo così affretterete l'ora del trionfo del Cuore immacolato della Madonna sul mondo.
Vi abbraccio tutti con affetto.
Suor Lucia dos Santos

lunedì 21 ottobre 2013

L'inferno secondo Suor Lucia, veggente di Fatima

La Madonna ci mostrò un grande mare di fuoco, che sembrava stare sotto terra. Immersi in quel fuoco, i demoni e le anime, come se fossero braci trasparenti e nere o bronzee, con forma umana che fluttuavano nell'incendio, portate dalle fiamme che uscivano da loro stesse insieme a nuvole di fumo, cadendo da tutte le parti simili al cadere delle scintille nei grandi incendi, senza peso né equilibrio, tra grida e gemiti di dolore e disperazione che mettevano orrore e facevano tremare dalla paura. I demoni si riconoscevano dalle forme orribili e ributtanti di animali spaventosi e sconosciuti, ma trasparenti e nere. Questa visione durò un momento. E grazie alla nostra buona Madre del Cielo, che prima ci aveva prevenuti con la promessa di portarci in Cielo (nella prima apparizione), altrimenti credo che saremmo morti di spavento e di terrore.